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The Beatles
Please Please Me

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Chi l'avrebbe mai detto che la Leggenda, forse la più grande della Storia della Musica, sarebbe iniziata con un semplicissimo, banalissimo, economicissimo: ONE, TWO, THREE, FAH!
L'immagine parla chiaro, mi sto riferendo, ovviamente, all'album "Please Please Me" dei "The Beatles", Anno Domini 1963.
Gli anni '60, i ruggenti anni '60, anni di cambiamenti radicali, ideologie, assembramenti, scoperte, rivoluzioni, guerre, passioni. Il quartetto di Liverpool non poteva non assorbire parte del fermento che ribolliva in quegli anni. Anzi, ne diventarono promotori, inizialmente anche loro malgrado: furono, in primis, "eredi artistici" della cosiddetta "Beat Generation" e degli "Angry Young Man" di metà anni '50, per poi assurgere, qualche anno dopo, a icone pop delle correnti controculturali degli anni '60 (gli hippy vi dicono qualcosa?). Ma andiamo con ordine…
L'Inghilterra del dopoguerra era stretta da una morsa fatta di immobilismo, formalità, autorità e convenzioni. In questo contesto i Beatles arrivarono come un terremoto a scuotere le menti e le terga di ogni giovane d'Albione, sprigionando in loro una carica emotiva ed un'energia vitale irriverente mai vista fino a quel tempo, almeno non di tale portata. Grazie alla loro spontaneità, alla loro freschezza, alla loro ironia, al loro "essere alla buona" riuscirono a conquistare praticamente tutto il pubblico giovanile. Ebbero l'effetto di un'uscita da scuola non prevista in un pomeriggio di sole, una boccata d'aria fresca nella stantia atmosfera inglese. Tutto ciò si ripercosse, ovviamente, anche nel campo musicale dove vennero definiti come "una carismatica centrale elettrica", una presenza selvaggia ai margini del pop inglese che non risentiva dell'anemica garbatezza della scena londinese. L'ascolto dell'album vi confermerà ciò che è stato scritto finora. Fare una recensione brano per brano sarebbe totalmente inutile; il mio consiglio è: fatevi trasportare dalla musica, dall'energia grezza che emana, dalla tensione giovanile sprigionata (l'apertura e la chiusura del disco sono due episodi emblematici).
C’è poi un altro risvolto da considerare, spesso trascurato: l’album emana pulsioni erotiche represse, trasuda di un erotismo che non vede l'ora di emergere. In quegli anni la repressione sessuale era una "pratica" abbastanza comune, così come il reprimere le proprie pulsioni ... i Beatles non fecero altro che aprire il "Vaso di Pandora". Ormai l'erotismo faceva parte dell'eccitamento del fenomeno. Tutto ciò è evidente nei versi di alcuni brani: "She was just seventeen and you know what i mean" in "I Saw Her Standing There", l'allusivo "Please Please Me" che rimanda a pratiche erotiche ben immaginabili, i ripetuti "C'mon baby", "Shake It" etc ... sparsi qui e là e ripetuti con una certa "veemenza" etc.etc.
Sono io ad essere malizioso? Non credo... cioè si, generalmente lo sono, ma non in questo caso.
A prescindere dai gusti musicale, credo che questo disco sia un vero e proprio pezzo di Storia che vada necessariamente ascoltato almeno una volta nella vita. Non parlo esclusivamente di Storia musicale, ma di Storia sociale, popolare, culturale etc.

Non banalizziamo l’immagine dei Beatles descrivendoli come una “semplice” band perché furono, oggettivamente, molto di più. Poi, ovviamente, possono piacere o non piacere ma non vanno assolutamente trascurati o snobbati perché sarebbe come trascurare o snobbare l’allunaggio (con le dovute proporzioni, per carità), sarebbe come trascurare un evento storico che ha segnato indelebilmente la vita degli anni ’60. Fate i bravi, su.

“Please Please Me” è solo la prima tappa…

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Commenti (VentiSei)

Stefano2010
Stefano2010
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Finalmente qualcuno che invece dei soliti giganteschi SGT Pepper, Revolver o Abbey, parla del più sincero e puro degli scarafaggi. A me piace molto ma molto.


DDQ: Si parte sempre dalle basi :D . Poi, per quanto mi riguarda, con i Beatles, dove caschi caschi...caschi sempre in piedi :D
Stefano2010: 👍👍
Stefano2010: Hai spaccato DDQ
DDQ: Grazie mille! :D
JOHNDOE
JOHNDOE
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anche io e @[rossana roma] siamo per i primi beatles

ma che capiscono i capish...


123asterisco: Ma cosa ne sai di cosa piace o no ai Capish? #sbruffone
DDQ: Quando parte "I Saw Her Standing There"........
JOHNDOE: cosa ne so?

ma se vi ho inventato io...
123asterisco: Ah già
Dislocation: Sì, ma stai tentando il golpe.
123asterisco: Messer Delocalizzazione, devo dirvelo. Questa vostra iniziativa di fomentare la rivoluzione pecoreccia nel nobil regno si rivolterà contro di voi. Sarete il primo a cadere. È inutile che vi fingiate caciarone con coteste vostre rubriche sull'orribiltà musicale dei Niutrollz, lo sanno anche i sassi che voi siete un nobil Capish!
Dislocation: Ma sono un Capish Merdaieu, nobile stirpe con ormai pochissimi cemponenti, in via d'estinzione.
JOHNDOE: LOCAZIONE INCERTA gioca al bastone e la carota sia con i capish che con i burini
è insidiosissimo perdio
Dislocation: Occhio alle spalle.
Oh, tardi.
123asterisco: Appunto perciò è delocalizzato.
sfascia carrozze: Volevo solo dire che anch'io sono (solo) per i primissimi Bittolz.
Pur non avendoli giammai auscultati.
ça va sans dire
JOHNDOE: messiè le sfashon, ma voi oltre al medallo non avete auscultato nient'altro di nulla di gnente giammay?
sfascia carrozze: In veritatis, ergo in veritatis Vi dico:
avendo tutto creato ai tempi della separazione tra Pangea e Panthalassa, effettivamente auscultai pressoché tutto:
tranne i Bittolz che trovai già noiosi creandoli.
Dislocation: Screanzato isolano. Peraltro contro altri isolani.
DDQ: Trovo tutto questo discorso fantastico! ahahah :D
DDQ: ...pur non capendo quasi nulla. Ma va bene lo stesso :D
sfascia carrozze: E' qvesto il nvlla givsto!
123asterisco
123asterisco
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Bella pagina, schietta e sociologica.


DDQ: Grazie mille!
Dislocation
Dislocation
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Semplicemente e completamente d'accordo.
Quello che salta subito agli occhi, anzi, alle orecchie, è l'urgenza di comunicare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso ma già, in parte, sentito, quel dover svecchiare una musica, il roccherolle, che all'epoca aveva si è no sette anni di vita e già mostrava segni di stanchezza e di tendenza all'omologazione, cosette tipiche di una società come era ed è quella ammericana che, pur inventando cose nuove e rivoluzionarie, tende subito a catalogarle, omologarle ed archiviarle, molto molto presto...
L'essere britannici e, quindi, meno avvezzi alle novità in senso assoluto, provenire da una società dove erano più le usanze vecchie e nostalgiche da tardo impero, da evitare ed abbattere che quelle di cui tener conto, ecco, forse fu questo il vero asso nella manica dei Bitols tutti....
E poi, signore e signori, ma vogliamo dire quanto questi Bitols di quei tempi omaggiassero di continuo, con versioni cover o con loro originali, i gruppi vocali neri, anche e soprattutto femminili? Senza contare che, ancora per due dischi, avrebbero saccheggiato il repertorio "nero" d'allora riproponendo cosette come "Twist and Shout" ma anche come "You really got a hold on me" o "Money", masticandole, sminuzzandole e demolendole per poi rifarle in un modo talmente personale che ancor oggi non tutti sanno quale brano sia loro e quale sia una cover....
Per altre osservazioni rivolgersi al mio cuginetto padano, @[IlConte] ....
Bravo, @[DDQ] , vado a DeAmarti, perdio.


