THE SMOKING TREES-Merry go maggie Disco volante apparso nei cieli del 2012
 
e intanto james cameron sta finendo questo GameSpot - Are you hyped for this James Cameron anime...
non ci fosse il nome di Cameron sarei preoccupatissimo, ma Cameron non ne ha sbagliato uno.
 
Asva - Presences of Absences nel suo piccolo un capolavoro
 
Seamus
Un cane che abbaia in un blues acustico.
 
Violet Woods - "Here" (official video) Pop inglese venato di psichedelia, perfetta come una cingomma sotto una scarpa
 
240 Chilometri Da Smirne (Area)
a chi interessa, sta in edicola 16,99 180 gr da quello che mi dicono suona molto bene...
 
Octopus Syng - Cuckoo Clock Mystery (Official music video) Altro grande nome dalle Magiche Fredde Terre Del Nord Europa. Elettrico folk dal taglio Barrettiano ed esotici strumenti saltati fuori dalla pagine di un profumato libro di favole. Provate a sfogliarlo e vedrete strane creature volare nella vostra mente
 
Pile - Worms - Audiotree Live (5 of 6)
Quando ascolti all'improvviso una canzone sconosciuta che ti fa sentire innamorata.
 
The Amazing - Picture You (Official Video) Un lavoro criminalmente inascoltato, . Nord Europa, Church planano su vallate psycho prog e panorami squisitamente pop. Una delizia, una fresca fetta torta di mele.
 
"Heaven" - Buffalo Tom

Le (inutili) DeCopert-versions che m'intrigano:
Pt. IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIOIOIOIXIOI OIOIIII IIX IXIOIXIIIIXIIIIXIIIIXIIII
 
The Fall - garden Sarebbe stato bello vedere le declamazioni lisergiche di Ginsberg accompagnato da Mark...Godzone!
 
La rassegna #zot2016 è lieta di presentarvi ecc. ecc.

Stay - Mean Solar Times (Picture In My Ear Records).

Gli Stay sono un gruppo catalano composto dal frontman, vocalist e chitarrista Jordi Bel, il bassista Ivan Lopez, il tastierista Israel Palacio e il batterista Jordi Casal. Il loro ultimo disco, 'The Mean Solar Times', è uscito per l'etichetta di Minneapolis, Minnesota, Picture In My Ear Records il nove febbraio 2016. Prodotto da Owen Morris, collaboratore di Oasis e Verve negli anni novanta, il disco effettivamente riprende tutta una serie di sonorità tipiche del pop-rock britannico di quel decennio. A partire dai riferimenti ai Ride ('Pinkman', 'Smiling Faces', 'Dirt and Alone') dovuti anche alla collaborazione attiva di Andy Bell nella registrazione del disco; quindi
agli Oasis ('Dirty and Alone', 'Shake the Sun'); infine ai Kula Shaker ('Mind Blowing (Extended Version'). Sicuramente trascurabili episodi come le ballate 'Always', 'You Know It's Right', ' Hide Away'; 'Smiling Faces' ricorda i Dandy Warhols, 'All In Your Eyes (Extended Version)' le sonorità di Jacco Gardner e gli ultimi Temples. Degno di menzione l'ipnotico groove del remix di 'Pinkman' ad opera di Andy Bell. Non male. Se ti piacciono le sonorità brit-pop degli anni novanta e venate da un buon gusto della psichedelia vai a colpo sicuro. 3/5

Stay - Pinkman
 
"A volte Enzo nei concerti introduceva questa canzone con le parole "Vorrei dedicare questa canzone a mio padre, è importante ricordare visto che oggi c'è chi oggi confonde la Repubblica di Salò con la Repubblica di San Marino".
"
Jannacci - Sei minuti all'alba (Sei minuti all'alba
e non è ancora chiaro,
sei minuti all'alba
Il prete è pronto già.
È già mezz'ora
che sta parlando.
«Gliel'ho detto, padre, davvero,
ho già pregato».

Nella cella accanto
cantano una canzone.
«Sì, ma non è il momento
un po' d'educazione!»
Io addirittura piangerei
il groppo è pronto già;
piangere d'accordo, e perché?
Mi devono fucilare.

