ntro in questa pagina dove un nostalgico (trentenne?) ha l'infelice idea di abbinare Leopardi e magia rosa con dosi di impalpabile
ironia. La scelta è insolita, sì, ma andava evitata a mio avviso.
@Percy: un disco non acquista valore intrinseco,
ma lo ha in sè, appunto, altrimenti
dovremmo parlare di valore affettivo, che può nascere al primo ascolto e/o affievolirsi/aumentare col tempo. E quindi non credo che questo valore,
enormemente relativo, abbia molto a che fare con i contenuti della musica, ma piuttosto con la nostra esperienza e quindi con il nostro gusto/piacere,
ossia il nostro strumento inconscio atto a valutare indi gradire/disprezzare forme e contenuti, che, in quanto realizzazioni astratte (concetto e
formulazione di musica) e materiali (riproduzione e lirismo) di idee partorite ab aliis, non possono che risultarci estranee anche dopo averle ben assimilate.
Caro Neu!, se the Piper è migliore (ossia ha maggior valore intrinseco) di Meddle, non è certo un fatto di quanta mera percentuale di forma o contenuto
ci sia
nell'uno e quanta nell'altro; migliore lo è, certo, ma per ben altri motivi, che emergono dallo stesso campo dove ci è concesso di differenziare
un Meddle da un A momentary lapse of reason (e di differenze ce ne sono, e non poche), cosa non possibile in base al tuo criterio di percentuali, dove invece
M e AMLOR avrebbero parità di forma, giusto? Forma e contenuto sono due elementi cardine della musica, vanno a braccetto, e il privilegiare l'uno rispetto all'altro,
da parte dell'artista, facilmente influirà in negativo sul risultato finale. Ma questo non è che un piccolo passo, di fatto l'artista emerge o si eclissa in base alla
QUALITA' di quella forma e alla QUALITA' di quei contenuti. La religione è tutta forma, lo sport è tutto contenuti, l'Arte (e quindi la musica) sta nel mezzo.