Mr.Moustache

DeRango : 0,77
DeEtà™ : 7595 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
Stephen Frears Mary Reilly
Voto:
Mah, e gli unici film tratti da romanzi sarebbero quelli che tu auto-definisci horror/gotici? Se lo dici tu.. recensione buttata un pochino lì, così, tanto per fare statistica..
Jean Pierre Melville Frank Costello, Faccia D'Angelo (Le samourai, 1967)
Voto:
Scusa, intendevo il '67 .. mi sono vaaagamente confuso!
Jean Pierre Melville Frank Costello, Faccia D'Angelo (Le samourai, 1967)
Voto:
Non metto in dubbio che il film da te recensito possieda quel carattere a cui fai riferimento: tagli nelle inquadrature veramente esemplari, colori innovativi per il cinema post-noir (intendo la pellicola e l'esposizione), però nei contenuti lo vedo sicuramente bello, ma non quanto i senza nome. Quest'ultimo, a parte Volontè che è a mio avviso troppo formalizzato dallo stesso regista, mi lascia molto in bocca, e Delon (con quei baffettini da anni di stra-piombo) è forse reduce in una delle sue più strepitose interpretazioni, per non parlare dei mostri dell'armadio, quella è paranoia pura mai rappresentata in modo così simbolista nel cinema di quegli anni e specie di quel genere, uno spacco con il continuum-metrico del film da non poco, che gli dona una spiritualità quasi sciamanica, tanto da essere così azzeccata in un contesto decisamente fuori luogo.. Le Samourai è senz'ombra di dubbio una sperimentazione molto, ma molto consistente, ripeto, per i colori, per Delon che comunque è strepitoso, e anche per il commissario che è azzeccato come azzeccati sono tutti gli ambienti e i locali in cui il film è girato (era il '69..), ma il feticcio realismo de I senza nome mi ha sconvolto, specie per il tacito rapporto che è strettamente legato a tutto il film. Una polizia brutale, una situazione sociale, quella francese, intrisa di repressione e frustrazione, di peccatori (indimenticabile addirittura il personaggio che ricicla la refurtiva, con il suo sguardo miscredente!). E' uno dei pochi film in cui non si può che stare dalla parte del "male", in quanto sinonimo di unica salvezza, di sopravvivenza, con quel sentore di redenzione che traspare dietro ad ogni angolo del film, pensa ad esempio la parte del cecchino per così dire "maledetto". E' veramente un film che mi ha saputo stupire per l'originalità di interpretazione della vita criminosa, unico.
Jean Pierre Melville Frank Costello, Faccia D'Angelo (Le samourai, 1967)
Voto:
Preferisco il Melville de "I Senza nome". Ma a quanto sembra, a dire di molti, non me ne intendo proprio di cinema. Buona recensione.
Paul Verhoeven Robocop
Voto:
Che ricordi: un 5, vivendo nell'epoca dei corto-shit come spider-man, superman, io robot(?!!) hannibal lecter e via dicendo, se lo merita tutto il grande ed anti-ossidante robocop, e se lo merita anche perchè come spieghi giustamente tu, non esistono più film che trattano con apparente sufficienza tematiche così svariate ed in grado di essere accessibili a tutti, e non solo a intellettualotti che sbeffeggiano il loro stesso ego, ma proprio a tutti. Questo film appartiene a quella fascia di crono-storia cinematografica americana che ha preceduto la fine dell' anime-motion (movenze fotogramma per fotogramma, ovvero un lavoraccio), per vedere spuntare film attuali, in cui il cyborg altro non è che un insieme di pixel palesemente disposti a computer allo scopo di ricreare qualcosa di esplicitamente anti-realistico e soprattutto, in grado di deludere. Memorabile la scena in cui spara facendo passare il proiettile in mezzo alla gonna della sventurata-rapinata, colpendo alle parti basse uno dei male-intenzionati che la stavano importunando. Quella sì che era violenza (innovativa nel cinema per tutti), altro che Hostel..
Martin Scorsese Fuori Orario
Voto:
Bella recensione, davvero! Questo è uno dei film più interessanti dal punto di vista compositivo di Scorsese. Come al solito, c'è chi ogni tanto butta giudizi inspiegabili e frettolosi.
Martin Scorsese L'Età Dell'Innocenza
Voto:
Mi scusi, ENEAthedevil.. non enethedevil..
