Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6868 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Miles Davis Kind of Blue
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Dai titoli che hai citato, comunque, ritengo ti possa piacere molto Live-Evil, In A Silent Way, e almeno la prima traccia di Miles In The Sky, "Stuff". Prova magari anche Miles Smiles, anche se é tutto acustico. Se hai modo prima di decidere ascoltati "Footprints", "Freedom Jazz Dance" e "Circle"
Miles Davis Kind of Blue
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Dedoluz vai alla recensione di E.S.P.; tra i commenti (circa a metà) se ne parla abbondantemente.
Miles Davis Kind of Blue
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Scusa uxo ma perchè la popolarità di un disco deve essere un limite del disco? Il limite é semmai dell'ascoltatore nel caso che, per conformismo, si autoconvinca (oppure affermi soltanto) che il disco in questione sia un capolavoro solo perchè é famoso, per sudditanza psicologica nei confronti della maggioranza. L'errore opposto é fare gli snob o gli originali a tutti i costi però! Ci sono casi di persone che in segreto adorano il Koln concert di Jarrett salvo poi (per non sembrare banali) affermare pubblicamente che é molto meglio Radiance, per esempio! Nel tuo caso ti credo, comunque, ed é il caso di tirare fuori il trito e ritrito "de gustibus".
Miles Davis Kind of Blue
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@ajeje: forse sbaglierò, ma ho notato che la maggior parte delle persone non sono ascoltatori "totali", in grado di accostarsi a qualsiasi fonte musicale privi di preconcetti, privi di fretta nel giudicare, e con la voglia di comprendere. Capita quindi spesso che se fai sentire musica complessa come architettura, oppure con un architettura apparentemente caotica, a chi fino al giorno prima ha ascoltato solo musica facilmente "riconoscibile" nella sua struttura portante, ciò crei disorientamento, noia, senso del rifiuto. C'è poi il discorso della sonorità, dei timbri, dei registri; ho messo su Free Jazz di Ornette Coleman e mi hanno detto: che é sto casino? troppo stridulo!ecc..ecc..e i concerti per pianoforte di Bartòk per esempio possono anch'essi risultare indigesti a chi non é abituato a: improvvisi aumenti del volume; improvvisi cambi di tempo; dissonanze; poca orecchiabilità e via dicendo. C'é poi il discorso della durata, ad esempio; lo stesso Free Jazz o suo cugino Ascension di Coltrane sono una traccia unica di una quarantina di minuti, e alcune cose di Cecil Taylor ugualmente uniscono spigolosità a lunghezza. Probabilmente tu sei uno degli ascoltatori totali di cui parlo, ma non tutti sono predisposti allo stesso modo (e non é una colpa), quindi nel dubbio, se lo scopo é diffondere le reciproche conoscenze, penso sia meglio procedere dal più accessibile al più ermetico.
Miles Davis E.S.P.
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@pippo: Ho visto il grande Lebowski, e non mi é piaciuto. Non riesco a farmi piacere le vicende di un povero sfigato mentecatto, neanche in chiave metaforica (don Chisciotte et similia idem) figurarsi ricordarmi la frase del film. Open Sesame ho detto che é importante, non bello, e non direi che Tina Brooks era mediocre, o che True Blue sia brutto. Lui ha uno stile molto virile e un timbro non banale. L'album é un interessante mix anche grazie alla presenza di un senior come Duke Jordan al piano (che militò in uno dei quintetti più importanti di Parker), che non é male per niente (anche se Miles disse peste e corna di lui). Riguardo Kind ho cercato di mettere qualche informazione "simpatica" e accattivante per il NEOFITA, e l'aneddoto di Gragg Allman, tratto dalle note di copertina faceva al caso! Basta sentire comunque il bellissimo The Allman Brothers Band At Fillmore East (Deluxe Edition) per rendersi conto che non sono solo chiacchiere di Robert Palmer! In Mountain Jam (33'39'') Gregg Allman suona in modo squisitamente modale. D'altronde la non-recensione si rivolge espressamente ad un pubblico che ha dimistichezza magari solo col rock, e che magari prova un pò di timore reverenziale (chissà perchè)ad avvicinarsi al jazz. Sottolineare punti di contatto tra un musicista "dei loro" e uno "dei nostri" può essere utile per accorciare le distanze culturali, e quindi facilitare lo scambio reciproco! Leggerò volentieri le tue recensioni e sono sicuro che troverò competenza, passione e spunti interessanti. Facciamo pace pippo
Miles Davis Kind of Blue
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@ghemison: sicuramente recensirò i dischi del '65-'68 col QUINTETTO, però ho voluto mettere questa che non considero neanche una recensione perchè ieri, nei commenti alla mia recensione di E.S.P., qualcuno chiedeva consigli su quali dischi fossero "indicati" per iniziare a conoscere il jazz. Siccome io ho cominciato proprio con Kind e grazie a questo ho compreso molte cose, adesso posseggo diverse centinaia di dischi jazz...e ne sono felice! Ribadisco che Miles non significa solo Kind e Bitches Brew, ma ritengo comunque che Kind sia un buon punto per cominciare. Per accostarsi ad un genere musicale che non si conosce bisogna partire col piede giusto, o si rischia di perdere una grande occasione. Che succederebbe se uno cercasse di accostarsi alla classica partendo da Bartòk o Schoenberg, anzichè Mozart e Beethoven, per esempio? Prima le basi, poi i doverosi approfondimenti!
