Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Genesis Wind & Wuthering
Voto:
P.S. Complimenti a NickGhostDrake: una volta tanto vedo che il giudizio sul disco (2) non influenza quello sulla recensione (5). E' troppo comodo bocciare solo perché non si è d'accordo, e qui viene fatto troppo spesso.
Genesis Wind & Wuthering
Voto:
Ebbene sì, li amo, ma non incondizionatamente come sostiene Mr_Iko. Dopo questo disco trovo davvero poco di notevole: il livello per un po' si mantiene decoroso ("And then there were three" e "Duke") e poi c'è la totale prostituzione al commerciale (da "Abacab" in poi) e allora addio Genesis !
Genesis A trick of the tail
Voto:
P.S. L'autore di "Genesis story", accurata biografia dei Genesis della Gammalibri, riguardo ai due dischi della discordia sostiene la mia tesi, mentre lo Scaruffi, nella sua enciclopedia musicale su Internet, sostiene la tua. Penso che nessuno dei due possa essere bollato come abominevole: come su tutti i punti di vista si può essere d'accordo o no.
Genesis A trick of the tail
Voto:
Caro Mr_Iko-Biko, qui si gioca a non capirsi: io mi guardo bene dall'affermare che TUTTI i dischi dei Genesis sono capolavori... In fondo in fondo non la penso molto diversamente da te, solo che a mio parere tu tronchi la serie dei capolavori troppo presto: ce ne sono ancora due, e sono "A trick of the tail" e "Wind and wuthering" (di cui sta per arrivare opportuna recensione). Punto e basta. Poi il crollo c'é, ed è innegabile: dischi come "Abacab" e "Invisible touch" offendono il nome Genesis. Questo è il mio parere, e non c'è niente di abominevole né alcuna forzatura.
Genesis A trick of the tail
Voto:
Mr_Iko, sei veramente troppo categorico: qui nessuno si sogna di dire che l'opera omnia dei Genesis è una sequela infinita di capolavori, ma solo che questa serie non si interrompe con l'abbandono di Peter Gabriel. Secondo me (e non sono il solo) sia questo disco che il successivo (Wind and wuthering) sono degni, almeno musicalmente, dei capolavori dei primi anni '70. Ciò ovviamente è opinabile, ma non è un'assurdità da respingere con sdegno.
Che in seguito il crollo ci sarà (eccome)è pacifico: basta sentire dischi come "Abacab" o "Invisible touch".
Franco Battiato L'imboscata
Voto:
Calma, calma... Qui non c'é nessuno che teme l'ira funesta di vanamente e si piega ai suoi voleri e capricci. Semplicemente mi è stato fatto notare, un po' insistentemente ma senza insulti, che privilegiavo un po' troppo la parte descrittiva. Ciò era vero, e anche voluto: il mio intento era e resta quello di far conoscere dischi di valore soprattutto a chi non li ha mai sentiti. Ho solo preso atto che ciò si può fare anche con un po' più di fantasia.
Genesis The Lamb Lies Down on Broadway
Voto:
Molto drastico affermare che dopo questo disco i Genesis finirono: per almeno due altri dischi ("A trick of the tail" e "Wind and wuthering")il livello rimase eccellente, anche se parte della magia di questo album (e del precedente "Selling England by the pound" che reputo addiritttura superiore) se ne andò per far posto ad una malinconia crepuscolare molto banksiana, specie in "Wind and wuthering". Secondo me il crollo verticale dei Genesis si ha con "And then there were three" (e quindi sono d'accordo con Pagliarulo, tranne per lo spietato "1" alla recensione, che invece mi sembra buona e molto appassionata). Io non troncherei nettamente la vicenda dei Genesis all'apice della creatività. Nelle storie dei gruppi esistono anche le parabole discendenti e quella dei Genesis (tranne certi obbrobri presenti in "Abacab") mi sembra piuttosto decorosa.
Franco Battiato L'imboscata
Voto:
Cara vanamente, sogno o son desto ? Se quello che vedo è veramente un 5 e non una S ti mando un bacio in fronte, stappo uno spumante e ti ringrazio anche per quelle critiche che in un primo momento mi avevano un po' infastidito, ma che evidentemente sono servite a rendermi un po' meno didascalico.
Franco Battiato L'imboscata
Voto:
Ringrazio per le precisazioni, in particolare per il piccolo Johannes: la mia era solo un'ipotesi, con tanto di punto interrogativo. Da maniaco di musica classica mi piaceva immaginare che fosse proprio lui, e invece no... Peccato. Per la forma-canzonetta dicevo che si tratta di una conversione apparente, dietro la quale la sperimentazione non si è mai arrestata. Per "La cura" si tratta appunto di gusti. Infine, io non sono un battiatiano, per lo meno non al 100%, anche se ho un'enorme stima per la cultura, musicale e non, del nostro.
Peter Gabriel Peter Gabriel IV
Voto:
Complimenti per la precocità, francesco 2: ascoltare "Selling England by the pound" (uno dei miei 10 dischi preferiti in assoluto) a 6 anni è roba da piccolo Amadeus. Io per esempio a 8 anni ascoltavo De André e Guccini, ma più che altro per sentire le parolacce, e (pensa un po') solo verso i 14 ho cominciato ad averne abbastanza di Renato Zero !
Per quanto riguarda Peter Gabriel IV sottoscrivo al 90%: secondo me quell'inconfondibile suono gessoso, graffiante, non ha bisogno della testina, ma è stato ottimamente reso anche su CD. In "Plays live" (che mi unisco a te nel consigliare fortemente) tutto ciò in parte si perde (non solo in "Shock the monkey") a vantaggio di una maggior rotondità e pulizia del suono. Visto che il materiale di "Plays live" proviene da tournée in USA e Canada, può darsi anche che questo leggero avvicinamento ad un suono più standard
sia voluto.