Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7972 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Gianmaria Testa Da Questa Parte Del Mare
Voto:
Anch'io sarei curioso di sapere in che modo De André "arringava" le folle, proprio lui che aveva una paura tremenda del palco e per salirci a volte doveva ingurgitare quantità industriali di whisky. A proposito, meglio avrebbe fatto, e con meno danni per la salute, se si fosse incoraggiato con un maestoso Brunello di Montalcino (lui poteva anche permetterselo), o con un fragrante Nobile di Montepulciano, e perfino con un succulento Morellino di Scansano (la Maremma, dove qualche secolo fa a nessuno sarebbe passato per la testa di piantare una vite, è un po' la nostra California, e promette molto bene)
Giacomo Puccini Turandot
Voto:
Nessuno ha mai detto che solo Grasshopper (= cavalletta, e non grassopher, che non significa niente) può recensire opere di musica classica. Qua dentro per fortuna esiste un discreto numero di appassionati di musica classica, e credo che all'incirca tutti siano accomunati da un certo rispetto per ciò di cui trattano, rispetto direi quanto meno opportuno, se non addirittura doveroso, nei confronti di opere del genere. Penso che a nessuno di loro (di noi) passerebbe neanche per l'anticamera del cervello di sbeffeggiare con una serie di frasi slegate e insensate un'opera della quale tra l'altro tu stesso ammetti che è la più bella di Puccini, e su questo sono pure d'accordo. La prova lampante che non solo Grasshopper ma chiunque, e dico proprio chiunque, può scrivere su Puccini e sulla musica classica in genere è il fatto che questa tua specie di provocazione (non saprei in che altro modo chiamarla, non certo recensione) non è finita nel cestino ma è stata pubblicata. Poi però se uno lancia un sasso in una piccionaia non deve meravigliarsi se poi i piccioni svolazzano irritati e qualcuno di loro magari reagisce un po' esageratamente, ma in fondo nel modo più consono ad un piccione, ovvero ricoprendoti di merda. Piuttosto, perché non spieghi a me e a quelli che sono rimasti un po' interdetti cosa diavolo volevi dire con questa specie di accozzaglia di frasi smozzicate, troncate sul nascere, che di Puccini non trattano se non di striscio ? Può darsi che ci sia dietro un'ironia che non ho colto, anche se leggi e rileggi (tre volte, non di più) continuo a trovarci davvero pochino, e anche come provocazione mi pare davvero un po' scarsa
Gianmaria Testa Da Questa Parte Del Mare
Voto:
Come toscano l'unica cosa che non ho gradito è il paragone vinicolo: mi sembra che ultimamente abbiamo fatto passi di gigante, anche se a questi "supertuscan" tanto di moda e accessibili solo agli evasori fiscali continuo a preferire il buon vecchio e classico Chianti, anche se poi come vino di tutti i giorni pure questo è inarrivabile per le mie tasche, quindi ben vengano i corposi vini siculi e pugliesi, buoni e a poco prezzo (per dirla con Guccini "quello forte del Sud che fa assaggiare l'infinito a tutta la gente di bocca buona...). Non solo Piemonte insomma, anche se il Piemonte ovviamente non si discute. Chiusa la parentesi vinicola, sottoscrivo in pieno la premessa e la difesa accorata della qualità contro l'imbecillità dilagante e trionfante, più che mai arrogante in clima prenatalizio. Proprio in questo momento mi è passata davanti una collega che confonde Paolo Conte con Carlo Conti, e ritiene quest'ultimo un grande esperto di musica (faceva il dj in una radio di Scandicci, pensa un po' che curriculum...). Costei naturalmente non è neanche al corrente dell'esistenza di Gianmaria Testa, e non lo sarà mai. A 42 anni suonati continuerà a cullarsi nei sogni adolescenziali ormai marciti di un Renato Zero da tempo ridotto alla caricatura di sé stesso, continuerà a ritenere "forte" il finto-rock loffio di un Vasco Rossi bollito e strabollito, continuerà ad attendere ogni anno Sanremo per avere qualche motivetto di scorta nella sua testolina, da dimenticare entro un mese, e per sempre. Con gente del genere è inutile anche tentare di parlare di musica, ma comunque continuiamo a "donchisciottare contro un sistema, contro un mercato, una pletora d’imbecilli" Ne vale sempre la pena.
Giacomo Puccini Turandot
Voto:
Peccato. Anche per me è l'opera puccinania più bella, e proprio per questo mi chiedo, e ti chiedo era proprio necessario trattarla (o meglio, di non trattarla) così. Quanto al povero Verdi, non vedo perché debba starti sul culo: non è colpa sua se qualche mentecatto lo usa per i suoi deliri padani. Sarebbe un po' come odiare Wagner perché Zio Adolfo lo usava come colonna sonora per gasare gli ebrei
Orchestra Verdi di Milano Concerto Dedicato A Shostakovich - 22/09/2006
Voto:
Sarà che anch'io tendo a scrivere recensioni-fiume, ma non l'ho trovata affatto pesante: molto particolareggiata, ma con un linguaggio accessibile e comprensibile. Personalmente sono un mozartiano accanito, ma non ho dimenticato che questo era anche l'anno del buon Dmitri Shostakovich e in qualche modo ho cercato di onorarlo con una recensione sulla sua Sinfonia n° 7 "Leningrado", presente su questo sito. Come dice saputello, relegare Shostakovich tra i minori è cosa stupida, il che vale anche per Prokofiev, forse a maggior ragione. Entrambi perseguitati in vita da Stalin, il cui orecchio rozzo arrivava a stento a comprendere le fanfare dell'Armata Rossa, entrambi piuttosto sottovalutati anche ai tempi nostri e di conseguenza poco presenti nei concerti. Questo, che purtroppo non ho visto, è una lodevole eccezione
Francesco De Gregori De Gregori
Voto:
Io invece personalmente sono più legato a dischi un po' meno ermetici, come questo, come "Rimmel" e come "Alice non lo sa", mentre i testi di "Bufalo Bill" e del cosiddetto album della "pecora" (Francesco De Gregori 1974) a tratti mi lasciano un po' interdetto per la loro incomprensibilità, quasi pari alla loro bellezza. Comunque è solo questione di gusti: in tutti questi casi stiamo parlando di album storici, che hanno lasciato un segno
Antonín Dvořák Sinfonia n° 9 "Dal Nuovo Mondo"
Voto:
Troppo buoni tutti quanti. Jim, a casa mia a che fare ? A parte una muraglia di circa 2000 CD non è che ci siano molte attrattive...
Francesco De Gregori De Gregori
Voto:
Un grande disco, da sempre inspiegabilmente sottovalutato, forse perché meno ermetico di "Bufalo Bill", cosa che per me invece si rivela un vantaggio. Per me l'ultimo capolavoro del Principe, valorizzato da un'ottima recensione
Antonín Dvořák Sinfonia n° 9 "Dal Nuovo Mondo"
Voto:
Trellheim, io la "r" ceca l'avevo messa (copiata dall'ottima recensione di josi sul Quintetto dello stesso Dvoràk), ma ad ogni copia e incolla come per incanto sparisce, e dev'essere sparita anche durante la pubblicazione
Sabine Meyer Carl Maria von Weber - Clarinet Concertos No.1 & 2 Concertino Op.26
Voto:
Grande strumento il clarinetto, grande suo valorizzatore Weber (uno dei pochi dopo Mozart), grande sua interprete Sabine Meyer (in genere, qui non so) e gran bella sorpresa bubu7 : ignora i post idioti e benvenuto nel "loggione" debaseriano.