easycure

DeRango : 3,14
DeEtà™ : 8124 giorni • Qui dal 13 marzo 2004
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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Per come è costruito quel pezzo, a me il riferimento sembra palese. Poi sapere per certo se Barrett li conoscesse o meno certo non so. comunque a me pare un pezzo molto meno tipicamente Barrettiano di altri, era questo che volevo dire a saputello. Ciao!
Dream Theater Dark Side of the Dream
Voto:
si ma, carissimo omeganex, quello che ancora non capisco è cosa ci sia da ascoltare in questo disco. spiegamelo: non hai forse tu stesso affermato che è una riproposizione fedele? non hai tu forse detto che l'unica differenza sta nel fatto che, cito testualmente, "ci sta l'assolo tecnico"? dunque cosa dovrei mettermi a sentire? Perchè dovrei perdere tempo? ciò che non capisco è il tuo accanimento: per un disco tanto inutile almeno sdrammatizzerei :-D
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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X saputello: tortoise e mogwai sono venuti almeno cinque anni dopo gli Slint. E per quanto mi riguarda, come ti ho già detto mia personale opinione, non c'è niente nel post rock post-slint che non pecchi di eccessi di formalismo. Nel caso dei Mogwai e del post rock europeo, poi, non dimentichiamo l'enorme e ingombrante influenza dello Shoegaze. comunque ho capito meglio il tuo punto di vista quando parli di stile di chitarra piuttosto che di intento, anch'io la trovo un'influenza un pò fragile, ma comunque sono opinioni. Certamente non c'è una radice univoca ad un genere, io ti sottolineavo ciò che di risalente alla psichedelia anni '60 secondo me ha costituito la massima influenza per un genere come il post rock, poi è ovvio che si sommano e si filtrano svariate influenze delle epoche successive. Per altro mi viene in mente ora che se fossero stati meno misconosciuti i Red Crayola potrebbero tranquillamente battere tutti come influenza sul post rock. non so però quanto di loro conoscessero Slint o Tortoise, e non so in generale quanto dei Red Crayola ha raggiunto come influenza gli anni '90.
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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Per precisione filologica, comunque, i Grateful dead in quanto tali (ma dagli Warlocks cambia solo il nome) nascono nell'ottobre del '66 dopo che l'LSD fu dichiarato illegale
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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Arnold Layne, tu certo saprai che i Grateful dead prima di chiamarsi tali si chiamavano Warlocks. E tu certo saprai che tutto ciò che hanno pubblicato gli Warlocks è datato '65-'66. e ancor di più è lecito sapere che Warlocks e poi Grateful dead a cavallo fra il '65 e il '66 si sono inventai il concettto di "rave". E pure è lecito sapere che nei Rave si prendeva un tema, si cominciava a improvvisarci sopra, e si continuava cosi per ore in botta totale per l'LSD. ciò ha creato il tipico brano lungo come è inteso nella psichedelia, ovvero, per chiarire e riassumere: tema-barello, sclero, improvvisazione, chiamalo come ti pare-ancora tema. non c'è nulla di male se i Grateful sono venuti prima; complessivamente, non da soli, sono stati fra gli inventori della psichedelia. bisognerebbe rignraziarli, invece che metterli in dubbio :-)
Dream Theater Dark Side of the Dream
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Ma !dreamtheater! questo disco l'ho ascoltato eccome! è un album del lontano '72, non so se ricordi, di un gruppo chiamato Pink Floyd... ehehehe ;-D che altro c'è da sentire rispetto a quello se questo come pure voi dite è tanto fedele? Ah giusto! forse, come omeganex dice, mi sono perso l'assolo tecnico di turno AHAHAHAH :-D mi suona sempre più ridicolo come facciate a non riconoscere la totale inutilità di questa operazione. Se a me qualcuno proponesse di rifare fedelmente un disco dei Cure, gli riderei in faccia .. i Dream Theater invece no, d'altronde sanno che lo stuolo di fanatici glielo ascolta pure.. In effetti fanno bene, almeno si fanno il centone alla faccia vostra e alla faccia della stupidità umana ahahaheheh :-D
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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ah, dunque è vero che l'hanno scritto in 4. Beh, anche a guardare la successiva produzione barrettiana solista mi sembra inequivocabile che Barrett si sia sempre tipicamente direzionato su canzoni brevi. Inoltre Interstellar overdrive ha il tipico andamento del brano lungo psichedelico che gruppi come Greatful Dead già avevano abbondantemente codificato dall'altra parte dell'oceano. Da qui le mie considerazioni. Che poi il riff di chitarra sia molto bello è vero.. Per quanto concerne la prima questione, a parte che "sono in molti a dirlo" vorrei sapere IN COSA e COME Barrett avrebbe influenzato il post rock.. che vuol dire "alcune evoluzioni della chitarra post rock"? com'è e cos'è la chitarra post rock? ...comunque, personalmente identifico il post rock con gli Slint (non solo personalmente, sono in molti a dirlo, tanto per citarti :-D). Ancora personalmente ritengo che a parte gli Slint il post rock non abbia poi molto senso (questa invece è una visione prettamente mia) Se comunque dagli Slint il post rock non prescinde, allora la loro chitarra, astratta, minimale, decisamente dissonante, ha certo come padrini i Sonic Youth, pur distaccandosene con una personalità enorme e unica; sonic youth che a loro volta suonavano astratti, dissonanti e spesso minimali. Pure i sassi sanno che i Sonic Youth sono fin troppo legati ad una tradizione che volente o nolente ha come inequivocabile riferimento i Velvet Underground; cioè un gruppo programmaticamente e palesemente in antitesi rispetto alla maggior parte del resto della psichedelia, Barrett compreso. Da qui, che siano in molti a dirlo o meno, a me che Barrett abbia influenzato il post rock mi pare assurdo.
