easycure

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Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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ah, tra l'altro ho trovato sulla scheda di Scaruffi sui DT questa chicca su "Metropolis part.2" :-D .."L'accentuato melodismo degenera in canzoni da night-club come Through Her Eyes e One Last Time, ballads languide e sentimentali che sono un po' indegne per intellettuali del loro livello"
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
Voto:
poi ripeto: Scaruffi non è il padreterno; ovviamente io sono d'accordo con lo Scaruffi sugli Slint, non certo sui Dream Theater. In ogni caso Spiderland degli Slint NON ottiene, anche per Scaruffi, ne lo stesso voto ne lo stesso tipo di valutazione di Images and Words. Infatti la recensione di Images and Words non ha ALCUN riferimento storico (il che conferma tra l'altro che Scaruffi non si basa affatto solo su analisi storico/culturali), e l'unico riferimento storico presente nella scheda sui DT è: "Nella linea evolutiva che porta dagli EL&P agli Yes e poi dai Rush ai Queensryche, i Dream Theater accoppiano le sonorita` piu` ostili della musica rock con quelle piu` gravi.."
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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evidentemente hai perso buona parte della recente discussione: 1) stavamo parlando degli Ayreon, non dei DT. 2) non stavamo neanche specificamente parlando degli Ayreon come gruppo, quanto delle recensioni agli Ayreon dedicate; poi siamo finiti a parlare delle recensioni in generale. Quindi il riferimento a Scaruffi NON riguarda i suoi gusti, le sue preferenze, i suoi voti. Riguarda il suo modo di scrivere recensioni.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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certo che l'ho visto. E con questo? :-) Mica ho detto che sono d'accordo con lui in tutto, sarebbe abbastanza patetico. Il mio era semplicemente un esempio di "buona recensione"
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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inoltre tu pretenderesti assurdamente di "spiegare" le recensioni di Scaruffi e co. cosi come il mio modo di intendere la critica riccorrendo a un presunto "mentalismo".. voglio tranquillizzarti :-) ..io non mi nego nessuna emozione: il modo in cui intendo la critica, è molto semplicemente ciò che il mio gusto, il mio approccio musicale mi suggerisce: se un pezzo è banale (per la mia sensibilità), molto semplicemente non mi dice niente, non mi emoziona.. mi sembra sotto sotto il tuo stesso approccio quando parli di "pezzo suonato bene ma non banale". come vedi, il principio è lo stesso. Ed è comunque una questione di sensibilità. d'altronde, per altro, io potrei dire lo stesso: dal mio punto di vista infatti mi sorpende e mi rattrista che uno per emozionarsi debba ricorrere a gruppi che non possono prescindere da strutture, intepretazioni e canoni ultracomplessi e altisonanti e che contemporaneamente nei loro pezzi più melodici usano gli stilemi più classici e banali del pezzo rock melodico. Il discorso è abbastanza facilmente rigirabile :-)
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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ma PERCHE'? io mi pongo questa domanda; perchè la loro scrittura è bella? Ma perchè è originale, fuori dai canoni della canzone standard, perchè è visionaria eppure comunicativa, perchè ha stile. Queste sono tutte considerazioni che NON possono prescincere da un'analisi culturale (da cui comunque nessuno prescinde, mi pare piuttosto indimostrabile il contrario) ma che NON si identificano affatto con un'analisi storico/culturale, ma espongono concetti ben più universali e certo non sovrapponibili semplicemente a storia e cultura. A me sembra piuttosto che tu in una critica voglia negare ogni perchè (e questo ne fa in un modo o nell'altro un atteggiamento aprioristico):"è bello perchè è bella la melodia"; questo non significa nulla. Lo si può dire relativamente ad ogni singolo brano composto. tu dici: "suonato in maniera genuina ma non scontata e banale"; Bene: e quali sarebbero i canoni per valutare questa banalità e questa scontatezza? si torna sempre li.. :-)
