benzo24

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DeEtà™ : 7896 giorni • Qui dal 27 ottobre 2004
Leonard Cohen Dear Heather
Voto:
Le poche critiche negative che ha avuto questo disco (sopratutto in Italia), mi sembrano un po' forzate e contraddittorie.
Contraddittorie perché non si può accusare Cohen di stanchezza o forzatura (è uno che se non vuole fare un disco può aspettare anche nove anni!), e di recensire questo disco come una parentesi inutile nella sua discografia, perché tutto ciò non corrisponde al vero.
Primo perché Dear Heather è il disco che si discosta maggiormente dai suoi lavori precedenti, in cui la forma canonica della canzone è spesso abbandonata, ricordo che questo termine "canzoni - songs" è stato usato da Cohen per intitolare ben sei dischi!!
E' proprio questo ad aver deluso alcuni appassionati, che probabilmente (come me del resto) si aspettavano di ascoltare il solito disco di Cohen.
Il secondo punto è che questo lavoro è concettualmente molto profondo, e senza capire i testi è quasi inutile ascoltarlo, infatti, se prendiamo la prima traccia, su poesia di Byron, l'autore parla di una denudazione, denudazione che mette effettivamente in atto durante tutto l'album, Cohen toglie ogni orpello a queste composizioni, addirittura mette in secondo piano, spesso e volentieri, la sua leggendaria voce, e osserva con sguardo disincantato tutto ciò che lo circonda. Un regista avvolto dall'oscurità!!
E' un lavoro ineluttabilmente legato alla formazione artistica del poeta canadese, è legato alla beat generation, ed abbastanza ovvio che in un paese come questo refrattario ai cambiamenti e alle innovazioni, Dear Heather facesse storcere un po' il naso.
Beck Sea Change
Beck Sea Change
16 dic 04
Voto:
Leonard Cohen Dear Heather
Voto:
E'l'esaltazione del superfluo!!!
Nick Cave And The Bad Seeds Abattoir Blues/The Lyre of Orpheus
Voto:
Questo disco (dischi) mi ha (hanno)deluso parecchio. Annunciato come un capolavoro in realtà è un lavoro di routine per uno come Cave, anzi è sicuramente al di sotto dei suoi standard (che si erano già abbassati con Nocturama).
Se si fosse limitato a pubblicare solo la metà delle canzoni, sarebbe stato molto meglio.
Roky Erickson All May Do My Rhyme
Voto:
Fu lo stesso Roky Erikson che circa nel 1982 dichiarò che un marziano viveva dentro la sua testa.
Tommy Hall il suonatore dell'eletric jug si perse nel deserto in stato confusionale dopo aver preso una marea di acidi, mentre il chitarrista Stacy Sutherland dichiarò di essere in contatto perenne con la madonna e con Bob Dylan.
Ma questa è solo una piccola parte delle storie e delle leggende (il 90% sono tutte vere!) che circondano i 13th floor elevators.
Lou Reed Berlin
Lou Reed Berlin
14 dic 04
Voto:
Grande disco! Anche se sentito oggi risulta un po' datato, tutto per colpa della sconsiderata produzione "sopra le righe" di Bob Ezrin.
Roky Erickson All May Do My Rhyme
Voto:
La copertina è poco curata e triste , anche se il booklet nell'insieme non è male. Contiene tutto ciò che deve, testi, informazioni sui musicisti e sulle registrazioni.
Roky era stato condannato a scontare tre anni in un manicomio criminale, perchè aveva dichiarato l'infermità mentale per sfuggire all'ergastolo (era stato beccato con un seme di marijuana!!)
Quando uscì da quel posto Roky non fu più lo stesso.
E' sicuramente una delle storie più tristi della musica, però al contrario i suoi dischi non lo sono affatto, anzi risultano molto energici, vitali e pieni di speranza.
Aberfeldy Young Forever
Voto:
Proposta interessante! Però non convincente visto che gli attribuisci un genere, che da ciò che scrivi, non conosci affatto. Io non conosco il disco ne il gruppo, esattamente come tu non conosci cosa sia il folk.
Dovresti informarti e ascoltare un pò di più!! La maggior parte delle pietre miliare della musica sono folk!
The Black Keys Rubber Factory
Voto:
Akron, rimanendo nel campo musicale, è molto famosa perchè è la città dei Devo! Ed è per questo che viene spesso nominata ogni volta che esce qualcosa di interessante.
E' una città industriale, e per fare un paragone è una specie di Liverpool americana (stiamo sempre parlando di musica) e come dice J.Arthur (anche lui originario del posto) ad Akron non c'è una vera e propria evoluzione musicale (o umana) ma piuttosto una de-evoluzione!