mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7206 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Der Blutharsch Der Blutharsch
Voto:
C'è secondo me più totalitarismo in una bella figa di un cartellone pubblicitario, che nella musica dei Der Blutharsch, che arriva a molte meno persone, che non fa proseliti, e che la cui immagine è da considerare più una posa di chi si deve imporre sul mercato discografico con una immagine ben precisa che altro.
Der Blutharsch Der Blutharsch
Voto:
Hal, mi sembra di capire che il problema di fondo rimanga come valutare un'opera. Nel campo dell'usufruizione personale, ognuno può fare la valutazione che meglio crede. Io però ho preso seriamente il ruolo di recensore. Nel momento in cui mi rivolgo ad un pubblico, cerco di dare una visione completa dell'opera recensita, sia per quanto riguarda la forma che il messaggio. Se da un punto di vista personale questo album dei der blutharsch può piacere o meno, dal momento che mi affaccio su una platea, non posso negarne il valore storico, il carattere innovativo, il fatto che prima di quest'album una musica di questo genere non esisteva, o almeno non esisteva in quella forma e in quelle modalità. Sono aspetti che non si possono tacere, e che in un contesto "pubblico" acquisiscono una rilevanza maggiore rispetto al messaggio, proprio perchè la recezione del messaggio è una cosa personale e riguarda solo ed esclusivamente la sensibilità del recettore, che, criticare a livello di recensione sarebbe poco professionale ed antipatico. Il recensore deve dare tutti gli elementi affinchè il lettore capisca. Scindere fra messaggio e forma è una mutilazione, ma è egualmente riduttivo ricondurre tutto al messaggio. In questo modo non esisterebbe più comunicazione nel mondo artistico, e tutto si ridurrebbe a diatribe sulle diverse visioni del mondo. Blow up, pur avendo un target diverso, nel libro sui "600 dischi da avere" ha riconosciuto a band come death in june, current 93, coil e nurse with wound il loro posto nella storia della musica. E non penso che la redazione di blow up, per questo, sia composta da fascisti o satanisti. Sempre blow up ha dato 7 a lavori di der blutharsch e boyd rice. Rumore, mi pare, ha addirittura accolto a pieni voti l'ultimo dei der blutharsch. E' così, secondo me, che bisogna parlare dell'arte quando di parla ad un pubblico più vasto. Come non mi sembrerebbe giusto cassare un capolavoro dei black flag solo perchè istiga alla violenza e perchè quello che ci canta (henry rollins) è un violento (rinomate le sue scazzotate!). Ne consegue che, se è lecito nutrire delle perplessità quando si associano "artisti" come der blutharsch e rigoni stern o levi, che parlano della stessa cosa partendo da presupposti opposti, al contempo sarebbe ingiusto non riconoscere ai primi un innegabile talento nel saper decrivere quelle tematiche. Danno il loro punto di vista, che può indignare, e che sta a ciascuno valutare in base alla propria sensibilità, ma un recensore deve riconoscere loro la capacità espressiva di mettere in musica certe sensazioni. E' in questo passaggio, temo, che non ci comprenderemo mai, un passaggio in cui vedi in me una certa sofferenza interpretativa, dove in realtà si tratta di cercare di descrivere un'opera, restituirla nella sua integrità, nelle sue contraddizioni, nella sua molteplicità interpretativa, possibilmente cercando di non urtare quelle persone che appartengono al target a cui questa opera è evidentemente indirizzata. Beninteso, è detto che non ci riesca. Infine: il profilarsi di focolai neo-fascisti è un fenomeno che qualcosa di inquietante? Ovvio, ma quando scrivo una recensione non mi impongo una missione civica, cerco solo di ampliare le conoscenze altrui da un punto di vista musicale. E' inquietante il solo parlare di certe cose? Le sbrodolate apparentemente fuori luogo nei miei post, vanno proprio a correggere queste visioni che non posso esprimere in sede di recensione: la storia va conosciuta proprio perchè non si ripeta. Francamente non penso che tornerà un nazismo bis, almeno in quelle forme e modalità. La storia si ripete ma anche si evolve o involve. I focolai fascisti sono oggi più fenomeni da stadio che veri movimenti sovversivi. A mio parere il rischio più grosso è che sistemi di eterodirezione più soft ed evoluti prendano il posto ai vecchi omini in divisa ed alle parate militari. C'è secondo me più totalitarismo in una bella figa di un cartellone pubblicitario, che nella musica d
Der Blutharsch Der Blutharsch
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beninteso, a meno che un morto ebreo valga di più di un bambino dell'iraq...e con questo non giustifico nessuno, anzi accuso tutti, me in primis...
