Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6870 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Miles Davis Tutu
Voto:
Se vuoi ascoltare qualcosa di più "orchestrale", sono d'obbligo "Birth Of The Cool", in cui si da gran risalto agli arrangiamenti e al suono di gruppo, davvero raffinati e ovattati (si rifà alla "nuvola di suoni" dell'orchestra di Claude Thornhill), e i tre dischi fatti insieme a Gil Evans, grande arrangiatore e amico di Davis. Si tratta di "Miles Ahead", "Porgy And Bess" e "Sketches Of Spain". Te li consiglio in ordine inverso.
Miles Davis Tutu
Voto:
Caro OLE, mica facile ciò che chiedi...mettiamola così, se ti può interessare soprattutto il lato improvvisativo, e "digerire" e comprendere appieno il concetto stesso di quintetto acustico, potresti partire con i 4 dischi prestige incisi nel '56 dal primo quintetto: "Cookin'", "Relaxin'", "Workin'" e "Steamin'". Musica splendida ma ancora avvolta nella "tradizione". Un giovane John Coltrane comincia ad allargare gli spazi armonici, come per liberarsi degli accordi, cosa che gli riuscirà nel decennio successivo. Red Garland al piano ha uno stile davvero gustoso e swing, leggendari i suoi "block chords" e il suo fraseggio. Non è un genio come Bill Evans o Herbie Hancock, ma il suo comping è eccezionale. Paul Chambers al basso è un modello di walkin' line, e le sue note vibrate e i suoi assoli (anche con l'archetto) sono da manuale. Philly Joe Jones alla batteria sa essere scorticante come pochi, o anche molto elegante con le spazzole, ma il suo linguaggio ritmico è ancora inserito nel canone be-bop (anni '40), nonostante divenne famoso per il suo "Philly lick", una specie di rim shot particolare che a volte inseriva prima o dopo l'inizio dei vari assoli.
Miles Davis Tutu
Voto:
Ops, i voti. Comunque Branford è decisamente meglio, ma non ci siamo lo stesso.
Miles Davis Tutu
Voto:
Allora: l'album merita sicuramente un bel 4. Ammetto comunque di preferire il Miles acustico. DANILOQUAI, i marsalis (nota l'uso della minuscola) sono due paraculetti che non valgono un cazzo! wynton in particolare ha solo ottime doti tecniche, ma non ha contribuito minimamente a fornire linfa vitale, né idee nuove, né qualsivoglia contributo ARTISTICO al jazz. Ha solo copiato spudoratamente il sound del secondo quintetto di Miles degli anni '60. Con pessimi risultati. Ha poi fatto robetta orchestrale di poco conto. Di jazz mi sa che conosci ben poco, se no col cavolo che elogieresti i marsalis...
Led Zeppelin Presence
Voto:
Lord, che intendi per pesante? Lenta? Priva di decibel? E' una canzone sicuramente non metallara, ma è proprio nei suoi tempi dilatati e nelle sonorità particolari che risiede il suo fascino! Va ascoltata senza fretta, con tranquillità...
Led Zeppelin Presence
Voto:
"Achilles" e "Tea For One". E l'album diventa da 4. Domani leggo la rece, ora mi si chiudono gli occhi.
Ridley Scott I Duellanti
Voto:
P.S.: quale sarebbe il debito? Dal momento che l'ha incontrato non ha fatto altro che cercare di ucciderlo e farlo stare sul chi vive per 15 anni...scherzi a parte immagino tu ti riferisca ad una ipotetica "crescita interiore" (?) di cui D'Hubert avrebbe goduto dopo essere venuto in contatto con la sua "metà oscura". Come se Feraud l'avesse obbligato a tirare fuori le palle nella vita!
Ridley Scott I Duellanti
Voto:
Il vero coraggio secondo me non significa non provare paura, ma provarla e vincerla, e D'Hubert lo fa. Se hai paura di morire, dai rispetto alla tua vita e al concetto stesso di vita. Feraud invece non sembra provare paura, ma non perché è così sicuro di sé da ritenersi invincibile, quanto per...non saprei, irresponsabilità? Stupidità? Fanatismo? E' comunque ovvio che i due nutrissero reciprocamente una forte ammirazione non dichiarata, anzi nascosta e rovesciata, ognuno segretamente sedotto dai connotati opposti dell'altro, complementari. Comunque visti dal di fuori, e dal mio punto di vista, Feraud ci fa una gran figura di merda rispetto a D'Hubert ;-)
Ingmar Bergman Il Posto Delle Fragole
Voto:
Si. Certo però che: "gevuntù"??? Ma come hai fatto a sbagliare così tanto in una parola sola?
Ridley Scott I Duellanti
Voto:
"Armand, ma perché diavolo vi siete battuti?" "Ah, domandalo a lui!". Sinceramente dissento con bjorky, trovo che il personaggio di D'Hubert sia molto più affascinante, acuto, umano, capace di sottile ironia, in una parola: profondo. Feraud invece è solo un pazzo sanguinario e idiota, con una visione realmente puerile dell'onore. Subisce in tutto il film una serie di schiaffi morali dal suo avversario, davvero un signore, un gentiluomo (non un DAMERINO). Addirittura D'Hubert intercede per salvargli la vita quando avrebbe potuto sedersi sulla sponda del fiume e aspettare di veder passare il suo cadavere. Non solo, ma fa in modo che Feraud non lo sappia, dimostrando che il suo gesto era realmente "pulito". Per non parlare del fanatismo di Feraud nei riguardi di quel porco di Bonaparte! D'Hubert si dimostra più misurato, equilibrato e consapevole anche in quello ("noi apparteniamo a Bonaparte"..."io credo di appartenere a me stesso!"), e solo per questo motivo Feraud lo diffama mentendo spudoratamente, raccontando a tutti che ODIAVA l'imperatore, e avrebbe voluto la sua morte. D'Hubert, invece, quando interrogato dal suo superiore sulla condotta di Feraud, e sul perché dei loro duelli, anziché sputtanare la condotta sconsiderata del suo avversario, al contrario lo difende, dicendo che non poteva certo parlar male di lui alle sue spalle, dopo averlo già affrontato in tre duelli. D'Hubert è anche più coraggioso; poteva tranquillamente rifiutare di battersi nell'ultimo duello, tantopiù che la sua bella e giovane moglie (di cui era molto innamorato) era incinta, e la sua vita era molto felice. Mette a repentaglio ogni cosa per porre fine una volta per tutte a quella inaccettabile follia. E la scena del duello a cavallo? La sua paura, il suo tremare come una foglia non tradiscono la sua grande umanità, il suo amore per la vita, il suo RISPETTO per la vita? L'altro, al contrario, uccideva qualcuno e diceva: "LA'!"