L'otto settembre sono scappato
ho smesso di fare il soldato,
son tornato al paese
mi han chiamato disertore.
Caricato su di un treno
son scappato un'altra volta;
in montagna sono andato, ma l'altro ieri
m'hanno preso coi partigiani.

Entra un ufficiale
mi offre da fumare:
«Grazie, ma non fumo
prima di mangiar».
Fa la faccia offesa,
mi tocca di accettar,
le manette sono già ai polsi,
e quelli continuano a cantare.

E trascino i piedi
e mi sento male;
sei minuti all'alba,
Dio com'è chiaro!
Tocca farsi forza
ci vuole un bel finale;
dai allunga il passo, perché
ci vuole dignità.

L'otto settembre sono scappato
ho smesso di fare il soldato,
son tornato al paese
mi han chiamato disertore.
Caricato su di un treno
son scappato un'altra volta;
in montagna sono andato, ma l'altro ieri
m'hanno preso coi partigiani.)
 
Comincio oggi una nuova rassegna dedicata a chi su queste pagine propone così tante cose interessanti (che mi interessano) che è difficile stargli dietro, cioè @[Buzzin' Fly] aka @[ALFAMA]. La rassegna ha lo scopo di cercare di essere metodico di seguire il mio amico nei suoi tanti suggerimenti e si intitola 'Buzzin' Sound', l'etichetta di riferimento è #buzz e questo qui è il primo capitolo di una serie che si preannuncia essere potenzialmente interminabile. Grazie Buzz per le mille 'chicche' che mi (ci) regali ogni giorno.

International Harvester - Sov gott Rose-Marie (1968).

Gli International Harvester sono la reincarnazione della cult band svedese Parson Sound (la cui unica pubblicazione è effettivamente un vero e proprio oggetto di culto in quanto recuperata e ritornata alla luce solo nel 2001 dopo praticamente oltre trent'anni) e che con questo nome ha pubblicato un LP nel 1968 intitolato 'Sov gott Rose-Marie' altrettanto degno di essere considerato quanto il primo LP. Se non di più. Mentre infatti 'Parson Sound' guardava in qualche modo ad alcune sonorità del rock sperimentale dei Velvet Underground oppure ai Rolling Stones, qui il gruppo filtra queste sonorità attraverso quelle che sono da una parte le tradizioni folk del loro background culturale e dall'altro proponendo un certo suono d'avanguardia, espressione di dissenso totale alle forze e al pensiero capitalistico e in particolare dedicandosi alla causa naturalista. Il risultato è uno dei dischi migliori di quegli anni. Nel lato A si alternano sonorità più garage e ossessive ('There Is No Other Place', 'Ho Chi Mihn') con momenti più sperimentali come la introduttiva 'Dies Irae', una specie di trionfante fanfara nello stile del film 'peplum' di quegli anni; la ipnotica e quasi assordante 'Klocan Ar Mychet Nu (It's Getting Late Now)'; la ballad psichedelica con rimandi orientalieggianti 'Sommarlaten (The Summer Song)'; le diffuse atmosfere del panorama scandinavo e che trovano la massima espressione nella title-track, la evocativa 'Sov Gott Rose-Marie (Sleep Tight Rose-Marie)'. Il lato B apre invece al puro sperimentalismo più selvaggio. 'I Mourn You' azzera tutto quello che fanno i VU in 'White Light/White Heat'; 'How To Survive' è come avrebbe suonato 'Tomorrow Never Knows' se fosse stata scritta dai Tinariwen; i venticinque minuti di 'Skordetider (Harvest Times)' anticipano gruppi come i Dead Skeletons di quarant'anni. Carico di contenuti ideali e allo stesso tempo selvaggio come il profumo delle foreste di conifere della taiga russa e scandinava, ecco qui un disco che ci mostra come gli svedesi abbiano sempre costituito storicamente una specie di avanguardia sul piano culturale e nella specie musicale anche in anni in cui le attenzioni erano chiaramente tutte concentrate sugli USA e il Regno Unito. Fondamentale.

International Harvester - Skördetider (Harvest Times)
 
The Cars - All Mixed Up Mangiando i marshmallow mi sono venuti in mente...
 
Napalm Death - Politicians (Raw Power cover)

Le (inutili) DeCopert-versions che m'intrigano:
Pt. IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIOIOIOIXIOI OIOIIII IIX IXIOIXIIIIXIIIIXIIIIXIII