Grendel

DeRango : 0,04
DeEtà™ : 7476 giorni • Qui dal 20 dicembre 2005
Marillion Script For A Jester's Tear
Voto:
A parte il fatto che se ne possono anche scrivere recensioni corte e imbottirle ugualmente di smisurate minchiate...la tua non è essenzialità, è pressappochismo! Hai ragione, la recensione non deve piacere a me: e dici esattamente quello per cui ti ho criticato. Ovvero deve interessare chi non li conosce (ti cito testualmente:"...quelli che li svalutano senza nemmeno conoscerli o non sanno proprio chi sono..."). Se glielo spieghi con 'sto capolavoro che hai scritto...mi sa che lasci il tempo che trovi. Guarda che non devi mica scrivere una tesi di laurea, sai? Che poi i testi siano deprimenti, questo è un'altra cosa su cui c'è molto di cui discutere. Come anche la ferrea volontà di apparire prog-band (gli articoli della stampa specializzata e le fanzine esistono anche per essere lette!) e la magistralità delle parti strumentali (giusto per rimanere nel periodo Fish, allora, e quelle in "Misplaced Childhood" sono cose dell'altro mondo!). Mah, lasciati consigliare: se hai paura di scrivere delle cretinate facendo una recensione più lunga, lascia perdere, và!
Marillion Script For A Jester's Tear
Voto:
Chiedo venia, non eri tu quello che avevo "bacchettato", ma Vinsex per "Misplaced Childhood"! Per il resto del discorso, però, non ti chiedo scusa, anzi...
Marillion Script For A Jester's Tear
Voto:
Se per l'altro disco dei Marillion ti avevo "bacchettato", per questo ti stronco: leggendo le tue parole, chi non conosce il disco capisce veramente molto poco. Soprattutto perchè, penso io, prima di fare una recensione ci vorrebbe un minimo di cognizione di causa. A prescindere che il prodotto in questione sia una porcheria(a maggior ragione)o un capolavoro. Io li seguo dalla nascita (come altri nell'ambito della musica progressiva, sia del decennio in questione, sia di quello precedente che di quello successivo), e veder recensito così un gruppo che, tra l'altro, è in "pista" da ben 24 anni...beh, francamente mi fa cadere fragorosamente i coglioni per terra! Non mi piacciono i doppioni, ma questa recensione "grida vendetta": potesse essere anche tra qualche anno (nella speranza che DeBaser esista ancora!), ma se deve rimanere l'unica, la ricriverò!
Pat Metheny & Lyle Mays As Falls Wichita, So Falls Wichita Falls
Voto:
Da aggiungere soltanto che "It's for You" fu usata come pezzo nella colonna sonora del film "Fandango", esordio, se non sbaglio, da protagonista di Kevin Costner: è inserita nel momento più romantico della pellicola in questione, forse molto acerba ma comunque simpatica...
Mangala Vallis Lycanthrope
Voto:
Che questo gruppo venisse recensito, non me l'aspettavo: che la cosa fosse fatta da un "novizio" ancora meno. Dopo tante recensioni incensanti a proposito di questo gruppo sulle testate di settore (c'era puzza di pubblicità), leggere un giudizio molto più obiettivo fa piacere. Che il prog non sia morto, questo è certo; il fatto è che, non so se dire per fortuna o purtroppo, campa negli affollati canali dell'underground e delle etichette indipendenti, per la maggior parte delle volte (discorso valido per il prog che si rifà agli anni d'oro dei primi '70). Da quello che ho capito tu sei anche piuttosto giovane, e la cosa mi fa doppiamente piacere. Sulla fiducia al disco darei 5, alla luce di quanto mi dici, ma non lo faccio solo perchè, per essere onesto, non l'ho ancora comprato, ma penso che, grazie alle tue parole, mi hai convinto un po' di più ed avvicinato al negozio di dischi.
Mauro Repetto Zucchero Filato Nero
Voto:
Non ho capito il controsenso: le 5 stelle sono per la sfiga o per la bruttezza dell'album?
Pat Metheny One Quiet Night
Voto:
Il voto alto al disco è proprio per quella tua frase sul finale: è in presa diretta. Chi si potrebbe permettere ciò nel 2006? Chi dice di aver registrato un disco in presa diretta, il 99,9% delle volte dice frescacce, date retta a me! Non concordo nel considerare quello di "Last Train Home" il primo Metheny: quella definizione la uso per il suo periodo ECM.
Billy Joel 52nd Street
Voto:
A me piace molto la tua recensione, al di là del disco: trovo sia una bella prova di sintesi e pienezza di contenuti, passando in rassegna tutte le tracce senza fronzoli e considerazioni pomposamente inutili.
Billy Joel The Stranger
Voto:
Dissento dal concetto di nulla posteriore a questi due album. Io gli altri non li butterei: certo, non salvo la produzione intera, ma "52nd Street" io lo ascolto ancora volentieri, per esempio...
Davide Van De Sfroos Per Una Poma
Voto:
Anche quando l'impegno è minimo (come nel prodotto in questione) si vede la bravura di un artista che in molti credeno di conoscere, e che saccentemente (ahimè, è un male comune del secolo appena iniziato, mi par proprio di notare!) giudicano in maniera affrettata: molto probabilmente perchè non capiscono le sfaccettature del dialetto che, letto nella "traduzione" del booklet perde gran parte della suo significato. O forse c'è qualche altro motivo che, mi auguro, non sia riconducibile alla solita impulsività che crea i sapientoni di cui sopra. Io sono laghèè d'adozione, il dialetto l'ho imparato ed ora lo apprezzo: anche io, prima, pensavo che fosse, alla lunga, noioso. Credo, quindi, di non essere di parte se dico che il signor Bernasconi è un artista a 360°. Soprattutto, fuori dal giro discografico delle major stramaleddette che appestano la musica moderna e la condurranno, molto presto, alla morte.