Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Bruce Springsteen Born In The Usa
Voto:
Non ti spaventare: puntinicazpuntini in fondo non è cattivo, ma soffre di una forma inguaribile di allergia verso tutto ciò che riguarda Bruce Springsteen, e non si è mai capito il motivo, visto che (per esempio) adora Bob Dylan. A me, che finora ero stato l'unico ad avere il coraggio di mandare recensioni sul Boss, ha sempre risposto così : "cacca !". Porta pazienza: non c'è rimedio
The Doors L.A. Woman
Voto:
Non è né una recensione né un racconto, ma una dichiarazione d'amore, forse un po' troppo sentimentale, ma almeno sincera
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
Maggese, o sovescio, è una pratica agricola che consiste nel rivoltare le zolle (in genere a maggio, donde il nome) per sotterrare l'erba al fine di trasformarla in concime. Più o meno quello che dovrebbe fare Cremonini invece che cantare.
Cesare Cremonini Maggese
Voto:
No comment, ma colgo una sottilissima ironia, sottile come una sottolineatura su "mer"avigliosamente e "da"vvero. Vuoi vedere che sotto sotto G & D ci stanno prendendo per il culo ?
Toto Toto IV
Toto Toto IV
15 giu 05
Voto:
"Africa" e "Rosanna" sono due begli specchietti per le allodole. Il resto del disco non è brutto, ma spesso l'inventiva langue, a differenza della tecnica, che invece è sempre eccellente
Björk Post
Björk Post
15 giu 05
Voto:
La prima che hai detto (e posa il fucile)
Björk Post
Björk Post
15 giu 05
Voto:
Cari Zion e zzzzzzzzzzzzzz (scusa se ho saltato qualche z), e' giusto, è addirittura sacrosanto dissentire dalla prima parte della recensione e adorare certi suoni tipo BOOM BOOM PAM PAM ecc. ecc. Non a caso ho premesso che sono un TRADIZIONALISTA, ma con questo non pretendo che anche gli altri lo siano
Neil Young Comes A Time
Voto:
Forse il suo disco più genuinamente influenzato dal country. Un Neil Young un po' più leggero del solito: come dice sylvian non è un capolavoro, ma si ascolta ancora molto,volentieri
Francesco Guccini Stagioni
Voto:
Per quanto riguarda "Stagioni" è un po' il bilancio di un Guccini sessantenne sul tempio passato ("Autunno" è bellisssima e tremenda nel suo pessimismo), sui ricordi e sui miti passati, e il fatto che tra questi ci sia anche il Che Guevara non è determinante: lo spazio dedicato ai sentimenti (il rapporto con la figlia in "E ancora...", i primi amori ormai lontani in "Primavera '59" ecc.) è ancora una volta enormemente più grande che quello dato alla fede
politica. Non mi sembra neanche che Guccini sia troppo a corto di ispirazione: trovo molto più stanco e manieristico il successivo "Ritratti".
Francesco Guccini Stagioni
Voto:
Come spesso succede, sono d'accordo con Hal: il lato intimista di Guccini è di gran lunga preferibile a quello politico. Non solo, ma secondo me quest'ultimo lato è stato troppo caricato d'importanza, anche per via dell'interpretazione a senso unico data a certi versi come "trionfi la giustizia proletaria". Invece se si ha
presente l'intera opera di Guccini si può vedere che gli argomenti "esistenzialisti" prevalgono sempre e nettamente su quelli politici. Il che toglie ogni appiglio all'anonimo pentito Maurizio Testi, anche se già da come si esprime dimostra la sua assoluta mancanza di argomenti.