Grasshopper

DeRango : 5,88
DeEtà™ : 7973 giorni • Qui dal 11 agosto 2004
Francesco De Gregori Pezzi
Voto:
Il ragionamento di primiballi non fa una grinza, però secondo me esiste anche un valore "assoluto" e quello del De Gregori attuale dylaniano è più sintetizzabile in un 4 che in un 5, voto invece più adeguato al De Gregori poetico di "Rimmel" e di "Alice non lo sa". Questo disco, che ho conosciuto solo dopo parecchi mesi dalla sua uscita, mi sembra la degna continuazione dell'ottimo "Amore nel pomeriggio". Recensione esauriente, ma (secondo me) sciupata dall'esame dei brani uno per uno e per di più in fila, il che la rende un po' troppo schematica
Enya Amarantine
Enya Amarantine
27 dic 05
Voto:
Oltretutto la "diafana inglesina" è in realtà irlandese e si è fatta le ossa in un gruppo storico del folk celtico, i Clannad, nei lontani anni '80. Tutt'altro che musica per casalinghe represse. Proprio non ci siamo. Comunque per superare le tue tremende prevenzioni contro la povera Enya ti consiglio di partire dai primi due dischi "Watermark" e "Shepherd moons" (come dice anche michi). Poi ne riparliamo, magari in maniera più serena e consapevole. Sai cosa mi fa incazzare di questa recensione ? Che di solito le tue stroncature sono ben motivate. Questa invece sembra uno sfogo e basta
Enya Amarantine
Enya Amarantine
27 dic 05
Voto:
Ancora non conosco il disco in questione, ma penso che prima o poi lo ascolterò, essendo tra quei "Tavor-dipendenti" che dal lontano 1988 (Watermark) segue questa splendida artista, colta e al tempo stesso popolare. E' vero che fin dal penultimo "A day without rain" ha mostrato un certo logorio delle formule che avevano prodotto il magico equilibrio dei primi dischi (specie i primi due) e non escludo che questo declino sia continuato in questo ultimo disco, ma ciò non autorizza nessuno (neanche se si chiama The Punisher) a fare piazza pulita dell'intera sua carriera solo in base ad un disco venuto un po' peggio (ammesso che sia vero) in modo del tutto arbitrario e soprattutto senza nessun argomento, ma solo con una serie di invettive. Pessima recensione.
Franz Liszt Christmas tree-Via crucis
Voto:
Prima che mi corregga qualcun altro: volevo dire "se fossi vissuto nell'800". La prima metà è un po' poco
Franz Liszt Christmas tree-Via crucis
Voto:
Lino Banfi si è inserito di nascosto nella mia mente (mamma mia che paura !) e mi ha fatto scrivere "tesche", che ovviamente sta per tasche. Ne approfitto per fare gli auguri a te e a tutto il "loggione" dei classicomani di debaser
Franz Liszt Christmas tree-Via crucis
Voto:
Se fossi vissuto nella prima metà dell'800 da quel conservatore (musicalmente parlando) che sono, avrei sostenuto la fazione di Brahms e dei cultori della tradizione, che si battevano contro le spettacolari innovazioni di Liszt, Berlioz e (più tardi) Wagner per mantenere la purezza del classicismo anche nella musica ottocentesca. Il che non mi impedisce di apprezzare molte opere di Liszt, in particolare i due Concerti e la Sonata, ma anche gli Studi Trascendentali, i Sonetti del Petrarca e altri piccoli pezzi. Il Liszt che mi convince meno è quello pomposo dei poemi sinfonici, ma quando ha a che fare con il pianoforte si sente sempre che si tratta di uno strumento che conosceva come le sue tesche. Quest'opera non la conosco, ma la recensione, ottima come al solito, mi sembra anche un eccellente consiglio per un acquisto.
Lucio Dalla Dalla
Voto:
L'ultimo tassello del trittico, come lo chiama Enea, lo trovo un pelino inferiore agli altri due ("Come è profondo il mare" e "Lucio Dalla 1979") forse per via di un ottimismo un po' forzato verso il futuro, che comunque ben venga se ci regala brani come "Futura", purtroppo lontanissimi dal misero Dalla attuale. Il cece da un po' di tempo lo trovo un po' sparagnino, il che per un logorroico come me non va a suo favore, ma è solo una questione soggettiva
Cream Disraeli Gears
Voto:
Mi accodo. Giustizia è stata fatta: giudicare da 3 un disco del genere francamente non aveva senso
Giorgio Gaber Far finta di essere sani
Voto:
Due bellissime recensioni in un giorno sullo stesso disco di Gaber. Due raggi di intelligenza che illuminano per un attimo il buio fitto dell'imbecillità collettiva prenatalizia, invitandoci a pensare come sarebbe piaciuto a G.G.. Ci volevano davvero.
Pink Floyd The Dark Side Of The Moon
Voto:
Enea, sei sempre faceto, ma hai capito benissimo. Comunque ribadisco: la recensione sarebbe da 3, se fosse la prima. Un punto glielo leva il fatto di essere un triplone abbastanza (se non del tutto) inutile. Almeno per me, si capisce. Altri invece ci si sono accaniti dicendo che è uno schifo e appioppandogli un 1.