Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Keith Jarrett La Scala
Voto:
Un'ora e 20 di splendida ipnosi, il che giustifica (almeno in parte) anche il fatto che poi della musica non si parli o quasi. Secondo me ha poco da invidiare ai più famosi Koln Concert e Paris Concert, anche se quest'ultimo, per ragioni ignote e irrazionali, rimane il mio preferito
Robert Schumann Sviatoslav Richter:Studi Sinfonici-Pagine Colorate-Pezzi Fantastici n.5 & 7
Voto:
Gli Studi Sinfonici sono stati uno dei cavalli di battaglia del grandissimo Sviatoslav Richter, del quale alcuni critici, non sapendo che altro imputargli, dicevano che "suonava troppo bene", nel senso che aveva una tecnica perfetta ma un po' fredda. Opinione da me mai condivisa, (e l'interpretazione di cui Mullah sì mirabilmente parla ne è una validissima prova). Mi associo quindi a questa utilissima segnalazione di un disco da non perdere per chi ama il pianoforte
Franco Battiato Dieci Stratagemmi
Voto:
Nick geniale come ilo commento... come le bombe "intelligenti" (che brivido)
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
Voto:
Di nuovo la solita storia problema che Punisher (e altri) non capiscono, o fanno finta di non capire. Esprimersi in maniera dotta, almeno finora, non è reato. In particolare quando la materia di cui si tratta è questa, ovvero il Beethoven più misterioso e sublime, quello che riesce ad esprimere in musica l'agghiacciante silenzio interiore che accompagna la sua sordità, con quella "Arietta" che sembra dilatarsi verso l'infinito... insomma quando l'oggetto di cui si tratta è Arte, Sentimento, Vita, mi spiegate perché diavolo mai il linguaggio dovrebbe mantenersi terra terra ? Per il resto, condivido il giudizio sull'interpretazione di Benedetti Michelangeli (che conosco anch'io) e mi permetto di consigliare, quasi come contraltare, anche quella di Claudio Arrau, che riesce a dare contorni più nitidi a questo prodigioso esempio di "silenzio in musica", il che non è detto sia quello che Beethoven voleva, ma è di sicuro di grandissimo effetto.
Genesis Trespass
Voto:
Qui la perfezione non è ancora stata raggiunta, ma ormai ci siamo vicini ("Nursery Cryme" sarà il primo di una incredibile serie di capolavori, purtroppo non lunghissima).
Renato Zero Amore Dopo Amore
Voto:
Per cercare quello vero, di Renato, bisogna andare parecchio indietro, e comunque è durato davvero pochino: io salverei l'album "Trapezio" (1976) e poi qualche canzone isolata, ma mai un intero disco decente. Secondo me l'inizio della fine è stato proprio quel "Mi vendo": promessa mantenuta. Anche troppo
Renato Zero La curva dell'angelo
Voto:
Che abbia una bella voce è l'unica cosa su cui sono d'accordo. Ma qualche cosuccia dovrà contare anche quello che canta, o no ? E su questo è inutile tornarci sopra: da 30 anni e passa ci rifila le solite fregnacce da diario di adolesecente decerebrata/o (e il grosso del suo pubblico va ricercato in questa categoria, oltre che tra qualche tardone/a nostalgico/a che non si vuole rassegnare a non aver più 12 anni). Lo dice uno che appunto a questa fatidica età era affascinato da questo divo di plastica, ma già verso i 15 non ne poteva più di tutta questa tronfia retorica, dei monologhi alla fine di canzoni insulse, e di tutto l'armamentario da baraccone del nostro Renato. Salvando ovviamente solo la voce
Antonio Vivaldi Le Quattro Stagioni
Voto:
E' la più strana recensione classica che abbia mai letto finora. O meglio, più che altro è l'espressione di uno stato d'animo, senza il minimo accenno all'opera che lo ha provocato. Un modo di scrivere che personalmente non condivido, ma che non mi senmbra giusto neanche disprezzare "a prescindere" come alcuni hanno fatto. Piuttosto mi chiedo: se una tale overdose di sensazioni sconvolgenti è associata ad una musica elegante ma tutto sommato non profondissima come quella di Vivaldi, sarei curioso di conoscere quali sono le reazioni di MuSo quando ascolta di una sinfonia di Brahms, per non dire di una di Mahler.
Frank Zappa Absolutely Free
Voto:
Ho solo 4 dischi di Zappa, tra cui questo. Un motivo ci dovrà pur essere. Incredibile che mancasse ancora la recensione: grave lacuna, colmata egregiamente
Zucchero Blue's
Zucchero Blue's
21 apr 06
Voto:
In genere il contadino smesso di Roncocesi mi fa pensare a robuste braccia rubate all'agricoltura, che pure nella sua zona è anche molto redditizia. Però due suoi dischi li salverei: uno è questo, l'altro è "Oro incenso e birra". Nulla di speciale, intendiamoci, ma un buon easy-listening italiano. Il blues è da cercarsi altrove. Salverei anche la recensione