Agli esami di cultura generale (7 + o -)

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Solo per i più ehm, "ferrati" in materia...
 
#indovinello 14 ( ultimamente me li indovinate subito, allora niente suggerimento ma anche si Faust'o Rossi - Il lungo addio ) Ingrandisci questa immagine Album italiano 2-4-2-5-7-2-5-7-2-4
 
#perleoscure
Drum Circus - Magic Theatre
Drum Circus - All Things Pass [Magic Theatre] 1971
Per andare da Canterbury al Krautrock si deve passare dalla Svizzera (e, volendo, anche dal Belgio. Se il Belgio esistesse!).
Per il viaggio è bene mettere nello zaino chincaglieria esotica (soprattutto il, solito, "Libro Tibetano dei Morti" e almeno un sitar, più una quintalata di "roba" buona....).
Peter Giger, ottimo batterista svizzero ("un gigante della batteria" scrisse qualcuno da qualche parte), prende altri due suoi amici batteristi (si qui ci sono 3 batterie! E si sente!) e qualche elemento dei Brainticket (gruppo psych pre-prog, multinazionale con base in Belgio, di cui - se non conoscete - vi consiglio l'ascolto) e si chiude negli studi di Horst Jankowski.
E' un gran viaggio, ma i nastri vengono lasciati lì per quasi trent'anni (dimenticati? sarà stato l'effetto di tutta la roba usata come propellente per andare da Canterbury al Krautrock?).
Come sia, il disco emerge dalle foschie del passato nel 2003 e, al netto di qualche lungaggine jazz-rock è davvero un bel trip!
E, poi, se uno intitola un brano "Papera" sarà sempre mio amico!
 
Bentornati qui nella rubrica:
Le 10 canzoni più brutte ed inascoltabili del signor Daniele da Napoli stavolta in ordine sparso. PARTE 5
Pino Daniele - Che Dio ti benedica
Primo singolo estratto dall'omonimo album del 1993, anche questa ovviamente trasmessa e ritrasmessa ovunque. L'album nel complesso non era niente male, forse l'ultimo sufficiente, ma questa canzone era un disastro. Inizia qui il "rincoglionimento da figa" che troverà il suo apice in diverse hit successive, alcune delle quali già postate.
@[dsalva] @[Farnaby]
 
Ben sintonizzati su #radiocapish

L'ascolto di oggi confidiamo si presterà in maniera eccellente a sollazzare i vostri pomeriggi estivi.
Per gentile concessione di Mr. @[snes], il quale ha voluto suggerirci una fonte inesausta di musiche sottratte miracolosamente all'oblio, oggi ascoltiamo "Fog-Hat Ramble" (1968), secondo LP del polistrumentista free-jazz Phil Yost (data di nascita non pervenuta).

Buon ascolto!

Phil Yost - Orange Kite Waltz
Phil Yost - Fog-Hat Ramble
Phil Yost - Through The Abacus Backwards
Phil Yost - Across The Somersault Region
Phil Yost - Look For Me In Eastrod, Mary O
Phil Yost - The Day Those Free-Balloon Races Passed Over Candy-Warp Crossings
 
Pooh - Oceano (Remastered)
Mi piace immaginarla come un'anticipazione delle atmosfere degli Yes di "Turn of the century" e "Onward".
 
08 - sono contento di voi - Alberto Fortis (1979)
Dieci volte Alberto - come vengono
Piangere dalla gioia e ridere dalla tristezza...
 
D.Scarlatti - Fandango
Dalla Famiglia Scarlatti
 
Vanilla Fudge - The Spell That Comes After (2006 Remaster)
Renaissance è l'album perfetto dei Vanilla (insieme all'esordio) con hardprog ante litteram, dark psych e sferzate di Hammond che solo Brian Auger poteva immaginare.
Un parere sugli altri dischi: The beat goes on è del tutto inutile, eccetto la rivisitazione magistrale di Fur Elise, Near the beginning viene salvato dalla sublime Some velvet morning e Rock and roll troppo bloccato dall'hard funky caciarone fine a se stesso.
 
Satie: Heures séculaires et instantanées

(metto la versione di Rogé perché non trovo quella di Ciccolini)

La descrizione di Satie di "Heures séculaires et instantanées" è:

1. Ostacoli venefici

Questa vasta parte del mondo è abitata da un solo essere umano : un negro.
Si annoia da morir dal ridere.
L’ombra degli alberi millenari indica le nove e diciassette.
I rospi si chiamano per nome.
Per pensar meglio, il negro si tiene il cervelletto con la mano destra, le dita scostate.
Da lontano, si potrebbe scambiarlo per un eminente fisiologo.
Quattro serpenti anonimi lo catturano, appendendosi alle falde della sua uniforme, deformata dall’amarezza e dalla solitudine riunite.
Sulla riva del fiume un vecchio paletuviere si lava lentamente le radici, tanto sudice da apparire repugnanti.
Non è l’ora propizia agli amanti.

2. Crepuscolo mattutino (di mezzogiorno)

Il sole si è alzato di buon mattino e di buonumore.
Farà più caldo del solito, perché il tempo è preistorico e minaccioso.
Il sole è nel punto più alto del cielo; ha l’aria di un bravo tipo.
Non fidiamoci però.
Può ancora bruciare il raccolto e farci un brutto colpo: un colpo di sole.
Dietro la rimessa, un bue mangia tanto da star male.

3. Panico granitico

L’orologio del vecchio villaggio abbandonato sta per scoccare anche lui un colpo secco: il colpo delle ore tredici.
Una pioggia antidiluviana irrompe da nuvole di polvere; i vasti boschi sogghignanti si tirano per i rami; mentre le ruvide rocce di granito si danno spintoni l’un l’altra, facendo di tutto per rendersi ingombranti.
Le ore tredici stanno per suonare, sotto l’aspetto simbolico dell’una del pomeriggio.
Ahimé! Non è l’ora legale.
 
Buon sabato debasici e benritrovati a EDOARDO SMERDATO, ovvero 12 pezzi del nostro caro cugino Edoardone che andrebbero estirpati completamente. La seconda metà di questa classifica comincia con una canzone a cui è mancato veramente poco per entrare in top 5, tratta da un album con buone intenzioni e scarsi riportati chiamato Le ragazze fanno grandi sogni. Sto parlando di Afferrare Una Stella Già la maggior parte dei brani di quell'album non erano per niente riusciti (pur portando dietro le più buone intenzioni), con questo brano tocchiamo il fondo: testo contenente una rima più banale dell'altra, base composta da un folk smoscio e coretti a fare da contorno.
Ovo che sia i soliti tagghe @[fabriziozizzi] @[Ditta] @[dsalva] e visto che appare anche @[Farnaby], va!
 
Sound

Roscoe Mitchell - from "Sound"
1966 (Delmark)

#jazzlegends