Filippo Guzzardi

DeRango : 0,07
DeEtà™ : 7378 giorni • Qui dal 28 marzo 2006
Iron Maiden Seventh Son of A Seventh Son
Voto:
"The Prophecy" è un gran pezzo (ritmica bellissima) ma molto, molto sottovalutato, forse perchè co-scritto (con Harris) da Murray (insolitamente compositore). "Infinite dreams" non è male. "The Evil that man do" ha avuto più successo dal vivo che in studio. Apprezzabili alcune soluzioni (in "Only the good die young" e "Moonchild") ma siamo lontani dai vertici raggiunti da alcuni lavori precedenti. A proposito: forse sono tra i pochi a considerare "Piece Of Mind" la più alta vetta raggiunta dai maiden anche se devo onestamente ammettere che la band incide "Powerslave" già consapevole del proprio status nel metal: e lo fa alla grande. La rece è frettolosa e la foga di pubblicarla è vistosa. Questo entusiasmo non va rigettato del tutto, ma dopo il debutto, concedi (e concediti) un bis più ragionato. Un saluto a tutti.
Jean-Luc Ponty King Kong - Jean-Luc Ponty Plays The Music Of Frank Zappa
Voto:
Mi piace l'interpretazione che hai dato di "Idiot Bastard Son". Per converso, nella stessa "Idiot Bastard Son", nella "title-track" ed in "How Would You Like To Have A Head Like That" (hai citato, ma) non hai dato il dovuto risalto al fondamentale contributo di un geniale pianista come George Duke così come, di conseguenza, ai suoi duetti con Ponty. E' naturale che ciò sia avvenuto: la chiave di lettura (scelta, peraltro, rispettabilissima) della tua recensione è il paragone/confronto tra il materiale di Zappa ed il lavoro ricamatoci sopra (in quest'album) dal violinista francese. Se la prospettiva è quella del genere che quest'album anticipa clamorosamente, vale a dire il Jazz-Rock, un brano come "Twenty Small Cigars", ad esempio, viene molto più riabilitato nel dialogo che funge da intro tra il violino di Ponty ed il Sax di Ernie Watts. E' anche vero che quest'album si chiude con un tradizionale Jazz (un classico Swing in 4) come "America Drinks And Goes Home" (in cui Duke è davvero ispirato ). Impeccabile la tua analisi su "Music For Electric Violin And Low Budget Orchestra": capolavoro dell'intero lavoro ed espressione fulgida dell'estro compositivo di Zappa. Ti do il massimo dei voti perchè, oltre a piacermi Ponty, prediligo le recensioni in cui l'autore oltre ad esprimere proprie valutazioni, non si sottrae ai dettagli descrittivi: complimenti!
Jean Luc Ponty The Very Best Of Jean Luc Ponty (2000, Rhyno-Atlantic Records)
Voto:
Ovviamente, "My Favourite Things" non è un album jazz-rock. Ma le soluzioni ivi presenti (vedi lo stravolgimento di un classico come Summertime) rappresentano un autentico spartiacque tra il Jazz tradizionale ed il Free-Jazz: cambia insomma l'idea del jazz e si dilatano i contorni rendendo possibile, fra l'altro, anche l'incontro con il rock (a distanza di una decade nella quale le sperimentazioni furono svariate). E' chiaro che un album come "In A Silent Way" di Mile Davis (con i vari Chick Corea, John Mclaughin, ecc.) rappresenta l'emblema del raccordo tra i due generi che fono a poco prima apparivano così lontanamente distanti. Ma se pensate a quello che generalmente viene indicato come un classico capolavoro del Jazz quale "Kind Of Blue", senza "My Favourite Things" di John Coltrane, Mile Davis non sarebbe mai approdato alle sonorità degli anni '70 precedute da "In A Silent Way": forse esagero, ma ne sono intimamente convinto.
AC/DC If You Want Blood, You've Got It
Voto:
x doctor J: t'assicuro che molti 'benpensanti' che hanno ascoltato pezzi come questi o "smoke on the water", "whola lotta love" ed altri in discoteca si sono avvicinati all'hard-rock superando stupidi pregiudizi di sorta. E ribadisco: non si parla di qualità ma di feeling.
