Paolo Guzzanti
Mignottocrazia

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Mai come negli ultimi mesi la mia casella postale su DeBaser è stata intasata da richieste di utenti del sito che mi chiedono di commentare e valutare con l'opportuna oggettività le vicende relative al c.d. "Rubygate", che - a mo' del "Watergate" di nixoniana memoria - potrebbe imporre un'interpretazione della recente storia italiana ed influenzare gli sviluppi della dialettica politica, decretando il collasso del berlusconismo e l'avvento di nuove maggioranze parlamentari e governative.

Confesso che il compito richiesto era (ed è) improbo, comportando una rilettura del sistema alla luce di categorie disomogenee, come la morale, i rapporti fra sessi, le modalità di emancipazione della donna in riferimento alla sua autodeterminazione ed alla possibilità di sfruttare, anche fini economici, la propria libertà: se, come, sottolinea Isabel Allende e come ci ammonisce la storia di Moll Flanders, ogni emancipazione femminile passa attraverso l'indipendenza economica, allora anche lo sfruttamento del proprio corpo, o di specifiche parti di esso, lo può essere, si chiami la donna Diotima, Saffo o - in ipotesi - Ruby, Nicole, Maryshtelle o altro, che una tappa tormentata, complessa e rispettabile di questo percorso di liberazione e crescita.

Più in generale, occorre interpretare i destini di un potere carismatico, come certo lo è quello berlusconiano, basato sull'immagine, sul messaggio, sul linguaggio del corpo e sulla stessa fisicità del leader politico: leader che, a differenza degli antichi insegnamenti d'un Machiavelli, secondo il quale il tiranno deve essere temuto (e odiato) per rafforzare il proprio potere, tenta in tutti i modi di farsi amare e di intessere con il corpo della Nazione - quasi fosse un corpo femminile ed un'alterità da sedurre - un rapporto amoroso, una immedesimazione ed un'empatia basata sulla sensualità e sulla pienezza dei sensi, come del resto gli impone il suo essere nato (junghianamente) sotto il segno della Bilancia, dominato da Venere.

Che siano questa immedesimazione e questa empatia che solo Berlusconi sa tessere con il corpo della Nazione italiana una delle possibili chiavi del suo successo, mi sembra scontato, senza dover troppo aggiungere a quanto osservato nel mio saggio dello scorso giugno.

Che la dimensione affettiva e sensuale del berlusconismo (il fatto che Berlusconi non sia semplicemente "supportato" o "sopportato" dalla sua maggioranza, ma sia amato dai suoi elettori, e, soprattutto, elettrici) lo allontanino da qualsiasi modello teorico di "tiranno", sempre secondo le categorie politologiche tradizionali, mi sembra di pari evidenza.

Ciò porta a concludere come la sua leadership carismatica sia qualcosa di profondamente moderno, e modernamente profondo, nell'attuale contesto sociopolitico, distaccandosi da ogni precedente storico, proiettandosi in un "futuro" che, per certi versi, è già "ora".

Quasi a suggerirci che ogni leader futuro dovrà farsi amare, prima che comprendere; sedurre, prima ancora che convincere; soddisfare i bisogni affettivi delle persone che compongono il corpo elettorale, prima ancora che quelli razionali; porsi, in rapporto alle varie fasce di età e di elettorato, in una dimensione  emotiva: ora impersonando il figlio devoto (anziani), ora il partner facondo (coetanee), ora il compagno d'avventure galanti (coetanei), ora il genitore munifico (giovani), sempre e comunque l'amico fraterno con cui festeggiare le vittorie sportive, con cui godere del piacere estetico dato da una rappresentazione teatrale, da una canzone,  da un film, da un programma televisivo, dall'acquisto di un libro, o, semplicemente, dalla contemplazione della bellezza nel suo senso più pieno e nel suo puro EsserCi, rappresentato - nella normalità dei casi - dalla bellezza femminile come sintesi di ciò che di meglio la vita può offrirci qui ed ora.