DDQ: Bel commento, totalmente d'accordo. Poi i primi Beatles tendono sempre ad essere derubricati e i loro primi album considerati come "glialbumdiquandoancoranoneranobrav i". Cazzate.
P.S. Corro a DeAmarti anch'io a questo punto! :D
Dislocation: Viva l'ammore.
musicalrust
musicalrust
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Bellissima recensione che cala perfettamente l'opera nel periodo storico di riferimento.
Quasi mi eccito anche io.
Bravissimo davvero.


sfascia carrozze: Lo dico: io mi entusiasmo solo ed esclusivamente con la integrale discogonia degli #analcunt
DDQ: Grazie mille! @[musicalrust]
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Pensavo che ce ne fossero un trilione di DePagine recensorie su cotanto disco dei Bittolz.
E invece qvesta è stranamente solo la qvarta.
Alla qvinta mi sa chè lo ascolto pure io.
#forse


DDQ: Ne scrivo un'altra? :D
sfascia carrozze: Sempre su qvesto DeDisco?
DDQ: ...così arriviamo alla qvinta recensione e lo ascolterai anche tu :D
madcat
madcat
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Il punto, con i primi Beatles, è che loro (e il mondo con loro) cambiarono talmente tanto (in tutti i sensi) nel giro di pochissimi anni che ovviamente se fai un confronto tra la roba prima di Rubber Soul e quella da quel disco in poi, è ovvio che alcuni -sbagliando di grosso- sottovalutino quei primi dischi senza rendersi conto dell'impatto musicale-culturale-sociale-storico di quei primi dischi. È ovvio che un disco come il White Album (per prendere quello che preferisco) sia superiore di qualche galassia rispetto a questo, ma non si può non tener conto del contesto in cui i loro primi 2 album sono stati incisi: era un mondo ancora in bianco e nero, loro l'hanno improvvisamente colorato (con tonalità psichedeliche, ca vans dire)


DDQ: Hai colto perfettamente il senso della recensione. Mai trascurare gli esordi, sono stati troppo importanti. E poi il "White Album"....beh! Direi proprio niente male! :D
odradek
odradek
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Recensione:
"Fate i bravi, su."
Parlando dei Beatles?
Come a invogliare scolaretti svogliati a scoprire le sconosciute gioie della musica?
Parlando dei Bestles?



madcat: Avanti, trovamene UNO che conosce sti Bestles!
odradek: So' boni tutti coi bitols, i veri grandi so' stati i Bestles, lo dice il nome stesso, svelate.
odradek: Eddaie al corettore, sveìate
JOHNDOE: dai vattene, tu e ILDEGARDA
odradek: @[JOHNDOE] Fai il bravo, non sei nel tuo cortiletto.
123asterisco: Gentilerrimo Messere, parmi evidente il fatto che l'anima semplice la qual ha scritto questa paginetta, tale didicù, ha senz'altro cercato Bitols su DeB trovando definizioni varie che sputtanavano cotanta Monna Lisa della musica (nel senso di "icona pop") et avrà esclamato, credendolo sensato, cotanta genuina semplicitate. Quanto a JD, la sua cafonaggine esagerata attedia oltremodo tutti e quinque i sensi di cui c'ha dotato la Natura (ed il suo vicario presso Capishonia, il Sovrano @[lector]). In altri termini, direi di espellerlo come un bolo rimestato nelle viscere.
JOHNDOE: il mio dileggio, vieppiù scurrile ed aggressivo, altri non è che un sincero atto d'amore verso l'Arte, intesa come elevazione spirituale che nulla ha a che vedere con lo snobismo, con l'originalità tout-court, con il procedere senza indugio alcuno verso lande sterili, rannicchiate in fumosi pertugi tra bislacche sonorità, nenie soporifere, ritenendole di caratura superiore ma no, non è così, è solo un atteggio, un auto-convincimento, un tragico equivoco...

IO SONO IL VERO CAPISH!!!
odradek: Seeee, salutami i Queen, quando esci.
odradek: @[123asterisco] Mah, 'ste cose le manda in onda il Tg1 ogni volta che tocca parlare degli anni '60, la Swinging London, la nascita dei "giovani" come categoria sociale ecc ecc.
Boh, m'é parsa un po' forzata, la chiusa, per una pagina piuttosto
scontata, anche se ben scritta.
A volte sarebbe mejo annassene, come dice il falso troglodita, per non far le veci del cacacazzo, tra tanto apprezzamento generale.
Ma che Vi devo dire, Messere: un po' quel che rispose lo scorpione alla rana,secondo il vecchio Orson.
123asterisco: @[JOHNDOE]: in una cosa soltanto avete incontestabilmente ragione: nel riconoscere in voi quel che dite esser degli altri. Ma errate nel contenuto di cotesto misunderstanding: non è la capiscioneria, bensì la sbruffosaggine, ad esser vostra e vostra soltanto.
Non credo di aver mai scorto in Messer @[odradek], per quanto m'è dato di conoscerlo, né il me stesso, alcunché di ciò che andate enuciando (o meglio, sbraitando) con termini quali "snobismo" o similaria.

Cordialmente,
*
123asterisco: @[odradek]: la verità vera sull'apprezzamento di questa pagina (che ritengo non scritta male e schietta) e le mie quinque stellette è questa: volevo scalzare da "recensione del momento" quell'indecente guazzabuglio di Federico Mercurio.
Un caro saluto,
*
odradek: @[123asterisco] Ma no, buon Dio, non è il caso. È un gioco delle parti, e il J.D. pensa che sia opera sua, lasciamoglielo credere, che ci costa?
Lo si asseconda, ormai Capishonia è un regno incontrastato, in grado di scomparire così com'è apparso, per puro diletto del Sire e per trastullo di menti OGGETTIVAMENTE superiori.
Ma vogliamo negare al buon @JOHNDOE (che volgarità, anche il nickname sbraita) la profonda convinzione d'essere il fautore del tutto, a causa del termine plebeo che noi abbiamo adottato elevando a ben altro lignaggio?
No, Messere, tentare di ricondurre (mi correggo condurre, per la prima volta, suppongo) il tenero J.D. sul terreno della conversazione e dell'argomentazione articolata e approfondita, potrebbe risultare, oltre che totalmente infruttuoso, anche lesivo della sua funzione primaria.
È nata una stella, osserviamola
brillare.
DDQ: Premetto che le vostre digressioni sono stupende... @[odradek] il "Fate i bravi, su" era rivolto a tutti coloro che snobbano la portata dei Beatles e la loro incidenza sotto il punto di vista, non solo musicale, ma anche sociale e culturale. Questo per me è intellettualmente disonesto e non hai idea di quante volte ho ascoltato discorsi del tipo:"Eh ma i Bitols mi fanno cagare, una band inutile, sopravvalutata" (senza osservare minimamente il contesto storico). Bene, capisco i gusti personali, ma negare la portata storica di un fenomeno così evidente solo per un gusto personale è come negare il Nazismo solo perchè non ti piace.
JOHNDOE: E che ci vuole a scrivere ricercato se si sa scrivere
io poi so anche far di conto
ma la troglo-parte che mi contraddistingue mi tiene incatenato... è come l'animale di battiato, si prende tutto anche il caffè
JOHNDOE: Ad ogni modo, fin quando continuerete a sbefeggiare e deridere artisti del calibro di Freddie Mercury e Alberto Sordi io continuerò a denigrare gentucola come ildebranda la lagnosa e il jovanotti depresso che suona la batteria di pentole

@[123asterisco] quanto a te che mi dici sbruffone cafone... sparlando di artisti di quel calibro non sei da meno!
123asterisco: La cafonaggine non sta nel contenuto, quanto piuttosto nella forma.
JOHNDOE: che pretendi da un romano cresciuto in borgata negli anni 70-80...

cmq mi è appena venuto in mente un episodio, un aneddoto che ho ascoltato alla radio molti anni fa
è attinente con queen monnezza ecc