AC/DC If You Want Blood, You've Got It
Voto:
Senza remore d'essere smentito, io sono uno dei primi vecchi fans europei degli AC/DC e profondo conoscitore: per cui fidati del mio commento. E' vero che Angus e Bon non erano all'apice della loro carriera, ma ne erano in prossimità. Le loro gesta erano, soprattutto, già famose nelle loro torride performances on stage e questo "live" lo testimonia inequivocabilmente. Il pathos che trasuda dai solchi di quello che era il vecchio vinile è palpabile. Un pathos che hai colto e ben testimoniato in questa rece. Per raggiungere la consacrazione, occorreva un sound che uscisse più pulito dalla sala di registrazione. Con John "Mutt" Lange da lì a poco ciò avviene ed i due successivi "Highway To Hell" e "Back In Black" rappresentato quell'apice tanto agognato (...a proposito di "It's a long way to the top"). Con i riffs delle due title-tracks, i fans (tra cui il sottoscritto) non si limitano più a scuotere la testa (gli ac/dc fans sono i primissimi headbangers ad imitazione di Angus)ma a ballare e la musica rock fa la sua comparsa anche nelle disco: una vera goduria per rocchettari come. Senza gli ac/dc e questi due albums non ci sarebbe nessuna notte-rock nelle discoteche. Gli AC/DC SONO IL NON PLUS ULTRA DEL ROCK'N'ROLL, GLI UNICI AUTENTICI PORTABANDIERA, ANCHE PIU' DI GENTE COME I ROLLING STONES: NON PARLO DI QUALITA' MA DI FEELING. Nella track-list mancano pezzi come quelli che hai citato, ma anche altri anthems come "Sin City", "Dirty Deeds Done Dirt Cheap", "Live Wire", nonchè, soprattutto la splendida ballad "Ride On". Lunga vita al rock'n'roll!!!
Grant Lee Buffalo Fuzzy
Voto:
oramai è una costante: dimentico sempre di votare
Grant Lee Buffalo Fuzzy
Voto:
Ottima recensione e bel disco. Su "Jupiter And Teardrope" concordo con Dune Buggy. Eccellenta scelta.
Porcupine Tree Signify
Voto:
Accetto la puntualizzazione su Steve Howe: ma ci tengo a precisare che il riferimento è solo sul brano strumentale "Signify" e non in generale (non a caso affermo che Wilson si avvicina alla tecnica di Howe, in quel brano): volevo solo testimoniare l'eclettismo di Wilson e non metterlo sullo stesso piano di Howe o altri (vedi più avanti Hackett). Fermo restando che, quando recensisci qualcosa e fai riferimento ad un altro gruppo devi essere preciso: se citi gli Yes, credo sia corretto distinguere tra l'era Howe e dopo, così come quando citi i Genesis, credo sia altrettanto corretto distinguere tra l'era Gabriel/Hackett e dopo. Mi ha fatto molto piacere ricevere valutazioni e critiche costruttive e non improntate sulla polemica. Un saluto di cuore a tutti.
Thousand One Core Forbidden Desire
Voto:
A Fidia ed Enrico Rosticci: in realtà state parlando dello stesso gruppo. I Damned furono tra i primissimi punkers sebbene fortemente debitori del glam rock (un po' come tutto il punk, almeno sotto il profilo musicale). Furono fondati dal bassista e poi anche chitarrista Ray Burns in arte «Captain Sensible» che dovette poi condividere la leadership con il cantante Dave Vanian. Dopo lo sfondamento con “Damned, Damned, Damned” (1976) ed il meno brillante “Music For Pleasure” (1977), il gran successo avviene con “Machine Gun Etiquette” (1979). Il punk entra subito in crisi e lo si avverte anche in “The Black Album” (1980) nel quale la band sembra mostrare una certa evoluzione, mortificata però due anni dopo da “Strawberries” (1982). Morto il punk e dopo l'abbandono di Captain Sensible, Vanian (che aveva lavorato come becchino per mantenersi negli anni dell'anonimato) conferisce quell'alone di dark in “Phantasmagoria” (1985). Segue il fallimentare “Anything” (1986) e quindi lo scioglimento sugellato dal greatest hits “Smash It Up” (1987). Dieci anni dopo, Vanian ed il batterista Chris Miller alias «Rat Scabies» riformano i Damned con il discreto “Not Of This Earth” (1996): forse rinvigoriti dal ritorno, vecchi e nuovi fans non esitano addirittura a batterzarlo come una specie di capolavoro punk vent'anni dopo. Cinque anni dopo, rientra nei ranghi anche Captain Sensible nell'altrettanto discreto Grave Disorder (2001). Un saluto a tutti.
ZZ Top Tres Hombres
Voto:
Finti i ZZTOP? Finto il riff di Waiting for the bus? Finti gli assoli di Beer Drinkers and Hell Raisers, nonchè, di La Grange? Maaaaaaaaahhhhhhhhhhh!