Non è pertanto casuale che, a suggello di quanto sono venuto osservando, lo stesso leader politico spesso lamenti il fatto di non essere amato e ricambiato da una fascia della popolazione, per quanto essa sia stata esigua negli scorsi anni e mai apertamente e fattivamente ostile nei suoi confronti  (subendolo, più che opponendosi ad esso: di qui le metafore freudiane d'un Altan, la nota barzelletta sulle notti d'amore di mamma Rosa e papà Luigi, la ricerca di nuove "narrative" politiche che ben evidenziano la condizione quasi infantile in cui versa questa fascia di corpo elettorale).

E nemmeno sarà un caso che attenti notisti politici come Giuliano Ferrara parlano espressamente di Lui come "l'amor nostro", o che giornalisti come Minzolini siano motteggiati dagli avversari per la propria fedeltà ad un certo concetto di Italia ricorrendo ad analogie con l'affetto canino, alla stessa stregua con cui, anni addietro, Emilio Fede veniva perfidamente - ed ancora una volta: infantilmente - ribattezzato "Emilio Fido".

Se la parola chiave per comprendere il fenomeno è dunque l'amore, viene in gioco il rapporto a volte ambiguo ambivalente che si crea fra gli amanti - la dimensione conflittuale e dialettica implicita nel rapporto affettivo come l'esigenza di "riconoscimento", nel senso scopertamente esistenziale del termine - e, con esso, la rivendicazione sottesa ad ogni amore tradito: sono allora evidenti i limiti dell'attuale temperie ed i limiti stessi entro cui si muove il pur ottimo, ficcante, informato, malizioso, accorato, libro di Guzzanti.

Scritto da una persona che aveva creduto profondamente in Berlusconi (rischiando financo la vita nell'ambito del noto "affaire Mitrokhin") il libro è anche la rivendicazione di una persona tradita negli affetti e nella speranza di un riconoscimento, prima ancora che nella convinzione politica liberal-conservatrice; al contempo, valorizzando la prospettiva del tradito, tende irrimediabilmente a colorare la semantica delle azioni del traditore verso il mondo relativo alla prostituzione e, più in generale, all'esercizio di una autodeterminazione sessuale che rafforza il senso di esclusione di chi patisce, reificazione del sentimento di chi non si vede ri-conosciuto nell'integrità del suo Essere.

Ecco, allora, che il salace neologismo "mignottocrazia" assume un'altra colorazione, e lo stesso "scandalo Ruby" va colto nella chiave simbolica e politica di un Paese che, in definitiva, chiede a gran voce di essere ri-conosciuto nella sua alterità e nella soddisfazione dei propri bisogni, chiede di essere amato proprio nel momento in cui nega l'amore.

Per gli utenti medi del sito: come l'amato, nel dare della "poco di buono" all'amante fedifraga, chiede di essere amato; come l'amata, nel comunicarVi il suo spregio e nel giustificarVi la propria condotta, sottende comunicarVi un bisogno d'affetto; come lo stesso ateo, nel negare ogni possibile amore divino, manifesta in definitiva la carenza ed il bisogno di una dimensione trascendente; così i critici di Berlusconi, opponendosi ad esso, gli chiedono un riconoscimento: perchè - parafrasando Gaber - Berlusconi è parte di loro.

Restano quindi al di là del discorso che si va facendo le implicazioni penali che coinvolgono le frequentazioni del Presidente del Consiglio, rispetto alle quali nulla si può dire, né, seguendo questa categorizzazione, interessa dire, se non cogliendone ancora una volta la dimensione dialettica, connessa ad un'ulteriore esigenza di "riconoscimento" di un'infedeltà traslata ed astratta sui rapporti istituzionali, ma sempre tesa a rivendicare la mancata attenzione dell'amato e la delusione, o rabbia, che ne consegue.

Non che, con questo discorso, si intenda relativizzare e stornare il lettore dalle colpe dello stesso Presidente.

