Grasshopper

DeRango : 5,88
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Ludwig Van Beethoven Bagatelle Op. 33, 119 e 126; "Per Elisa"
Voto:
Ecco che mi arrivano due messaggi confortanti... manco a farlo apposta da parte di due che ho dimenticato di citare nelle lista precedente. Ma chi sa quanti altri ho dimenticato: la maggior parte di chi frequenta debaser nonostante tutto rimane composta da appassionati di musica. Però non si può fare a meno di notare la crescita esponenziale dei disturbatori per hobby, quelli a cui della musica non gliene può fregare di meno, tanto meno se è classica, e ciononostante chissà perché frequentano un sito che tratta di musica. Sarebbe come se io entrassi in un sito di appassionati di aerei militari (tanto per citare un argomento per il quale sono del tutto ignorante e non provo alcun interesse) e cominciassi a sparare giudizi a vanvera su questo o quell'aereo. Perché lo fanno ?
Ludwig Van Beethoven Bagatelle Op. 33, 119 e 126; "Per Elisa"
Voto:
Hal, JohnOfPatmos, odradek, josi_, Wanderer, Mullah, squalo, Eneathedevil, Lello, The Mad Pianist, aniel a altri che sicuramente ho dimenticato... C'era gusto a ragionare di musica classica con voi, e non è che sia passato molto, forse era solo qualche mese fa. Ora ogni volta che entro in debaser lo trovo un po' più vuoto, ma forse è solo una botta di nostalgia, che passerà in fretta.
Ludwig Van Beethoven Bagatelle Op. 33, 119 e 126; "Per Elisa"
Voto:
Sì, in effetti Beethoven sembra che fosse un discreto musicista, forse (sbilanciamoci un po') perfino buono, via... (N.B. : Spiritosone era rivolto a Kraut)
Ludwig Van Beethoven Bagatelle Op. 33, 119 e 126; "Per Elisa"
Voto:
E perché mai ? L'importante è che il giudizio di Kolossal sia riferito alla mia recensione e non alle opere di Beethoven. In tal caso ci sarebbe da consigliare una visita otoiatrica urgente, ma altrimenti non vedo perché il buon Kolossal debba per forza considerare la mia recensione un capolavoro...
Johann Sebastian Bach Suites Orchestrali n° 1,2,3 BWV 1066-1068
Voto:
Come al solito arrivo dopo i fuochi ovvero dopo il fine-settimana, nel quale non tocco computer, e, oltre ad una serie incerdibile di complimenti perfino esagerati, trovo un interessantissimo spunto proposto da Hal, sul quale dalla mia scomoda postazione di lavoro (in ufficio) ho pochissimo tempo per riflettere. Abbastanza comunque per dire che trovo assolutamente centrata questa distinzione, interpretandola come Bach = sovrumano perché dotato allo stesso tempo di profonda spiritualità (quella delle Passioni o delle Cantate) e di razionalità assoluta, da matematico (quella dell'Arte della Fuga o del Clavicembalo ben temperato). Beethoven invece superuomo, sia pure non nel senso filosofico (quello è piuttosto Wagner) ma nel senso di spirito eroico, di titano che attraverso la forza della sua Arte trionfa contro il destino, che come è noto bussa alla porta con le prime quattro note della Quinta sinfonia. Sì, mi sembra una distinzione centrata, e d'altronde non per niente è di Roman Vlad, che non è Dario Salvatori...
Fabrizio De André Anime salve
Voto:
Caro cofras, il tuo voto è fin troppo generoso e la critica sulla brevità eccessiva pienamente condivisibile. Mi giustifico solo con il fatto che ero alla mia prima o seconda recensione e quindi, ligio come sono, cercavo di rispettare i precetti degli editors. Mi ero posto il limite di 3600 battute, dato che quello consigliato (1800) non consente neanche di scrivere un biglietto d'auguri. Sull'enigmaticità fossatiana del testo di "Anime salve" si tratta di una mia impressione, e come tale è del tutto soggettiva, come del resto hai già detto.
Led Zeppelin Led Zeppelin I
Voto:
G sta per "geniale" ?
Ry Cooder Paris, Texas
Voto:
Sì, è vero, in quelle cupe risonanze di chitarra si sente la polvere, la stessa desolazione senza speranza di quelle immense aride distese degli stati del Sud che percorrono i disperati viandanti dei romanzi di Faulkner. Citazione che vale un 5. A volte si può rendere perfettamente lo spirito di una musica anche senza essere analitici, e questo è uno di quei casi
Lucio Dalla Cambio
Voto:
Considerato che si trattava di un Dalla ormai in caduta libera verso il pecoreccio (Canzone, Ciao e simili amenità) questo disco è uno dei meno peggio. Direi che una sufficienza striminzita se la può meritare, grazie soprattutto a "Le rondini", "2009", "Bella" e (si può dire ?) "Comunista", residuo del Dalla impegnato "roversiano" dei primi anni '70. Certo c'è anche parecchia zavorra, tra cui metterei senza dubbio anche il brano che invece ha oscurato quelli migliori, ossia la famigerata "Attenti al lupo". Il Mercato è un po' come il moscone: gira e rigira si sa sempre dove va a cascare, è quasi matematico... Certo che ha ragione primiballi: "Com'è profondo il mare" era di un altro livello, ma anche i Dalla '79 e Dalla '80 in confronto a questo erano capolavori.