Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7595 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Associates Perhaps
Voto:
E comunque complimenti per la recensione, sopratutto per la frase "i testi delle canzoni erano dei drammi mascherati di una finta e temporanea festa collettiva e apparentemente condivisibile, e riusciva a descrivere la sua sofferenza sotto un velo di sole, in un modo speciale ma soprattutto ironico". Descrivi bene l'amara allegria con le quali alcune anime tristi cercano di dimenticare la loro infelicità. Un altro personaggio che si comportava così e che mi viene in mente forse è Marc Almond. L'album comunque non ce l'ho, di loro ho solo il cd che ho recensito, ero però più orientato a prendere "The Affectionate Punch" che questo, tu cosa mi consigli?
Associates Perhaps
Voto:
Ha eccola la recensione! Non riuscivo a trovarla perchè tu l'hai attribuita a "THE" Associates mentre la mia è a nome Associates e basta. Possiamo metterci d'accordo e chiedere agli editors di mettere tutto sotto lo stesso nome. Io farei togliere il "The" se sei d'accordo.
Associates Fourth Drawer Down
Voto:
Davvero? Sapevo che lavoravano per la stessa casa discografica ma non che avessero collaborato. Tra l'altro dopo che McKenzie si è suicidato, Smith gli ha dedicato il brano "Cut Here" (che a dire il vero non ho mai ascoltato). Sicuramente il disco che hai citato sarà uno dei miei prossimi acquisti; certo che i CD degli Associates o li ordini o non li trovi da nessuna parte.
Death in June But, What Ends When The Symbols Shatter?
Voto:
Nella mia discoteca personale dei DIJ trova spazio "Nada!" che reputo un buon album, ma è difficile che mi venga la voglia di aquistare uno dei loro lavori più folk, soprattutto dopo aver visto Douglas in concerto qualche anno fa: l'ho trovato francamente troppo monotono e noioso. Il folk, apocalittico o meno, non è mai stato in cima alle mie preferenze
Cranes Population Four
Voto:
Qualche anno fa avevo saputo da un'intervista ad Alison dei litigi con la casa discografica che voleva trasformare
i Cranes in una classica band di rock alternativo anni 90. Guardando la copertina di "Population 4" dalla camicia a scacchi di Jim si già cominciare a temere che il disco si un tributo a Kurt Cobain ed effettivamente, ascoltandolo, qualche ammiccamento alla moda Grunge purtruppo c'è. Lo stile delle improvvise sfuriate chitarristiche di alcuni brani sembrano venire più da Seattle che da "Lillies" o "Clear". Ad ogni modo non tutto il male viene per nuocere ed a parte la brutta "Stalk" (d'accordo che Alison alla lunga è monotona, ma bisognava proprio far cantare Jim?) il resto è più che dignitoso, soprattutto nella seconda parte con la solare "Brazil", l'inquieta "On Top of the World" e l'energica "Let Go".
Depeche Mode A Broken Frame
Voto:
Disco eccellente se non ci fossero “A Photograph Of You“, “Satellite” e “The Meaning Of Love“.
Indeciso tra 3 e 4 metto 4 anche perché è l’album più ingiustamente sottovalutato dei nostri.
The Cure Kiss me Kiss me Kiss me
Voto:
Anche per me "Wild Mood Swings" è inferiore e l'ho sottolineato. Il paragone l'ho fatto perchè entrambi sono dischi poco omogenei che presentano canzoni con stili ed umori differenti, poi che "Kiss Me x 3" sia più riuscito non ci sono dubbi.
The Cure Kiss me Kiss me Kiss me
Voto:
Si, carino, ma per me è una sorta di "Wild Mood Swings" degli anni 80, anche se più fresco e riuscito. Accanto a gemme come "The Kiss", "Snakepit", "Just Like Heaven", "If Only Tonight We Could Sleep", "Catch" e "Fight" troviamo scarti o roba che sarebbe stata meglio se confinata a fare da b-side come "Hot Hot Hot!!!", "Hey You", "All I Want" e "How Beautiful You Are". Una selezionatura più accurata della scaletta non sarebbe stata male ma forse Smith ha pensato di sfruttare lo spazio che offriva il supporto CD (allora una novità). Alla lunga stanca un pò il registro troppo melodrammatico che Robert tiene in troppi brani. Apprezzabile comunque il coraggio di andare oltre all'etichetta dark e di ampliare ulteriormente la proposta come già fatto in "The Head On The Door" e "The Top". Per me un tre abbondante, ma non si arriva al quattro.
Cranes Self-Non-Self
Voto:
Che la voce di Alison sia delizia e allo stesso tempo croce per l'ascoltatore posso essere d'accordo. La cantante è il marchio di fabbrica ed allo stesso tempo il limite del gruppo, visto che ha una voce poco duttile, tanto che mi verrebbe per questo da paragonarla a una O'Riordan(paragone in peggio) o ad una Frazer(paragone in meglio). Per quanto riguarda l'Ep in questione, come ho già scritto nella recensione di Hypnosphere, non mi ha mai entusiasmato più di tanto, lo sento un pò freddo e prematuramente datato anche se comunque presenta buoni brani.
Cranes Self Non Self
Voto:
Sì, effettivamente ha un suono più ruvido ed elettrico/elettronico di tutti gli altri dischi dei Cranes, e forse
è anche quello più cupo. Sulle influenze alzo le mani per quanto riguarda Z'ev e Young Gods che non conosco bene,
ma di D.A.F. e Suicide mi sembra che non ci sia proprio nulla. Un disco carino ma riuscito a metà, i Cranes a mio parere si trovano più a loro agio con gli strumenti tradizionali.