luigi tenco e bruno lauzi erano giovani stavano passeggiando, scendevano una scalinata e parlavano di musica
ad un certo punto lauzi disse louis armstrong non vale un cazzo e tenco gli diede un pugno in faccia
in questo caso la violenza non si espresse nella forma ma il senso è quello
odradek: @[DDQ] Si, era chiaro l'intento, davvero non è il caso di spiegarlo. Il mio post era infatti riferito al contesto: se osservi le reazioni dei tuoi DeLettori, devi prendere atto della palese inutilità dell'intento medesimo. Semplice notazione, non avertene a male. E, scusami ancora, ma devo reiterare il giudizio: gradevole nella forma, sicuramente sincera, ma definitivamente già letta e riletta.
Ne aggiungo una: l'esempio del nazismo non è tra i più brillanti.
DDQ: @[odradek] l'inutilità dell'intento forse è tale solo per i frequentatori assidui di questo sito che, almeno teoricamente, dovrebbero essere degli appassionati di Musica. Ma se scrivi una recensione per DeBaser la scrivi pensando che tutto il mondo di Internet potrebbe leggere quella recensione, perlomeno io scrivo le recensioni pensando a questo. E ti assicuro che quello che ho scritto nella recensione per molti (esclusi i "Debaseriani") non è così scontato come si possa pensare...
Invece, per quanto riguarda la citazione al Nazismo, l'ho fatta solo perchè da anni viviamo la tragedia del revisionismo (quando si nega l'evidenza...)
odradek: Gentile DDQ, "il mondo dell'internet", su simili questioni, dibatte da almeno 30 anni, quello musicofilo italiano in particolare, stimolato anche dalle famigerate schede del mio vecchio amico Piero Scaruffi.
Son felice che anche tu, oggi, voglia intrapprendere un'azione chiarificatrice, ma non puoi negare sia, ripeto, tutt'altro che inedita o indispensabile.
Per quel che attiene il negazionismo, ti prego, non spiegarmi anche quello.
odradek: @[JOHNDOE] L'esempio potrebbe avere un senso, ma Lauzi sei tu e Armstrong è Hildegarda, solo non lo vuoi capire.
DDQ: Non ho la pretesa di dare informazioni inedite, ci mancherebbe, ma allo stesso modo, credo che DeBaser non esisterebbe se dovessimo salvare solo le recensioni da cui trarre informazioni inedite. Non è compito di noi DeBaseriani, almeno credo. Ho scritto solo una recensione di questo disco, una delle tante, perchè mi piaceva. Niente di più. E non era mio intento neanche spiegare il negazionismo però, evidentemente, mi sono espresso male...
123asterisco: Guarda, è brutto da dire, ma scrivere qui su DeB presupponendo che chi ti legge non ha le conoscenze cheha l'utente medio di questo sito (bada bene, utente MEDIO, non necessariamente malato di musica) significa non capire la specificità, l'essenza stessa di questo posto, nonché l'unico motivo per cui val la pena soggiornarvi!
odradek: @[DDQ] Ma si, non darmi retta, è che ho un attestato di cacacazzi certificato e devo esercitare la mansione, di tanto in tanto, per non perdere la qualifica.
🐒
DDQ: Forse non riesco a capire...ma voi quando scrivete una recensione su un sito online per chi la scrivete? Io la scrivo per tutti (visto che il sito è aperto a tutti), non solo per i Debaseriani. Ed essendo aperto a tutti, può capitare che ci possa essere un lettore (anche esterno a Debaser) che non conosca qualcosa sui Beatles, oppure che la prima recensione dei Beatles che leggerà magari sarà proprio questa etc... Quindi in una recensione io cerco di scrivere, nel modo più sintetico possibile, tutte quelle informazioni "base" che ritengo opportune. Basta. Voi cosa scrivete nelle recensioni?
Non capisco neanche la logica di questa polemica onestamente. Così come non capisco la logica dell'inutilità delle recensioni visto che non possiedono informazioni inedite. Ditemi voi quante informazioni inedite ci sono qui su Dabaser...
odradek: Vedi sopra.
Fai benissimo a fare come ti pare e sei pure persona gentile: il mio sincero benvenuto.
odradek: @[JOHNDOE] T'avevo indirizzato un commento bello articolato ma il DeB se l'é magnato (meglio così, troppo Capush per te).
Ma una cosa te la voglio dí: falla finita con la storia della borgata, ti farei fare un giro nei miei '70 & '80, magari ti passa la voglia dell'atteggio.
O magari no, che ci hai 'sto dono e lo vuoi sfruttare, ma non giocarlo ogni volta come un vecchio e consumato paraculo, ormai è logoro.
Con affetto, un odra un po' scoglionato.
odradek: @[DDQ] Forse non lo conosci, forse ti potrebbe interessare... Beatles Arias - Cathy Berberian - recensione
JOHNDOE: lauzi puoi essere anche tu e armstrong sono i queen

di certo non siamo tenco XD
DDQ: @[odradek] La leggerò molto volentieri!
JOHNDOE: cmq scaruffi ne ha fatti di danni
trovo troppe corrispondenze sulla merda che ha sparato sui queen e quella che sparano tanti debaseriani cripto-capish e senza personalità

è come il film di fantozzi quando vanno a caccia: l'impiegato tal dei tali aveva il labbro leporino, qualcuno inizia a dire hei ma quello è una lepre e gli altri si si è proprio una lepre e gli sparano
London
London
Opera:
Recensione:
Il disco che fece capire che stava per succedere qualcosa. "I Saw Her Standing There" è mostruosa, ti prende le viscere con quell'attacco. All'epoca rimasero sconvolti tutti, Elvis era bolso nei film...arrivarono loro e boom. Disco registrato in un'unica take in pratica


DDQ: Verissimo, album registrato in meno di 12 ore se non erro. "I Saw Her Standing There" ha un attacco micidiale. Supenda!
Dislocation: Goduria.
proggen_ait94
proggen_ait94
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Recensione:
ogni volta che mettevo il vinile poi uscivo dalla stanza per i motivi più disparati


DDQ: Ahia...ma questa reazione era legata a questo disco in particolare o ai Beatles in generale?
proggen_ait94: eh... solo Revolver un po' mi galvanizza. Ma ascoltando gli Stones, da grande, ho capito la semplice verità: faccio parte dell'altra parrocchia
italianissimo
italianissimo
Opera:
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Mi sa che questa sia la 99999999999999999999999999999999999 99999 recensione sui bitols


DDQ: Peccato che non sia la 10000000000000000000000000000000000 0 00000, avremmo fatto cifra tonda :D
Stefano2010: Perché solo una stella ??
Meriterebbe 5 stelle solo per la title track. Poi ero appena nato, conterà qualcosa
italianissimo: No, perchè 99999999999999999999999999999999999 99999999999999999999999999999999999 99999999999999999999999999999999999 99999999999999999999999999999999999 99999999999999999999999999999999999 99999 è più bello da vedere e ha più impatto di 10000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000000000 00000000000000000000000000000000000 00000

Dai, vuoi mettere, non c'è proprio partita.
italianissimo: @[Stefano2010] perchè me fa cagà, salverei solo revolver e poco altro.
DDQ: @[italianissimo] effettivamente hai ragione :D
Stefano2010: Mmmmm ok opinione tua
Rispetto
italianissimo: @[Stefano2010] Esatto, non sono mica come algolpunticazpuntinines che crede di avere la verità musicale assoluta in tasca.
Stefano2010: Tutti crediamo di averla
Siamo una massa di egocentrici senza rispetto
Ahahahaha
Stefano2010: È poi e vero ci sono troppo poche recensioni Italy
italianissimo: @[Stefano2010] Esatto, quanti dischi del grande ENNIO MORRICONE sono stati recensiti? 12 su 396
Stefano2010: Io ho messo un ascolto, ho la coscienza a posto
DDQ: @[italianissimo] recupereremo presto con dischi italianissimi, ci puoi giurare! (una settimana fa ho scritto di Graziani...)
Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
Opera:
Recensione:
Signori, per favore. Non merito certo la palma del più capish, ché alla fine penso che i secondi Pink Floyd siano validi tanto quanto i primi, i Queen, anche quelli di "A Kind of Magic"non mi dispiacciono, e a Lolli preferisco Battisti tutta la vita. Lasciatemi questa sola capiscioneria di poter disprezzare i Beatles della prima decade dei '60. Almeno questo, per favore. Grazie.


Stefano2010: Beh si cresce ovvio, ma come album d'esordio... mica male
Ciao Enea
DDQ: Però meglio di "A Kind of Magic".... :D
italianissimo: BASTA INGHILTERRA!!!!!!
odradek: Il disprezzo mi pare eccessivo, comunque.
Eneathedevil: Uhm, questo tuo ultimo appunto potrebbe suscitare una risposta dettagliata per filo e per segno ma non so se rischiare la tenzone. Ci devo pensare. Tu prometti di fare il bravo e di non convincermi dell'insania delle mie opinioni se ti rispondo? Guarda che ho argomentazioni molto serie per codesto disprezzo...
Eneathedevil: Poi che spacchio significa quel "prima decade dei '60" non si sa. "Lustro" volevo dire, giacché da Rubber Soul in poi si possono ascoltare eccome. Insomma, dopo che hanno sostituito Paul col sosia più bravo (ROTFL).
rossana roma: " a Lolli preferisco Battisti tutta la vita" :-))) mi pare fin fino (perbacco) superfluo dirlo.. diavoletto :))))
Eneathedevil: Madama, noi sì che ci capiamo!
GullaryShulmann
GullaryShulmann
Opera:
Recensione:
Sarò un ascoltatore occasionale, ma se nel contesto del 1963 il meglio del rock è questo qui (sostanzialmente del teen-pop), allora di quegli anni preferisco ascoltarmi jazz.


Stefano2010: Beh se a 20 anni non fai musica per le fighette sei fesso
DDQ: Anche un buon Jazz non è che sia male eh! :D
Stefano2010: Eh certo che no...
Bull Evans magari..
Stefano2010: Bill Evans
Confaloni
Confaloni
Opera:
Recensione:
Complimenti per la recensione da massimo dei voti. Un importante esordio artistico quello dei Beatles anche se poi i quattro faranno sempre meglio secondo un approccio da work in progress (infatti mi limito a dare tre al primo lp dei Fab Four). Solo un'osservazione al recensore : giusto rimarcare la carica erotica sottesa nei primi Beatles, però non dimentichiamoci che in tal senso il rock and roll della metà anni 50 era già stato uno spartiacque imprescindibile. Elvis era soprannominato the Pelvis e il motivo è ovvio e risaputo e non erano da meno i vari Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Little Richard e compagnia cantante. L'innovazione rappresentata dai Beatles e aggiungerei Rolling Stones e Who era data dal fatto che la cosidetta black music (rock and roll ed altro) non era solo un linguaggio musicale eccentrico squisitamente yankee, ma era una musica universale (e lo sarebbe stato nei decenni a venire).


