Nuova proposta made in Chile della BYM Records e catalogata come #zot2017 nel segno di Marcelo Salas "El Matador".

Nueva Costa - Dilema (BYM Records, July 23, 2017)

La florida scena neo-psichedelica sud-americana, spinta dalla mitica etichetta BYM Records, propone questo nuovo duo cileno che dopo gli Holydrug Couple, merita sicuramente di essere attenzionato. I Nueva Costa sono il progetto del duo composto da Angelo Santa Cruz e Daniel Bande, il loro ultimo disco si intitola "Dilema" ed è stato pubblicato lo scorso luglio. A differenza che gli Holydrug Couple, orientatisi oramai verso una facile formula dream-pop, i Nueva Costa cercano invece una combinazione tra una elettronica pop minimale e determinate atmosfere che da una parte guardano alla musica psichedelica, dall'altra invece in qualche modo propongono dei caratteri che sono tipici della cultura pop tout-court sud-americana. Tutte le canzoni del disco sono caratterizzate dal ruolo centrale dominante del suono del synth e in particolare dalle pulsazioni dei bassi, composizioni synth-driven che si traducono negli per lo più in composizioni pop venate di atmosfere sudamericane e ispirate al synth-pop Pet Shop Boys e New Order. Altre canzoni si distinguono per sonorità più tipicamente pop e downtempo come "Podria decir lo mismo" o "Entre tu y yo", mentre sono particolarmente interessanti l'ipnotismo della traccia introduttive "Telenovelas" e la dimensione psichedelica estatica di "Trampa". In definitiva secondo me un disco molto bello e interessante nel panorama pop sud-americano e che mi piace proprio per il modo in cui si autodetermina senza essere particolarmente per forza considerato un disco di musica neo-psichedelica. Da segnalare ovviamente le performance delle vocalist Carolina Sandoval ("La Noche") e Geraldine Neary ("Ente tu y yo", "Podria decir lo mismo de ti").

Nueva Costa - Dilema (Full Album)

#chile #synthpop #bym
 
"Yang/Yin" by Zendik (usa, 1972) Questo Zendik lo immagino come una sorta di stregone perso nel buio dei 70, il disco è bello ma preso a piccole dosi. Sembra di sentire una sorta di Doors spogliati fino alle ossa, con il cervello che vaga in un labirinto senza tempo. Un Blues psichedelico senza volerlo ma viene così percepito,ipnotico, destrutturato, una formula per evocare qualche spirito. disco da sentire
 
Jaco Pastorius - BlackBird (Studio Version)

SETTIMANA PASTORIZZATA: Blackbird....... tanto per far spuntare una nuova lacrimuccia sul faccino di @[dsalva] .....
Questa la formazione, vedete un pò se riuscite a criticarla.....
Jaco Pastorius: Basso
Herbie Hancock: Sinth, piano
Wayne Shorter, Michael Brecker, Tom Scott: Sax
Toots Thielemans: Harmonica
Chuck Findley: Tromba
Howard Johnson: Tuba
Don Alias: Percussioni
Peter Erskine, Jack De Johnette: Batteria.
 
Visto che @ALFAMA lo ha riproposto in questi giorni, me lo sono andato a riascoltare. Gli Organisation furono sicuramente un progetto troppo sperimentale per "sfondare" e avere successo e questa fu probabilmente la ragione per cui poi Ralf e Florian lo abbandonarono dopo questo primo e unico disco. Ce l'ho sicuramente da qualche parte su CD, ma chissà dove sia andato a finire. Mi ha fatto piacere riascoltarlo dopo anni.

Organisation - Tone Float (RCA Victor, August 1969)

Il primo e unico disco de gli Organisation, praticamente il primo progetto di Ralf Hutter e Florian Schneider-Esleben prima della fondazione dei Kraftwerk. Completano la formazione Basil Hammoudi, Butch Hauf e Aldred "Fred" Monicks. Il disco fu registrato a Londra con la collaborazione del mitico Konrad "Conny" Plank e pubblicato su RCA Victor nell'agosto 1969. "Tone Float" ha sonorità sicuramente differenti da quelle che siamo soliti riconoscere allo storico duo della musica elettronica. Si tratta di un epidio di musica sperimentale e psichedelica o al limite progressive. L'ispirazione di base guarda comunque all'uso di strumentazioni d'avanguardia e un certo interesse nei confronti delle componenti meccaniche. Il disco fu del resto registrato nel mezzo di una raffineria (dichiarazione dello stesso Ralf Hutter) e il loro obiettivo era proprio provare a riprodurre quelle sonorità "industriali". Basato fondamentalmente sulla title-track "Tone Float" che occupa tutto il Lato A del LP e che costituisce una lunga sessione di musica minimalista con suggestioni progressive psichedeliche ripetute per tutta la durata della traccia in maniera costante, quasi ipnotica e il suono particolare delle percussioni e il ruolo centrale del flauto contralto di Florian. Nel Lato B si alternano invece composizioni differenti: "Noitasinagro" è già kraut-rock, "Milk Rock" e "Rhythm Salad" sono invece due episodi sperimentali di avanguardia e di rumorismo astratto; "Silver Forest" si può definire un breve scorcio di musica ambient minimalista e probabilmente è la traccia più interessante oltre la title-track. Come detto, qui siamo lontanissimi dal sound che poi diventerà tipico dei Kraftwerk, ma si tratta di un disco che vale sempre la pena scoprire oppure riscoprire.

Organisation - Tone Float (Full Album) 1969

#krafwerk #organisation #krautrock
 
Genesis isolated vocals: For Absent Friends

"For Absent Friends" solo voce, isolata dalla parte strumentale... La magia ed il fascino spiazzanti della voce di Piero Gabriele.....
 
Tackhead - Mind At The End Of The Tether Un'altra traccia killer di Keith LeBlanc...boom!
 
Claudio Cecchetto Fotostop
con permesso ma il Nobel della cagata atomica oggi lo vinco io!