easycure

DeRango : 3,14
DeEtà™ : 8124 giorni • Qui dal 13 marzo 2004
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
x lux: io mi baso sulla pura espressione musicale, perchè è quella che mi interessa. Per quanto concerne i testi non so cosa hli passava per la testa, per quanto riguarda l'espressione prettamente musicale, sento un brano sostanizialmente prog, epico e certamente non alienato. Per questo il growl mi pare un puro espediente formale, ne di più ne di meno.
My Bloody Valentine Isn't Anythying
Voto:
Certo che no. I Velvet underground, e quindi buona parte della produzione indie degli anni '80, sono nei geni anche dei MBV. Per esempio io con gli Yo la tengo ci vedo parecchie analogie, se pur gli Yo la tengo hanno un approccio più classico al brano
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
Su scaruffi non hai colto: ti sto rigirando il tuo stesso discorso; è lui che utilizza la definizione "masterpiece" per i dischi con rating 9. di conseguenza QUELLI sono i dischi che definisce capolavori, non i dischi con rating 8. l'ha detto Scaruffi, non me la sto prendendo con te.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
ti ho capito, ma non condivido affatto. I my bloody valentine che tu hai citato sono un gruppo comunicativissimo, non c'è una loro melodia che non sia assolutamente fruibile, sono un gruppo tranquillamente definibile pop, eppure, come tu stesso hai affermato, sono anche avanguardistici. Dunque le cose non possono stare come tu le hai poste, non esiste l'"avanguardia" da una parte e la "comunicatività" dall'altra. La migliore avanguardia per me e non solo per me (ma non tanto per Scaruffi per esempio) è proprio quella che riesce ad essere comunicativa. Il growl in quel pezzo secondo me è tutto tranne che naturale. è anzi il tentativo piuttosto patetico di sembrare un qualcosa di comunque unico (utilizzando uno stilema death in campo diciamo prog) rigirando gli stessi elementi di fondo da cui comunque non riescono a prescindere. è anzi totalmente innaturale, visto che non ha senso a livello espressivo se non in quanto tale, non serve per comunicare un qualcosa di sociale, ne uno stato emotivo particolarmente alienato, come generalmente si fa nel death ma non solo, anche in certe derivazioni hardcore per esempio. Non ha dunque alcuna ragione espressiva, ma è appunto un puro apriorismo utilizzato in maniera del tutto decontestualizzata. è dunque anche l'antitesi della comunicatività, è comunicativo solo perchè va incontro a quello che un certo tipo di pubblico si aspetta di ascoltare, ma di fatto non comunica nulla se non il suo esistere in quanto tale, cioè, appunto, è un puro stilema e cioè, appunto, non ha nulla di artistico.
Stone Temple Pilots Core
Voto:
inutile, non onutile :-)
Stone Temple Pilots Core
Voto:
disco veramente onutile. Irritante.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
ma se Masterpiece significa capolavoro (da vocabolario), saranno i dischi quotati 9 ad essere capolavori. E d'altronde, se capolavoro è il non plus ultra, è ovvio che solo i dischi quptati più alti saranno considerati tali, non trovi? Anche "masterpiece" è un rating suo, mica me lo sto inventando, è tutto nel suo sito
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
Nella seconda parte della ballata devono per forza cambiare con le distorsioni per sottolineare il capovolgimento emotivo del brano, in poche parole, lo enfatizzano. Ma come espediente questo è piuttosto scontato, stra utilizzato e quindi ingenuo. Per quanto riguarda il tuo secondo appunto, mi sembrano stilemi enormemente canonici. ma come, proprio tu che ascolti più metal di me ti meravigli? Il growl, la parte più riflessiva, il finale epico e altisonante, sono cose sentite, stra risentite e ancora risentite, sono prevedibili, francamente banali. E il fatto che di per sè debbano suscitare un emozione è aprioristico e piuttosto insulso. E d'altronde è proprio per questo che sono stilemi: perchè vengono utilizzati a priori, come componente fondamentale e irrinunciabile dell'espressione. Il che per me è segno di bruttezza, poichè è d'ogni forma d'arte che si rispetti, il modellare il pezzo a seconda della propria visione e della propria sensibilità, il trasmettere a seconda di una certa finalità. Poi viene la forma, il fatto dunque di ricorrere a stilemi preconfezionati, che vanno a costituire la base dell'espressione, per me è una deformità, è brutto.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
Lux, lux, e poi sarei io il furbacchione? :-) 8 di voto non è capolavoro. Masterpiece significa in inglese capolavoro, e corrisponde ai dischi con rating 9. otto significa si "Buy it now", ma non capolavoro. A parte ciò, ti sottolineai già come io non ho ne la pretesa ne la voglia di essere d'accordo con lui in tutto e per tutto. Non lo sono sui DT, a cui non darei neanche una sufficienza, e non lo sono sui Cure a cui, è bene precisarlo, non darei comunque neanche un nove (cosi rispondo anche a Tommy sulla mia presunta mancanza di obiettività in tal senso), ma darei diversi otto. Per quanto riguarda il rock inglese hai ragione. I miei esempi erano comunque per dimostrare che "accanimenbto" è una parola grossa. In ogni caso la sua analisi su molto rock inglese è accurata e sensata (e la condivido), inutile dire che la maggior parte delle avanguardie (anzi, forse tutte) sono state in USA. A parte ciò, sono d'accordo con te su Springsteen, mi sembra totalmente fuori luogo. Ma ripeto, non avrei mai la pretesa di essere in linea con Scaruffi su tutto.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
Lux, i pezzi gli ho sentiti: The Night And The Silent Water non cambia granchè il mio giudizio. Ha una tensione drammatica notevole e non banale, è vero, ma il fatto di dover necessariamente ricorrere a uno stilema per poter evocare una sensazione è una deformità inconcepibile. E per quanto loro provino comunque a reinterpretarlo, non mi sembra che ne escano granchè vincitori. Per quanto riguarda Face of Melinda invece ti riconosco che mi ha abbastanza colpito: come formato ballad non è affatto banale, almeno nella prima parte è davvero abbastanza convincente, pur non essendo affatto moderna (pretesa che comunque non hanno); nella seconda parte ricorrono ai soliti effetti speciali un pò imbarazzanti nella loro ingenuità espressiva, nel complesso comunque, se pur la loro personalità non va fondamentalmente oltre il fattore esecutivo, è una ballad discreta e molto migliore delle pretenziose e ipocrite divagazioni melodiche dei DT. E arrivo addirittura a dirti che un pò della presunzione di gruppi come Opeth ci vorrebbe al rock di oggi. In definitiva l'altra faccia di questa presunzione è la ricerca di un'epicità, di un assoluto, di un reale emozionare che manca totalmente al vuoto citazionismo post-moderno in cui cascano tragicamente la maggior parte dei gruppi di questo decennio, almeno gli Opeth credono ancora nel rock, il che, pur con tutti i difetti di cui sopra, non è cosa da poco.