Voto:
Sbagliato. Anche io ho tutta la discografia dei Nirvana, e la conosco a menadito. Così come conosco a menadito quelle di Soundgarden e Alice in Chains. Che, se non li ritieni affascinanti posso pure starci, ma se non li ritieni importanti allora bè, ripeto: mi sa che del fenomeno "grunge" ci hai capito poco e niente. Io cmq di anni ne ho 27, e non mi sognerei mai di dire che i Nirvana sono solo un gruppo commerciale, anche perché il loro disco di esordio, Bleach, quando è uscito non se l'è filato nessuno, al contrario di questo dei Verdena che per essere un debutto mi pare un po' troppo ben prodotto e soprattutto ben promosso (ricordo video a rotazione su MTV giorno e notte). Di sicuro però i Nirvana sono il gruppo "grunge" più famoso e più passato su MTV, ormai lo conosce pure mia nonna, senza contare che la gente è convinta che il grunge lo hanno inventato loro. Però, vedi, purtroppo viviamo in Italia e la realtà musicale ci arriva in maniera pesantemente distorta. Qui non solo crediamo che la punta di diamante del rock degli anni 90 siano stati i Nirvana, ma anche che tutto il loro messaggio si riduca fondamentalmente a "sono giovane, sono disagiato, mi faccio di eroina, voglio morire". Questo perché da noi le cose arrivano "a pezzi" e in maniera confusionaria. Se così non fosse, infatti, sapremmo che i Pearl Jam, ad esempio, fecero un successo almeno pari a quello dei Nirvana, negli USA, con i loro primi due dischi (di cui non dico il nome perché ovviamente li conoscerai e non voglio insegnarti niente), mentre qua non ce ne siamo nemmeno accorti, e ci saremmo sicuramente commossi per la morte di Layne Staley non meno di quanto abbiamo fatto per quella di Cobain, ma noi Layne Staley nemmeno sappiamo chi sia. E' che siamo un popolo strano: crediamo che il rock classico sia Celentano, che l'heavy metal sia Vasco Rossi e ora pure che il grunge siano i Verdena. Di ogni fenomeno culturale/musicale che nasce in America o nel resto del mondo cogliamo solo gli aspetti più superficiali, li ripuliamo così che non dèstino troppo scandalo nell'opinione pubblica e poi li commercializziamo a modo nostro. E così abbiamo i miti nostrani che valgono un decimo di quelli originali a cui si ispirano (per non dire "copiano"), e che fanno essenzialmente musica popolare come la nostra tradizione millenaria vuole, seppur con un minimo di influenze nel loro sound ma che essenzialmente propongono sempre la stessa roba trita e ritrita, in una stasi paurosa, da decenni. Gruppi rock, sì, ma senza esagerare, altrimenti la gente si mette paura e poi non vendono più. Finti, patinati e ripuliti, che diano la possibilità ai "gggiovani" di sentirsi ribelli ma che non mettano troppa paura alle mamme. Siamo un popolo che ama la musica di sottofondo, che stia lì e non dia troppo fastidio, che ci accompagni in casa o in macchina alla radio, e che ci faccia cantare quando arriva il ritornello. E in tutto questo i gruppi italiani veramente validi che fanno rock, metal, grunge in maniera seria sono costretti a rimanere nel sottobosco destinati all'indifferenza e all'ignoranza globale. Tanto per fare un esempio, abbiamo avuto un gruppo rock fantastico in Italia, che sono i Timoria. Non se n'è accorto nessuno per anni e anni: troppo pesanti, troppa personalità, batteria caciarona, schitarrate troppo rumorose... e intanto andva forte Pelù coi Litfiba e coi suoi versi da malato mentale scambiati per "stile di canto". Finché i Timoria, orfani di Renga, loro cantante storico, non hanno tirato fuori quello schifo di "Sole Spento". Lo stesso Renga è rimasto nell'anonimato fino a quando non ha intrapreso la carriera solista e si è presentato a Sanremo. Poi, se vogliamo andare più nell'underground, ti dico per esperienza personale che in Italia, soprattutto al sud, la scena hardcore e heavy metal è fervente e pullula di gruppi validissimi, ma che purtroppo rimarranno là ignorati da tutto e tutti perché sebbene potrebbero avere un seguito consistente, non interessano commerci