Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6870 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Totalmente d'accordo su Free Jazz, lì l'intenzione di essere manifesto e capostipite di una musica "nuova" è troppo forte e finisce per schiacciare parecchio l'espressività. Ayler è si libero, ma è sempre "umano", e il suo suono quasi onomatopeico è fondamentale nella comunicazione. Stessa cosa dicasi per Anthony Braxton, del quale ho recensito il fenomenale "For Alto". Lì si va anche oltre il free jazz, è (lucida) follia pura. Però cazzo quanto comunica! In Ayler e Braxton io ci vedo sempre un filo conduttore, anche se non improvvisano su accordi o strutture metriche. E' come se parlasse il loro inconscio, e quindi in un certo senso rientrano comunque nelle regole di comunicazione musicale teorizzate da Lévi-Strauss. Cecil Taylor è un altro che segue rigorosamente un proprio incipit, ecco perché dopo un po' che lo ascoltavi sei riuscito a entrarci in sintonia...il filo c'era ma non si vedeva subito. L'importante è che c'era! Alcuni invece a volte 'sto filo se lo perdono proprio, come Ornette, nell'orrido "Chappaqua Suite", peraltro doppio cd, l'unico oggetto della mia discografia che io mi sia davvero PENTITO di aver acquistato. Polillo era un bacchettone conservatore, però la sua "teoria" si rifaceva all'altro musicologo che ho citato, in uno scritto tra l'altro di poco antecedente all'avvento del free jazz, e relativo più che altro alla musica non improvvisata. La teoria ovviamente non può cogliere tutti gli aspetti, ma abbraccia una fetta importante secondo me. Riguardo al suono, il free è "colpevole" di aver prodotto suoni a volte troppo striduli, sgradevoli, in diretto contrasto con le norme del bel suono normalmente "vigenti". Che bei discorsi che stiamo facendo ajeje...peccato che siamo soli! Chissà cosa avrebbe da dire il vecchio Happypippo a riguardo...ci vedrei bene pure un parere di Odradek o Hal. E pure Muffin.
Oregon Crossing
Voto:
Beh gli Oregon sono imprescindibili. Di loro consiglierei sicuramente gli splendidi "Music Of Another Present Era" e "Distant Hills", entrambi del '73. Questo non lo conosco, anche se l'affidabile Guida Penguin non gli da una valutazione molto lusinghiera. Il disco è accusato di essere poco ispirato e formulaico, un po' una minestra riscaldata, insomma, e di basare il suo successo sul sentimentalismo legato alla fine di Walcott. Dato che però a te è piaciuto, beneficio del dubbio!
Led Zeppelin How The West Was Won
Voto:
"Dazed And Confused" l'apice del triplo disco! Fantastici assoli di Page in molti pezzi, davvero in stato di grazia. Cimbarello, non è così. Bohnam era perfetto per il suo ruolo nei zep, ma CREDIMI, nella storia dello strumento ci sono decine di nomi prima di lui come tecnica, capacità improvvisativa, groove e sound. Sono un batterista jazz.
Herbie Hancock Maiden Voyage
Voto:
Ma chi ti conosce! La MIA AMATA Reggina? Manco lo seguo il calcio, anzi farei volentieri piazza pulita (metaforicamente ) di tutti quei parassiti analfabeti, arroganti e violenti. Meglio, gli farei il contratto a progetto...anzi il Co.Co.Co., 1000 euro al mese, poi vedi come corrono e rigano dritto!
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Il quintetto di Miles faceva musica di ricerca, d'avanguardia si potrebbe dire (se non fosse che ormai il termine stesso ha perso il suo significato originario, e lo si identifica con gli "estremisti"), però capivano che la libertà nella musica non è fare ognuno come cazzo gli pare, ma conoscere le regole in modo da poterle piegare secondo il proprio gusto. PLASMARE LA FORMA (insomma 'sta forma ci deve essere, sennò viene fuori una schifezza ;-) )
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Quindi, ecco perché "Change Of The Century", "The Shape Of Jazz To Come" e "This Is Our Music" di Ornette Coleman sono dei capolavori BELLISSIMI e GODIBILI, mentre il successivo "Free Jazz" è più STORICAMENTE IMPORTANTE che bello, e non è molto godibile! I primi hanno tutte le caratteristiche del free jazz, PIU' l'utilizzo di cellule e frasi melodiche e sonorità del jazz "normale", PIU' tanto tanto INTERPLAY. In "Free Jazz" invece non c'è interplay. Anche in "Ascension" di Coltrane non c'è molto interplay. Facendo un paragone pittorico, l'astrattismo lo preferisco finquando resta una interpretazione libera (free) e fantasiosa di...QUALCOSA, non di niente. Quindi ben venga un Picasso, ben vengano i cubisti, dadaisti e quant'altro, e a cagare i finti artisti schizzatori casuali di tele.
