Grasshopper

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Giuseppe Tornatore La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano
Voto:
Riguardo agli esempi che ho fatto per tentare di dare un tocco di veridicità (invano) ad una vicenda del genere, mi accorgo che possono essere usati anche per sostenere l'opposto. Me ne viene in mente uno più convincente, non so fino a che punto vero, raccontato da Salvatore Accardo qualche tempo fa in TV. L'aneddoto dice che Accardo alla fatidica età di 3 anni (sempre quella) avrebbe visto per la prima volta un violino e l'avrebbe suonato, e suo padre non era un musicista ma un intagliatore di corallo o roba del genere, Tutto in -ebbe naturalmente: il condizionale è d'obbligo e comunque se anche fosse vero ciò non rende meno surreale la vicenda inventata in questo film, che comunque è riuscito a coinvolgermi lo stesso. Ti saluto e ti faccio gli auguri di buona Pasqua. E ora (sigh) lascio debaser fino a lunedì 16 aprile, sempre se nel frattempo le mie colleghe non mi hanno distrutto il computer.
Giuseppe Tornatore La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano
Voto:
Prima di abbandonare debaser per 10 giorni (mio Dio, come farò) di ferie rispondo da un Biblioteca Comunale con Internet gratis (negli altri casi mi trovo sul PC dell'ufficio: ma quando mi deciderò ad equipaggiarmi a casa mia ?) alla domanda sull'ultimo paragrafo, che mi sembra esprima una logica assoluta e un totale buon senso. Ma sia la logica che il buon senso mi sembrano concetti del tutto estranei al nostro eroe Novecento, una figura quasi incorporea e dal carattere quanto meno strano, per non dire folle. Quindi cercare di valutarlo secondo il modo di pensare comune mi sembra un po' fuori luogo: da un personaggio del genere si finisce per accettare anche che preferisca mangiare sorci e farsi esplodere piuttosto che costruirsi una vita "normale", anzi direi che si fa molta fatica ad immaginarlo inquadrato in una vita "normale"
Mario Biondi and the High Five Quintet Handful Of Soul
Voto:
Ghemison, il mio voleva essere una specie di sample letterario. Anche quelli musicali mp3 di meno di un minuto sciupano il brano, ma servono solo per farsene una vaga idea. Soltanto che con tutti quegli 8217 è venuto fuori un mostro. Comunque se la cosa ti può consolare il libro anche a me a tratti è parso ostico, e non sempre ho trovato l'ironia tagliente di questa pagina, che poi continua, descrivendo senza pietà un'importante cena di "manichini ossibuchivori" - così Gadda li definisce - tutti ben vestiti e impegnati nel totale autocompiacimento per la propria elevata posizione sociale.
Mario Biondi and the High Five Quintet Handful Of Soul
Voto:
Bè, il copia-incolla su debaser è cosa ardua. Già la scrittura del Gadda è complicata, poi se ogni apostrofo diventa un 8217 poveri noi... Bè, io ci ho provato
Mario Biondi and the High Five Quintet Handful Of Soul
Voto:
A sostegno del mio precedente complimento, allego un breve e famoso passo del citato Gadda, da "La cognizione del dolore" (iniziato nel 1937 e pubblicato solo nel 1963 !) :
<<La sarabanda famelica vorticava sotto i globi elettrici dondolati dal pampero, tra miriadi di sifoni di seltz. La luce del mondo capovolto si beveva le sue folle uricemiche, profumieri in balia del Progresso, uretre livellate dallo seltz. &#8220;¡ Mozo, tráigame otro sifón!&#8221;. Una giuliva bischeraggine animava le facce di tutti; le donne, come si grattassero un acne, o con gesti di bertucce cui sia data tra mano alcuna cacaruetta, si davan la cipria a ogni piatto: mangiavano minestrone e matita. E tutti speravano, speravano, giulivi. Ed erano pieni di fiducia. Oppure, autorevoli, tacevano. À tavolino; petto in fuori, busto eretto; incartonati nell&#8217;arnese d&#8217;amido dello smoking quasi nel cerotto e nel turgore supremo della certezza e della realtà biologica. Di quando in quando facevano pisciare i sifoni: e il sifone virilmente mingente conferiva alla mano del disoccupato una tal quale gravità. [&#8230;]
Camerieri neri nei &#8220;restaurants&#8221;, avevano il frac, per quanto pieno di padelle: e il piastrone d&#8217;amido, con cravatta posticcia. Solo il piastrone s&#8217;intende: cioè senza che quella imponentissima fra tutte le dignità pettorali arrivasse mai a radicarsi in una totalitaria armonia, nella fisiologia necessitante d&#8217;una camicia. La quale mancava onninamente.
