Nine Inch Nails
Live @ Lollapalooza 03.08.2008

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Voto:

La mega festa rock al Grant Park inizia già ai controlli in aeroporto. Sono a Chicago, Ohare International, e l'ufficiale in cabina mi chiede le ragioni del mio viaggio negli Stati Uniti. Allora io, anche se non ho mai visto la città di Al Capone e di un migliaio di altre leggende criminali e cinematografiche, gli rispondo secca: "There is the Lollapalooza!". Lui mi scruta e fa conversazione: "Ohhhh yeah, it's Lolla time!" e mi chiede se tra gli headliner ci sono i Rage Against The Machine. Non un gruppo a caso, forse perché è nero e loro sono politicamente impegnati. Così mi fa passare piacevolmente il quarto d'ora di chiacchiere obbligatorie, mentre gli dico: "Sì, ma ci sono anche i Radiohead, Wilco e i Nine Inch Nails". Ok sono idonea, entro e penso "Lollaaaa sto arrivando!". E pensare che tutto era cominciato perché volevo assistere al debutto mondiale della tournée dei Nin. Un'attesa lunghissima, infinita, una sensazione solo in parte mitigata dal fatto che sì, prima o poi li avrei visti. Era una "prima" anche per me. Eccitazione alle stelle. Peccato o per fortuna che intorno avevo una metropoli seducente come Chicago, bella da morire. Cresciuta con un immaginario in gran parte cinematografico, mi sentivo un'Alice nel paese delle meraviglie. Ma da qualsiasi angolo la si guardi, The Windy City è unica e speciale. Innamoramento a prima vista, quindi. La manifestazione "solo" seconda! Di giorno perlustravo palmo a palmo i quartieri più caratteristici, di pomeriggio mi rifugiavo al Millennium per il jazz, la sera ero di rigore sulla collina del rock, tra gli headliner del Festival. Correvo pensando "Lolla - Pa - looooo  - za she's myyyy baby!". No, era Be - Bop a LuLaaaa. Non importa. Ogni giorno una sfida: Wilco vs. Rage, Kanye West vs. Nine Inch Nails e altri dieci almeno a contendersi i fan da un palco all'altro, sul lato opposto. E' il bello di questi show. Trent Reznor aveva dichiarato prima della data fatidica: «Faremo più spettatori di West». Infatti il carnaio era più concentrato in quella direzione. Mi infilo nella ressa educata degli spettatori, cerco di guadagnarmi qualche posto e sono esattamente.... a metà! Vicino al fonico. Mi metto di lato, estraggo il cannocchiale e dalle casse prorompe "Year Zero, Capital G", il buonasera di Reznor e soci! Non solo puntuali, ma in anticipo! Ancora ci si vede, le luci cominciano a roteare come saette. Quella sul palco è la miglior formazione di sempre per il gruppo di Cleveland? Bah, giudicate voi: T. R., Robin Finck, Justin Meldal - Johnson, Josh Freese e Alessandro Cortini. Cattivi arrabbiati, proseguono sull'onda di "Survivalism" per raggiungere una specie di trance agonistica. Dalle prime file e dalle retrovie, dove mi trovo, non ci si tiene: un popolo scalmanato e allo stesso civile. Stiamo condividendo una grande emozione. E' tempo di gridare, maiali, esplode il vocione di Trent su "The March Of The Pigs". Devo ammettere che fa specie vedere quest'uomo di 40 e passa anni dimenarsi come un teenager, ma siamo lontani dal patetico. Quell'album poi è una pietra miliare, è motivo di orgoglio. Lui però sa che i fan della prima ora non hanno dimenticato "Pretty Hate ...", anzi alcuni lo idolatrano più della Spirale, perciò parte con il turbo "Terrible Lie", con quel graffio felino iniziale, seguito in uno splendido uno - due da "Head Like  A Hole", percussioni allo spasimo e il rombo delle chitarre a veicolare le urla della folla saltellante in un grido solo. Fermi tutti adesso. Lampi rossi a squarciare il mega schermo, si sente il battito amplificato di "Closer" che rimbalza da Trent a noi, non ci sono parole per esprimere l'emozione a cui rimanda quella canzone memorabile. Perfetta. "You let me violate you"... il sussurro di Mr. T. e il boato della folla subito dopo. Gambe e braccia che si muovono in una danza sensuale, ritmica, che dondolano il corpo esausto ma felice. A questo punto ci starebbe bene una traccia da "The Fragile" e invece no. Nulla: ma è mai possibile...???. Reznor gli preferisce "With Teeth", album forse sottovalutato però il primo era un'altra cosa. Ecco la corrente di distorsioni di "The Collector", anche se l'apice lo toccano con "The Hand That Feeds", impetuosa dall'intro: il volume pompa sordo, attutito, per esplodere in crescendo. "Love Is Not Enough" è il brano della consapevolezza e permette loro una piccola tregua. "Only" è amatissima dal pubblico maschile ed è strategica così, ad un passo dalla fine. Non prima di avere ascoltato la vera perla, ancora incompresa, del live. Effetti speciali a fare da scenografia, si odono le note di "Ghosts", traccia 9 credo, una delle più adatte ad essere eseguite dal vivo. Proiezioni digitali di paesaggi, Finck che addomestica lo strumento per produrre una colonna sonora adeguata al momento più suggestivo dello show. Le reazioni erano molto discordanti: silenzio, mormorii, sguardi smarriti. Qui il pubblico mostrava le prime perplessità.
La parentesi termina dopo un quarto d'ora buono, subentra "In This Twilight", malinconica, dolce, davvero un bagliore nel cielo. E adesso la fase più toccante: Trent parla di quando anni addietro, per la prima volta, è stato invitato al Lolla ed era pazzo di gioia. Parla di quando è diventato famoso e ha acquisito consapevolezza delle proprie capacità. Ma deve  ancora lavorare parecchio in questo campo....Parla di quella telefonata. Un nastro con la voce di Johnny Cash e dopo l'interpretazione di quel pezzo così intimamente suo da parte della leggenda americana la sua versione non esisteva più. Allora, in quell'istante la platea è impazzita, "Hurt" è nata con Reznor, è morta insieme a Johnny ed è risorta ripetute volte. Compresa quella sera. "Puoi prendertelo tutto il mio impero di sporcizia", una lacrima scende sulle ghianciotte ormai piene del leader, noi commossi persi dentro la musica, i nostri pensieri, le nostre vite.
Sullo sfondo, i grattacieli immaginifici disegnati dagli architetti di grido, gli alberi e i prati morbidi, e il Michigan placido alle nostre spalle.
I resti del bivacco a terra, Io lascio l'arena canticchiando
"Lolla - Pa - looooo  - za - she's myyyy baby!".