In tutta la vicenda, i limiti del berlusconismo appaiono infatti evidenti, ed incompiuta appare probabilmente la sua vicenda politica: se Berlusconi avesse soddisfatti i bisogni di tutti, e non solo di una parte; se si fosse fatto amare anche dalla sinistra, e non solo dal centro-destra; se non si fosse contrapposto frontalmente con il PCI-PDS-DS-PD ma si fosse posto, nel '94, come leader di un centro che guardava tanto ad AN-Lega quanto, rivalutando le radici socialiste comuni, l'area di sinistra, le cose sarebbero andate diversamente per tutti, ed anche gli amanti traditi avrebbero colto, in Lui, quella sintesi degli opposti che la metafora amorosa ci impone di seguire fino al suo esito ultimo, e dunque fino alla dimensione totalizzante, in una visione d'insieme in cui amante ed amato si confondono e sono essi stessi un'unica cosa: quasi che Berlusconi sia l'Italia intera, quasi l'Italia unita coincida, in questo centocinquantenario, con Berlusconi.

Questa DeRecensione di Mignottocrazia è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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Ultimi Cinquanta commenti su SettantaCinque

fosca
fosca Divèrs
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DeLo DeLo, ragazzaccio, avevi promesso..e invece eccoti di nuovo con i saggi autorichiesti e gli editoriali autopubblicati.. non zi fa cozì, non zi fa!!!
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iside
iside Divèrs
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Dei pescecani che non si sazian mai
-Sempre presenti, sempre più potenti, sempre più schifosi
-È l'impero dei mafiosi.
-Io se fossi Dio
-Io griderei che in questo momento
-Son proprio loro il nostro sgomento.
-Uomini seri e rispettati
-Cos'ì normali e al tempo stesso spudorati
-Così sicuri dentro i loro imperi
-Una carezza ai figli, una carezza al cane
-Che se non guardi bene ti sembrano persone
-Persone buone che quotidianamente
-Ammazzano la gente con una tal freddezza
-Che Hitler al confronto mi fa tenerezza.
-Io se fossi Dio
-Urlerei che questi terribili bubboni
-Ormai son dentro le nostre istituzioni
-E anzi, il marciume che ho citato
-È maturato tra i consiglieri, i magistrati, i ministeri
-Alla Camera e allo Senato.
-Io se fossi Dio
-Direi che siamo complici oppure deficienti
-Che questi delinquenti, queste ignobili carogne
-Non nascondono neanche le loro vergogne
-E sono tutti i giorni sui nostri teleschermi
-E mostrano sorridenti le maschere di cera
-E sembrano tutti contro la sporca macchia nera.
-Non ce n'è neanche uno che non ci sia invischiato
-Perché la macchia nera
-È lo Stato.
-E allora io se fossi Dio
-Direi che ci son tutte le premesse
-Per anticipare il giorno dell'Apocalisse.
-Con una deliziosa indifferenza
-E la mia solita distanza
-Vorrei vedere il mondo e tutta la sua gente
-Sprofondare lentamente nel niente.
-Forse io come Dio, come Creatore
-Queste cose non le dovrei nemmeno dire
-Io come Padreterno non mi dovrei occupare
-Né di violenza né di orrori né di guerra
-Né di tutta l'idiozia di questa Terra
-E cose simili.
-Peccato che anche Dio
-Ha il proprio inferno
-Che è questo amore eterno
-Per gli uomini.

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iside
iside Divèrs
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OPPURE VIVETE COME RETTANGOLI.
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donnie darko
donnie darko Divèrs
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@ sfascia se parli co la gente dei processi te dicono che è un perseguitato........
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donnie darko
donnie darko Divèrs
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isi ammazza quanto hai scritto.......:-)
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pixies77
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Bello scritto, sebbene mi sarei aspettato un lettura adleriana della vicenda che rimanda alla proprietà multiorgasmica delle donne e probabimentemancana mancano anche un paio di supercazzole.
E visto che lo domandi, del perchè Berlusconi non è amato da tutti, ti rispondo: je sò finiti i soldi.

