panapp

DeRango : 7,88
DeEtà™ : 6612 giorni • Qui dal 3 maggio 2008
Matt Groening Futurama
Voto:
Recensione davvero molto ben fatta per una serie capolavoro in cui Groening davvero riesce a dare del suo meglio. "I Simpson" sono confinati nelle possibilità espressive della provincia americana, "Futurama" estende la narrazione (letteralmente) a ogni universo spazio e tempo possibili liberandosi spesso del fardello di dover far ridere e riuscendo in più occasioni a toccare il cuore, come nelle puntate sentimentali fra Fry e Leela che sono stupende, tipo quella dove Fry prende i vermi da un sandwich scaduto che però lo rendono un genio per suonare con l'olofono.
Kylie Minogue Timebomb
Voto:
Recensione negli standard del recensore, singolo molto molto buono.
Kylie Minogue The Best Of
Voto:
Recensione pessima nonché del tutto inutile. Disco che sarà sicuramente piacevole, d'altronde le canzoni le conosciamo già tutte, ma quoto Darius nel commento #13 nel definirlo un po' in surplus data la breve distanza dal precedente; se è un umplugged invece già è qualcosa. Copertina così così, si direbbe essere la prima idea venuta in mente al grafico.
Goldfrapp Supernature
Voto:
Recensione molto buona e disco che forse non vale 4, ma voglio alzargli la media e soprattutto contiene quel brano di infinita bellezza che è "Satin Chic" stupendo sia al naturale sia nel sognante remix dei Flaming Lips.
Kylie Minogue Fever
Voto:
Quoto praticamente tutta la recensione, compreso che il culmine di Kylieamore è "X". Comunque i brani "In Your Eyes" e "Come Into My World" io li elevo a capolavori assoluti del pop di tutti i tempi e luoghi, sono canzoni stupende accompagnate da videoclip altrettanto stupendi.
Shakira She Wolf
Voto:
Recensione pessima, salvo al massimo il fatto che al recensore piaccia "American Life" di Madonna che anch'io considero ottimo. Disco di pop carino, ma ha ragione Darius nel dire che Shakira ha saputo esprimersi meglio in altre sue opere; "She Wolf" comunque è una canzone molto riuscita e con un videoclip meraviglioso che si ferma appena appena in tempo prima di arrivare al V.M.14.
Tim Burton Dark Shadows
Voto:
Come Oscar Wilde non è arrivato a vedere il XX secolo, Tim Burton è morto prima del XXI secolo nel 1999 con il suo ultimo immenso capolavoro, "Il mistero di Sleepy Hollow". Dopo, solo un sussulto sulla sedia con "Big Fish" e una minimo «mh» di apprezzamento per la scena finale della casetta nella neve del padre di Willy Wonka ne "La fabbrica di cioccolato"; per il resto, sterile replica di sé stesso. Si dirà: i veri grandi artisti scrivono lo stesso libro, incidono la stessa musica, girano lo stesso film all'infinito. Può darsi, ma c'è modo e modo di replicarsi all'infinito: anche Fellini fondamentalmente ha girato sempre lo stesso film, però che differenza eh. Forse sarà la mia deformazione professionale architettonica, ma per me le scenografie di Burton sono una cartona tornasole perfetta per analizzarlo. La mia impressione, del tutto personale, è che il film-chiave di Burton sia stato "Il pianeta delle scimmie": film su commissione di rara bruttezza, è l'ultimo film con Lisa Marie ed il primo con Helena Bonham-Carter nonché l'ultimo film girato quando Burton viveva in America prima di trasferirsi in Inghilterra; la mia opinione è che prima, negli USA, il suo mondo gotico se lo doveva inventare e se lo inventava nella sua testa dalla fruizione di opere terze (film horror) attraverso il filtro dell'immaginazione, mentre ora che sta in Inghilterra il gotico ce l'ha davanti agli occhi tutti i giorni e poi c'è Dante Ferretti che ti fa delle scenografie storicamente attendibili, cosa vuoi di più. Prima c'era Lisa Marie: dovevi inventarti qualcosa per darle un allure dark che non possiede; ora Helena Bonham-Carter un filo di rimmel et voilà è pronta per fare la strega (infatti in Harry Potter è perfetta). In parole povere: c'è differenza fra il dark stralunato di "Edward mani di forbice" con il castello con quelle scale impossibili e questo "Dark Shadow" in cui tutti i pilastri sono staticamente plausibili. Burton lavorava bene sul registro fantastico, ora ha spostato il focus e non è più a fuoco.
