panapp

DeRango : 7,88
DeEtà™ : 6612 giorni • Qui dal 3 maggio 2008
Johann Sebastian Bach Matthäus passion
Voto:
Recensione competente, ma scritta in maniera a volte ricercatamente poetica (senza sempre raggiungere l'obiettivo) e che a tratti presenta stranezze sintattiche che mi fanno quasi pensare a problemi di dislessia. Comunque: l'opera è davvero uno dei pilastri della storia della musica, c'è dentro di tutto ed è la base di tutto quello che è venuto dopo. Nelle scuole di musica si insegna sempre che Bach è inutile per la storia della musica perché non ha inventato nulla, nessuna forma compositiva o espressiva: ha """semplicemente""" portato ai massimi livelli tutti quei generi musicali che già esistevano (dal corale alla fuga, dal concerto alla suite), e fra questi anche il recitativo, parte fondante di quest'opera, che raggiunge qui la sua miglior espressione possibile.
All Saints All Saints
Voto:
La recensione non è un granché, ma il disco è ampiamente salvabile. Sono uscite sul mercato quando avevo 14 anni ed al tempo mi piacquero molto; a risentirle ora l'effetto ovviamente è un po' diverso, ma tutto sommato si tratta di un onesto gruppo pop con interessanti influenze soul e r'n'b. "Never Ever" è interessante, "Bootie Call" molto carina e "War of Nerves" è splendida. A proposito, non sono un gruppo costruito e la bella e brava Shaz è l'autrice di tutte le canzoni.
Pierrot Lunaire Pierrot Lunaire
Voto:
Pensavo che fosse l'opera di Schönberg, infatti...
J.G. Ballard Condominium
Voto:
@ CJBS: beh, spero di non aver esagerato, è comunque considerato uno dei migliori scrittori viventi al mondo. Ripeto: magari è un odio indotto dalla materia per la quale ho dovuto leggere "Super-Cannes" (gli altri due li ho letti perché mi andava), ma purtroppo non mi è sembrato il grande genio che tutti decantavano. Prova comunque a leggerlo, nulla impedisce che possa diventare il tuo scrittore preferito! ;)
Art Spiegelman Maus (Maus, A Survivor's Tale)
Voto:
@ JakeChambers: grazie della risposta. Sono contento che apprezzi ed ami il fumetto, ma allora che intendi con «nel suo genere»?
J.G. Ballard Condominium
Voto:
Complimenti per la recensione, ma BALLARD NO. Probabilmente è un odio indotto dal mio prof di Sociologia urbana, ma trovo che (nonostante i tema certamente interessanti, profetici e quant'altro) la scrittura di Ballard sia del tutto insopportabile, quasi boriosa. Di quest'autore ho letto "La mostra delle atrocità", "Il condominio" e "Super-Cannes": se nel primo è ancora legato ai temi sociali di più ampio respiro, negli altri due si getta sul tema della convivenza sociale e dello spazio abitato e sembra dire al lettore «Sono davvero esperto di questi temi!» inserendo ogni tanto frasi stucchevoli del tipo (invento, ma neanche tanto): «l'assassino corse per la sala ipogea la cui volta era sorretta da enormi pilastri in beton brut, un'interessante soluzione usata da Le Corbusier nel 1953 nel convento de La Tourette che rappresentano tutto il valore morale e bla e bla bla bla». Ripeto: scrive di temi di straordinario interesse ed attualità (a volte anche profetici), ma secondo me, in parole povere, non sa scrivere (o se la tira).
Art Spiegelman Maus (Maus, A Survivor's Tale)
Voto:
@ JakeChambers: «Nel suo genere, un cinque» è un grande errore, nato dalla convinzione (non solo italiana) che il fumetto sia un media "Cenerentola" fra le grandi manifestazioni dell'arte che sono la pittura, la letteratura, l'architettura, la musica, eccetera. Diresti di (esempio) "Sgt. Pepper's" che è un capolavoro nel suo genere??? Quale genere?? La musica? Un bel dì ci accorgeremo che i fumetti sono media come gli altri, ma so che ci vorrà ancora molto tempo (e più ancora ce ne vorrà per l'animazione).
Melt-Banana Speak Squeak Creak
Voto:
I Melt-Banana... interessante esperimento. Al loro esordio, per ovvi motivi, erano ancora piuttosto acerbi, ma sapevano già quello che volevano; col tempo sono davvero migliorati. Disco quindi ancora diciamo "embrionale", come giustamente dici non ha manco un riff degno di essere ricordato, ma molte buone idee mal messe. Si faranno.
The Darkness One Way Ticket To Hell... And Back
Voto:
Recensione ok, ma album a cui dò tre stelle solo perché i musicisti sono tecnicamente molto dotati. Per il resto, hanno fatto un album di debutto simpatico ed un secondo album molto poco decoroso. Il fatto, secondo me, è che questi The Darkness tentano semplicemente di rifare la musica che (immagino) piace a loro: il glam, i Queen, eccetera. Ma il glam ed i Queen erano originali: i The Darkness non lo sono affatto, i loro dischi potrebbero avere trent'anni e nessuno se ne accorgerebbe. Non sono di una bruttezza capitale, ma sono davvero fuori dal tempo (nel senso peggiore dell'espressione). Che s'inventassero qualcosa di nuovo, sennò tanto vale risentirsi i Queen (che non è mai sbagliato).
Il Genio Il Genio
Voto:
Viva Saputello.