Der Blutharsch Der Blutharsch
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...al mito della rivoluzione culturale di Mao non ci crede più nemmeno mio nonno...). Ecco che mi espongo all'ennesimo fuoco di interventi indignati, ma ci tengo a dire che questo post non c'entra niente con i der blutharsch ma segue gli ultimi post che mi sono sembrati, per sensibilità personale, un po' superficiali e per certi aspetti offensivi. Lungi dall'ergermi a moralizzatore, mi pemetto di lasciare solo ed esclusivamente la mia opinione, nello spirito di libertà che anima questo sito e per lasciarvi uno spunto riflessivo. Certe volte, conoscere i propri limiti, aiuta a capire meglio certi meccanismi della realtà...morte e suicidio (il mondo che si autodistrugge non è una sorta di suicidio di massa?) non sono cose da sedicenni, ma sono cose che ci circondano e su cui si basa la nostra esistenza, e bisognerebbe parlarne più spesso...chi non conosce il nemico, ne è più facilmente sopraffatto...
Der Blutharsch Der Blutharsch
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vedo che i toni sono divenuti civili...bene, non mi proponevo di smuovere opinioni, nè tanto meno mi sono impermalosito - io non conosco voi, voi non conoscete me, ci si giudica attraverso lo spazio limitato di queste poche parole. Posso capire che molti s'indignino al solo parlar di certe cose, è un comportamento legittimo, e io non ho certo bisogno di farmi bello ascoltando questa musica, ci mancherebbe...come già dissi in un post, mi sono affacciato tardi su debaser, molti dischi che amo erano stati recensiti, e quindi mi sono tagliato il ruolo di recensire filoni non battuti...pensatene quello che vi pare, oggi ne sapete senz'altro di più su folk apocalittico e der blutharsch, e in un certo senso è un arricchimento e non una provocazione quella che porto. La dimostrazione è che vi parlo senza attaccarmi a dettagli opinabili dei vostri post per vincere chissà quale battaglia...la volontà di comunicare è sempre alla base dei miei interventi, che non vogliono offendere, prevaricare nè mancare di rispetto a nessuno. Chiuso il discorso Der Blutharsch, chiuso il discorso arte, chiuso il discorso recensione, vorrei aggiungere un'ultima cosa (ci tengo a dirla e a molti apparirà fuori luogo, ma mi occorre per rispondere agli ultimi post, e spero che non verrà fraintesa): molti si indignano per temi come suicidio, morte e guerra. Bene, la trovo una cosa per certi aspetti incoerente e ipocrita, soprattutto nel mondo in cui viviamo. Fortunatamente la morte non ci sfiora, ma ciò non significa che una cosa invisibile non esista. Io sono molto critico, sia verso la storia che l'attualità, e demonizzare certi mostri della storia è giusto, ma non deve fare da velo per tollerare bruture che ci circondano o di cui siamo indirettamente responsabili. Per esempio è interessante come suicidio e regime confluiscano nell'atto più semplice e banale della nostra vita opulenta: fumarsi una sigaretta. Ragionateci un attimo: il fumatore non è forse un suicida ed al contempo l'ultimo, irresponsabile o inconsapevole, anello di un sistema globale che tollera, legittima ed utilizza regimi sanguinari e mantiene nella schiavitù intere popolazioni o ne impedisce lo sviluppo? La sigaretta è solo un esempio, anche un caffè fa parte di questo meccanismo, come qualsiasi altro bene di consumo. Allora, chi si erge a moralizzatore, tenga ben presenti gli effetti, vicini e lontani, delle proprie azioni e si faccia un'esame di coscienza. Uccidere non significa solo ammazzare direttamente una persona. Con questo non voglio equiparare un tranquillo cittadino dell'occidente ad una sanguinaria SS. Certo che no, ma nemmeno si deve puerilmente credere che i tedeschi del nazismo siano divenuti tutti ad un tratto "cattivoni", bestie immonde. E mi rivolgo a coloro che fanno scienze politiche e dovrebbere ben saper analizzare certe cose. E' più lecito, a mio parere, parlare di una sindrome psicosociale che si preparava da tempo. Hitler? Un idiota psicotico che ha saputo cavalcare un'onda già esistente. La recluta SS? Un individuo che, in seno allo scoppio di una sindrome psicosociale e rincoglionito dalla propaganda, vedeva una realtà trasfigurata e pensava di compiere il proprio dovere. Sì, il proprio dovere, in forme di responsabilità diverse, proprio come tutti noi, che viviamo la nostra vita, pensiamo