DDQ: Grazie mille per il massimo dei voti! :D ...condivido in pieno la puntualizzazione riguardante la carica erotica del rock and roll anni '50. Diciamo che i Beatles hanno, in qualche modo, traslato quella carica erotica prettamente black, americana a noi europei :D
lector
lector
Opera:
Recensione:
Per prima cosa: benvenuto!
Seconda cosa: il dibattito, la polemica, la discussione capziosa, i distinguo, il mettere i puntini sulle i è il vero sale del DeB. spesso le discussioni sono più interessanti, divertenti ed istruttive delle recensioni che le scatenano. Non te ne avere a male. Senza un pizzico di autoironia si resta poco da queste parti.
Terza cosa: sei tu che ti sei andato a piazzare su di un terreno minato! C'era davvero, davvero bisogno di scrivere ANCORA qualcosa sui Beatles? Davvero avevi qualcosa di NECESSARIO da comunicarci? Se qualcuno che non conosce i Beatles volesse farsene un'idea, sei sicuro che comincerebbe da qui, da DeBaser? Lo sapevi che avremmo soppesato anche le virgole del tuo scritto!
Quarta cosa: se ascoltassi questo disco senza sapere il nome del gruppo che lo suona, sei sicuro che ne trarresti le stesse conclusioni? Che so, se nella copertina - per sbaglio - ci si fosse trovato "Meet the Searchers" (dei Searchers) o "How Do You Like It" (di Jerry and the Pacemakers), o "Freddie and the Dreamers" (di Freddie and the Dreamers) - tutta roba inglese del '63 - sei sicuro che te ne saresti accorto?
Questo disco (che è un buon disco! Ma buono e nulla più!) riluce solo perché illuminato da quello che verrà dopo! Chi dice di preferire questo alla produzione dei Beatles successiva o è in malafede (a meno che non mi dimostri di essere un conoscitore dei gruppi e della musica di quegli anni, gruppi e musica dello stesso livello del disco che apprezza e quindi affini ai suoi gusti!) o si sta solo atteggiando (e questo è MOLTO da capish caro @[JOHNDOE] , vedi che in certi atteggiamenti ci caschi pure tu?). E siccome questo disco vale quel che vale essenzialmente in virtù di quello che verrà dopo, disprezzare quello che - appunto - verrà dopo è una bella contraddizione in termini (per non dire fesseria)!
Quinta cosa: la sociologia, la storia, l'analisi politica, la descrizione di un'epoca un tanto al chilo, lasciamole a FB a Ondarock ed a tutti gli Scaruffini del web. Un paio di frasi buttate lì senza riferimenti e/o approfondimenti rischiano di fare solo confusione e fuffa. Per dire, nell'aprile di quell'anno, in 70000 marciarono da Aldermaston a Londra per la pace (questo in quell'Inghilterra immobile e formalista di cui tu parli). I Beatles furono la spinta verso un cambiamento? Non esageriamo!
Sesta cosa:Tutto nasce con i cosiddetti "race records" che i bianchi compravano di nascosto e dai quali TUTTI hanno rubato TUTTO quello che verrà dopo: è lì che sta la VERA origine di tutto. Il rock'n roll è un furto perpetrato dall'industria discografica per i teen-agers bianchi e danarosi. Si scoprirà ben resto che i giovani sono una categoria merceologica. Il sesso di cui parli (e di cui quei dischi erano pregni) è uno degli ingredienti principali della nuova "merce". Ma di quei dischi non si parla MAI (eppure parliamo di gente come Ray Charles, per fare un solo nome!).
Settima cosa: I Beatles sono un grandissimo gruppo! Dei giganti della musica del '900. Vogliamo consegnarli alla Storia e smetterla di dire ognuno quel cazzo che gli passa per la testa? Ritirarli fuori per la milionesima volta, così, tanto per dire la mia.....Ma perché?
Ottava cosa: benvenuto!


rossana roma: ... e palla al centro! puniscine uno per educarne cento..
lector: Baciamo le mani, madamigella!
rossana roma: troppo onore! Buonanotte.
odradek: E' uno sporco lavoro, il Vostro, Sire, ma qualcuno lo deve pur fare
lector: Grazie Messere! Per mia fortuna so di non essere solo.
odradek: @[rossana roma] Comunque è "colpirne 1 per educarne 100", non siamo pressapochisti su certi argomenti
DDQ: Mamma mia....allora...
1) Grazie per il benvenuto!
2) Hai detto la parola giusta: "istruttive". Cosa c'è di istruttivo? Il fatto di dire: ancora una nuova recensione dei bitols?!?!? Oppure: se non c'è qualcosa di inedito la recensione è inutile! Questo dovrebbe essere istruttivo? MAH
3)Ma posso scrivere una recensione sui Bitols oppure devo chiedere il permesso? Sei tu quello che decide cos'è necessario o quello che non è necessario? Non sapevo avessi questo potere, lo terrò presente per eventuali consultazioni future?
4) Ma chi disprezza o denigra i lavori successivi a questo? Hai bevuto prima di leggere la recensione?
5) Scusami se non ho scritto un libro a riguardo con tutti i riferimenti,.citando tutta la biografia dei protagonisti e l'analisi anno per anno del contesto storico. Ma sai, se non te ne fossi accorto, questa è solo una semplice recensione su Debaser. Se voglio sapere TUTTO non vado su Debaser e chi legge una recensione di poche righe penso che si renda conto delle varie "mancanze" libri che ho letto come riferimento te li posso elencare senza problemi se sei interessato.
6)
DDQ: 6) So benissimo che tutti rubano da tutti...sempre la.solita storia. Ma, soprattutto, chi ha detto il contrario?
7) Perché avevo voglia di scrivere una recensione su un album che mi piace. È così difficile da comprendere? Evidentemente si
8) Ri- Grazie!
DDQ: Comunque...mamma mia quante polemiche sterili...
lector: Benvenuto!
DDQ: Ri-ri-grazie!
JOHNDOE: qua immagino lector che s'è tirato su le maniche, si è sputato sulle mani ed ha iniziato a digitare sulla tastiera come Jerry Lewis
123asterisco: Caro Didicù, non avertela a male, quelle che tu interpreti come polemiche sterili sono la linfa di Debaser, sono il motore della sua vita! Ognuno è liberissimo di scrivere ciò che vuole e, in pari tempo, ognuno è liberissimo di commentare. Basta aver letto qualche paginetta qui dentro per rendersene conto. Sono d'accordissimo con quel che ha scritto lector nel punto 2.
DDQ: Benissimo, allora io sto perfettamente al gioco descritto nel punto 2 mi pare :D
lector: @[JOHNDOE] il richiamo a Jerry Lewis è di ALTISSIMA capishosità! E' chiaro, che si parla della scena tratta da "Dove vai sono guai" e non la stessa gag ripetuta millemila volte in millemila shows (ma ad un vero capish come te che lo dico a fare?) Jerry Lewis La Macchina Da Scrivere
rossana roma: possiamo dargli un premio chesso' un gadget un cappellino un portachiavi un immagine grandiosa ancora sorrido e ti vedo mentre tiri su le maniche pronti via! .. :-)))
lector: Bello!
nix: eh, ma qui è comparso sotto un unico commento l'intero senato di (quel che resta di) Debaser, debaseriani storici, gente che si è seduta alla "costituente". E allora voglio presenziare anch'io. Eccomi qui!!! Ciao.
Please Please Me, disco carino, ma non facciamola troppo lunga, concordo con lord Lector, senza Revolver questo disco si sarebbe dimenticato rapidamente.
DDQ: Che onore aver "scomodato" il Senato di Debaser! :D Comunque sia, dalla fonti e dalle testimonianze che ho letto, non dico che mi risulta l'esatto opposto ma quasi.
lector: l'opposto di cosa? Del Senato??
E, poi, dove sono 'sti seni?!
DDQ: L'opposto di "senza Revolver questo disco si sarebbe dimenticato rapidamente". "Please Please Me" è stata la rottura, l'album che ha lanciato il mito (e successivamente anche i singoli "She Loves You" e "I Want to Hold Your Hand", siamo ancora nel 1963). Io direi più che "Revolver" è stato visto con maggior enfasi grazie ai lavori precedenti e non il contrario. Poi che alla critica piaccia più "Revolver" è un altro discorso, ma dire che questo primo disco si sarebbe dimenticato rapidamente senza "Revolver"...MAH. Ripeto, trascuriamo sempre l'effetto storico-sociale del disco. E mi dicevano che era una banalità da sottolineare....
JOHNDOE: i beatles entrarono nel mito fin dall'inizio
se fossero spariti dopo i primi dischi yèyè sarebbero cmq entrati nel mito
la gente ricorda i beatles col caschetto e baronetti perchè sono i veri beatles
quelli dopo coi capelli lunghi indiani e drogati non se li incula nessuno
rossana roma: quando fate una serie tv? giuro che la accendo di nuovo! ci penserei seriamente.. numero delle puntate?? apertissimo! :-))))))))
DDQ: "Do You Want to Know a Secret" Stupenda! ...sulla serie tv ci si può pensare! :D
lector: Discorsi del ciufolo!
La Storia non si fa coi "se" e coi "ma". I Beatles di "Please Please Please" e quelli di "Revolver" sono sempre gli stessi. "Se" avessero fatto questo quello o "se" non lo avessero fatto le cose sarebbero andate diversamente.....
Bello!
Anche @[JOHNDOE] prima di essere quel cosone brutto e buzzurrone sarà stato un bimbetto riccioluto e giocherellone! E "se" non avesse incontrato quei giganti della pacchianeria dei Queen (i Queen stanno alla Musica come i Casamonica stanno all'arredamento) oggi starebbe così incasinato con tutte quelle musiche finocchione che ascolta?
Boh!
I Beatles stavano al posto giusto nel momento giusto ed hanno avuto le palle e la capacità di prendere in mano la situazione ed incamminarsi per una strada personale.
Ma pretendere che i primi LP siano dei capolavori è solo un discorso da fans!
DDQ: Su questo sono perfettamente d'accordo, "se" e "ma" non fanno la Storia. Sul concetto di capolavoro si può ragionare. Forse più caposaldo che capolavoro ma, comunque, sempre un lavoro di estrema rilevanza (sotto più aspetti)
lector: Detta così mi trova certamente d'accordo.
DDQ: Una buona conclusione per la futura serie televisiva :D
JOHNDOE: I QUEEN SONO IMMENSI

