Mopaga

DeRango : 0,52
DeEtà™ : 7326 giorni • Qui dal 19 maggio 2006
Antonio Zequila Voglio Farmi l'Avventura
Voto:
Certo è che, puntando all'av-Ventura rimane pressochè invariato il livello anagrafico e socio-culturale delle pretese sessuali der Mutanda, a quanto pare capace di ingrifarsi soltanto al pensiero del conto in banca della tardona di turno.
Queen A Kind of Magic
Voto:
Se non erro dei tre pezzi menzionati sotto la voce "Hard Rock targato Brian May", solo Gimme
The Prize porta la sua firma, ma attendo comunque smentite in caso di mia figura di melma. Per il resto, sono d'accordo che sia un disco godibile, sia esso pop, rock o quello che è, tuttavia mi lascia un pò perplesso il fatto che se fosse stato un disco di parrucconi incipriati, il voto sarebbe stato più alta (tra l'altro non mi pare che i Queen fossero icone della sobrietà d'immagine). Di solito prendo le distanze da questo tipo di approccio, troppo auto-condizionante e prevenuto secondo me. Così come anche le considerazioni sul ruolo di May nel disco, ma qui posso capire che è più una questione di gusti. Pace e bene.
Kiss Sonic Boom
Voto:
Un ritorno in studio che aspettavo. Poi passo a votarlo.
Bryan Adams Room Service
Voto:
Mi aggrego in ritardo al carrozzone dei gruppi anni'80, e ci aggiungerei i Tears For Fears!
Paul Scheuring Prison Break
Voto:
Ahahahah, se è per questo a me fin dalla prima :) Comunque si, gli sceneggiatori sono stati abili nel far uscire di scena Sara (così come Kellerman) lasciando sempre allo spettatore il dubbio sulla sua sorte. Sara doveva essere morta a tutti gli effetti, senza possibilità di riapparizioni miracolose, per scelta personale dell'attrice (voleva fare la mamma, almeno per un pò); poi sfruttando il fatto che Sara non era realmente morta "in scena", gli sceneggiatori hanno costruito il pretesto del ricatto nei confronti di Michael, facendo così quadrare il tutto. In questo sta la "bravura", perchè se si fosse vista l'esecuzione, non so davvero dove sarebbero andati a parare con un suo ritorno nel cast.
Paul Scheuring Prison Break
Voto:
@Anatas: è probabile che gli ascolti fossero in calo, ma da quello che ho letto pare che Miller si fosse un pò rotto le scatole del suo ruolo; se non sbaglio in un'intervista disse che se ci fosse stata una 5a serie, non avrebbe garantito la sua presenza. Tanto vale quindi aver chiuso in maniera definitiva. 4 serie passate tra carcere e fuga senza fine sono più che sufficienti. PS: su "La Squadra", almeno quella vecchia (con i vari Bonetti, Sperandeo e Wertmuller), non sono d'accordo. Ahimè non c'è "Distretto di polizia" che tenga, nel momento in cui ti cimenti in un telefilm con la sempre fertile realtà napoletana. Per non parlare poi di "Carabinieri", vetrina per le varie Arcuri, Canalis e Marcuzzi, ambientata in un paese di 2.000 anime, dove però ogni giorno accadeva qualcosa...
Fabrizio Moro Barabba
Voto:
@Stoney: Non difendo Moro come se fosse il nuovo Messia della musica italiana. Credo però che la politica del doppio 1 a occhi chiusi (normalmente applicata nei confronti di gente come Carta, Vasco e Tokio Hotel) sia il frutto di un condizionamento mediatico (dovuto al successo di "Pensa"), piuttosto che di un approccio disinteressato, per così dire, dei suoi dischi. Al massimo qualcuno si sarà fermato all'ascolto alla radio dei due singoletti successivi. Nulla più. Questa "Pensa", fra l'altro gli si è rivoltata contro come un boomerang, forse perchè la gente si aspettava che in tutti i suoi dischi Moro si mettesse a musicare qualche passo di Gomorra. Fatto sta che dopo quell'exploit, ha subito un notevole calo di interesse. Ora come dici tu, paragonato a Carta e Vasco, Moro sarebbe un dio sceso in terra, con la differenza che quello che doveva passare per un nuovo fenomeno social-commerciale della musica italiana, ora si fa le feste di piazza con 200 persone, come è successo dalle mie parti. Tutto questo per dire che francamente non capisco perchè tanto astio nei suoi confronti; finora non ho letto un solo commento su di lui che alludesse alla musica. Io lo considero semplicemente un discreto cantautore melodico, pur senza alcuna pretesa dal punto di vista del contributo alla storia della musica (lo specifico perchè qualcuno potrebbe tenerci). Mi sentivo di spezzare una lancia in suo favore, tutto qui. Poi potrebbe anche sparire dalle scene definitivamente a partire da domani. @GustavoTanz: figurati, mica è mio fratello :)
Fabrizio Moro Barabba
Voto:
"Melodia di giugno" non mi dispiace affatto. Ecco, tanto per rimanere in tema, un Marco Carta se la sognerebbe una canzone così. E rispetto a un Vasco Rossi che riempie di nanana "Creep", e che vuole un mondo in cui poter giocare anche a 60 anni con ragazzine appena maggiorenni (chissà a chi si ispira), Fabrizio Moro fa una figura più che dignitosa. Poi avere i paraocchi è un'altra cosa...