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boyintheocean
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Beh.. ecco una recensione che prova che certa gente da Silvio se lo farebbe mettere volentieri in der posto. E dice che pure invidiosi dovremmo essere! Contento lui..
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MIDISUN
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Pensieri sparsi: E quindi nell' anno domini 2010 hanno scoperto che chi è ricco va con le puttane. E anche chi è povero ci va. Ci va chi governa. Ci va chi non fa un cazzo. Ci va a chi gli pare a puttane. Fare la puttana è il mestiere più antico del mondo. Si vede che clienti non mancano mai. Quale è il problema dell' andare a puttane? Che chi è in vista non ci deve andare? o che non si deve far beccare perchè "non sta bene"? Nel 2011 hanno scoperto che dove c'è il potere ci sono le puttane. Una scoperta destinata a cambiare la storia dell'umanità. Dove ci sono le puttane ci sono soldi. Soldi per le puttane e soldi per chi in un modo o nell'altro alle puttane gli gira intorno. Guzzanti compreso. Che sforna 'sta "puttanata", dal titolo scontatissimo e ruffiano, per farsi anche lui due lire. Le colpe di Berlusconi,se ne ha di reali e perseguibili al di là della semplice opinione, sono altre che non quella di essersi circondato di puttane che vogliono soldi cash o posti di lavoro o entrambi. Chi è nata gran fica ha sempre avuto innumerevoli agevolazioni nella vita rispetto alle altre che hanno dovuto faticarsela. E sono certo che, in gran parte, sono state le puttane ad andare a bussare alla porta di Berlusconi e non viceversa. E Berlusconi non mi sta simpatico. Comincino a fare manifestazioni contro la benzina a 1600 euro, contro gli affitti e le vendite immobiliari immonde a prezzi offensivi (quelli si) della dignità del popolo, contro il prossimo ritorno del nucleare, contro la privatizzazione dell'acqua.. non contro Berlusconi e le sue puttane! Guzzanti taci che appartieni anche tu a quel sistema. Ci sei dentro fino al collo anche tu nella mignottocrazia.
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aries
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Analisi che contiene spunti interessanti (la dimensione affettiva-sensuale del berlusconismo). Guzzanti padre è stato un testimone privilegiato, in prima persona, di questa democrazia "del cazzo", però le sue giravolte politiche mi fanno pensare che non sia stato mosso da ripulsa morale, quanto da fini ricattatori, per regolare i conti (Paolo Guzzanti ha il dente avvelenato per via della Mitrokhin; in occasione del voto di fiducia del 14 dicembre ha offerto il voto di fiducia al governo a condizione che si occupasse di un tema che gli stava a cuore). Resta la realtà amara di un premier che dispensa onori e cariche politiche in camera da letto.
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enbar77
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Il libro potrebbe anche essere interessante anche se non mi fiderei più di tanto in quanto è scritto da un berlusconiano. Potrei ammirare la cosa se il buon Guzzanti avesse abiurato totalmente alla corte del Delinquente del Consiglio. Non essendo così sicuro di ciò, tendo a non esprimere alcun voto. Meglio se questo libro lo avessero scritto un Travaglio, un Barbacetto, un Gomez, un Abbate, un Lillo... Magari arriverà, anche se ciò non toglie che oggi viviamo nell'epoca del puttanesimo dove basta allargare le cosce per ottenere ogni cosa a discapito di chi non ha lavoro e chi si spacca le meningi per studiare e sperare in un futuro che, attualmente, non c'è. E ciò non toglie neanche la stima che ho per De Lorenzo e che mi accingo a rinnovare.
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alCOOL
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A parte l'evidente inutilità del recensire l'ultima "fatica letteraria" di un mollusco, ti volevo far notare che la "dimensione affettiva-sensuale del berlusconismo" corrisponde PERFETTAMENTE al modello del TIRANNO. Il tiranno greco è un personaggio che ha assunto il potere proprio per la sua capacità di blandire il popolo e di farsi amare da questo, mentre l'immagine del tiranno sanguinario odiato dal popolo è stata veicolata da chi tale regime lo osteggiava. In quanto tale il berlusconismo non può rappresentare un'approccio nuovo alla politica quanto piuttosto la deriva terminale della nostra, che ci avvicina sempre più alle "dittature-democrazie" africane, allontandoci dai grandi paesi europei. Si potrebbero fare tanti discorsi sulla tendenza storica del cittadino italiano medio a farsi comandare e ad affidare il potere a figure forti che lo "sollevino dall'onere di esprimere la propria opinione", ma come ho già detto tutto ciò in questo contesto è alquanto INUTILE.....
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LeoVanexx
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!i!i!i! <3 <3 <3 OtTiMo LaVoRo <3 <3 <3 !i!i!i!
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giola
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eddaie con sto carisma, ma dove è questo carisma nel nanetto satiro?? a me repelle e guarda che mi repella già da tempi non sospetti, quando era solo un imprenditore e basta...il carisma dovrebbe essere un'altra cosa non il viscidume che questo porcone, questo leader da operetta trasuda da ogni poro...fa ridere Paolo Guzzanti che scrive su mignottopoli, visto che ne fa parte pure lui...o sbaglio??
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giola
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repelle non repella, ooops, altrimenti De Lo mi svergogna
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De Lorenzo
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@GIOLA: il carisma è nei fatti, uno lo ha o non lo ha. Capisco la tua posizione, ed il fatto che a te Berlusconi non piacesse ancor prima di scendere in politica. Ma il punto è che la tua è la posizione della minoranza degli italiani, che in Berlusconi e nel suo càrisma (alla greca) vedono riflessi se stessi o, comunque, quello che vorrebbero essere. Ad es., sarebbe interessante entrare nella testa dell'italiano e delle italiane e vedere quandi si vorrebbero trovare, o si sono trovati, almeno una volta nella vita, nella posizione di Berlusconi o di una delle sue frequentazioni femminili. La politica riflette noi stessi, talora ci deforma, ma non ci rappresenta mai troppo diversamente da quello che siamo. Questo il senso del mio saggio e l'esigenza di collocarmi "nell'orizzonte degli eventi". Un caro saluto a tutti, ENBAR e FOSCA in particolare. PDL
