Lay with me - The Flying Eyes Jim Morrison è di nuovo fra noi!
 
Luomo - Vocalcity (full album)

@[sfascia carrozze]: forse lo preferisco quando fa(ceva) cose simili.
 
King Buffalo - "Red Star Pt. 2" [Official Video] Hanno le carte in regola per fare breccia nel mio cuoricino
 
Ascolta 45 In My Pocket di DJ Muggs su #SoundCloud
45 In My Pocket by DJ Muggs


Questa di sicuro non diventa famosa, ed è un peccato. Sembra del 97, ed è un complimento
 
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Questa di sicuro non diventa famosa, ed è un peccato. Sembra del 97, ed è un complimento
 
Steve Lacy Steve Potts -- Live In Budapest - Clichés

Steve Potts & Steve Lacy - from "Live in Budapest"
1987 (West Wind)

#jazzlegends
 
Billie Holiday - Lady Sings The Blues

[ Ah, dimenticavo...
e mi chiamo Billie,
Billie Holiday ]

Negra? Non si vede?
Cantante? Ascoltami e vedrai
Puttana? Sì, ho fatto anche quello
E bevo anche come quattro uomini
Non mi fai paura, ho suonato in posti peggiori di questo
In bar di cow boys nel sud dove mi sputavano addosso
In una città dove il giorno stesso avevano linciato un nero
A New Orleans dove un diavolo alla moda
Ogni sera mi regalava fiori di droga
E a Chicago mi innamorai di un trombettista sifilitico
E all’uscita del night mi hanno spaccato la bocca
Sotto la pioggia da una stazione all’altra
Lady sings the blues

Negra? Sì, ma ci sono abituata
Cantante? Canto come una gabbia di uccelli
Note gravi e alte, e tutto il repertorio
Posso svolazzare come quelle belle cantanti dei film
E poi posso piantarti una ballata nel cuore
Vuoi strange fruit? Vuoi midnight train?
Posso cantartela anche da ubriaca
O con un coltello nella schiena
O piena di whisky e altro, perché sono una santa
E il mio altare è nel fumo di questo palco
Dove Lady sings the blues

Negra? Negra e bellissima, amico
Cantante? Non so fare altro
Puttana? Beh sì ho fatto anche quello
E bevo come quattro uomini
Non toccarmi o ti graffio quella bella bianca faccia
Posate il bicchiere, aprite quel poco che avete di cuore
State zitti e ascoltate io canto
Come se fosse l’ultima volta
Fate silenzio, bastardi e inchinatevi
Lady sings the blues

E quando tornerete a casa dite
Ho sentito cantare un angelo
Con le ali di marmo e raso
Puzzava di whisky era negra puttana e malata
Dite il mio nome a tutti, non mi dimenticate
Sono la regina di un reame di stracci
Sono la voce del sole sui campi di cotone
Sono la voce nera piena di luce
Sono la lady che canta il blues

Ah, dimenticavo…
e mi chiamo Billie
Billie Holiday
 
Patrick Juvet - I love America (1978)

R.I.P. Ci hai fatto ballare !!!
 
Bluebottle kiss Sheffield Brides questi sono bravi e basta!
 
Ron Carter - ALL BLUES

#unochesiannoiavapoco

viaggio semi-serio nella discografia e le collaborazioni di Billy Cobham in ordine quasi cronologico
1973 Ron Carter- All Blues
 
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Picazzo, il pittore pazzo!
[a.k.a. l'uomo che dipingeva la musica ascoltando i dipinti] [11 di 40]
 
The Stranglers - Walk On By
Bella, bella la cover mista ad una simil light my fire

Però il terzo mi fa cagare, pura niu ueiv
A te piacerà da matti vero @[Farnaby]
 
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Picazzo, il pittore pazzo!
[a.k.a. l'uomo che dipingeva la musica ascoltando i dipinti] [11 di 40]

Anteprima
Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte - Georges Seurat (1884 - 1886)

Il soggetto del quadro di Seurat è tipicamente impressionista: l’artista raffigura diversi parigini, di varie estrazioni sociali, che passano la domenica sull’isolotto della Grande Jatte, tra Neuilly-sur-Seine e Levallois-Perret, una delle mete predilette all’epoca. È quindi impossibile non pensare ai soggetti tanto cari a Renoir, Caillebotte o Degas.
C’è però, a livello formale, una differenza tangibile, che ci fa capire che ormai la stagione impressionista sta tramontando, per lasciare spazio a un movimento nuovo, il Postimpressionismo. In quest’opera non ritroviamo la sensazione di spontaneità che traspariva da quelle impressioniste, di solito dipinte dal vivo. Al contrario, in Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande Jatte la composizione è rigida, ingessata: è come se Seurat affermasse con orgoglio che il suo quadro, nonostante il soggetto, ha ben poco da spartire con il mondo reale.
L’opera, infatti, anticipa una delle idee centrali delle Avanguardie che caratterizzeranno il Novecento: l’arte non deve per forza imitare la realtà, anzi. Seurat si serve di due strategie per esprimere con la pittura questo concetto. La prima è la rinuncia al rispetto rigoroso della prospettiva, come già aveva fatto Manet nella sua Colazione sull’erba. La seconda è la tecnica puntinista, che contribuisce a irrigidire la composizione, allontanandola dalla fedele riproduzione della realtà. La strada è tracciata: nell’arco di qualche decennio, l’arte smetterà definitivamente di essere al servizio della realtà e si limiterà a suscitare emozioni. [fonte Frammentirivista]

Associato LP del 1997
 
 
Tubes - Feel It
Funk your AOR!