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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Ora arrivare a dire che Barrett ha influenzato il post rock mi sembra un esagerazione. E quando si esagera non si rende comunque giustizia (non che saputello l'abbia detto in tal senso è ovvio). Poi proprio il post rock mi pare all'antitesi rispetto all'approccio Barrettiano.. non a caso per quanto concerne Interstellar overdrive mi pare uno dei pezzi in definitiva più opinabili del disco (per quanto comunque bellissimo). Certamente è quello che più si avvicina al modo "classico", e quindi più ingenuo, di intendere la psichedelia, e comunque contrasta abbastanza col resto dei pezzi scritti da Barrett nel disco. Ma infatti mi sbaglio o figura composto da tutti e quattro?
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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ciao Happyhippo! Ti dirò che non avevo notato che anche tu eri fra la schiera dei "sottovalutatori".. :-) dato che mi sembri uno decisamente dotato di "coscienza" ritiro ciò che ho detto (almeno nel tuo caso) e ti andrò ad esporre le mie ragioni: tu dici che ci sono album negli anni '60 enormemente più innovativi di questo, tipo Beefheart; rispetto enormemente Beefheart, ma la sua operazione pecca in un paio di punti fondamentali in cui invece Barrett riesce compiutamente: 1) Beefheart non è per niente comunicativo; utilizza l'avanguardia in maniera del tutto spregiudicata, è espressivissimo, ci mancherebbe, ma la visceralità della sua intepretazione non risolve la cerebralità sostanziale che permea tutto il disco. Capolavoro, siamo d'accordo, ma si può fare grande musica anche con molta più semplicità ed empatia. Per questo non definirei mai "Trout.." il più grande disco di sempre. Ci sono opere che toccano l'assoluto suonando molto meno intellettualoidi. E qui, per esempio, si arriva a Barrett: la sua enormità sta nell'essersi creato un linguaggio tanto strapersonale quanto espressivo, addirittura narrativo nella sua stessa essenza, nella pur assoluta semplicità, istintività, e totale mancanza di perizia tecnica. In molte cosa Barrett supera Beefheart: nel fatto per esempio, e qui si arriva al punto 2) che tutto ciò che in Beefheart appare ragionato (la stessa accezione "free" dell'accompagnamento è in definitiva stilema e quindi palesemente "decisa" e tutt'altro che spontanea) in Barrett appare assolutamente naturale: tu dici che i Floyd cercano di suonare bene. non mi pare proprio, almeno nei brani scritti da Barrett: lo scopo di Barrett è quello di fregarsene di suonare bene, lui concepisce la musica con lo stesso approccio con cui disegna i suoi quadri: tutto è possibile perchè tutto esiste in quanto pura espressione e di tutto il resto chi se ne frega. Trovo per questo un talento molto più genuino Barrett piuttosto che Beefheart. Perchè Beefheart utilizza comunque apriorismi, se pur sempre in senso espressivo. Ma in Barrett è l'approccio, anzi addirittura il metodo, che è esso stesso espressione. E attraverso le sue favole non è comunque stato meno efficace nell'elicitare tanto un sentire quanto un epoca. Ovviamente ho ripreso questo confronto perchè tu per primo l'hai citato, ma è per far capire meglio dove stia secondo me la grandezza di questo disco.
Pink Floyd The Piper at the gates of dawn
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questo disco sopravvalutato?? Ma certa gente che cazzo dice... il fiato alla bocca ragazzi va dato con coscienza ;-) ..la recensione mi pare decisamente pretenziosa nel suo enorme sperpero di parole.. e anche il primo passaggio non mi è piaciuto granchè quindi non l'ho letta