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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ma continui ad essere assolutamente tendenzioso attribuendo una pura matrice storico culturale al mio punto di vista come a quello delle recensioni che ti ho postato: il mio non è solo un punto di vista storico culturale.. strano che tu non te ne sia ormai accorto dopo mesi e mesi di discussione: allora tutti i vari concetti di espressività, sostanza, contenuto, originalità che ci stanno a fare? :-) li ho ripetuti, converrai, fino alla nausea eppure tu non li prendi minimamente in considerazione: una volta ti ho fatto l'esempio dei Cure ricordi? Ebbene, i cure storicamente valgono davvero piuttosto poco.. a livello della New Wave non sono stati ne i primi ne i più importanti, e men che mai la loro produzione può essere considerata innovativa: eppure i Cure hanno una scrittura secondo me eccezionale, bellissima:
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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Critiche del genere non servono a nulla? ma dai, ma via.. sono proprio queste critiche che pongono alla base un principio estetico, permettono almeno realmente un tentativo di discernere il bello dal brutto, permettono almeno un accrescimento del proprio senso estetico, permettono di leggere cioè di ASCOLTARE e non solo di sentire un disco.. mi spiace per te che tu abbia bisogno nel leggere una critica solo di sapere che gli arrangiamenti sono belli e che in 120 minuti un disco sfoggi 20 generi diversi.. per me una critica del genere è solo mediocre ammissione del fatto che il Rock, evidentemente, nella sua superficialità (anzi peggio: inutilità) di contenuti non è arte. O quantomeno, è un'arte inferiore rispetto alle altre. non lo accetto e non lo accetterò mai.. perchè ci sono dischi come Repeater o Spiderland a dimostrare il contrario.. ma dunque perchè dovrei considerare meno che ridicole critiche che non mi permetterebbero di discernere qualitativamente "supernatural" di Santana da "Dark side of the moon" dei Pink Floyd? (perchè il discorso su arrangiamenti e voci è perfettamente applicabile a entrambi senza alcuna differenza tangibile se non di genere) ..quindi vorrei capire con cosa una critica come quelle che intendi tu distingue un presunto capolavoro da una presunta ciofeca.. o si dovrebbero distinguere solo in base al genere? A ciò che un gruppo suona? ..Quindi gli Ayreon che fanno progressive sono OVVIAMENTE migliori della Pausini (nonostante la bella voce e la competenza) solo sulla base del fatto che fanno un genere diverso.. considerazioni, quindi, fino a prova contraria puramente a priori puramente a priori.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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A parte ciò, è semplicemente un metodo di analisi che guarda a ciò che un'opera d'arte è. E non si limita a quello che un opera d'arte ha, utilizza, come espediente formale. Perchè QUESTO è terribilmente estetizzante nel suo ricorrere costantemente ad apriorismi: cosa significa gli artisti hanno dedizione-ergo è un bel disco? cosa significa il cantante ha una bella voce e canta bene-ergo è un bel disco? cosa significa gli arrangiamenti sono belli-ergo è un bel disco? TUTTI questi sono apriorismi, perchè pongono come condizione a priori, stantia e immutabile, alcuni discutibili "dogmi" puramente interpretativi e totalmente illogici (perchè il saper cantare dovrebbe fare da se e di per se il gran pezzo?) e ne fanno la base per giudicare il pezzo. non ascoltano ciò che il pezzo comunica e DUNQUE giudicano il disco.. partono da premesse che dovrebbero essere la CONSEGUENZA. tutto ciò è abbastanza assurdo, nonchè per me piuttosto orribile.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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ah, e invece non sarebbe estetizzante una critica che guarda agli arrangiamenti e alla qualità tecnica dei cantanti? Ma per favore! Inoltre, sei tu che ci stai leggendo tutto questo intellettualismo nelle critiche che io ti ho riportato come esempio. Io ci vedo solo molto rigore, nonchè l'espressione di critici che nella loro vita hanno ascoltato di tutto. è chiaro che se le tue premesse sono quelle di vedere in queste critiche costanti assunti storico/cronologici il tuo discorso potrebbe anche filare. Ma non è cosi. Ne io ne le critiche che ti ho proposto pongono necessariamente un'analisi storica di questi dischi, o comunque di certo non solo. ovviamente la premessa di ogni critica dev'essere un minimo di contestualizzazione: sarebbe presuntuoso (nonchè assolutamente estetizzante nel suo sostanziale apriorismo) pretendere di valutare un disco in maniera totalmente priva da ogni riferimento contestuale, come se un disco non vivesse della cultura in cui esso stesso è inserito.