Beh, certo che la persona di Arthur Lee è una delle più fraintendibili della storia del rock. Questa tua considerazione, donjunio, è utilissima a farci capire che, in parole povere, l'abito non fa il monaco, ma io, permettimi, trovo questa decadenza solo nei testi: ad una musica solare (che mi pare tale non sia, almeno in Forever Changes, nella sola "You set the scene", dove anche le linee vocali mi sanno di oscuro) come quella Los Angeles sessantottina(e ad un nome, Love, che potrebbe trarre in inganno) non sempre corrispondono dei risvolti così radiosi nè uno stato d'animo (quello di Lee) consono con quello della società hippie in cui viveva, e proprio i testi, a tratti "apocalittici", zeppi di riferimenti(sociali,diretti), e allusioni(letterarie, volendo meno dirette) ce ne fanno accorgere (tra i più significativi proprio quelli che ci riporti, specialmente in "The red telephone",eh eh)...luci ed ombre insomma, e Arthur Lee è stato uno dei primi a esporre questo dualismo in musica, non tanto palesemente a quanto pare. Concordo sulla semplicità (rispetto ai Love, eh!)della decadenza nelle liriche di Morrison(che però secondo me sono state più efficaci); ma quella che definisci perversione da strada negli stooges è anch'essa ben presente in Lee(che veniva dai ghetti, appunto), solo che è colta, più celata, meno esplicita, ed è proprio questa una delle differenziazioni con gli altri gruppi della west-coast,il mantenersi sul velluto riuscendo ad essere crudo allo stesso tempo,garage spirituale e morbida psichedelia corporale,e quindi, perchè no, dualismo esistenziale. Nel complesso, se non più profondo e paranoico, di certo più intricato e "setacciato" dei V.U. Poi dubito che Lee fosse eroinomane perchè mi sembra, non vorrei sbagliare, che Signed DC sia dedicata al primo batterista della band, Conkas,e altrove non ho trovato riferimenti a questa droga. Io resterò sempre col dubbio "hippie-non hippie?",dato che c'è più posto per gli incubi umani che per i sogni fiabeschi, ma tant'è. Infine (e non ditemi che sono fissato!!!) trovo che "The Daily planet" abbia del barrettiano, non vi pare? E poi ti segnalo un sito, sul quale mi sembra che si critichi Forever Changes in più punti, ma è in inglese e non l'ho ancora esaminato bene, sempre che la cosa possa interessarti:
Love