di compiere il nostro dovere, con i nostri caffè e sigarette e quant'altro. E' forse indispensabile? E' la natura umana che ce lo chiede? Chiedetevelo ogni mattina quando prendete la macchina, mangiate, bevete, consumate. L'altra settimana, ve lo ricordo, si è tenuto un altro incontro fra scienziati riguardo al degrado ambientale della terra (10 anni per salvarlo, per la cronaca). Ma noi si contina a guidare, e fare la nostra porca vita. E noi qui a dire cazzate, a condannare ciò che dalla storia è già condannato e perfino rivalutando il buon vecchio Mao (chiedetelo al dissidente spedito ai lavori forzati quanto era buono Mao...al mito della rivoluzione culturale di Mao non ci
Der Blutharsch Der Blutharsch
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ma la cosa strana è che più o meno la pensiamo tutti alla stessa maniera, non penso che ci sia fra i commentatori un apologeta del terzo reich...nel mio piccolo, cerco sempre di portare avanti un discorso, condivisibile o meno, di modalità di usufruizione/recezione dell'arte (o come diavolo si vuole chiamarla), ma la politica (che certo è una componente importante della faccenda), porta a banalizzare tutto e reiterare i soliti, sterili battibecchi. il commento giusto sarebbe stato "caro memento, pur disapprovando l'opera recensita, ho apprezzato il tuo sforzo nel cercare di dare una visione chiara degli umori che pervadono l'opera, non contaminandola da giudizi di valore. semmai memento, che ci trovi di tanto ganzo in questa cazzo di musica?" strano, però, che nessun fascistissimo intervenga mai a questi forum a difendere i propri ideali, o almeno i der blutharsch...ora chiudo il pc e me ne vado a casa, ci sentiamo...
Der Blutharsch Der Blutharsch
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nick, c'è anche la versione Nerone, che più o meno è come quella di hitler, l'unico inconveniente è che devi prima dare fuoco alla casa...
Der Blutharsch Der Blutharsch
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ovvio che insindacabile è riferito ad un contesto in cui le persone non si conoscono e quindi non si pretende di criticarle...tanto piò in un sito di musica...non credo, infine, che le scelte personali siano dettate solo da volontà e da razionalità, ma da tutto il bagaglio esperenziale della persona, dalla condizione sociale, dal contesto culturale, e anche da un pizzico di predisposizione biologica. per questo stare a fare la gara fra quale ideologia è più ganza o fare la gara fra queale delle due abbia ammazzato più persone mi sembra futile in un contesto in cui al massimo possiamo battibeccare come vecchie suocere. o almeno io non avrò la leggerezza di giudicare, si facciano pure avanti gli altri. Arte? E che cos'è l'arte? Anche un cassonetto dell'immondizia fra qualche anno potrebbe divenire un reperto. Non sarò io a sindacare, ho visto mostre in cui si faceva passare per arte un piatto di spagnetti pitturato, vitelli sgozzati, cataste di bulloni, che ne so io cos'è l'arte? chi lo sa? ovunque ci sia qualcuno che ha da esprimere qualcosa e qualcuno che ha da recepirlo c'è arte. altra cosa: so bene cosa pensi julius, ma non me ne frega un cazzo, nella recensione penso che il suo messaggio sia passato, ma anche cosa io ci abbia tratto di buono (una visione desolante della guerra, che non può essere altrimenti). Infine: perchè dovrei prendermi per il culo? Perchè sono un fascista che non vuole ammetterlo a se stesso? Allora vi dico un mio pensiero: secondo me (opinione personale), destra e sinistra non si pongono su un asso orizzontale, bensì verticale: in basso ci sta la destra, più vicina alla condizione bestiale dell'uomo, individualistica, egoistica. Sopra ci sta la sinistra, a rappresentare una visione più ampia: il sociale, senso comunitario e la difesa di tutti quei diritti di civiltà che cozzano con la natura bestiale dell'uomo e cercano di superarla facendo leva su altri tratti insiti nella natura umana (solidarietà, senso di appartenenza al branco ecc.). Bene, l'uomo secondo me è ancora a metà strada, fra istinti bestiali da sublimare e utopia, proiezione di un sè migliore. Io, come l'uomo, sono nel mezzo, e pure io oscillo fra civiltà e bestialità. Evidentemente, ascolti di questo genere stuzzicano i miei istinti bestiali, giustamente tenuti a freno nella dimensione sociale. l'arte, l'intrattenimento e la cultura servono anche a questo.
