easycure

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Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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poi, la tua idea di espressività è piuttosto confusa: l'espressività di cui tu parli (lo so bene io che studio psicologia sociale) è un'espressività prettamente funzionale/adattiva, che non è ovviamente frutto di un processo cosciente, nel suo essere conseguenza di interiorizzazioni continue: il fine di tale espressività è l'azione.. ogni espressione comunicativa tende a mutare o a far permanere un qualcosa nell'ambiente. Ora, pensi che tutto ciò sia applicabile all'arte? Pensi che la funzionalità adattiva sia il concetto base dell'espressione artistica? come potrtebbe mai essere pensabile ciò? come si potrebbe pensare questo della poesia? come si potrebbe pensaree questo di un brano musicale che per l'appunto abbia un senso? cioè sia coscientemente finalizzato a un tipo di comunicazione (il cui processo ovviamente è prima di tutto inconscio ma non per questo spontaneo, riflessivo)..
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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Orione orione, sinceramente, mi fai un pò tristezza.. possibile che ancora dopo mesi e mesi tu sia qui a tentare di dimostrare che non mi sono evoluto, che il mio è un punto di vista limitato perchè estremo etc. etc. ..con tutto il rispetto, penso che tu non abbia davvero davvero argomenti per dimostrae in ultimo ciò.. come al solito noto che ti ritrovi a giocare all'inquisizione, il che denota una certa debolezza a controbattere realmente in quanto ad argomenti: per quanto riguarda la mia evoluzione, la tua critica nei miei confronti è piuttosto "disonesta": tu non tenti infatti realmente di vedere un evoluzione, pretendi solo di leggere fra le righe ogni volta che ripeto uno stesso concetto ad un altra persona che scrive qui: ma se certi concetti sono da chiarire ad altri commentatori, è ovvio che io li ripeta, indipendentemente che CON TE li abbia già esplicati. Il tuo è un punto di vista davvero poco obbiettivo. Tanto per tagliare ogni dubbio, comunque, basta che ti fai una panoramica dei post del 2004 ad ora e infine avrai un'idea di questa benedetta "evoluzione", sneza dover ogni volta aspettare il prossimo detrattore a cui RIspiegare per l'ennesima volta concetti già noti per tentare di dimostrare la mia presunta staticità.
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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"si va dall’heavy metal all’hard rock, dal progressive allo space rock psichedelico, con in più svariate parti acustiche e tocchi folk oltre alle orchestrazioni; il tutto miscelato, anche all’interno di un unico brano, con gran maestria"-metalinside.it "Prendete una mente geniale cresciuta roccheggiando, poi prendete 18 tra i migliori musicisti e cantanti del mondo, unite il tutto ad una sana dose di ecletticità e ad una produzione stellare"-psycobite.net "Oltre cento minuti di musica in cui stili eterogenei si mescolano in un ensemble sonoro di grande efficacia" ..""Il livello tecnico dei pezzi risulta essere relativamente complesso, ma mai esagerato: l'autore ha rivolto in questo album l'attenzione molto più agli arrangiamenti" .."Ma cos'è che caratterizza e valorizza maggiormente The Human Equation? Certamente il cantato, di gran stile e fattura."-extramusic.it :-) Caro Fabio, la realtà, come sempre, ha mille facce. E in ogni caso, con molta onestà, ho riportato anche alcuni estratti delle "sperticate lodi" a questo disco: il loro metro di valutazione a me pare, come dire, piuttosto superficiale (il che spiega tra l'altro da che stile vengano molte delle recensione sui DT di questo sito)
e in ogni caso contribuisce ulteriormente a validare la necessità di un punto di vista come il mio.. comunque grazie dell'intervento :-D
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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"la musica di "The human equation" ha un andamento più stanco e poco brillante, non rimpiazzando le pomposità (che, bene o male, avevano il loro perché) con una struttura musicale e dei temi degni di essere ricordati. In generale questo doppio CD (eh già... perché pensavate di scampare alla legge del doppio CD?), ricco di belle illustrazioni ed ovviamente suonato orridamente, non mi ha entusiasmato..."-www.arlequins.it "Devo ammettere però che questo nuovo doppio cd (ormai sembra che superare i 100 minuti sia la norma per l'olandese) mi ha lasciato leggermente spiazzato all'inizio, e annoiato alla fine."-metalized.it "altrettanto probabilmente, non è il suo miglior lavoro, nè opera meritevole di lodi sperticate e di valutazioni da panegirico classico.