Paul Scheuring Prison Break
Voto:
Bello bello bello! Che dire, probabilmente il mio telefilm preferito di sempre. Prima o poi ci avrei provato io a buttar giù qualche riga, ma trattandosi di 4 serie temevo di dilungarmi troppo. Invece tu ne hai scelta una in particolare, che per forza di cose è quella più rappresentativa. Eppure, sebbene sia un patito del genere "carcerario", la mia stagione preferita rimane la seconda: il tema della fuga "across the Usa" mi ha sempre affascinato, e considerati i presupposti, qui è reso alla grande. Mi è piaciuto anche il paragone fatto con Dufresne, fra l'altro avevano anche la stessa camicia azzurrina :) Unico (lieve) appunto: avresti potuto specificare (per facilitare la comprensione a chi conosce la serie solo di nome) quale "sicurezza" spingesse un uomo a farsi imprigionare con l'intenzione di tirar fuori il fratello, senza esser dotato di una forza sovrumana per forzare le sbarre o neutralizzare a pugni tutte le guardie penitenziarie. Insomma parlare di quel "particolare" che era diventato un tratto distintivo del personaggio...
Alice in Chains Black Gives Way To Blue
Voto:
A costo di essere impopolare: questa sorta di intransigenza anti-reunion sta diventando oltremodo pallosa. E il fervore savonaroliano con la quale è manifestata talvolta è davvero inopportuno, soprattutto nel caso di un prodotto tutto sommato dignitoso come credo sia quest'album. Insomma, nessuno scopre l'acqua calda quando sottolinea l'attitudine commerciale di un "progetto" del genere. E capacitiamoci una volta per tutte che non stiamo parlando di artisti come Mozart o Mussorgskij che sono morti letteralmente di fame, ma di gente che, indipendentemente da caratteristiche quali genialità, bravura o inettitudine, e dalle aspirazioni artistiche o puramente economiche, è vincolata ad un'industria da contratti e contratti (documenti che implicano il rispetto di determinate e prestabilite prestazioni), presumibilmente stipulati in condizioni di assoluta sobrietà e consapevolezza (nonostante i costumi dissoluti di molti artisti). Che il musicista intellettualmente onesto cerchi di produrre un disco che abbia dignità artistica e non solo finalità commerciali, è cosa nobile, ma laddove il disco "fallisce", alla fine i conti devono pur tornare in qualche modo. Quindi che Jerry Cantrell abbia deciso di tornare in studio, dopo i suoi lavori solisti, riutilizzando il nome AIC segue una sua "logica", e allora? Lo conosciamo, e sappiamo che stiamo parlando comunque di un grande, di uno che sa scrivere pezzi, sa cantare e sa suonare la chitarra, non della prima zoccolella o del primo fighetto modaiolo di turno. Se poi il disco non piace pazienza, ma tanto vale averci provato, piuttosto che essersi riuniti con l'aggiunta di sto DuVall giusto per rispolverare il vecchio repertorio durante qualche festival estivo. Interpreto così quel "è solo musica" di cui parlavamo in qualche post precedente. E' inutile farne un dramma, siamo completamente liberi di selezionare a nostro piacimento i prodotti che ci offre questa industria demoniaca, e di ignorare (laddove sia impossibile non venirne a conoscenza, possiamo ignorarli dal punto di vista commerciale) quelli che meno ci aggradano. Il passato non si cancella, così come ciò che ha rappresentato Layne Staley per tutti quelli che lo hanno apprezzato. Punto. Ma nessuno ti impedisce di far sì che "The show must go on". Freddie Mercury lo sapeva e in questo era profetico, per certi versi. L'importante è andare avanti con classe, altrimenti possiamo tranquillamente sputare veleno anche sui Pink Floyd post-Barrett, e sulla loro deontologicamente sciagurata decisione di andare avanti con quel Gilmour... come si chiama...