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giola
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DeLo, tu dici che il carisma o lo si ha o non lo si ha, in parte è vero ma almeno dal mio punto di vista non è proprio esatto. io potrei trovare carismatico qualcuno che a te potrebbe sembrare solo un pesce lesso. Quello che non mi spiego è come mai il carisma è quasi sempre visto in individui o in qualcosa associati alla negatività, addirittura la male, questo grazie soprattutto al cinema e alla tv...eppure il male spesso è di una banalità sconfortante, aldilà della tragicità e spregevolezza di alcuni fatti e personaggi cosiddetti carismatici....personaggi come Hitler e Charles Manson consideati carismatici non hanno alcun potere del genere su di me ad esempio...quindi il carisma è soggettivo secondo me e sempre secondo la mia opinione il carisma deve sì essere proprio di qualcuno o qualcosa fuori dal comune, di eccezionale ma non necessariamente nel senso negativo del termine. Facci caso, pochi personaggi "buoni" sono considerati carismatici, come Gandhi tanto x fare un nome. Ecco, aldilà del male e della negatività, Berlusconi e il Berlusconismo sono di una banalità sconcertante, sono l'antitesi di cio' che è fuori dagli schemi, dal comune, ciò che è eccezionale, sono la quintessenza della grossolanità, del conformismo più becero, quindi non mi spiego come si possa parlare di carisma in questo caso.Spero di essermi spiegata, ahimè, non ho la tua dialettica purtroppo.
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giola
Opera: | Recensione: |
In conclusione, a mio parere il carisma non è solo una questione di aspetto fisico, di modo di parlare, di porsi alla gente ma anche di contenuti, che dovrebbero essere particolari e fuori dal comune, tutte cose da cui Berlusconi e il Berlusconismo non potrebbero essere più lontani.
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IL SICILIANO
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Solo Gandhi? E Martin Luther King, JFK, Mandela, Malcolm X? E De Gasperi, Berlinguer, Mattei, Falcone, Borsellino?
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giola
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Sono d'accordo Siciliano ma ho scritto : tanto x fare un nome.... la lista è lunghetta
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Zioo_miraggio
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ha parlato giola la voce della verita' , ma vai al fiume a lavare i panni e rompere i coglioni
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ziobestia
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Zioo_miraggio
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manca un non ( non )
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Zioo_miraggio
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Zio preferisci lo chiamavano Trinita' o continuavano a chiamarlo Trinita'?
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De Lorenzo
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Cara GIOLA (ai lettori distratti faccio notare che io rispetto Giola anche se la pensa diversamente da me e se in passato mi ha insultato; questo perchè occorre essere comunque educati e rispettosi, cosa che non tutti qua dentro fanno) reimposterei la questione osservando che il carisma non è soggettivo, ma è oggettivo, e dipende in larga parte dall'esigenza della gente (del popolo; della società civile; del corpo elettorale; della massa) di trovare qualcuno che la sottometta e la domini, che la privi di libertà e la condanni al bunga-bunga della storia. Nei diari di Mussolini (autentici) l'allora premier parlava in questi termini della popolazione italiana; analogamente puoi declinare l'inquisitore di Dostoijevski; ma anche il macismo diffuso nelle FdO o nell'Esercito. L'aspetto focale è che questo non è possibile se non c'è una spontanea sottomissione e messa a disposizione della massa, della popolazione etc., che ha bisogno (infantile) di qualcuno che la renda sicura, che la protegga. Anche se soggettivamente la figura è mediocre, è il processo della storia - il mulino del tempo - a rendere oggettivamente le cose in questo modo. Io non posso farci niente, non sono un moralista ma un semplice notista politico. PDL
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giola
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Sì, sul fatto dell'esigenza della gente di trovare qualcuno che la domini sono d'accordo con te.
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Geo@Geo
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Sono quella del commento 16, mi ritengo del gruppo educato e quoto lo scambio di idee, ecco... idee: onestamente ne vedo poche in giro di buone. E' di oggi che Alfano "ritratterebbe" sul processo breve, se ci si incontra sul resto delle proposte sulla giustizia: immoliamo il cavaliere sull'altare? Non lo so e non credo. Il problema del carisma è decisamente curioso: hai detto bene è oggettivo, ma se questo è vero <"Il sociologo Max Weber definì l'autorità carismatica come "fondata sulla devozione all'eccezionale santità, eroismo o carattere esemplare di una singola persona, e dei modelli normativi o ordini rivelati o impartiti da tale soggetto."> non mi pare che ci possiamo riconoscere il nostro soggetto.
BËL (00)
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De Lorenzo
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Del resto si può pensare quello che si vuole di Guzzanti padre, ma il concetto di sintesi "mignottocrazia" è qualcosa di epocale: penso sia difficile esprimere al meglio lo spirito dei tempi, da qualunque parte si voglia coglierne il significato. E' la massa-mignotta a detenere il vero potere, il Presidente Berlusconi in fin dei conti è il feticcio, la vittima di tutto questo gioco.
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Geo@Geo
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Se poi parliamo della Teoria del Grande Uomo: << Non si comprese mai, che la forza di un partito politico non si trova nella grande e singola intelligenza nei componenti ma in una ordinata subordinazione dei componenti verso il comando intellettuale. Ciò che decide è la medesima direzione>> Adolf Hitler. Aggiungerei: "La Teoria del grande uomo è una congettura volta a spiegare la storia come effetto dell'azione dei "grandi uomini" o eroi: soggetti di grande autorevolezza che, grazie al loro carisma, intelligenza e saggezza, o al loro machiavellismo, hanno usato il potere in un modo che ha lasciato una decisiva impronta storica". Per semplificare ho trasferito da Wikipedia, ma condivido pienamente.