Siamo dinanzi si ad un disco perfettamente prodotto, suonato magistralmente, arrangiato in modo straordianrio e ben curato in fatto di concept, ma alcuni difetti, a mio modo di vedere non secondari, minano l'effetto finale riducendolo ad un buon lavoro. Il che, per un'opera importante ed intrigante quale vorrebbe essere "The Human Equation", considerata anche la mole di lavoro e gli sforzi di produzione, è una magra consolazione."-hardsounds.it
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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Orione Orione, giorni e giorni di lunghissimi e articolati post da parte di entrambi e ancora sei qui a chiedermi una cosa del genere? :-) ..vatti a rileggere sopra, la risposta è già tutta li. In particolare ti consiglio di prestare attenzione al nostro scambio di battute sul brano "Home", li c'è molto sull'argomento "totale mancanza di intento espressivo" ..per quanto riguarda la totale mancanza di una visione o di un intento espressivo tra l'altro, a me piacerebbe sapere le TUE opinioni, che non ho mai avuto in tal senso (anche perchè se ricordi bene la nostra ultima discussione si è interrotta e da te non ho avuto ulteriore risposta), perchè come al solito si torna sempre li: nessuna dimostrazione (e in questo caso il termine è appropriato) del contrario; specificami dove secondo te starebbe l'espressività e dove trasparirebbe una reale visione nella musica dei DT
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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ma non è cosi, non è vero: il prog può essere considerato borghesemente estetizzante in un certo periodo, non nel corso di tutta la sua evoluzione; se ti riferisci, tanto per semplificare e non dover ricorrere a citare ogni singolo gruppo, al periodo post '72-'73 ci possiamo stare, ma prima era tutt'altro che riassumibile e definibile estetizzante e borghese.. ma basta sentire i gruppi, basta accorgersi della sua iniziale eterogeneità.. e il suo percorso in tal senso è stato MOLTO diverso da quello del metal, che intrinsecamente non può neanche essere definito tale se non si fa riferimento a un certo tipo di stilemi, il che non è certo applicabile anche al Progressive. non è il discorso del gusto di un assolo o di un cambio di tempo, è decisamente più a priori la questione. é l'approccio che non va, perchè non è votato ad esprimere nulla, non c'è unicità non c'è una visione, non c'è reale intento espressivo, non c'è reale comunicazione, se non comunicazione della propria comunicazione (ma senza neanche ricerca in tal senso, come già detto e come è ben osservabile). I cambi di tempo non è che non mi piacciono di per sè, ma devono avere un senso, un significato, devono essere frutto di una scelta precisa e cosciente.. qualunque artificio può piacere o meno dal mio punto di vista, è il come lo si usa, è il cosa si vuole esprimere attraverso di esso che conta.
Fugazi 5 questions to Guy Picciotto
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non ti preoccupare kosmina.. finalmente l'hai vista, comunque... non aspettavo altro che un tuo commento.. oh com'è finita poi la storia della recensione? mi raccomando spedisci eh ;-)
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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A dire la verità, i Velvet Underground suonerebbero decisamente unici e inimitabili anche oggi. Probabilmente non innovativi perchè frutto di decenni di influenza da loro stessi creata ma di certo sarebbero unici. Tu sti continuando ad attribuirmi la necessità di essere innovativi ma ti ripeto che per me non è cosi fondamentale :-) E comunque tu stesso dici: innovazione e originalità sono relativi ai contesti storici. Giusto, storici, non presunti contesti di genere
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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"è un grave atto di presunzione da parte di molti maniaci del metallo il fatto di considerarlo un genere a parte" ..volevo dire un tipo di musica a parte, non un genere
Dream Theater Metropolis Pt. 2: Scenes From a Memory
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E d'altronde, a prescindere dalla questione se il Metal sia o no parte del rock, che senso avrebbe considerarlo giudicabile diversamente da OGNI altra forma di musica? Perchè se i canoni di bellezza del metal devono essere tecnica e altisonanza ciò contraddice praticamente buona parte dei canoni con cui si valuta anche il resto della musica (a prescindere dalla relativa importanza che ognuno da a ognuno di questi canoni). E comunque, che senso avrebbe valutare un album metal solo rispetto ad altri album metal? Un circolo vizioso totalmente privo di logica, totalmente decontestualizzato, decisamente presuntuoso e privo di senso.