Der Blutharsch Der Blutharsch
Voto:
bene, vi siete sfogati? Ora vi dico la mia. Dunque, non voglio entrare in polemiche politiche, ammettiamo solo che l'adesione ad una ideologia piuttosto che un'altra è cosa individuale e quindi insindacabile. Detto questo, io sono uno che s'impressiona solo a vedere un filo spinato, mi sono ritrovato a commuovemi su documentari di storia, sono un assiduo lettore dei vari Remarque, Celine, Malaparte, Rigoni Stern e Levi (proprio adesso sto leggendo "La Tregua"). Bene, nelle pagine crude e struggenti di questi testimoni diretti degli orrori della guerra, non c'è niente di bello, c'è solo desolazione, morte, PUTRESCENZA (termine che ha suscitato l'ilarità di molti, io non saprei come altro descrivere il cortile fangoso di un campo di concentramento). Poi capita d'imbattersi in una musica che, sebbene partorita da coglioncelli di oggi che la guerra non l'hanno vista nemmeno dallo specchietto retrovisore, riesce a comunicare questa desolazione, morte, putrescenza. E' il miracolo dell'arte (o chiamiamolo intrattenimento, se proprio non vi va già questo termine), una musica che è più eloquente di ogni documentario o foto di repertorio, proprio perchè non ha funzione documentativa, ma è fatta per esprimere e suscitare emozioni. Io vi sfido ad ascoltare, di questo album, in successione i brani sei, sette ed otto. In particolare, lo stacco fra la sette e l'otto: il fragore dei tamburi, una terribile voce che in tedesco grida in lontanza, silenzio, e poi l'inizio della Morte, una marea sintetica di 5 minuti che non ha niente di allegro, niente di fieramente bellico, niente di cool, ma comunica solo smarrimento, sgomento, pericolo incombente, incertezza, presagi negativi, desolazione e morte, almeno quanto possono fare le pagine di Levi e Riconi Stern. Detto questo, non me ne frega un cazzo di chi sia chi ha suonato questa cosa e cosa pensi, mi interesso esclusivamente del significante, che mi colpisce, mentre il significato glielo dò io con la mia interpretazione soggettiva. Soggettiva! Detto questo, ci sono due modi di recensire un album di cui non si condivide il messaggio di fondo: uno ironico (si vada, per esempio, a vedere la mia recensione su Boyd Rice and Friends) oppure esprimere fedelmente (turandosi il naso, se necessario) quello che l'artista ha voluto esprimere. Questa operazione (che io ho definito ironicamente nazi-transfert) può essere criticata solo nella vanità, nell'autocompiacimento del recensore per tematiche macabre e irraccontabili, ma ha il vantaggio di non urtare la sensibilità di chi la pensa diversamente (in questo caso chi aderisce a ideali di estrema destra). E' stato quindi un atto di rispetto ai potenziali interessati a questo album, e a questo punto mi dispiace di aver urtato la sensibilità di altri, che però non capisco quale malsana curiosità gli abbia spinti a leggere una recensione che a regola non dovrebbe interessarli. Comunque, per fare definitivamente pace, vi consiglio questa ottima terapia (io la pratico ogni sera): provate a vestirvi da Hitler, andate davanti allo specchio, poi tirate il cazzo di fuori, ficcatevelo fra le cosce, mimate una succulenta figa da Terzo Reich, e poi agguantatevelo dal dietro e fatevi una sega. Mai provato?
Today Is the Day In the Eyes of God
Voto:
ho letto cose buone sull'ultimo album, che è molto violento (il nuovo batterista ha militato nei Nile) e che addirittura austin ha voluto sperimentare delle atmosfere world music/free jazz in stile don cherry...più in generale i today is the day rimangono una band sopra la media, e di certo non deluderanno, ma penso che il loro percorso si sia esaurito con sadness will prevail...io li ho lasciati un po' perdere...