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Geo@Geo
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Sorry, per la lunghezza: non mi interessa essere soggiogata; non parliamo di un eroe, di un santo o del carattere esemplare di un individuo. Qui il termine carisma è abusato.
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De Lorenzo
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Gentile GEO&GEO, conosco Weber, ma mi sembra che i fatti vadano oltre la sua pur autorevole spiegazione. Egli scriveva in rapporto ad epoche passate: il fascino di Berlusconi, per cui La rimando ai miei scritti dell'anno scorso, è anche nel fatto di andare in parte oltre questi schemi (non credo alla teoria del tiranno cui si faceva riferimento prima, perchè proprio Machiavelli, via Dionigi di Siracusa - mitico: quello delle versioni di Cornelio Nepote - spiega come il tiranno sia bestia feroce). Il punto è che il carisma lo creano le masse: quelle cui faceva riferimento Weber non sono quelle di oggi; sarà interessante vedere a questo punto su chi poggerà lo sguardo delle masse maghrebine di questi mesi, fra non molto. Tocqueville sarebbe "fiero" di loro. PDL
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Geo@Geo
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Le masse, sempre le masse, quantizziamo: all'incirca i votanti alle ultime politiche sono scesi drammaticamente a circa il 62-63%, solo il 23% di questi hanno votato per il centro-destra; direi che in Italia il parito più grande in assoluto è quello degli ASTENUTI:(
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Zioo_miraggio
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Certo che questa cosa del Berlusconismo fa veramente ridere , e' come dire : Il Milan e' una squadra di Merda , si ok ma lei per che squadra simpatizza ? Io ??? No gurdi a me il calcio non interessa ..... ma quale carisma gli italiani voterebbero anche pincopalla pur di non mettersi nelle mani delle sinistre ( vedremo quando non ci sara ' piu' lui, mi gioco la paghetta settimanale che sara' cosi' ) Il resto sono i soliti chiacchericci mica ciabbbiamo tempo da perdere no ?
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De Lorenzo
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Scusi GEO, mi tocca autocitarmi, sebbene non sia elegante: le masse subiscono il potere, <<di qui le metafore freudiane d'un Altan, la nota barzelletta sulle notti d'amore di mamma Rosa e papà Luigi, la ricerca di nuove "narrative" politiche che ben evidenziano la condizione quasi infantile in cui versa questa fascia di corpo elettorale>>. Personalmente considero gli astenuti dei passivi, nel bunga-bunga della storia. Le dirò anzi che - ad assumere la posizione di sinistra propria di molti degli utenti del sito - gli astenuti, ma anche i qualunquisti di ogni risma, non sono meno correi dell'elettorato di centro-destra rispetto all'ipotetica rovina dell'Italia (dando per assunti i toni apocalittici di certuni). Passo e chiudo perchè la mia regola è di non intervenire nel dibattito, ma Lei è nuova. PDL
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Geo@Geo
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Ho letto, forse più di quello che dò a vedere; comunque trovo "democratico" che l'opinionista intervenga nel dibattito e che sia sempre positivo lo scambio di idee. Sono nuova, ma non una ragazzina. Se Le fa piacere diamoci del Lei, ma trovo più amichevole il Tu. Usando un Suo termine: Passo e Chiudo.
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korrea
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delorenzo, immagino non di diaframmiana memoria, se posso permetterMI, e si che posso, volevo chiederti il motivo del 'PDL' alla fine dei tuoi commenti. E aggiungo una piccola nota personale: Io vado matto per il pollo fritto del kentucky. Ah, perdona la Mia lungaggine, ma volevo giusto citarti un personaggio ai Miei occhi molto più carismatico del tuo fantomatico presidente: Zamparini. Anche lui presidente eh. Però non lo voto, sai spesso il carisma è un'alibi per la ridicolaggine, preferisco chi tiene un basso profilo, sobrio e onesto. Confido in una tua risposta. KFC
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Darkeve
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Korrea:se posso permetterMI volevo chiederTI il motivo del 'KFC' alla fine del tuo commento. confido in una tua risposta. DMM
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korrea
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Darkeve: scuSI l'ardire, ma hai letto il Mio commento? Io vado matto per il pollo fritto del Kentucky. Volevo seguire il trend del delorenzo che essendo fervente del popolo delle libertà ha la simpatica intestazione PDL alla fine dei Suoi commenti. Passo. KFC
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De Lorenzo
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@KORREA: conosco bene i Diaframma, anche se, sullo stesso genere, da ragazzo ascoltavo i Disciplinatha (si scrive così? Quand'ero militare me li hanno registrati in musicassetta). Quanto a PDL (rispondo anche a GEO&GEO: diamoci pure del tu, anche se reputo l'informalità l'anticamera della maleducazione) è semplicemente l'acronimo del mio nome e cognome. Sarebbe a dire P. De Lorenzo = PDL. Quanto al càrisma: il termine della questione non è il càrisma che ognuno di noi conferisce, soggettivamente, a quello o quell'altro personaggio (non per scendere nell'autobiografia, ma per me il generale Dalla Chiesa ha un càrisma speciale, l'avrei visto benissimo Presidente della Repubblica o Premier; così anche il Capo della Polizia Parisi, giusto per par condicio fra FdO), ma quello che le masse conferiscono, storicamente e dunque sul piano dell'oggettivo svolgersi degli eventi, a personaggi che magari ne sono privi (gli esempi di Giola sono interessantissimi). Penso di aver detto abbastanza: anche se ufficialmente avrei finito di scrivere saggi su Debaser, non è detto che non ritorni. E' sempre interessante confrontarsi con le minoranze più agguerrite ed intellettualmente provvedute, come alcuni utenti del sito. PDL
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nes
nes
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ormai quando vedo una tua recensione in casapagina entro e ti mando a "affanculo" in automatico. Non so neppure se sto commentando un libro o un film, non ho letto chi sia l'autore/regista, e non ho letto neppure di sfuggita la recensione, ma proprio nulla, neppure una riga. Niente. Zero. Però ti mando direttamente a fare in culo, tanto so che se mi fermssi a leggere quello che hai scritto di motivi ne troverei a decine. Ah De Loré, un Vaffanculo sentito.
BËL (00)
BRÜ (00)

