Copertina di Pino Daniele Terra mia
MarkRChandar

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Per appassionati di musica italiana,fan di pino daniele,giovani che scoprono musica d'autore,amanti della poesia nelle canzoni,studiosi di evoluzione artistica,appassionati di musica punk e innovativa
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LA RECENSIONE

Forse sarà poco opinabile altresì scontato affermare che si tratta sicuramente del lavoro più acerbo di Pino Daniele, d'altronde è il primo album, scritto e suonato solamente a 22 anni. Ben intendiamo però una cosa: un discorso del genere ha senso solo se poggiamo lievemente l'udito sulla partitura. Se invece, saggiamente cerchiamo di inoltrarci con passo claudicante nella sostanza -più che nell’essenza- del suddetto LP, la nostra percezione cambia, viene stravolta.

L’opera è permeata da malinconica poesia, con liriche che si rifanno a sogni distaccati.
Il primo disco punk italiano, perché l’innovazione è il mantenersi e lo svilupparsi della tradizione, costruirla partendo già da solide basi. Pino non è mai stato un conservatore, non ha mai ereditato nulla, la tradizione non si eredita. Non si è mai ancorato al ricordo (che di per sé è statico, malleabile invece nel suo rinvenir-divenendo), alla mera memoria, a quell’incapacità di distaccarsi dagli scogli di genetliaca provenienza, lui si butta, è in quell’attimo… librato in aria prima di atterrare nell’infinita acqua liberatoria. È proprio in questo modo che si chiude “Terra Mia”.

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Riassunto del Bot

Terra Mia, primo album di Pino Daniele all'età di 22 anni, mostra una giovinezza artistica ancora acerba, ma ricca di innovazione e poesia malinconica. La recensione evidenzia come l'opera non si limiti alla tradizione, ma si distacchi creando un ponte tra passato e presente. Il disco è definito come il primo punk italiano per il suo approccio originale. Le liriche si soffermano su temi di libertà, ricordo e tempo, offrendo un'esperienza intensa e riflessiva.

Tracce testi video

02   'Na tazzulella 'e café (03:23)

03   Ce sta chi ce penza (03:28)

04   Suonno d'ajere (04:15)

05   Maronna mia (02:54)

06   Saglie, saglie (02:40)

08   Che calore (02:56)

09   Chi po dicere (01:29)

10   Furtunato (03:02)

12   'O padrone (03:52)

13   Libertà (03:50)

Pino Daniele

Pino Daniele (1955–2015) è stato uno dei più influenti cantautori e chitarristi italiani, celebre per aver mescolato blues, jazz e rock alla tradizione napoletana. Considerato il padre del 'Napolitan Power', ha segnato la scena dagli anni '70 con uno stile unico e testi in dialetto, influenzando profondamente la musica italiana.
48 Recensioni

Altre recensioni

Di  DAVIDE DANIELE

 Un disco geniale che, come ogni opera di Pino Daniele, necessita di un’analisi diversa da un semplice elenco telegrafico dei brani.

 Un lavoro ancora unico nel suo genere pubblicato a soli 22 anni da un genio.


Di  Raimondo A. Vailatti

 "Penserei che fosse datato 2006, viste le tematiche attualissime delle canzoni."

 "Pino Daniele riscriverebbe 'Terra Mia', perché quella terra è anche la sua."


Di  enbar77

 Con "Terra mia", il primo Pino Daniele, quello profondo, quello magistrale, illumina con sana irruenza l’esperienza della prima scuola di pensiero.

 "Suonno d’ajere" è, a mio avviso, la più bella canzone napoletana della seconda scuola di pensiero de quo.


Di  alessioIRIDE

 "'Terra Mia' è il modo che un napoletano si prende per parlare di sé e della propria vita: contenuti terribili, ma posti con un sorriso in quel dolce-amaro che Napoli ti obbliga ad imparare."

 "Non è necessario esserci per conoscere le cose di questo mondo, di Napoli. È necessario esserci solo per farsi conoscere dalle cose, per farsele crescere addosso come funghi."