Zarathustra

DeRango : 0,46
DeEtà™ : 7355 giorni • Qui dal 21 aprile 2006
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
12 nov 06
Voto:
Berlin è veramente fantastica. Praticamente tutto il disco è come se fosse il ricordo di Jim. Questo disco in fin dei conti ha una struttura circolare. La recensione è inutile, ce n'è una stupenda e molto più espicativa. Però ha dato l'opportunità di riparlare di questo disco, quindi voto solo i contenuti.
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
11 nov 06
Voto:
scusate, mi sono intrippato...
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
11 nov 06
Voto:
Disco monumentale, incredibile parabola del male di vivere dell'uomo moderno. Poesia senza speranza, angosciante e non semplice da digerire, ma imprescindibile. Capolavoro. La recensione è del tutto insufficente, non parla della musica, straordinaria, nè dei musicisti che hanno preso parte alla lavorazione del disco, nè si parla bene della trama di quella che è una vera e propria mini rock-opera. Comunque...
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
11 nov 06
Voto:
Questo è uno dei dischi più belli della storia del rock, e pensare che doveva essere un doppio e che molte parti strumentali sono state selvaggiamente segate dalla casa discografica. Proprio la musica, con quegli arrangiamenti ai limiti del barocco, è secondo me una delle caratteristiche salienti di questo disco, oltre alla straordinaria qualità dei testi, alla quale però Reed c'aveva già abituato. Un disco feroce e sconvolgente, senza speranza, dominato da una sensazione di indifferenza che un uomo disfatta dalla droga prova verso la vita e il prossimo, persino verso il sangue del suo sangue. Una descrizione amara e sconfortante del disagio esistenziale di Reed e dell' uomo del 2000, capace di arrivare all'autodistruzione. Monumento, come The Wall.
Led Zeppelin Physical Graffiti
Voto:
No, alcuni sono lavori scartati da precedenti dischi, tipo Down By The Seaside e Hoses of the Holy (che dovevano stare in Houses of the Holy appunto), gli altri pezzi sono più o meno risalenti a quello che fu un periodo di straordinaria creatività del gruppo, fino alle difficoltà di Presence, dovute comunque soprattutto alle circostanze particolari in cui quel disco fu composto (in meno di una settimana, con Plant su una sedia a rotelle e Jones quasi totalmente indifferente e apatico). Del disco che dire, come detto fotografa alla grande il periodo di grande fermento creativo della band, basti pensare alla presenza di pezzi molto eterogenei: trovaimo pezzi orientaleggianti come Kashmir, In The Light e Ten Years Gone, blues incredibili come In My Time Of Dying, hard-rock proto metal tipo Custard Pie, hard funky come Tramplet Underfoot e The Rover (con una sezione ritmica semplicemente starordinaria) e dei rock gioiosi e semplici tipo Houses of The Holy e Down By The Seaside, honky-tonk irresistibili come Boogie with Stu e country blues come Black Country Woman. I pezzi finali del secondo cd effettivamente, sanno un pò di riempitivo, in quanto non lasciano molto il segno, anche se rimangone dei pezzi onorevoli. La recensione è buona.
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
esatto, hai detto bene, è l'implosione del progressive.
Iron Maiden Iron Maiden
Voto:
quoto Aniel.
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
esatto pier_paolo_farina, e tornando a quella struttura realizzarono un album eccellente, tra parentesi anche con un pezzo di venti e passa minuti (The Gates Of Delirium), stavolta però molto più convincente (il movimento finale è davvero da brividi) e due pezzi semplicemente fantastici (Sound Chaser mi sconvolse quando l'ascoltai, quello sì che un pezzo traboccante di originalità e idee..). Poi, ripeto, secondo me non c'è nulla di male nel commettere un passo falso, soprattutto per un gruppo progressive, che evidentemente è più incline ad incorrere in un buco nell'acqua rispetto ad un gruppo che, trovata la formula magica, non fa che riproporre quella ad libitum.
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
Certo che è prolisso... Se preferite faccio una recensione... :-) Però mi piacerebbe che si discutesse dell'album..
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
Per me hanno decisamente esagerato in questo disco, davvero troppo prolisso e incredibilmente pesante. Sono d'accordo con chi dice che questo disco è l'esempio lampante della degenerazione del progressive. Proverò a motivare questa mia opinione. Prima di tutto, intendiamoci, un pezzo di venti minuti già di per sè è estremamente impegativo, figuriamoci se in un doppio disco ce ne sono 4... e per di più, non credo che questi pezzi si possono paragonare a capolavori architettonici direi come Close To The Edge (più o meno sui venti minuti anche essa). Tornando alla tesi principale, credo inoltre che, più che pensare alla qualità e alle soluzioni tecnico-compositive che potevano consentire loro di raggiungerla, si siano lasciati un pò prendere dalla smania di stupire a tutti i costi: molte linee vocali risultano esageratamente e forzatamente ardue e per questo lasciano il tempo che trovano, nel senso che non rimangono impresse, come accadeva invece in Close To The Edge ad esempio. E anche i cambi di tempo e le mille evoluzioni dei pezzi, le partiture così complesse, tutto sembra eccessivo e se vogliamo un pò fine a sè stesso, piuttosto che al conseguimento di un risultato ben preciso. Questa è la mia opinione personale, so benissimo che ci sono schiere di fans che sono pronti a giurare che questo è un capolavoro; per me invece è un disco davvero brutto, d'altronde gli stessi componenti del gruppo (e Wakeman in particolare) si sono mostrati molto critici nei confronti della loro "creatura". Anche il tema concettuale che è alla base del disco richiedeva, sempre secondo me, un impegno e una dedizione smisurate rispetto alle capacità compositive (a livello di testi) della band, quindi nemmeno quello secondo me è sviluppato come dovrebbe. Insomma, un sacrosanto passo falso, per una band che in quel periodo era in piena espansione e coraggiosa come non sarebbe più stata (si veda la tremenda svolta pop degli anni 80). Da ascoltare comunque, io praticamente l'ho solo lì sulla mensola, ma non lo ascolto mai però credo che questo disco comunque possa servire alle band progressive emergenti per indviduare ciò che il progressive NON deve diventare (e non me ne vogliano i fans che lo amano). Recensione bella e gradevole, anche se non condivido evidentemente una parola.