Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Peter Gabriel Up
Voto:
Ieri sera mentre ascoltavo il crescendo sinfonico finale di "Signal To Noise", e i soliti, puntuali brividi percorrevano tutta la mia (non comune) mole, per poi dileguarsi rapidamente nell'incanto di "The Drop", mi sono chiesto: "Ma è possibile che Mariaelena non abbia mai parlato di questo disco ?". Naturalmente ne ha parlato, e da par suo, con tutta la passione necessaria, solo che in mezzo a tanti sfoghi adolescenziali, insulti da stadio, esaltazioni da fan con paraocchi, triploni, quadruploni, dodecuploni, può capiatare di non accorgersi di qualcosa che invece valeva la pena di leggere. Meglio tardi che mai. Spero solo che questa non sia "il completamento di un ciclo vitale", ma che il ciclo continui, possibilmente a questi livelli
Eagles Hotel California
Voto:
STIPE, qui di infantile c'é solo la tua reazione, tipica del fan privo della minima obiettività, che appena vede messo in discussione il proprio idolo o mito (che non è stroncato, ma solo ridimensionato, come dice il voto 3, che non è una bocciatura) invece di controbattere con qualche argomento non trova di meglio che vendicarsi stroncando il recensore. Il quale non s'incazza come dici, ma se la ride sotto i baffi tenendo nel giusto conto (cioè zero) quella che non è una critica, di cui non sei capace, ma solo il misero sfogo di uno che non sopporta l'esposizione di pareri diversi dai suoi, sempre ammesso che ne abbia qualcuno. Da quel poco che ho letto di te si direbbe di no: è calma piatta, banalità assoluta, fuffa, aria fritta, vuoto pneumatico...
Eagles Hotel California
Voto:
Vedi, caro senior86, il problema non è che UNO mi abbia dato un giudizio del genere: può succedere, anche se finora non era successo. E' che trattandosi del parere del sig. STIPE, di cui ho letto alcune recensioni insipide come minestrine da ospedale, mi sembra proprio sia il caso di tenerlo nel giusto conto, vale a dire zero. Da cui il mio sarcasmo; tanto più che per ragioni a me ignote il suddetto STIPE sembra aver raccolto l'eredità del "caso umano ufficiale" degregorius e gira per le mie recensioni sparando pareri più o meno banali e rozzamente "da fan" come questo, non argomentati, anche se accompagnati da voti meno velenosi di questo. Ulteriore motivo per infischiarsene totalmente dei suoi giudizi.
Eagles Hotel California
Voto:
Mio Dio... sono costernato ! Dormirò stanotte ?
Fabrizio De André Anime salve
Voto:
Riguardo a "Storia di un impiegato" l'ho sempre considerato di un'inezia inferiore ai due precedenti "concept"-capolavoro ("La buona novella" e "Non al denaro...", per quei pochi che non lo sapessero). Ma proprio di un capellino, e solo perché i temi trattati sono più contingenti e meno assoluti di quelli universali dei due dischi citati, ovvero rispettivamente Dio e Libertà. Se però lo vediamo, come direbbero i sindacalisti, inserito nel contesto del suo tempo, appare più evidente la sua grandezza assoluta, e in ogni caso anche a distanza di 34 anni si dimostra un documento storico più valido di molti trattati di sociologia. Ascoltandolo siamo come avvelenati dal clima teso e infido di quei primi anni '70; quella rabbia "materialista" può trarre ini inganno ma secondo me neanche qui De André smette di essere poeta, anche se in modo meno evidente e "ortodosso" del solito
Fabrizio De André Anime salve
Voto:
Bjork68, non avevo letto il tuo commento, ma ero assolutamente certo che non era riferito a me. Non diciamo a chi era riferito (anche perché a questo punto ci si arriva per esclusione). Anzi spezziamo una piccola lancia a difesa di costui, che viene molto spesso preso a sputi in faccia su questo sito, a volte ben oltre i suoi demeriti, per dire che le sue elucubrazioni filosofiche su "Anime salve" pur non potendosi definire una vera e propria recensione, erano comunque ben argomentate e anche piuttosto attinenti al contenuto di quest'opera. Almeno a mio giudizio, s'intende. Riguardo alla mia ripeto quello che ho detto prima: è stato il mio esordio, ero eccessivamente stringato, un po' per paura di superare di troppo il doppio del limite di battute consigliate nelle "istruzioni" (stare dentro il limite di 1800 era del tutto impossibile, quindi mi ero posto quello di 3600), un po' perchè per natura tendevo ad essere schematico e didascalico, come mi faceva notare la "compianta" Vanamente (a proposito, ma quanta gente è sparita da debaser ?). Ora, senza falsa modestia, scrivo molto di meno, ma anche molto meglio.