Geo@Geo
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Dr De Lorenzo, non credo che darsi del Tu sia l'anticamera della maleducazione, penso in realtà che renda il discorso amichevole, lontano dalle ingessature che ognuno di noi ha nell'ambito lavorativo, lontano dalla possibile formalità legata alle diverse età dei componenti di questo sito, in definitiva serve a rendere l'atmosfera più invitante:) Però Le assicuro che il mio animo di "pulzella" d'altri tempi mi permetterà, anzichenò, di mantenere siffatta distanza, senza peraltro inficiare il nostro, finora, colloquiare adulto e tranquillo. Cordialmente, G@G
BËL (00)
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korrea
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Da ragazzo hai ascoltato un gruppo che nel suo album di esordio annovera tra i crediti Francesca Mambro. Non farti strane idee, l'ho scoperto ascoltando gli Offlaga Disco Pax. Da certe cose mi tengo ben lontano. Abbiamo a che fare con un vero camerata insomma. Mi unisco felicemente a nes.
BËL (00)
BRÜ (00)

Darkeve
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Korrea:non si preoccuPI per il SUO ardiRE,è stato coME sempre gentilissimo nella risposta...stupido IO che non sono arrivaTO a capire il SUO acronimo...ma possiamo darCI del TU?passo. DMM
BËL (01)
BRÜ (00)

