Voto:
Inizialmente deluso da questo disco, è ora tra i miei preferiti di Elio. Hanno abbandonato un certo tipo di ironia super esplicita nei testi per lasciare il posto ad un'ironia che lega in un rapporto sempre più stretto testo e musica, parole e il modo in cui vengono cantate. Alcuni testi degli ELIO negli album passati potevano essere presi così senza musica e facevano ridere solo a leggerli. Questo album invece è necessario ascoltarlo, il testo a sè stante non basta più, tutto concorre all'effetto finale: parole, musica e stile d'interpretazione. IL MIGLIOR ALBUM ITALIANO DEL 2003, un fenomeno culturale a tuttotondo. La loro bravura musicale è impressionante, utilizzano qualsiasi stile in maniera originalissima, le citazioni fanno shpalmare ancora di più di risate... LA FOLLIA DELLA DONNA vive sulla citazione di WELCOME TO THE MACHINE, è imprescindibile da questo l'effetto comico della canzone. Forse il più difficile disco di ELIO, sia musicalmente che a livello di testi, non immediato come gli altri, rivela dopo numerosi ascolti le sue mille virtù. Ad ogni ascolto si scopre un particolare che prima non c'era, una citazione nascosta, una finezza velata. Inacessibile per chi non ha un minimo di cultura musicale varia, per chi sostiene che: "potrebbero essere meno volgari però", per chi non conosce il progressive, i pink floyd, la disco music, il funk, nicola fasani, la lingua francese, l'opera, i litfiba, sergio conforti, la pena di morte, la garrota, stefano belisari, la vergine di norimberga, il metal, christian meyer, i pilipini, il rock 'n' roll, elvis prestley, davide civaschi, gli architetti, paolo panigada, il bungee jumping, la merda dei cani, gennaro d'auria, il cabo, scientology, l'inglese, i dei greci e romani, gli area, i nomadi, gianni morandi, nicola savino, maurizio crozza, la toscana, paola cortellesi, il mercato di bonn, il russo, la baguette...