Number Girl Shibuya Rocktransformed Joutai
Voto:
Recensione molto sentita. Oggi il Mukai sta nei KIMONOS e canta queste cose un po' retro, ma dotate di una certa eleganza:
Darren Aronofsky Black Swan (Il cigno nero)
Voto:
Un coniglio? Riguardati il balletto originale che presenta una trama ancora più standardizzata e quasi semplicistica se non stucchevole nell'attribuire i ruoli bene/male, luce/ombra eccetera e nella storia romantica con gli amanti perduti & ritrovati sfruttata oltre ogni limite: ovviamente sono gli apporti musicale e coreografico, cioè la messinscena, che rendono il tutto geniale. Qui si è provato a costruire un viaggio freudiano, più o meno bignamesco e su questo si può discutere, accompagnato da un lato visivo eccezionale che mutuerà pure gli standard horror (e manco tanto, col sangue che scorre in quantità davvero minime), ma in maniera estremamente pensata e non con sterile citazionismo e peggio mancanza d'idee: anche qui, cioè, è la messinscena che regge il tutto. Per quel che mi riguarda, ho già visto questo film due volte al cinema e un terza in DVD e sempre mi avvince. Quanto all'«emo» (ehm), stenterai a crederci, ma nel mondo reale le paranoie esistono, e il tema del film non è il lesbicismo, il balletto, il sangue, l'horror o che so io: è l'identità, la ricerca della propria identità, e per rappresentare questo tema il regista usa un modello ricalcato sulla parabola adolescenziale che come tale è spesso preda di paranoie. Potrai dire: mi annoiano i film che premono sulle paranoie; ok, non sono per te, non per questo sono brutti. Due piccole note da maestrino sotuttoio, mi perdonerai: «mongoloidi» è un'offesa che non sentivo più dalle medie, e non solo perché nel frattempo s'è imposto il politicamente corretto, ma perché poi uno cresce e si rende conto che non c'è niente di peggio che offende la gente usando metaforicamente malattie esistenti che fanno soffrire altra gente; «la madre iperprotettiva che sembra la versione moderna di quella presente ne: "La pianista" di Michael Haneke» è il peggior uso del due punti da anni, voglio supporre sia un lapsus.
Goldfrapp Head First
Voto:
Nonostante in fondo condivida la recensione, sarei comunque così cattivo. Sono orgoglioso di essere fan dei Goldfrapp dagli inizi, ho tutti i loro albume e singoli e pure il vinile col remix della splendida "Satin Chic" fatto dai Flaming Lips, giusto per dire che mi piacciono così tanto che per loro ci spendo i soldi, ma effettivamente quest'ultimo "Head First" non ha preso nemmeno me. Ciononostante il mio amore per Alison (e anche per Will Gregory, ricordiamoci che tutte le canzoni sono cofirmate e Alison da sola a quest'ora stava a casa a preparare muffin) mi impedisce di essere troppo cattivo e lo reputo comunque un album nientr affatto malvagio per il suo genere, aka revival disco. Uscendo dal discorso del genere e parlando in linea generale, invece, è innegabilmente un album molto più povero d'idee degli altri che invece sfiorano sovente la perfezione, eppur non del tutto privo di momenti carini, tipo "Alive" che invece a me piace davvero molto sia la canzone sia il video. Il paragone con Lady Gaga no, proprio no: un qualunque scarto di registrazione dei Goldfrapp che accordano gli strumenti o si schiariscono la voce è comunque superiore anche al migliore dei brani della Germanotta, sempre e per sempre irrecuperabilmente pessima.