aries

DeRango : 1,18
DeEtà™ : 7437 giorni • Qui dal 30 gennaio 2006
Laura Nyro More Than a New Discovery
Voto:
Sempre sentita nominare, ma mai approfondito. Penso che il suo ascolto potrebbe essere davvero "more than a new discovery".
Ringo Starr Old Wave
Voto:
Conosco questo album unicamente per il fatto che è stato destinato esclusivamente al mercato anglosassone. Parrebbe interessante, senz'altro di piacevole ascolto, da ascoltare con lo stesso spirito di Ringo.
Mike Oldfield Tubular Bells III
Voto:
Recensione rigorosa. Conosco in parte TB, non i suoi seguiti. Questo, per quanto in un certo senso apocrifo, presenta qualche punto d'interesse... Peccato per il titolo.
Daniele Silvestri L'imperatore Tiberio
Voto:
D'accordo (come spesso mi capita) con Iside, Punisher e Starblazer. Una conseguenza deleteria, certo minore, del governo Berlusconi.
Courtois, Werth, Panné, Paczkowski, Bartosek, Margolin Il libro nero del comunismo
Voto:
Analisi puntuale, di cui terrò conto quanto lo leggerò. Intanto ho letto il seguito, concentrato sui regimi europei, con una digressione sui partiti comunisti francese, italiano e greco durante lo stalinismo. Ne sono rimasto impressionato, anche se non è facile separare la ricostruzione storica dallo spirito polemico (Courtois, a quanto ho capito, visse un'esperienza da gruppettaro negli anni '70).
Mario Alessandro Curletto Spartak Mosca, storie di calcio e potere nell'URSS di Stalin
Voto:
Bella finestra su un mondo poco conosciuto e sottovalutato. L'URSS ai mondiali non ha mai concluso nulla, ma ha un bel palmares, tra vittorie e piazzamenti, agli Europei (ai tempi di Jascin e poi di Blochin, e poi un secondo posto nell'88, dietro l'Olanda di Gullit, Van Basten e Rijkaard), e alle Olimpiadi. Ma notevole fu anche l'Ungheria di Puskas, la Jugoslavia degli anni '60 e la Cecoslovacchia nei '70, anche se portarono a casa zeru tituli. Ho notato che hai chiamato la Russia "nazionale sovietica"... nostalgia?
The Who The Who By Numbers
Voto:
Quoto commento 1.
Cristiano De André De André canta De André
Voto:
Disco che probabilmente non aggiunge molto a una carriera discreta anche se discontinua. Più che altro ha valore in quanto si tratta di un ritorno, a tre anni di distanza da un increscioso fatto di cronaca che lo vide protagonista. Direi che l'operazione riuscita: non è facile confrontarsi con un padre immenso e con un repertorio non facile; forse non osa molto, molti pezzi sono ormai degli standard, ma tanto di cappello per la ripresa di quel capolavoro che è "Smisurata preghiera".
Paolo Di Canio L'Autobiografia
Voto:
Discreto in campo, imbecille fuori, libro inutile anche come lettura da toilette. La proliferazione di libri firmati da calciatori è inquietante, manco fossero tutti Vendrame o Sollier, o, per passare alla cronaca nera, Petrini. Se esistesse la "nazionale stronzi", titolare fisso, assieme a Bobo Vieri (altra bandiera-banderuola) e Balotelli.
Alicia Keys The Element Of Freedom
Voto:
Un altro caso di me(r)diocrità, virus assai diffuso nell'ambiente musicale. "No one" è stata un incubo, e il solo pensiero che in questo disco ci sia qualcosa di simile e che possa venire passato alla radio del bar mentre sto facendo colazione mi terrorizza. Peccato, perché il primo album non era male.