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DeRango : 7,88
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Alberto Burri Cretto di Gibellina
Voto:
Ok ho anche una seconda nota, più importante.
Il memoriale dell'Olocausto di Peter Eisenman, architetto che merita non meno interesse di quello riservato ad Alberto Burri, è un'opera eccezionale e non può essere squalificata come qualcosa di simile a una "brutta copia" del cretto di Gibellina. La sua maggiore notorietà si deve a tanti motivi, a partire dal tema certamente più celebre e dalla posizione certamente più accessibile, ma questo non significa che a Berlino ci siano più visitatori che a Gibellina per colpa del popolo bue. Chiediamoci anche dove sta messa Gibellina, come ci si accede, e se il suo relativo isolamento non sia parte delle intenzioni artistiche di Burri (il memoriale di Berlino, in pieno centro urbano, è il tetto di uno grande museo ipogeo, ovverosia è fatto apposta per ospitare quanta più gente possibile, al contrario di Gibellina che è sperduta in mezzo alla campagna e ha solo un parcheggetto ritagliato).
Infine, proprio l'enorme notorietà del memoriale di Berlino e il fatto che sia visitato da milioni di persone lo rende vittima di comportamenti che definire disgustosi è poco, come le influencer mezze nude che ci si fanno le foto instagrammabili o la gente che ci gira i balletti per TikTok. Fenomeni che almeno per ora non riguardano l'opera di Burri.
In pratica, io non confronterei i due monumenti alla morte di Gibellina e di Berlino in maniera così diretta: hanno certamente affinità formali e contenutistiche, ma le loro divergenze concettuali, costruttive, comunicative e geografiche le rendono quantomai distanti, opposte direi. Non credo sia un caso che l'opera di Burri sia bianca e quella di Eisenman nera.
Alberto Burri Cretto di Gibellina
Voto:
Opera geniale, recensione sintetica ma comunque ottima per presentare il cretto a chi non lo conosceva e per stimolare la conversazione, come questi commenti dimostrano.
Piccola nota: l'opera è stata iniziata negli anni '80 e finita nel 2015.
Baz Luhrmann Elvis
Voto:
Nel frattempo ho visto anch'io il film e mi è piaciuto: ‎‘Elvis’ review by Mario Pasqualini • Letterboxd
Frankie Hi-NRG MC La morte dei miracoli
Voto:
Pietra miliare dell'hip-hop, nessun dubbio, e a tratti anche della musica italiana in generale.
Alfred Hitchcock Sabotage
Voto:
Alfred Hitchcock è il mio regista preferito in assoluto. Ogni sua opera è degna di interesse, persino le meno riuscite come "Il sipario strappato" o "Topaz" hanno comunque dietro una intelligenza narrativa e una costruzione mentale che oggi rintracciamo solo nei film più autoriali. Ecco Hitchcock: una complessità narrativa clamorosa, ma semplicissima da fruire. Quoto tutta la recensione, "Sabotage" è effettivamente un hitch minore, ma «anche un icci minore si mette in tasca mezza cinematografia di genere e degenere».
Tim Burton Mercoledì
Voto:
Quoto @[CYPHER]: Burton è tragicamente scomparso nel 1999 dopo aver concluso il suo ultimo, meraviglioso capolavoro "Il mistero di Sleepy Hollow", ed è poi stato rimpiazzato da un sosia che ne imita grottescamente ma inefficacemente lo stile, tipo Paul Is Dead. Niente di quanto abbia prodotto nel XXI secolo è minimamente decente, no, nemmeno "Big Fish" che in sé non è brutto, ma nemmeno degno del buon nome di Burton. Non ho visto questa serie e onestamente non ho alcuna voglia, e la recensione sembra confermare che faccio bene così.
Måneskin RUSH!
Voto:
Ho apprezzato moltissimo la recensione, mi è sembrata molto onesta e abbastanza analitica da considerare i vari fattori musicali ed extra-musicali che compongono questa band, anzi io avrei espanso quest’ultimo argomento parlando più diffusamente del loro sodalizio artistico con Gucci che trovo di centrale importanza (e con eccellenti risultati che vanno ben al di là della mera promozione commerciale). L’unica cosa su cui dissento è la copertina: secondo me è bellissima, una foto di Francis Delacroix che mi ha molto colpito fin dalla prima volta che l’ho vista sia per i valori formali sia perché, anche se in maniera probabilmente involontaria, cita esplicitamente l’entrata in scena (letteralmente!) di André, un personaggio della “Recherche” di Proust che vediamo la prima volta mentre salta giù da un palco balzando con la gonna al vento sopra al pubblico.
Red Hot Chili Peppers Return of the Dream Canteen
Voto:
Non sono un fan della band, ma questa bellissima recensione mi ha messo una gran voglia di ascoltare l’album. Naturalmente non lo capirò come l’hai capito tu perché mi mancano le basi sui RHCP (al di là dei videoclip che passava MTV ai tempi), ma è bello condividere un momento felice per qualcun altro.
Andrew Dominik Blonde
Voto:
Modifica alla recensione: «Espansione dettagliata del paragrafo sulla scena del feto parlante, correzioni e aggiunte varie.». Vedi la vecchia versione Blonde - Andrew Dominik - recensione Versione 2
Andrew Dominik Blonde
Voto:
Modifica alla recensione: «Aggiunto il breve paragrafo "Commenti sparsi".». Vedi la vecchia versione Blonde - Andrew Dominik - recensione Versione 1