korrea
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Da ragazzo hai ascoltato un gruppo che nel suo album di esordio annovera tra i crediti Francesca Mambro. Non farti strane idee, l'ho scoperto ascoltando gli Offlaga Disco Pax. Da certe cose mi tengo ben lontano. Abbiamo a che fare con un vero camerata insomma. Mi unisco felicemente a nes.
BËL (00)
BRÜ (00)

korrea
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eCcellentissimo dArkeve: penso che il lei anzichè il voi sia di un'informalità già esagerata. a questo punto, non mi resta che chiederle il signicato della sua intestazione 'dmm'. e, non vorrei passar per roZZO, ma la iNviterei a legger le maiuscolE, che spesso nascondono significati non scevri di potere comunicativo. passo.
BËL (00)
BRÜ (00)

Darkeve
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to Korrea from Cazzone:il mio dmm è l'acronimo,nonchè, messaggio subliminale(liminale,minale,nale e ale)che invita tutti gli utenti a degustare la prelibatezza cul'in aria più antica del mondo(IO lo faccIO già da anni)...DOVETE MANGIARE MERDA.osseQUI e passo.
BËL (02)
BRÜ (00)

korrea
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Darkeve: tò, è giusto ora di cena e ho un certo cilindro di massa considerevoLe che preme giù dagli intestiNI per veder la luce. Colgo il sUo invito, seguo l'esempio del più volte citato Morandi Gianni e allegO una non mai troppo tardiVa coppia d'assi. Passo e chiudo Roger.
BËL (02)
BRÜ (00)

Darkeve
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to Korrea from Dlnicumgovpr: buoNa dIgesTioNE esimIO.
BËL (00)
BRÜ (00)

korrea
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Ops, la coppia d'assi.
BËL (00)
BRÜ (00)

IL SICILIANO
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spazzolata dentifricio mentolato su sapore caffè
BËL (00)
BRÜ (00)

ofemb
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schiavi,tutti.
BËL (00)
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