Pervase da un sottile brivido, le signore: non appena si sentissero onorare dall&#8217;appellativo di signora da simili ossequenti fracs. &#8220; Un misto panna-cioccolatto per la signora, sissignora!&#8221;. Era, dalla nuca ai calcagni, come una staffilata di dolcezza, &#8220; la pura gioia ascosa&#8221; dell&#8217;inno. E anche negli uomini del resto, il prurito segreto della compiacenza: su, su, dall&#8217;inguine verso le meningi e i bulbi: l&#8217;illusione, quasi, d&#8217;un attimo di potestà marchionale. Dimenticati tutti gli scioperi, di colpo; le urla di morte, le barricate, le comuni, le minacce d&#8217;impiccagione ai lampioni, la porpora al Père Lachaise; e il caglio nero e aggrumato sul goyesco abbandono dei distesi, dei rifiniti; e le cagnare e i blocchi e le guerre e le stragi, d&#8217;ogni qualità e d&#8217;ogni terra; per un attimo! Per quell&#8217;attimo di delizia. Oh! spasimo dolce! Procuratoci dal reverente frac: &#8220; Un taglio limone-seltz per il signore, sissignore! Taglio limone-seltz al signore!&#8221;. Il grido meraviglioso fastosissimo, pieno d&#8217;ossequio e d&#8217;una toccante premura, più inebriante che melode elisia di Bellini, rimbalzava di garzone in garzone, di piastrone in piastrone, locupletando di nuovi sortilegi destrogiri gli ormoni marchionici del committente; finchè pervenuto alla dispensa era: &#8220; un taglio limone-seltz pere quel belinone d&#8217;un 128!&#8221;>>
Mario Biondi and the High Five Quintet Handful Of Soul
Voto:
Esagero se ti definisco il Carlo Emilio Gadda di debaser ? Mai pensato di scrivere un romanzo in questo slang forbito e multilingue, che a tratti sembra davvero la versione moderna di quello del grande ingegner-narratore milanese ? Non conosco il pelato in questione ma i miei neuroni stanno ancora godendo come maiali (se la Santa Sede mi passa il paragone) dopo questa lettura. Chissà perché incontro spesso i tuoi post, già di per sé spassosi, ma quasi mai un'intera recensione. probabilmente visitiamo territori musicali diversi, se non complementari. Ossequi, come direbbe qualcuno
Giuseppe Tornatore La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano
Voto:
P.S. La parte che mi trova però completamente d'accordo è quella del confronto con Jelly Roll Morton, veramente ai limiti dell'assurdo. Come se il talento si misurasse in numero di tasti premuti battute al secondo, suvvia...
Giuseppe Tornatore La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano
Voto:
Sbaglio o il titolo del film è "La LEGGENDA del pianista sull'Oceano ?" Allora perché meravigliarsi se il bambino vissuto nel locale caldaie appena visto un pianoforte ci si avventa e scopre che nel suo inconscio erano già presenti nozioni musicali ? Tempo fa cercarono di far passare per vera (e a momenti ci riuscivano) una notizia simile a questa, di quel pianista mi pare inglese che non ricordava nemmeno il suo nome ma poi, come il Keaton gucciniano, "si illuminava davanti ad una tastiera". E qualche secolo più indietro si trova l'aneddoto, sicuramente esagerato ma considerato da alcuni verosimile, del Mozart di 3 anni che ancora non sa scrivere ma piazza macchie di inchiostro tra le righe del pentagramma usato dal padre, e queste macchie si rivelano note disposte secondo un criterio ben preciso. Senza in ogni caso voler dare una patente di veridicità a questa storia, che comunque a suo tempo mi commosse, mi sento di dire che è costruita molto bene, anche se un po' tirata per le lunghe. Della recensione condivido poco e nulla, ma è ben scritta, e non è mio costume stroncare chi la pensa diversamente da me (cosa rara in debaser come altrove)
Piotr Ilyitch Tchaikovsky Sinfonia n° 5 Op. 64
Voto:
@ saputello: Fastidio ? E perché mai ? Volevo solo capire il tono della frase. Comunque non è la prima volta che perdo la pazienza, in genere sempre con tipi come questo qua (o sempre con questo qua, se è uno solo che cambia nome), nonostante i saggi consigli di Hal e kosmogabri. Sai, per quanto razionalmente sia chiaro che è meglio ignorarlo(i), non sempre è facile, a caldo
Piotr Ilyitch Tchaikovsky Sinfonia n° 5 Op. 64
Voto:
Ecco, la saggia kosmogabri mi ha preceduto