Miles Davis E.S.P.
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@pippo: "NON SI ESCHIERZA CON HAPPY"??? Sborone!! Innanzitutto non era roba tua perchè sei andato su wikipedia e hai fatto copia e incolla, sono buoni tutti, secondo SI SCHERZA ECCOME CON HAPPY, perchè Tina Brooks é UN UOMO, non una donna! 'gnuran...devi sapere che il suo nome é Harold, ma siccome da ragazzo era molto magrolino gli affibbiarono il soprannome "Tiny", successivamente storpiato in "Tina", che gli rimase appiccicato. Se non sai chi é, significa, ed é grave, che non conosci neanche un disco importante come Open Sesame di Freddie Hubbard del '60, suo debutto per Blue Note, cui partecipa da secondo protagonista e da compositore il nostro Tina, per l'appunto. Già che ci sei sentiti il suo lavoro migliore, registrato da leader, sempre per Blue Note, appena sei giorni dopo Open Sesame. E' uno dei capolavori dimenticati del catalogo Blue Note: True Blue, e anche Tina é un'artista dimenticato purtroppo, come dimostrato dal fatto che manco tu che fai lo sborone lo conosci. Basta, non hai più diritto alla sborata...(caduta di stile!almeno non mi dirai più che sono precisino) Studia! Ma non solo su wikipedia, sui dischi.
Miles Davis E.S.P.
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@pippo: completamente d'accordo per una volta! Però hai un pò modificato il tuo pensiero originario; prima dicevi a 47 di fidarsi delle copertine per farsi guidare nella scelta di un disco da acquistare, ora dici che non é un elemento decisivo ma che può aggiungere valore al tutto. Praticamente dici ora le stesse cose che dicevo io tempo fa quando mi attaccavi...diciamo che sei rinsavito! P.S: grazie del consiglio batteristico, in effetti é quello che cerco di fare anch'io...tra l'altro, pure io mi trinco le balenghe col pedale, azz!!
Miles Davis E.S.P.
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@47: devo dirti la verità, in primo liceo ho fatto una tale full immersion di chitarristi virtuosi che forse ho fatto un pò indigestione...so che é un ottimo strumentista, ma il prog-rock e/o la fusion al testosterone non sono proprio il mio terreno preferito. Ad esempio riguardo John McLaughlin, i primi due album della sua Mahavishnu Orchestra sono eccezionali, ma in seguito solo tecnica e decibel, tecnica e decibel...e l'Arte? Chissà dove, lontana. Però se ti va di consigliarmi un disco di Allan, da solista o con i gruppi che ha avuto, mi farebbe piacere e magari lo rivaluto! Che ne pensi invece di Scott Henderson, o Wolfgang Muthspiel?
Miles Davis E.S.P.
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@pippo: ma che razza di frase demente é questa?: "la scuola del jazz ha sempre dato pessimi frutti e lo so per esperienza." quale scuola? quali pessimi frutti? quale esperienza? il pessimo frutto mi sembri tu...ma non credo sia colpa del jazz