Fabrizio De André Anime salve
Voto:
Dotta e bellissima recensione che aggiunge molto alla mia, invero piuttosto stringata e schematica, del lontano agosto 2004. A mia discolpa faccio presente che si trattava del mio acerbo esordio, la prima di una lunga serie (126 a tutt'oggi). Non voto solo per ragioni di conflitto di interessi, ma è evidente che il voto implicito è un 5. Quanto al disco non c'è neanche bisogno di dirlo: per alcuni è il capolavoro assoluto di De André. Difficile trovarne uno assoluto per un autore che con i capolavori aveva una certa confidenza, comunque sicuramente è un disco che lascerà una traccia nella storia musicale italiana, anche grazie al sempre sottovalutato contributo di Ivano Fossati, che qualche incompetente definisce addirittura "pedante". La poesia di De André è assoluta, ma da sola non sarebbe bastata a fare di questo album quello che è, se non si fosse legata in una prefetta simbiosi con le suggestioni musicali etniche, del cui apporto dobbiamo ringraziare in larga parte, se non del tutto, Ivano Fossati.
Joaquin Rodrigo (John Williams - Classical Guitar) Concierto De Aranjuez
Voto:
Va bene, la parte mistico-religiosa (che, ahimè, occupa una bella fetta del testo) te la potevi anche risparmiare, ma il resto della recensione dimostra la solita indiscutibile competenza musicale. E rimane comunque il merito di aver presentato al pubblico debaseriano, ormai abituato e direi quasi assuefatto a sorbirsi la centoduesima recensione sui Pink Floyd o la settantanovesima sui Queen (con tutto il rispetto per i suddetti gruppi, si capisce...) un capolavoro di natura totalmente diversa, per di più interpretato da un solista di grande valore. Ogni tanto anche i migliori possono prendere una sbandata, e la giustificazione che poni nel tuo intervento, fin troppo autocritico, è assai convincente: scrivendo mentre si ascolta musica del genere, così profondamente coinvolgente, il rischio di "sbarrocciare", come si dice dalle mie parti, esaltandosi magari eccessivamente, è dietro l'angolo. Capita, e non c'è da abbattersi troppo. Tra l'altro l'autocritica è merce rara su debaser, dove si leggono accanite autodifese di obbrobri veramente impresentabili, e anche questo ti fa onore.
Pat Metheny Group Quartet
Voto:
Sarà che di Pat Metheny non conosco vita, morte e miracoli, sarà che comunque il suono mi sembra sempre quello, anche se magari l'inventiva non è brillantissima come per es.in Bright Size Life (per dirne uno) fatto sta che a me sembra comunque ottimo. Non eccezionale, ma comunque ottimo, come del resto anche la recensione.
Jackson Browne Running On Empty
Voto:
Album meraviglioso, capolavoro di Jackson Browne insieme a "Late for the sky". Lo spirito "on the road" si sente in tutto il disco, ma sempre temperato dall'attenzione ai sentimenti, tipica da sempre di questo autore. Non male la recensione