Martin Scorsese L'Età Dell'Innocenza
Voto:
Non mi ero accorto del commento di Enethedevil al quale esprimo totale reciproca solidarietà, e che mi vede gemellato con chi è contro i concetti pomposi ed abilmente cammuffati allo scopo di esaltare prodotti poco riusciti solo perchè ai più tengono banco. Quello che Poletti dice è il suo parere personale, ma il modo con cui lo esprime, beh, quella è un'anticchia di frustrazione..
Martin Scorsese L'Età Dell'Innocenza
Voto:
Mr.Poletti, come dirLe, Scorsese mi affascina e tanto anche, ma vede, in questo film mi riesce di vederlo irriconoscibile, quasi "curato" da qualche sorta di "Pharmakòn" in grado di alterare lapersonalità. Trovo questo film scontatissimo, non tanto per le scenografie, i vestiti evvìa dicendo.. quanto invece per l'irrealistico contesto storico, ottocentesco all'appunto, e (converrà con me) non caratterizzato solamente da ricchezza, benestare, spettacoli lirici e così via, ma anche da povertà, miseria e degrado sociale presente in primis in quel dell'alto borgo, prima ancora che nelle masse: questa pellicola non rispecchia per niente in pieno (a mio parere) ciò che la nobiltà e l'aristocrazia erano nella loro rigidità, e risuona invece essere come una commediola romanzata dai tiepidi contenuti. Per ultima cosa, ritengo di non avere una cultura cinematografica abbondantemente soddisfacente (come invece mi sembra di intuire essere dalla sua punta di presunzione, una cosa in Lei del tutto radicata), ma credo più in Mean Streets, 1929, Taxi Driver, Casinò, L'ultima Tentazione, Toro Scatenato e (con un po' di interrogativi) anche in Gangs Of New York (maggiormente esplicativo e soddisfacente di questo nel realismo dei contenuti, ovviamente a mio parere). Chiudendo, Wynona Ryder mi sembra più cleptomane che altro (ma questi sono, scuSI la retorica, gusti personali). Per concludere (questa volta sul serio), mi sento di consigliarLe di evitare di esprimere pareri sull'altrui pensiero in modo così spregiudicato e grossolano. Anche chi afferma prepotentemente e qualunquisticamente giudizi lampo sull'altrui impressione, ha a mio avviso numerosi problemi sulla comprensione di quello che è il cinema e suoi mille modi di interpretarlo.
Martin Scorsese L'Età Dell'Innocenza
Voto:
Mr.Poletti, come dirLe, Scorsese mi affascina e tanto anche, ma vede, in questo film mi riesce di vederlo irriconoscibile, quasi "curato" da qualche sorta di "Pharmakòn" in grado di alterare lapersonalità. Trovo questo film scontatissimo, non tanto per le scenografie, i vestiti evvìa dicendo.. quanto invece per l'irrealistico contesto storico, ottocentesco all'appunto, e (converrà con me) non caratterizzato solamente da ricchezza, benestare, spettacoli lirici e così via, ma anche da povertà, miseria e degrado sociale presente in primis in quel dell'alto borgo, prima ancora che nelle masse: questa pellicola non rispecchia per niente in pieno (a mio parere) ciò che la nobiltà e l'aristocrazia erano nella loro rigidità, e risuona invece essere come una commediola romanzata dai tiepidi contenuti. Per ultima cosa, ritengo di non avere una cultura cinematografica abbondantemente soddisfacente (come invece mi sembra di intuire essere dalla sua punta di presunzione, una cosa in Lei del tutto radicata), ma credo più in Mean Streets, 1929, Taxi Driver, Casinò, L'ultima Tentazione, Toro Scatenato e (con un po' di interrogativi) anche in Gangs Of New York (maggiormente esplicativo e soddisfacente di questo nel realismo dei contenuti, ovviamente a mio parere). Chiudendo, Wynona Ryder mi sembra più cleptomane che altro (ma questi sono, scuSI la retorica, gusti personali). Per concludere (questa volta sul serio), mi sento di consigliarLe di evitare di esprimere pareri sull'altrui pensiero in modo così spregiudicato e grossolano. Anche chi afferma prepotentemente e qualunquisticamente giudizi lampo sull'altrui impressione, ha a mio avviso numerosi problemi sulla comprensione di quello che è il cinema e suoi mille modi di interpretarlo.