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Commenti (Tredici)

CoolOras
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Buona recensione, anche se hai divagato un pò troppo all'inizio :) Ma Reznor non ha fatto nemmeno canzoni tratte dall'ultimo The Slip?
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dark schneider
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Rece sentita e coerente nonostante le divagazioni per uno dei geni della musica moderna. Trent Reznor.
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weseven
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nulla di The Slip? nemmeno Corona Radiata, Lights in The Sky o 1,000,000 ? :(
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wish
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Per fortuna che The Slip non lo fanno live!
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il trucido
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li ho visti dal vivo insieme ai tool a bologna, che non fa lo stesso effetto di "li ho visti a chicago al lolla", ma son stati una botta da paura anche lì... che dire? insieme ai qotsa la miglior live band attualmente sul pianeta. voto quel concerto là , rece come piacciono a me, bravo/a
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axel
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5 al tuo nickname
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Mopaga
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Spero che il dimenarsi di Trent non sia come quello, decisamente patetico, di Mick Jagger... qualcosa mi dice di no, e mi fido comunque della tua analisi motoria :) PS: Mi sembra di capire che non sono l'unico che ha trovato The Slip un pò... un pò una palla! Ecco l'ho detto!
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dboon
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visti all'Indipendent a Bologna gruppo indecente !

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sickman_84
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Ma cosa significa "gruppo indecente"? Visti anche io a Bologna, gran concerto, peccato (anche là) l'aver trascurato the Fragile.
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il trucido
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dboon, ma non è che ti confondi con le merdate emo che suonarono prima dei tool e dei nin? quelle erano indecenti, i nin furono oggettivamente favolosi secondo me. anche a me dispiacque non aver sentito niente da the fragile, ma come attaccarono dead souls gli perdonai tutto
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wish
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Ma qualcuno sa dirmi perchè the fragile non lo fanno live?
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CannibalKid
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bel resoconto non solo del concerto, ma dell'esperienza nel suo insieme.. però mmm hanno davvero fatto più gente di kanye?
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passoborgo
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riesumato il lolla??uhaoa!non lo sapevo!trasfertona x i NIN??sticazzi??bene brava bis...ma la prossima volta portaci pure me ; )
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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