gabbox

DeRango : 0,97
DeEtà™ : 7607 giorni • Qui dal 11 agosto 2005
Layo & Bushwacka! Night Works
Voto:
Bravo Zion. Però la seconda chance se la sono giocata piuttosto bene con Feels Closer (2006). Questi due non sono affatto sprovveduti. Le serate che hanno reso celebre il Fabric di Londra portavano la loro firma. Sono tuttora tra i migliori dj's tech house in circolazione. Il disco che hai recensito è tra le dieci opere più influenti della club culture. (4,5 per me)
Laibach Let It Be
Voto:
Analisi lucida e spietata. Nei live però non riuscivano a condensare tutto l'immaginario evocato. Più per mancanza di mezzi che di idee.
Clock DVA Man-Amplified
Voto:
Recensione esaustiva per un disco importante. L'uomo amplificato in copertina è El Lissitzkj. Architetto, pittore, fotografo e quant'altro. Figura chiave delle avanguardie russe a lui si deve l'invenzione della grafica moderna, del collage fotografico, dell'architettura come scultura contemporanea... Nella discografia dei Clock DVA appena sotto Buried Dreams si colloca Digital Soundtrack, una perfetta colonna sonora per film immaginari.
Ekkehard Ehlers A Life Without Fear
Voto:
Me lo sto assorbendo con una estate di ritardo. Cambia poco visto che è musica senza tempo. Immobile e profondissima.
Kraftwerk Autobahn
Voto:
Mmmh Enea quello che affermi mi pare azzardato. Il sentimento pop nella disco music passa attraverso la figura (mitologica) del DJ. Quello che mette i dischi fa ballare e divertire mica come i 4 di Dusseldorf che fanno "pensare". Le persone nelle disco si uniscono e creano sentimenti ed emozioni (o almeno li creavano) attraverso l'esibizione dei corpi in movimento (i propri e quelli degli altri). E tutto (o quasi) dipendeva dal suono che sentono e da chi lo propone. Per cui il sentimento POP lo creava FatBoy Slim perchè faceva muovere i culi alla grande e lo creavano l'hype dei media. Quello che ne deriva dai Kraftwerk e giù a cascata dai Clock, Cabaret et similia è un sentimento colto, che sublima in un desiderio di ricerca e di profondità a cui la musica dance interessa quasi zero.
Kraftwerk Autobahn
Voto:
Mmmh Enea quello che affermi mi pare azzardato. Il sentimento pop nella disco music passa attraverso la figura (mitologica) del DJ. Quello che mette i dischi fa ballare e divertire mica come i 4 di Dusseldorf che fanno "pensare". Le persone nelle disco si uniscono e creano sentimenti ed emozioni (o almeno li creavano) attraverso l'esibizione dei corpi in movimento (i propri e quelli degli altri). E tutto (o quasi) dipendeva dal suono che sentono e da chi lo propone. Per cui il sentimento POP lo creava FatBoy Slim perchè faceva muovere i culi alla grande e lo creavano l'hype dei media. Quello che ne deriva dai Kraftwerk e giù a cascata dai Clock, Cabaret et similia è un sentimento colto, che sublima in un desiderio di ricerca e di profondità a cui la musica dance interessa quasi zero.
Kraftwerk Autobahn
Voto:
Mmmh Enea quello che affermi mi pare azzardato. Il sentimento pop nella disco music passa attraverso la figura (mitologica) del DJ. Quello che mette i dischi fa ballare e divertire mica come i 4 di Dusseldorf che fanno "pensare". Le persone nelle disco si uniscono e creano sentimenti ed emozioni (o almeno li creavano) attraverso l'esibizione dei corpi in movimento (i propri e quelli degli altri). E tutto (o quasi) dipendeva dal suono che sentono e da chi lo propone. Per cui il sentimento POP lo creava FatBoy Slim perchè faceva muovere i culi alla grande e lo creavano l'hype dei media. Quello che ne deriva dai Kraftwerk e giù a cascata dai Clock, Cabaret et similia è un sentimento colto, che sublima in un desiderio di ricerca e di profondità a cui la musica dance interessa quasi zero.
Kraftwerk Autobahn
Voto:
A chi lo dici Enea. Io li ho assorbiti (quasi) tutti i simulacri degli anni '80. Amareggia il fatto che il vettore Kraftwerk si sia disperso in direzioni vacue o sotterranee (Clock DVA ad esempio). Insomma l'idea di narrare un mondo attraverso l'arte sonora si è frantumata nell'agora mediatica che tutto appiattisce. Anche per questo quando pensiamo a loro ci tocca guardare in alto oppure prestare fede alla factory della Raster Noton dove persiste il legittimo post-cursore del loro patrimonio ovvero Carsten Nicolai.
Kraftwerk Autobahn
Voto:
Scaruffi guarda il dito e non la luna. Più che smitizzatori i Kraftwerk sono stati dei cosmonauti. Operarono per creare una nuova cosmogonia dell'universo musicale (e sociale). Il mito della cultura elettronica non solo da ballo (e da sballo) è merito loro. Questo immaginario è diventato sentimento popolare certo, ma non si è sviluppato. E' rimasto lì con il suo carico di aspettative. E' degenerato in grappoli di sterili simulacri. Lo spauracchio dell'Apocalisse (l'età della tecnica) non ha mosso coscienze e non muoverà almeno le nostre. Speriamo lo faccia nelle prossime generazioni.
Guillermo Del Toro Il Labirinto Del Fauno
Voto:
Capolavoro. Agli occhi di chi vuole "vedere" e non pre-giudicare. Del Toro con una buona dose di umiltà e talento sceglie il registro giusto e narra una meraviglia sospesa tra mitologia fantastica e cruda realtà storica. In attesa del terzo tassello da non perdere anche La Spina del Diavolo che insieme a questo compone una trilogia destinata ad restare nella storia del cinema.