Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Franco Battiato Dieci Stratagemmi
Voto:
Vorrei fare i complimenti e gli auguri ai nani (se ho capito bene sono loro che fanno funzionare debaser) per aver pubblicato questa recensione dopo appena due o tre ore che l'avevo inviata. E pensare che nella precedente avevo citato il famoso verso di De André che dice che hanno il cuore troppo vicino al buco del culo...
Mobb Deep The Infamous
Voto:
Io sono un esperto di anticaglie, questa roba non la conosco e probabilmente non l'ascolterò mai, però un 5 per avermi fatto sbellicare con il tuo slang te lo meriti. Peccato che non ho un cugino gay, e in più non ho più una nonna per fare l'esperimento della sangria. Auguri
Enya Watermark
Enya Watermark
22 dic 04
Voto:
No, il nick viene più prosaicamente dalla mia non comune stazza e solo per caso coincide con "Cavalletta"
Paolo Conte Elegia
Voto:
Come si dice dalle mie parti, sono arrivato dopo i fuochi, ma finalmente ho rimediato il disco e posso non solo confermare il 4 a scatola chiusa, ma anzi metterci spora un carico da 5, così viene 4 e mezzo (ossia 9, il voto che darei in decimi). Non lo dico per arruffianarmi, ma i brani che mi hanno colpito subito nel profondo neanche a farlo apposta sono Elegia, Chissà e Sonno Elefante (quelli da te indicati) a cui aggiungo La casa cinese e Bamboolah. Il pianoforte di Paolo Conte è il grande protagonista, c'è meno ritmica ma non se ne sente troppo la mancanza. E' l'ennesimo disco da incorniciare, peccato solo che ormai l'Avvocato ha 68 anni. Speriamo che sia longevo come i musicisti cubani del Buena Vista Social Club
Bruce Springsteen The Ghost Of Tom Joad
Voto:
Ora è molto pù chiaro, anche se non condivido una sola parola
Bruce Springsteen The Ghost Of Tom Joad
Voto:
PuntiniCAZ, più che espressioni come "Fa cagare" o "è cacca" sarebbe molto più interessante sapere PERCHE' il Boss ti fa così schifo
Francesco De Gregori Bufalo Bill
Voto:
Vorrei chiarire che didascalico, almeno per me, è tutt'altro che un'offesa: è un modo come un altro di intendere una recensione. Qualche mese fa, quando ho mandato i miei primi tentativi, ero più didascalico di te, e nei commenti non me l'hanno certo mandato a dir dietro. Poi ho preferito cambiare un po' impostazione perché mi frullava di aggiungere alla descrizione del disco anche qualche nota personale, e CASUALMENTE ho incontrato più consensi (ossia, in stelle debaseriane, più 5). Ma questo non vuol dire che questa sia la regola: ognuno ha il suo stile, o quello che al momento ritiene più opportuno.
Francesco De Gregori Bufalo Bill
Voto:
Finalmente un po' di spazio ai nostri vecchi cari cantautori, che su questo sito hanno giusto un oscuro cantuccio. Se questo disco è quello che assomiglia di più all'autore vuol dire che De Gregori è un po' schizofrenico, visto che qui alterna perle come "Atlantide" e "Santa Lucia" a riflessioni più parlate che cantate, al limite dell'ascoltabile, come "Ninetto e la colonia" e "Ultimo discorso registrato". Buona recensione, molto accurata e un po' didascalica: mi sembra di rileggere una di quelle dei miei esordi, dedicate guarda caso a un altro grande cantautore (per me il più grande): Fabrizio De André.
Pink Floyd The Division Bell
Voto:
Sarà il fatto che sono un classicomane, sarà anche il fatto che conosco abbastanza poco di quello che passa il convento oggi, e anche di quello che ha passato negli anni '90, ma tendo a vedere sempre più capolavori via via che ritorno indietro nel tempo, fino a trovare un picco nella prima metà dell'Ottocento (Beethoven e il Romanticismo). E' però anche vero che ciò che ci arriva dal passato è opportunamente filtrato dal tempo, che alla lunga rende giustizia. La musica futile e idiota esisteva anche ai tempi di Mozart, e anche il "mercato" di allora (i gusti dei nobili) la premiava, tanto che Mozart visse pieno di debiti e morì sepolto in una fossa comune. Forse invece di un ASSOLUTISMO avrei dovuto usare un RELATIVISMO, cioè "anni '90 grigi non IN ASSOLUTO ma RISPETTO AL PERIODO D'ORO DEI PINK FLOYD". Non l'ho fatto perché lo davo per scontato
Pink Floyd The Division Bell
Voto:
Come per volersi scusare di aver toccato il fondo con "A momentary lapse of reason" qui i Pink Floyd cercano di dare libero sfogo a ciò che rimane della loro antica sconfinata fantasia. Questa però è ormai logora, quindi il risultato non può essere eccellente, ma grazie a molti echi del passato e ad una cura certosina del suono viene fuori un lavoro decoroso. Nel grigio panorama degli anni '90 un disco del genere può ancora fare la sua figura, specie per chi non conosce "The dark side of the moon" o "The wall".