easycure

DeRango : 3,14
DeEtà™ : 8123 giorni • Qui dal 13 marzo 2004
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
non è necessariamente una brutta copia..semplicemente non ha grosse evoluzioni espressive. I capolavori, con poche eccezioni, sono americani, e li se la sono inventata. E come potrebbero essere due vasi comunicanti se la maggior parte dei dischi americani in quel contesto sono usciti fra il '75 e il '77? L'unico grande album successivo è Crazy Rytmhs dei Feelies..per il resto già nel '79 si erano imposte evoluzioni rumoristiche enormemente più radicali di quello che stava succedendo in UK (dove erano rimasti palesemente indietro). Il bagaglio di influenze è sicuramente quello che tu dici, ma comprende anche Velvet Underground, la cui influenza è stata molto più fondamentale di quella di Bowie, almeno in USA. Ciao!
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
bah, a parte che secondo me stai ancora accostando in maniera generalizzata (probabilmente il dark lo definirei cosi davvero, ma la psichedelia (e pure il punk) è enormemente più varia, articolata e produttiva di una definizione come quella che hai citato; distinguo storici sono fondamentali. E certi dischi tutti gli abbiamo sentiti o li possiamo sentire) in ogni caso io ho detto una cosa diversa: ho detto che ciò che di veramente significativo è stato fatto nella new wave inglese difficilmente va oltre il '79, e dopo diventa più che altro un patetico ed esibizionistico rifarsi al solito canone.. ragà nel '77 in USA hanno tirato fuori fior di capolavori che hanno detto praticamente tutto quello che c'era da dire in quel contesto, ambito e movimento. I Ramones hanno detto quello che dicevano i sex pistols prima dei sex pistols..Pere ubu, Suicide, Television, la No wave etc. ha detto enormemente di più, meglio e prima tutto ciò che quei fighetti inglesi hanno sfruttato in maniera al più delle volte assolutamente bieca. Le uniche cose personali sono state i joy division, i PIL, forse i primi Wire, il resto ha vissuto di luce riflessa per non parlare di tragici parossismi come duran duran o depeche mode. e si, ti dirò, preferisco l'ultimo dei Verdena a pornography, perchè ogni cosa va contestualizzata e relativizzata, cosa che tu Mike non sembri concepire. sto pornography ha catalizzato una sorta di fanatismo che ne ingigantisce le proporzioni davvero in maniera quasi ridicola. Non c'è niente che faccia supporre che sia tutto sto capolavoro..è tedioso e monolitico (strange day-short term effect praticamente una ripetizione), patetico (siamese twins), pretenzioso, inutilmente altisonante, grossolano. Sulla diciamo "significanza storica" dei Cure ti do perfettamente ragione, solo che sposto il baricentro un pò più indietro: secondo me sono Three imaginary boys e seventeeen seconds i dischi che contano, quando i due successivi, a prescindere dal senso comune, sono più che altro diramazioni poco riuscite del primo e molto più forzate. Ciao!
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
non ci vedo niente di "rigido", francamente..e dopo anni e anni di ascolti il fermarmi alla superficie mi annoia terribilmente. Ecco considerare i Cure di pornography un gran gruppo mi pare molto fermarsi alla superficie. Poi tu hai la tua logica e io la mia, e il tuo ultimo post pare dimostrare che non ci possano essere punti di incontro, nonostante ciò non credo che questo significhi che il mio punto di vista sia lo stesso di "chi non capisce un cazzo di musica in Italia" (cosa per altro non vera, secondo me..altri capiscono ancor meno a ben vedere di quelli che tu hai citato).. che il rock è una continua contaminazione e non ha steccati è verissimo. Ma proprio per questo, esattamente le stesse considerazioni, arrivo a sostenere quello che sostengo.. per altro dall'altro lato a proposito del discorso dell'autoreferenzialità ti faccio notare che viviamo in un periodo straimbevuto di totale merda autoreferenziata..dal che è forse obbiettivamente vero che molte cose nel rock sono e sono sempre state fuffa senza senso.
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
un attimo, un attimo.. :-) Silver Apples e suicide condividono solo il fatto di essere entrambi un duo, e usare probabilmente gli stessi synth pioneristici che avevano cosi tanto pochi suoni da non poter non suonare nella stessa maniera. A parte questo mi è difficile concepire due gruppi più distanti (per quanto sia ovvio che i Suicide abbiano avuto l'influenza dei silver apples). I Silver apples sono dei fricchettoni che cantano di speranza e amore nell'era degli Hippies. I Suicide sono, esattamente, l'opposto: sono la new york proletaria post-punk imbevuta di eroina. non potrei immaginare niente di tanto espressivamente diverso. Perchè è di questo che si parla: cos'è che un disco, molto banalmente, "vuole dire"? Concordo con te su Seventeen Seconds, sicuramente della cosiddetta trilogia il meno legato a canoni di genere. Ma se penso a Faith e pornography, non ci trovo nulla che non sia "già detto" in altri lidi. Certamente sono i due dischi dei Cure che IN ASSOLUTO nella loro carriera sono più insiti in un filone che dopo il '79 difficilmente ha detto cose interessanti. é il contenuto che mi interessa, della forma me ne sbatto. Per quanto concerne le mie ragioni, la tua analisi ha sicuramente il suo perchè :-D ..però è probabilmente dopo aver allargato il canone degli ascolti (i Cure sono alla fin fine uno dei primi gruppi per cui mi sono appassionato) ed aver raggiunto una visione più generale che certe cose hanno assunto un significato diverso.. ciao!