nessuno ha scritto canzoni così belle c'è poco da fare
maestri della melodia e della rapsodia, eterni, cioè nel MONDO nelle competizioni sportive cantano WE ARE THE CHAMPIONS non le tediose cacate capish che non trasmettono NULLA

l'ho sempre pensato... chi non ama i queen ha qualcosa di serio che non va altro che casamonica e l'arredamento

chi ti piace dei chitarristi rock attuali? MI PIACE BRIAN MAY (FRANK ZAPPA)

io sentivo la commerciale l'hit parade il pop da classifica e ogni tanto qualcosa di meglio
cambiai completamente registro tra i 15 e i 16 quando ascoltai BROTHERS IN ARMS il disco su cd a casa di un amico e mi dedicai al rock per diversi anni

pensa al tuo percorso invece... cerca di ricordare perchè sei diventato così, torna indietro con la memoria...
lector: Ma io me lo ricordo benissimo!
DDQ: @[JOHNDOE] noto che per te i Queen sono intoccabili :D ...Dicevi che il tuo "cambio di registro" l'hai avuto con "Brothers in Arms". Io, invece, l'ho avuto proprio con i Queen, una 15ina di anni fa, iniziando una raccolta di "Tv Sorrisi e Canzoni" mi pare. All'epoca avevo una passione sfrenata per il gruppo, oggi molto meno. Comunque sia, rimarranno sempre nel mio cuore :D
JOHNDOE: ket me know lettore, I'm curious
123asterisco: "pensa al tuo percorso invece... cerca di ricordare perchè sei diventato così, torna indietro con la memoria..."
Vuoi sapere il mio?
JOHNDOE: sì e magari metteteci anche area geografica ed estrazione socio-culturale, chi sono i tuoi genitori ad esempio
123asterisco: Il codice fiscale ti interessa?
JOHNDOE: No.
123asterisco: Allora quando ho una giornata libera te lo scrivo.
#forse
JOHNDOE: Sai scrivere ed hai il dono della sintesi. Se tu volessi, potresti scriverlo in pochi minuti.
Stai tergiversando. #senz'altro
Dislocation: Tutta quest'animosità per una divergenza sul primo disco dei Bitols?
Sì.
E fosse per me la rinforzerei, getterei enzima sul cuoco, chessò, capirei coma per soma, scambierei cucciole per caserme. Eccheccentrano i dati personali, quello che siamo stati, da dove veniamo?
E, ditemi, c'è vita su Marte?
Inoltre tutti dimostrate di non leggere sotto i post, sennò sapreste che criticare i Cuinn con @[JOHNDOE] equivale a schernire i Lezzeppeli con @[IlConte] ed anche a desbelinare i bitols con me.
Ma sono buono e pacifico di natura, voglio bene a tutti voi, proprio come foste normali.
Eppoi mettetci anche che è domenica, che in spiaggia non c'è il pienone, che la focaccia alla salvia del paesino è molto buona, mia moglie è allegra e il Genoa.....
No, questo non mettetecelo.
odradek: Si, dai, invece, parliamo del Genoa...
odradek: @[JOHNDOE] Adesso pure sbirro, oltre che paraculo.
Annamo bene, propio bene
JOHNDOE: Nessuna animosità, niente sbirreria (non ho fatto manco il militare)
è solo conoscersi mica è violazione della privacy
perdio ormai oggi siamo tutti sulla difensiva nello scambiare nostre informazioni (che in questo caso non sono manco dati sensibili ma solo il nostro passato, il nostro vissuto)
è un paradosso se pensate che oggi navigando in rete LORO (gli squamati @[Caspasian] ) sanno parecchie cosucce di noi
123asterisco: Ci penserò.
odradek: Non la menare, son richieste sbirresche, che m'importa dei dati sensibili.
Anche se conoscessi vita morte e miracoli miei, non ci capiresti comunque niente, perchè sei prevenuto e cocciuto e hai l'abitudine di tranciare giudizi sommari di disarmante superficialità.
Mi auguro che Messer @[123asterisco] non caschi nella tua rete, conoscendo la Sua natura eccessivamente comprensiva e gentile.
Sbirro dentro, ecco cosa sei.
JOHNDOE: bah che provocazione da 4 soldi
e pensare che per farmi saltare la mosca al naso ti basta sparar merda sui queen o albertone
lector: Nessun problema ad indicare le coordinate, caro John/Riba.
Tanto io sono di quelli che devi pagarli per farli stare zitti! Se a qualcuno interessa davvero la mia autobiografia ti pare che non gliela racconticchio?
Io lo nacqui (o nascetti?) in uno dei meglio quartieri popolari di Napoli: l'Avvocata! Già, sono un vero scugnizzo (nato in casa, roba genuina!). Ogni tanto rivedeo la casa dove sono nato in qualche servizio di cronaca o per sparatorie di camorra al tg regionale. Mamma casalinga con la licenza elementare e papà rappresentante di commercio con un diploma di avviamento professionale preso, faticosamente, per posta (te la ricordi la vecchia scuola Radio Elettra?). Tanto per dare le coordinate esatte.
A casa si ascoltava la radio, hit parade e roba simile. Ma il mio vecchio aveva le sue passioni: la Politica soprattutto e, poi, il cinema. Io ero il primo figlio, il maschio, e così lui mi portava al cinema tutte le volte che poteva e dal giornalaio tutte le domeniche. Così scoprii la lettura: il "Coriere dei Piccoli" e le donne nude su "L'Espresso" e "Panorama" (mio padre comprava almeno 7/8 giornali alla volta).
La musica arrivò dopo. Prima fu la radio, un programma sulla RAI che mandava roba stranissima: cantautori e rock progressivo. Così a 13 anni costrinsi i miei a regalarmi il primo giradischi, per Natale. Con enorme fatica misi da parte i soldi (ben 4000 lire!) per il mio primo disco: "Non farti cadere le braccia" di Bennato in versione economica. Quel disco (che ancora conservo) non arrivò mai sotto la puntina del mio giradischi: cadde a terra e si ruppe qualche giorno prima che io ricevessi lo stereo. I miei pianti smossero i miei che mi finanziarono il mio primo "vero" disco. Alla radio avevo sentito un vecchio pezzo del Banco Del Mutuo Soccorso, "Il ragno". Ma quel disco non lo trovai. Trovai invece un disco incredibile (sempre del Banco) con una copertina bellissima a forma di salvadanaio, apribile, con un disegno stranissimo al suo interno. Fu amore! Ecco come imparai a comprare i dischi per le copertine......
lector: L'anno dopo me ne andai al Liceo (rifiutai il Classico e scelsi lo Scientifico). Qui scoprii un sacco di cose: la politica, gli amici, le donne (imparai che "fare il cattivo", da quel punto di vista pagava, eccome!), le botte e che c'erano cose divertenti che facevano male e cose che facevano malissimo da cui era meglio stare lontani.
E poi la musica. Con gli amici ci passavamo i libri (io avevo scoperto Kafka e Buzzati, il mio amico Roberto, invece, Sartre). All'inizio era una montagna di prog, andavamo a casa di Roberto che era di famiglia benestante ed aveva un gran bello stereo e ci facevamo consigliare dai ragazzi più grandi.
Poi un giorno Roberto arrivò con un disco dei Clash (Sandinista!) ed uno dei Talking Heads (Fear Of Music). Qualche giorno dopo io portai "Unknown Pleasures" dei Joy Division (sempre la copertina!) e tutto cambiò.
Durò dai 14 ai 17 anni e fu entusiasmante. Poi Roberto se lo, portò via una biondina slavata, bassa e tettona ed a me mi portò via il lavoro. A 17 anni dovetti lasciare la scuola per mantenere la mia famiglia, perchè mio padre se lo portò via, in un paio di giorni, un'operazione sbagliata. Quello che è venuto dopo è materiale per più di un libro (non scherzo!). Decine di lavori (tra i meno strani, portaborse, session man, ghost writer, spin doctor....)e decine di altre cose.... Ma la Musica c'è sempre stata!
Adesso ho messo la testa a posto (oddio, a posto....quando vado in giro con la mia famiglia la gente ci guarda strano, un giorno ti dirò perché!). Insomma sono il tipo umano di capish che ti aspettavi?
JOHNDOE: bravo lector

