Voto:
Premettendo che detesto il punk e che lo trovo musicalmente inutile se non da un punto di vista puramente socio-storico, premettendo che detesto le quindicenni punkettare che se ne vanno in giro con le creste verdi e le magliette dei ramones o dei sex pistols, questa recensione è scritta bene. E il disco mi piace.
Non devi essere giudicata per come porti i capelli? Non si tratta di giudicare, si tratta di constatare. Io sono profondamente convinto che le quindicenni punkettare di cui parlavo prima soffrano di egocentrismo infantile, e non le trovo molto diverse dalle comunistelle che se ne vanno in giro con scritto "viva che guevara" o "modena city ramblers 4ever" sullo zaino, affiancato dalla falce e il martello. Mi fanno molta pena, perchè nel loro cervello sono ancora ferme al 1968, praticamente ci vivono dentro "ricordando"(cosa, poi?) senza rendersi conto che siamo nel 2007. Come i punkettari, che vanno ancora oggi conciati come pagliacci, credendosi "diversi dalla massa", alternativi, ribelli. Punkettari cari, siete un pò patetici oggi nel 2007, diciamo che siete rimasti alla fine degli anni 70, quando il fenomeno punk si è concluso. "Per cos'altro dovrei essere giudicata? Per come porto i capelli?": io non ho nulla contro di te, ma ti rispondo, ebbene SI. Lo sai che uno dei principali "motti" punk è "Punk è un modo di essere, non un modo di apparire"?. Quindi il tuo non è un modo di apparire, il tuo è un modo di essere. Tu sei come ti vesti, diciamo. Con il tuo vestire vuoi dimostrare qualcosa. Quindi sì, vai giudicata per come ti vesti e per come porti i capelli. Ma non lo dico io, lo dite voi stessi. Una bella svegliata per capire che non siamo nel 77 non vi farebbe male. O almeno, e questo discorso vale anche per le zecchette comuniste, se siete davvero punk o comunisti, vivete come tali. Abbiate almeno le palle di mettere in pratica i vostri utopici ideali e i vostri sogni. Vivete come nel 68 o nel 77. Ma ho notato che non lo fate. Ennò. Voi preferite continuare a ronzare professando giustizia e uguaglianza, vestendovi in modo che si veda lontano un miglio che siete punk (o comunisti), che siete ribelli, che siete diversi, e neanche vi rendete conto che siete conformisti come tutti gli altri. Io trovo molto più coerenti i punkabbestia, che almeno non scendono a inutili compromessi basati sulle apparenze, ma prendono i mano le palle e seguono i loro ideali. Poi io non sono d'accordo coi loro ideali, ma almeno sono coerenti e li rispetto per questo. Stesso discorso per i comunisti (molto spesso i punkettari sono anche comunisti, specialmente quelli sotto i sedici): vuoi vivere nel 68? Vuoi vivere come nel 68? Benissimo, se ci riesci, fallo. Se non ci riesci, ritirati, e renditi conto che forse la società è cambiata. Se riesci a seguire i tuoi ideali, benissimo. Basta che non mi rompi i coglioni dandoti quell'aria superiore di persona altruista e generosa, che professa la povertà del mondo, quanto si stava bene nel 68, eccc... e poi a casa hai il computer, la tv con schermo al plasma e tiri fuori un cellulare da 300 carte e un ipod da 80 giga. Un pò di coerenza mi piacerebbe. Ah e poi magari leggiti "manifesto del partito comunista" di marx e hengel così ti rendi conto che non è come pensi tu, come ti raccontano gli amici, che il comunismo è un bellissimo sogno di pace, ugaglianza e assortimenti di stronzate varie. Il problema è che, sempre nella fascia 13/17 anni, mentre il fascismo è definito, cioè chi è fascista per il 70% dei casi sa di cosa parla (escludo chi è fascista per moda), intorno alla parola "comunismo" c'è questo grande nuvolone nebbioso: non è ben chiaro cosa sia il comunismo, però è bello, è giusto, è pace, è uguaglianza. Inverosimilmente sono molto più informati sul comunismo i fascistelli che i comunistelli. Senza addentrarmi in cosa i punkettari considerano poi punk (green day?!Blink 182?! Simple Plan?!Chemical Brothers?!Lost Prophets?") chiudo qui il discorso, puntualizzando che sulla storia del