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
L'ultimo paragrafo è spiegato meglio da Claude Lévi-Strauss: "L'emozione musicale proviene dal fatto che, in ogni istante, il compositore (o il solista che improvvisa) tolga o aggiunga più o meno di quanto l'uditore prevede sulla scorta di un progetto che egli crede di indovinare, ma che in realtà è incapace di penetrare autenticamente...Basta che il musicista tolga di più, perché noi proviamo una deliziosa impressione di caduta; ci sentiamo strappati da un punto stabile del solfeggio e precipitati nel vuoto, ma solamente perché il supporto che sta per esserci offerto non era al posto atteso. Quando il musicista toglie meno, è il contrario: ci costringe a una ginnastica più abile della nostra. Ora siamo mossi, ora costretti a muoverci, e sempre al di là di ciò che, da soli, ci saremmo creduti capaci di compiere. Il piacere estetico è fatto di questa moltitudine di sussulti e di pause, attese deluse o ricompensate più del previsto." Mica male come analisi, eh?
Miles Davis Miles Smiles
Voto:
Rieccomi. Riguardo il tuo ultimo post: è vero, ci sono in alcuni passaggi dei momenti "free", ma più che altro sono dei "sapori", dei "richiami", non la struttura portante. E poi se proprio bisogna appiccicargli un'etichetta, è più funky-jazz-rock-primordial. Oppure "new music by Miles Davis". Tornando sul free, ti cito un tratto interessantissimo preso dal famoso saggio "Jazz" di Arrigo Polillo. "La prima reazione di moltissimi dinanzi alla new thing è stata di rifiuto, o quanto meno di disorientamento. Anche gli ascoltatori meglio disposti nei confronti degli esperimenti azzardati si sono infatti trovati di fronte a difficoltà di lettura insuperabili: per l'indipendenza o la contraddittorietà dei progetti dei singoli componenti i gruppi orchestrali; per L'IMPOSSIBILITA' DI ANALIZZARE UN CONTINUUM SONORO, NON COSTITUITO DA PARTI DISCRETE; e più in generale per l'impossibilità di riferirsi a un codice sintattico chiaramente stabilito, che sia noto non soltanto al musicista che emette il messaggio, ma anche all'ascoltatore che lo riceve, presupposto indispensabile per una comunicazione nel pieno senso del termine, che non sia dunque una pura trasmissione di stimoli fisici. Mancando un codice di riferimento, non può esistere nell'ascoltatore, e non può neppure determinarsi in lui per via di assuefazione, un sistema di attese che permetta quella successione ininterrotta di previsioni degli eventi musicali in svolgimento che è CONDIZIONE SINE QUA NON per la comprensione e per il godimento di qualsiasi musica."
Clint Eastwood Un Mondo Perfetto
Voto:
Il Poletti è una personcina a modo, dice spesso cose sensate e con passione. Piantatela di rompergli tutti le palle! Magari potrà essere accademico o troppo "citazionista" di tanto in tanto, però almeno si documenta. Credo che la sua fiducia nella critica non sia totalmente acritica, se mi perdonate il gioco di parole.
Herbie Hancock Maiden Voyage
Voto:
Altro consiglio: non consentire i commenti anonimi, sennò arrivano li peggio cojoni. Anonimo, la verità è che tu non ce l'hai i muscoli. Cosa vorrebbe significare il tuo post, che chi ha i muscoli è e si comporta da deficiente, e non può capire niente di musica? Beh, io sono muscoloso, e per lavoro faccio proprio colui il quale dona alla società i muscoli e gli toglie la pancia. Immagino tu non sappia che in seguito ad un allenamento di ipertrofia muscolare i neuroni aumentino a lungo termine il numero di interconnessioni sinaptiche; per non parlare della maggiore ossigenazione del cervello, dovuta all'aumento del flusso sanguigno. Povero pirla. C'hai la panzetta, eh? Non ti si caga nessuno, vero? La cosa non ti va giù, e allora via a screditare quelli con la tartaruga...(occhio, non c'è niente di male ad avere la panzetta, non devi soffrire, accettati. Oppure fatteli venire sul serio i muscoli, basta che non rompi le scatole a chi ha la mens sana in corpore sano!)