un capish che si è fatto da solo
no non me lo aspettavo cercavo una base di partenza più "alta"
però sì il tuo cicerone è stato papà (c'è sempre qualcuno che ti mostra la via verso la terra di capiscionia)
nel caso di un mio amico invece (che fa paura per via della memoria che ha, sa TUTTO di musica e cinema) fu suo zio, st'amico a 11 anni gli chiesero cosa volesse per compleanno e lui disse voglio il disco La voce del padrone d Battiato...
123asterisco: Ebbene, se è così parlerò anch'io.
Sono nato e cresciuto in una città qualunque della Toscana, con genitori qualunque (i quali non mi hanno mai dato alcunché dal punto di vista dell'educazione culturale, se non qualche saltuario ascolto, da bambino, di Battisti Bennato e Battiato), né particolarmente poveri ma neanche ricchi. Lavori umili. Da bambino facevo sostanzialmente due cose: leggere Topolino e disegnare. Abbandonata la scuola a 15 anni per disprezzo vero nei confronti della socializzazione con i coetanei (da ciò nasce il mio viscerale rifiuto per tutte quelle cose che tutti intorno a me amavano: non ho mai fumato una sigaretta, non sono mai entrato in una discoteca, non ho mai guardato per intero una partita di calcio, non ho mai fatto sport; insomma, uno stronzo), ho lavorato per qualche anno in svariate cucine di ristoranti. Nel frattempo, ho tentato invano di inserirmi nel mondo dell'illustrazione di libri per bambini e dei fumetti d'autore. Intanto, spendevo tutti i miei soldi in libri: sono sempre stato un frequentatore di librerie dell'usato, dove si possono trovare i classici a poco prezzo. Da autodidatta, mi sono dunque avvicinato tanto alla letteratura quanto a tutto il resto: cinema, teatro, musica.
Poi, un giorno, essendomi nuovamente rotto i coglioni di tutto quel che avevo intorno, ho deciso di ricominciare da zero. Ho preso il diploma da privatista, pagando 12 euro di tassa statale e facendomi un gran culo, per poi iscrivermi all'università. Nell'intermezzo tra la fine del periodo in cui lavoravo e questo, difatti, ho imparato da autodidatta il cinese (avevo, completamente per caso, scoperto che la poesia cinese e le opere cinesi antiche sono la cosa che preferisco al mondo), anche se, avendolo studiato sui libri, sono tuttora in grado di leggerlo ma non di parlarlo.
La mia intenzione era studiare lingue orientali. Nel frattempo però avevo studiato da solo tutto il programma del liceo e avevo scoperto, seppur malamente dai libri scolastici, la filosofia. Allora decisi di iscrivermi a filosofia in un posto in cui potevo studiare anche lingue orientali: la scelta ricadde su Venezia. Fu all'incirca allora, senza nessun vero motivo, che passai dall'ascolto vario ma disorganizzato di musica (dai Beatles ai CCCP passando per i Diaframma, i Massimo Volume e le sonate di Bach) ad una più strutturata passione per la musica. Anche in questo caso, per tentativi ed in totale autonomia. Non ho mai conosciuto infatti nessuno, e sottolineo nessuno, che condividesse la mia passione per la musica né tantomeno per l'arte o la letteratura (eccezion fatta, in parte, per la mia compagna; ma questa è un'altra storia).
Compiuto tutto l'iter per fare carriera universitaria (5 anni di università, dottorato, ricercatore, ecc.) ora mi ritrovo povero ma contento.
Tutto qui.
123asterisco: (Scusa la sgrammaticatura, sono ancora addormentato. Ora mi faccio un caffé. Byebye JD)
HoldNoSway
HoldNoSway
Opera:
Recensione:
Ho cercato di resistere alla tentazione di commentare questa recensione sui Bietols poiché ogni qual volta si parla dei quattro di Liverpool inevitabilmente si crea una dicotomia tra chi li ama e chi li odia. Per questo non commento la recensione in quanto scritta (a mio parere anche bene) da chi il gruppo inglese lo ama. Invece mi permetto di dare un mio personale parere sul disco in questione che trovo utile alla musica come la sabbia nel costume. Ancora una volta si fa confusione tra la capacità dei Bietols (o dei loro manager?) di cavalcare un'onda socio-culturale in fermento e la loro in-capacità a proporre qualcosa di musicalmente nuovo e innovativo a livello tecnico e creativo. Questo disco non ha nulla di innovativo né tecnicamente né creativamente, ammicca senza ritegno ad un pubblico di teenager con i ferormoni in subbuglio, si appropria in modo confuso di sonorità oltreoceano senza avere la capacità di farle sue. Non metto in dubbio che siano stati importanti per molti futuri cantanti e gruppi, d'altronde se i mass media riempiono i tabloid e le radio con la loro musica è difficile per un teenager dell'epoca trovare altro (non c'erano internet né la miriade di radio e TV di adesso) ma va da sé che per molti altri adolescenti nostrani nel '63 il quartetto di Liverpool contava meno di Celentano, Morandi, Peppino di Capri o Rita Pavone, quindi tutto è molto relativo al contesto sociale e culturale di riferimento. Parlare dei Bietols come del più grande gruppo della storia è una boutade, dire che hanno avuto un grande peso nello sviluppo di un certo modo di vedere la musica pop, ci sta. Per me restano una boy band degli anni sessanta, come i Duran Duran negli ottanta o i take that nei 90. Chiedo venia per la lungaggine.


Lao Tze: "boy band" e "gruppi con un massiccio seguito di teenagers" non sono la stessa cosa.
snes:
"Questo disco non ha nulla di innovativo né tecnicamente né creativamente," credo sia il concetto più interessante espresso nella pagina. potresti segnalarmi qualche disco pop-rock pre beatles?
Confaloni: Faccio notare, in primo luogo, che nessuna delle boy band citate (Duran Duran, Take that e via degenerando) ha prodotto una discografia qualitativamente degna di essere lontanamente accostata a quella dei Beatles (e non penso che mi sia sfuggito qualcosa di notevole prodotto da quei gruppi saponetta prima citati..). In secondo luogo, chi rammenta che nell'Italia del 1963 i teenagers ascoltassero i vari Morandi. Pavone, Celentano ecc. dovrebbe aggiungere anche, per amore della precisione, trattarsi di cantanti che proponevano perlopiù brani stranieri (angloamericani) tradotti in italiano (e non sempre la resa qualitativa era all'altezza dell'originale). A distanza di tanto tempo è il caso di dire che alcuni artisti e gruppi sono giustamente passati alla storia, altri si ricordano solo in quanto esponenti della fase ye-ye' o bubble gum music e nulla di più significativo...
snes: " A distanza di tanto tempo è il caso di dire che alcuni artisti e gruppi sono giustamente passati alla storia, altri si ricordano solo in quanto esponenti della fase ye-ye' o bubble gum music e nulla di più significativo..." ma è quello che succede già nella stragrande maggioranza dei casi, e pure qui: i beatles sono i beatles, i take that un gruppo che la gente cita per denigrare altra roba e i duran duran... i duran duran citateli voi vah.
madcat: "Ancora una volta si fa confusione tra la capacità dei Bietols (o dei loro manager?) di cavalcare un'onda socio-culturale in fermento e la loro in-capacità a proporre qualcosa di musicalmente nuovo e innovativo a livello tecnico e creativo" ehm il punto però è che quell'onda l'hanno creata loro... forse qualcosina di creativo e musicalmente nuovo, dopotutto, l'han creato anche loro #forse
HoldNoSway: @[snes] @madcat Provo a spiegarmi meglio. Nel 63 erano già usciti dischi di Buddy Holly, Drifters, Beach Boys, Gerry and the Peacemakers, tutti improntati a un sound poi ripreso dai Beatles. Non credo sia un caso che Epstein producesse i Peacemakers e certamente aveva capito in anticipo cosa poteva funzionare per "sfondare" e fare quattrini. Con questo non sto dicendo che i sopracitati gruppi fossero meglio dei fab four, solo che ci erano già arrivati prima di loro. Tecnicamente beh...posso accettare tutto ma non che mi si dica che i Beatles usassero i loro strumenti in modo innovativo. Sono stati bravi a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto e per questo gli faccio tanto di cappello, mi domando solo se, in un ipotetico mondo musicale senza i Beatles, non avremmo comunque avuto una serie di capolavori discografici. Ma è pura retorica fine a se stessa, quindi qui la chiudo perché non voglio innescare ulteriori (speciosi) dibattiti. Ti ringrazio per la chiacchierata comunque costruttiva. :)
DDQ
DDQ
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Non sono praticamente d'accordo su nulla, soprattutto nel considerare i Beatles alla pari dei Duran Duran o dei Take That. Mi sembra un'eresia totale... però vabè. Per quanto riguarda l'aspetto musicale, posso essere d'accordo sul fatto che non sia stato il gruppo migliore della Storia (chi lo è?). Ma per quanto riguarda il fenomeno socio-culturale, beh, direi che hanno inciso abbastanza.