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
"non c'entra" ..come non c'entra.. se sono arrivati dopo non possono essere cosi innovativi come tu dici, altrimenti non si capisce che senso avrebbe il termine innovativo..inoltre tutto ciò che tu descrivi l'hanno fatto con ENORME maggior efficacia proprio i PIL (cosa hai ascoltato? ..bisogna che sia antecendete al singolino "this is not...")..basterebbe la voce di Lyndon, enormemente più espressiva di quella di Smith (almeno a trasmettere la famosa angoscia, quella di Smith in quanto a eclettismo e grottesco è invece forse imbattibile in quel periodo) a fare il culo all'intera produzione "dark" dei Cure. Per quanto riguarda JAMC sono arrivati solo nell'85, e facevano tutt'altro. Dunque il paragone calza poco, siouxsie, concordo, è comunque lontana anni luce dalla produzione dei Cure..ma Joy e PIL sono targati '78-'79, non si sgarra, e mentre Smith cantava ancora (quela capolavoro pop di) Boys don't cry, già Lyndon triturava le ossa con gli incubi glaciali di Flowers of Romance o Second Edition. tutt'altra storia, ad averci riflettuto dopo 12 anni di ascolti :-)
The Cure 4:13 Dream
Voto:
Alessio, c'ho provato a dirlo nell'ultima recensione agli Interpol :-) ..non concordo però con te sul loro periodo più pop, tipo the Top e Kiss me..quelli sono i Cure davvero creativi (compreso, assolutamente d'accordo, il primo)
Michael Haneke Le Temps Du Loup (Il Tempo Dei Lupi)
Voto:
gran film. Grande segnalazione!
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
è qui che non concordo con te.. visto che gli stessi Cure sono arrivati dopo i Joy division, e dopo i Public image limited; quest'ultimo forse il gruppo migliore in assoluto, visto con una certa distanza, della new wave inglese (almeno per me). I Cure hanno tirato fuori un grande esordio e un ottimo seguito, ma, ammettiamolo, già all'inizio erano molto più pop di altri compatrioti new wave; il che non è affatto un difetto, ma certo una dimostrazione che la loro anima più sincera non fosse poi cosi cupa
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
..sono d'accordo: ma non è un caso che Robert smith vomiterebbe.. :-) chiamiamola "new wave" probabilmente il discorso cambierebbe poco. Il fatto che siano "modaioli" è un dato di fatto, di dischi con un approccio, diciamo, "angosciante" negli anni '81-'82 ne sono usciti a decine.. Dal che si può anche non dire modaioli; diciamo allora molto in linea col periodo e la tendenza. non credo di ascoltare col cervello (come si fa ad ascoltare col cervello?? ..per altro mi annoierei dopo trenta secondi. Per fortuna ascoltare rock non è come studiare un trattato), parlando di Suicide e Nico ti ho parlato di sensazioni, mi pare.. certo è che nel contesto di una critica uno un minimo di argomenti oggettivi magari li deve portare (non che tu non l'abbia fatto!). Ciao!
Interpol Turn on the Bright Lights
Voto:
se devo ascoltare il dark (genere largamente sopravvalutato e piuttosto esibizionista), allora decisamente mi ascolto Unknown Pleasures, non certo pornography che francamente nel trasmetterti un senso di angoscia e alienazione (chiamamole cosi) è 100 volte meno efficace di svariati altri dischi (Desertshore di Nico, per dirne uno, gli fa il culo a diritto 100 miliardi di volte ed è pure 12 anni più vecchio).. confermo che nella biografia non c'è la minima traccia di tutta 'sta depressione: mi ricordo di un Robert Smith che dice "i 17 anni sono forse l'età più bella", mi ricordo dei resoconti del tour di Seventeen seconds in cui smith e Gallup erano famosi per far bisboccia e divertirsi, cosa che non piaceva ad Hartley e fu una delle cause della sua dipartita. Mi ricordo di un resoconto della tourneè in sudamerica dell'87, la cosa più da rockstar e divertente che si possa immaginare, per ammissione dello stesso Smith.. mah, boh, sarà... avrà pure passato i suoi brutti momenti ci mancherebbe, come tutti. Lo stesso mi pare che sia tutt'altro che un depresso cronico. Il "tracollo psico-emotvio" può pure essere vero, sta di fatto che si è ripreso nell'arco di pochi mesi per scrivere la serie di dischi più scanzonati della storia dei Cure, a testimonianza che esiste una differenza notevole fra l'essere depressi e il passare un brutto momento, se proprio dobbiamo metterla sul biografico. Non posso dimenticare in tutto questo che faith e pornography sono comunque i dischi dei Cure più insiti in un filone, questione da cui è impossibile che prescindano. Dettto in termini più popolari, sono alla fin fine i dischi più modaioli dei Cure, certamente i più prevedibili e quindi fra i meno creativi (facendo eccezione per gli ultimi obbrobri). Di Let's go to bed ho detto che "visti gli sviluppi successivi è decisamente più significativo di tutto pornography messo insieme".. ovvero non che sia necessariamente migliore (quella no, pezzi come Capertillar e Piggy in the mirror sono enormemente più creativi delle lagne di pornography), ma che dato l'andazzo dei dischi successivi è decisamente un pezzo più rappresentativo che non i due album precedenti. Io sono partito ad ascoltare i Cure più dark, per poi capire che in quella fase non sono ne i migliori del genere, ne meno che mai più creativi che in altre fasi più sdrammatizzate.. anzi..comunque parlando della new wave in senso lato nel '77 è uscito un capolavoro come "Suicide" del gruppo omonimo: QUELLO è un disco che parla di angoscia, rispetto al quale la maggior parte delle uscite di questi fighetti debosciati inglesi fa solo ridere.