Viva Lì

DeRango : 0,32
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Paul Anka Rock Swings
Voto:
Operazione commerciale senz'altro subdola, che però, ha un pregio: non annoiare. Il rifacimento in chiave swing di alcuni grandi successi degli anni Ottanta è un idea folle e, nel contempo, assai geniale: impossibile resistere ascoltando "Jump" di Van Halen ritmata in versione crooner. Il tutto però, risulta un pochino falso e freddino, e Paul Anka, purtroppo, nell'immaginario collettivo, è ancora lo splendente ragazzino che cantava "Diana". Elogiarlo sarebbe ingiusto, maltrattarlo sarebbe da idioti: fate voi... Marco Poletti Dixit.
Zucchero The Best of Zucchero Sugar Fornaciari's - Greatest Hits
Voto:
Greatest-hits normalissimo e acidello. In odor di spudorata operazione commerciale, l'inedito "Menta e rosmarino" però, è carino. Marco Poletti Dixit.
Zucchero ZU & Co.
Voto:
Un disco di duetti. Vale a qualcosa? No, anzi, a poco. Perchè se Zucchero con Tom Jones e Miles Davis da il meglio di sè, con Sting e Sheryl Crow dà invece il peggio di sè. Ormai è una potentissima macchina infernale da guerra: da solo non riuscirebbe a fare più niente, con gli amici invece è un Dio. Qualche rivisitazione è carina, ma il tormentone fetecchia "Il grande baboomba" è quanto di più squallido abbia fatto negli ultimi quindici anni. Fra gli ospiti illustri, curiosamente, manca il più grande aficionados di sempre: Joe Cocker. Che fine ha fatto? Marco Poletti Dixit.
Zucchero Shake
Zucchero Shake
30 mag 06
Voto:
Ruba come al solito dai grandi artisti, ma è più svogliato e spento del solito. Indovina qualche riff intrigante ("Sento le campane", "Baila"), ma ormai, a sentirlo, sembra di ascoltare qualcosa di già ascoltato, una sorta di flashback un pò deludente. I suoi brani le radio li passano cento volte al giorno e alla fine, quasi ci si dimentica che in origine, esisteva uno Zucchero più originale e musicalmente più preparato. Marco Poletti Dixit.
Zucchero Oro, Incenso & Birra
Voto:
Bhe sì, in fondo questo è uno dei suoi vertici. E' in grande forma, e non venitemi a raccontare che non avete mai canticchiato (almeno una volta sotto la doccia) "Diavolo in me" e non vi siete commossi a sentire "Diamante"... Mescola il rock con il funky e sbanca il piatto: è travolgente, pieno di passione ed energia, si fa aiutare nell'impresa da Francesco De Gregori ed Eric Clapton. Rubacchia a Piero Ciampi, ma lo fa con stile e grazia. Non sarà mai più così in palla. Peccato... Marco Poletti Dixit.
Zucchero Miserere
Voto:
Il più brutto (o forse questo titolo spetta a "Blu" (1998)?), fra i dischi di Zucchero. Ormai divo a tutti gli effetti, tenta la strada della piacioneria, ma gli riesce malissimo: fa finta di copiare New Orleans con "L'urlo", sbertuccia la romanza con "Miserere" e gioca a fare il goliardico con "Pene". Disco finto, noioso, arrogante, assolutamente inutile e banale. Non è che odio Zucchero, per carità, a "Blue's" ho dato 5, e alcuni suoi brani mi piacciono veramente molto, ma qui, signori, ha toccato il fondo (ma non un fondo qualsiasi, il fondo del barile). Marco Poletti Dixit.
Giorgio Gaber La mia generazione ha perso
Voto:
Grasshopper, come al solito, esagera. 5 a questo disco? Ma a "Dialogo tra un impegnato e un no so" (1972) cosa diamo, 18? "La mia generazione ha perso" è senza dubbio un bell'album pieno di belle canzoni (già sentite però), ma è anche un pò sfilacciato e roboante, troppo gridato e, per uno come Gaber, anche troppo pubblicizzato (primo posto in hit-parade), e le vecchie canzoni, tranne alcuni casi (vedi "Destra sinistra"), non assumono levatura eccelsa (vedi "Si può"). Ottimo comunque il recupero di un brano storico ed attualissimo come "Il conformista". Per dare i voti bisogna avere giudizio e metro, non che tutto vale 5 (perchè è di Gaber, perciò è di classe), e Masini vale 1 (almeno due dischi decenti, da 3 intendo, li ha fatti). Ma 'sto discorso non l'avevo già fatto? Bho...! Marco Poletti Dixit.
Giorgio Gaber Io non mi sento italiano
Voto:
Brani già noti e alcuni inediti. Ancora una volta lo sguardo di Gaber sul mondo è impietoso e
lucidissimo, come canta nella bellissima title-track. Musiche come sempre un pò spentine, ma comunque grande personalità e grande voglia di non darsi mai per vinto. Quando canta coerente lo è, ma sposarsi con Ombretta Colli, fedele alleata di Silvio Berlusconi, gli ha fatto perdere un pò le quotazioni. Gaber morirà pochi giorni prima della pubblicazione del disco. Purtroppo... Marco Poletti Dixit.
Giorgio Gaber Far finta di essere sani
Voto:
Gaber e Luporini scrivono testi bellissimi, e s'incendiano al ricordo di tempi lontani: cercano di cambiare il mondo, provano a ragionare su temi di strettissima attualità, e forniscono indicazioni su cosa voglia dire fare arte e fare spettacolo. Temi esistenziali, sociali, critiche nei confronti della classe politica dirigente e attacchi sfrontati nei confronti dei poteri forti. E il solito insaziabile male di vivere. Peccato che la parte musicale sia pochissima curata. Non è il miglior album di Gaber, il primo posto spetta all'ormai introvabile "Io se fossi Dio" (1981), lunga ballatona di dodici minuti, scomparsa dal mercato nazionale discografico. E cosa ne dite dell'ottimo "Dialogo tra un impegnato e un non so" (1972)? Lode comunque, al grande ed immenso Giorgione Gaber. Marco Poletti Dixit.
Claudio Baglioni Tutti qui
Voto:
Questa non è una recensione. E' un simpatico (ma un pò macabro raccontino). Comunque... spudoratissima operazione commerciale, con qualche inedito di nessun interesse. Marco Poletti Dixit.