HoldNoSway
HoldNoSway
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Hai ragione Lao Tze, la mia è stata un'esagerazione. Anche i Doors avevano un seguito tra i teenagers (e immagino lo abbiano tutt'ora) ma sin dal loro esordio se ne sono abbastanza fottuti di strizzare l'occhio al mercato dei dischi, scrivendo spesso canzoni con testi più complessi di "she loves you, yeah yeah yeah" per fare un esempio. È questo che stavo cercando di sottolineare quando ho scritto 'boy band'. Ma hai ragione, ho peccato di superficialità.


Lao Tze: eh sì, capisco che certi atteggiamenti da fans (rivisti OGGI: questa, la cosa fondamentale) possano far pensare ai deliri da boy band, ma i Beatles hanno fatto qualcosa che è rimasto pesantemente e non si cancella.
La boy band è un fenomeno effimero per definizione, che poi certi pezzi dei Take That (solo un nome perché l'hai fatto tu) capiti di riascoltarli ancora oggi è un fatto di revival anni '90 e basta, i Beatles non hanno bisogno di cavalcare un revival.
I Doors sono arrivati quando già i Beatles avevano fatto Revolver, era cambiato tutto o quasi - non dico per merito dei Beatles ma è un dato di fatto.
Lao Tze: arrivati nel senso che hanno fatto il primo disco.
Confaloni: Grazie a Dio I Beatles non si sono limitati ad incidere nel 1963 She loves you. E infatti non stiamo parlando di un gruppo qualsiasi del genere Mersey beat, i Beatles non sono stati Gerry and the Peacemakers e nemmeno i Beach Boys (certamente bravi ma troppo legati al genere surf music). Forse a qualcuno sfugge che i Beatles hanno svolto un percorso di crescita musicale incredibile dal 1962 al 1970 (anno del loro scioglimento). Basterebbe comunque riascoltare l'album Revolver (addi 1966) e soprattutto il brano conclusivo Tomorrow never knows, per comprendere che non si tratta di una boy band. Ascoltare attentamente per credere...
rossana roma
rossana roma
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Basta il processo è finito per chiedere una Revisione servono fatti nuovi.



Dislocation: Potremmo riassumere i fatti nuovi con una scarna, ma comprensibilissima, frase: "Vado ad armarmi pesantemente".
Andrew65
Andrew65
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l'inizio della "Beatlemania", quando erano una boyband, con grande ritmo e testi semplici. Certo, poi da "Rubber Soul" cambiarono moltissimo. Tempi d'oro quando si vendevano vagonate di dischi senza poi dover fare moltissimo. Il percorso artistico del 4 di Liverpool resta comunque unico.


Dislocation: "Boyband" è incorretto, o pelromeno è fuori luogo, credo, se ci atteniamo all'accezione che ha preso in questi ultimi vent'ann o trenta, diciamo dai Take That in avanti. prima, infatti, mai si udì detto termine, almeno in riferimento esplicito a quanto sappiamo.
Inoltre, per usanza, una boyband propriamente detta comprenderebbe soli membri maschi che si esibiscono al canto ed al ballo. Loro suonavano, oltre che cantare, ed anche in maniera, non certo virtuosa, ma comunque "avanti" per i tempi che correvano.
Che ne pensi?
Andrew65: Guarda bene quale era la composizione per età dei fans dei Beatles nel 1963 (eta' media 16 anni) e ti accorgi che a quell'epoca i 4 potevano essere definiti a pieno titolo una "Boy Band". Poi come dicevo sono cambiati. E anche molto.
Dislocation: Dipende, Andy, da dove poni lo sguardo sul termine. E siccome il termine è relativamente recente, non esisteva allora né godeva di diffusione alcuna e si riferisce a quanto già poco sopra ti esposi, rigetto la tua pur legittima istanza.
Andrew65: Un Giudice insomma dato che rigetti istanze. Farai carriera, servono buoni Giudici in Italia.
Dislocation: Mmmhhh, vediamo un po'.... come sei messo a fedina penale?
Andrew65: Direi candida come un fiocco di neve a 3000 metri. Ma non so se sia un vantaggio.
Dislocation: Ne risponderai davanti ad apposito tribunale popolare.
IlConte
IlConte
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Recensione:
Non ho capito nulla, vado a leggere le altre e faccio un mix
Che dice Lei, @[sfascia carrozze] ?!
Questi Bitolz ?!


sfascia carrozze: Credo ci troviamo innanzi ad una sottospecie fossile oramai estintasi circa 500 miglioni di anni fà:
i Kootenayscolex barbarensis.
Credo.
IlConte: Come pensavo...
omahaceleb
omahaceleb
Opera:
Recensione:
Non ci penso minimamente a leggere tutti i commenti, preferisco buttarmi dagli scogli con la maschera della Decathlon e fare ciao con la manina ai saraghi pizzuti. Anche perché se ho capito bene la maggior parte non riguardano la recensione e il suo contenuto. Se ho capito bene, sempre se. Mi sono fermato al passaggio in cui si dice che i Beatles avrebbero contribuito con She loves you e Please please please a rinfocolare il movimento di contestazione. Ma davvero dio buono addirittura sono diventati i "promotori" del movimento? Ma qual è il vostro manuale di storia contemporanea di riferimento, il Costanzo-De Filippi-Mollica? O forse il Ronco-Tavernello?


odradek: E' un paicere rileggerLa, vecchio Omaha
DDQ: Non intendevo quello. Quando ho parlato di aspetto "storico-socio-culturale", non mi riferivo alla componente "rivoluzionaria" legata al movimento di contestazione. Lungi da me farli passare come una sorta di eredi di Che Guevara. Quello che intendevo io era legato all'aspetto artistico, alla moda, alla cultura pop. Erano parte di quel fermento degli anni '60. Certe scelte erano dettate, sicuramente, da una logica di marketing, incarnata nella figura di Brian Epstein (da non sottovalutare anche questo aspetto molto interessante della storia dei Beatles). Ma, altrettanto sicuramente, non possiamo considerarli come una band anonima.
lector: Il Costanzo-De Filippi-Mollica è un classico!
Dislocation: Ne ho una copia autografata da tuti e tre. Essi sono, tra l'altro, i miei tre esemplari maschili di riferimento.
omahaceleb: @[DDQ] Per carità, ti ringrazio pure per la risposta più che cortese, ma hai corretto il tiro nel commento. Perché se devo citare questo pezzo: "Gli anni '60, i ruggenti anni '60, anni di cambiamenti radicali, ideologie, assembramenti, scoperte, rivoluzioni, guerre, passioni. Il quartetto di Liverpool non poteva non assorbire parte del fermento che ribolliva in quegli anni. Anzi, ne diventarono promotori, inizialmente anche loro malgrado: furono, in primis, "eredi artistici" della cosiddetta "Beat Generation" e degli "Angry Young Man" di metà anni '50, per poi assurgere, qualche anno dopo, a icone pop delle correnti controculturali degli anni '60 (gli hippy vi dicono qualcosa?). Ma andiamo con ordine…", a me pare proprio che fai un mischione allucinante di cose che non hanno né identiche cause, né identici effetti, e che sono messe lì insieme soltanto perché succedono pressappoco tutte assieme mentre i Beatles sfornano dischi. Io lo capisco che una recensione non si riduce a un saggio di sociologia, ma vale sempre la regola che quando l'argomento è risaputo e non si hanno formule chiare per esprimere in modo succinto le cose, sarebbe meglio cancellare e passare annanzi. Il problema non è forse nemmeno in quello che ti ho indicato io con sarcasmo, è nel concetto. L'idea di fare una rece del genere non ha senso, tanto più se poi si ribadiscono dentro le solite cose sui Beatles che sa pure mia zio Totonno. Leggo con piacere altri tuoi botta e risposta con gli utenti intervenuti in questa pagina, quantomeno vedo che non te la tiri e sei abbastanza educato negli interventi.
omahaceleb: @[odradek] il piacere è tutto mio. Spero che ti vada tutto bene. @[Dislocation] suggerisco la recente ristampa del Costanzo- De Filippi-Mollica per i tipi delle Edizioni Hachette, con una preziosa prefazione di Alfonso Signorini.
Dislocation: L'avrò. Fosse l'ultima cosa che faccio.
DDQ: @[omahaceleb] Io, onestamente, non credo di essere andato contro la mia recensione o di aver corretto il tiro nel commento. Quando scrivo "loro malgrado" intendo proprio il fatto di essere stati considerati "eredi artistici" di quei movimenti senza volerlo. Loro erano dei ragazzini, figurati se pensavano alla "Beat Generation" o agli "Angry Young Man". Loro pensavano a fare musica e basta. Furono, però, caricati di questa "responsabilità", soprattutto al termine della loro carriera. Poi, che siano state icone pop, assurte quasi a divinità (su cui loro hanno sicuramente giocato), da quel che mi risulta, non c'è alcun dubbio. Quindi, detto ciò, non capisco dove sia la "correzione" avvenuta nel mio commento precedente. Ho semplicemente ribadito quello che, forse, non era molto chiaro. Ovviamente, tutto quello che ho scritto, è tratto da uno "studio" sul tema Beatles, non ho scritto cose a caso perchè mi andava di scriverle.
Per quanto riguarda, invece, il discorso su "l'ennesima recensione dei Beatles che dice cose già dette", su Debaser, prima di questa, c'erano solo 3 recensioni, tra l'altro molto datate (la più recente ha 7 anni) e molto scarne. E poi, ripeto, se ho voglia di scrivere una recensione, la scrivo. Il fatto di dire "eh ma già ci sono altre recensioni", se posso permettermi, è un non-argomento, un argomento totalmente futile, che, tra l'altro, non pregiudica la bontà di una recensione e non aiuta a migliorare la capacità recensoria del recensore.
Dislocation: @[omahaceleb] Dopo averti ringraziato, pure un po' commosso, per la generosa suggestione che mi offri, con quel prezioso volumetto che ora, finalmente, stringo tra le mie braccia pelose, sono passato un poco a rileggere la tua garbata risposta al buon @[DDQ] . Vi ho rinvenuto, nelle cause che tu individui, giustamente, come falle nel discorso complessivo, le stesse ragioni che rendono comunque valide, per quanto forzatamente genriche, le tesi del nostro amico.
Infatti, lo riconoscerai, nel momento in cui tu affermi che egli fa mischioni di cose che non hanno le stesse cause né gli stessi effetti, già implicitamente ti dai risposta, in quanto l'opera magna dei quattro di Liverpuul constò, in gran parte, nel mischiare l'uso delle risultanze di avvenimenti, esigenze e istanze appena verificatesi con le risultanze dell'uso un finissimo olfatto che permise loro di arrivare sempre un attimo prima o, nel peggiore dei casi, nell'attimo stesso in cui tutte quelle concause, concorrendo alla nascita di un evento o di un happening, li eleggevano a sponsor e cavalcatori, spesso sinceramente puri, delle loro stesse esistenze, a cui facevano da megafono, a volte perfino senza esserne perfettamente coscienti, data, lo riconosci anche tu, l'effettiva abnorme quantità di istanze e di novità, nel senso più vero del termine, che in pochissimi anno facevano capolino, nella società come nella musica come nella politica o nell'arte in genere..
I Bitols, insomma, si ritrovarono spessissimo ad essere al posto giusto nel momento giusto, ed anche questo va a loro merito, non certo al contrario, non trovi?
Nuovamente t'abbraccio, ma, come sempre, da un metro.
Distanza asociale.
DDQ: @[Dislocation] Sottoscrivo (quasi) tutto :D
JOHNDOE
JOHNDOE
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Recensione:
@[123asterisco] cristo avevi dunque il DNA capish (cinese autodidatta il tuo trono scricchiola lector)

Io invece di estrazione proletaria mamma colf con la terza media e papà muratore con la quinta elementare, come sapete vengo da una borgata romana
A scuola non studiavo ma ero una mente brillante ero più veloce degli altri ci arrivavo prima
Ho sempre letto tantissimo, fumetti naturalmente, ma a 12 anni o forse anche prima ho iniziato anche a leggere libri, ricordo che i primi libri che lessi furono Pinocchio, Cuore, I ragazzi della Via Paal, Sogno di una notte di mezza estate, Il giorno della civetta, Il coraggio di parlare, Cristiana F.
Ero molto curioso e così a casa capitava che prendessi l’enciclopedia e la sfogliassi, contavo le righe dei personaggi famosi per vedere chi ne avesse di più. Al primo posto Gesù Cristo, al secondo Shakespeare, al terzo Dante.
Ho sempre amato il cinema e tendevo a vedere film da adulti già da bambino (da adulti non PER adulti, il primo porno lo vidi che avevo 16 anni direttamente al cinema!)
La musica come ho già detto sentivo l’hit-parade alla radio mi piaceva un sacco sapere chi fosse primo chi secondo ecc (ho sempre avuto questa mania per le classifiche, le statistiche, i numeri, ero abilissimo nel calcolo aritmetico, velocissimo, una via di mezzo tra uno normale e quelli che vanno in televisione quelli che fanno paura)
La vicina di casa più grande, sorcina, mi fece conoscere Renato Zero che all’epoca faceva belle canzoni, mio cugino più grande Lucio Dalla (che mi piaceva parecchio) e Claudio Baglioni (che invece no ero già capish)
Poi come ho già detto, avevo 15 anni e spicci, un amico con la passione per l’hi-fi mi fece ascoltare il CD Brothers in arms e The Joshua Tree col suo mega-impianto. Rimasi molto colpito e capii che questa musica era molto meglio di quella che sentivo io, ma non ero proprio vergine, anche io avevo uno zio e quando andavo a casa sua mi faceva sentire Bob Marley e i Doors e io capivo che erano bravi. Fatto sta che ripudiai con veemenza la “commerciale” e m’atteggiavo a quello che la commerciale gli faceva schifo (ma in effetti fu così ebbi un rigetto dopo aver ascoltato quella roba là, ah… s’era comprato pure il cd wish you were here…)
Iniziai ad ascoltare SOLO I Dire Straits. Poi solo i Queen perché un compagno di classe dicevano che erano meglio ma io dicevo di no e giocavamo a queen contro dire straits. Poi solo i Deep Purple, insomma ascoltavo un solo gruppo alla volta per mesi. Poi i Doors, i Pink Floyd, i Police, i Rolling Stones, gli AC/DC. Questi li ho ascoltati per bene, tutti gli altri così così. Poi ogni tanto mi compravo una cassetta jazz o di musica classica, poi conobbi De Andrè e lo ascoltai per anni. Ma non sono mai stato un vero appassionato di musica, la mia passione è il cinema, tante cose le ho scoperte con Debaser ma non me ne è fregato un cazzo, mi hanno colpito i Television, qualcosa dei Per Ubu e qualche pezzo di Robert Wyatt…
. La cosa buffa è che negli anni 90 ascoltavo il rock 60-70 ed ho perso tutto quello che succedeva in diretta, mi dicevano ascolta i Pearl Jam, i Nirvana, io li ascoltavo e non mi piacevano, In diretta seguii solo i Guns and Roses, andai pure ad un loro concerto a Torino ma rimasi un pochino deluso. C’erano dei gruppi “spalla” prima di loro e ricordo che il primo gruppo mi piacque più dei Guns, erano i Soundgarden…


Dislocation: La prima parte del tuo curriculum vitae ricalca abbastanza fedelmente la mia, di prima parte, ho smesso di leggerti lì, mi basta già, poi proseguo appena ho cinque minuti e per ora ti abbraccio.
white68
white68
Opera:
Recensione:
Uno dei dischi d’esordio più riusciti


ALFAMA
ALFAMA
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Recensione:
finalmente non si riempie d'oro Sg Paper, masi cita una miniera per una miriade di gruppi a venire. Senza idolatrarli,sarebbe troppo ma c'è sempre un MA parlando di loro


Stefano2010: O forse siamo noi che non li capiamo davvero
Stefano2010
Stefano2010
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Recensione:
Record di commenti quando ci sono di mezzo loro 🤩🤩


DDQ: Nel bene o nel male....i Beatles non lasciano mai indifferenti. Anche questo li rende grandissimi!

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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