Afterhours Quello Che Non C'è
Voto:
Meno convenzionale? Io ho visto Xabier dopo l'uscita agli Afta, staccava il cavo dalla chitarra e lo passava sul microfono. Vedi un po'te...Non voglio fare un discorso da duri e puri, che sarebbe ridicolo, ma al di là dei problemi che aveva, la sensazione era quella che, dopo la svolta pop, non avesse intenzione di praticare il mondo del successo e che gli interessasse di più il suono. D'altronde, lo ribadisco, ad anni di distanza, la sensazione è che tutte le cosucce strane che stanno in "Hai paura" sono frutto del suo sacco, e non di Agnelli. La scrittura infatti, su per giù, è sempre rimasta la stessa.
Afterhours Quello Che Non C'è
Voto:
@Gustavino, io non provoco un bel cazzo, certo non mi faccio dare patenti di credibiltà da Te, che poi le dai anche a Easy o Vortex e a chissà chi altro. Qui a 'fanculo mi ci mandano solo coglioni del tipo Poletti o Blackdog, e ti assicuro che non è un grosso problema. @Ajeje: proprio "Quello che non c'è" non è un pezzo superpop? Non so se sia un problema di produzione, certo non c'è più Xabier, autore di tutti i rumorini e le devianze di "Hai paura". Trovo che anche "Non è per sempre" sia molto pop, ma meno standard, e forse, con gli anni, lo amo di più perchè sottovalutato all'uscita. Questo, se parliamo di produzione, mi sembra molto "piatto".
Afterhours Quello Che Non C'è
Voto:
Concordo con Te che l'ingenuità sia sempre una bella dote, però mi sembra anche un po'carente di struttura e complessità. Quando si andava a vedere i Marlene,cmq., si aspettava sempre Sonica, e c'è stato un lungo periodo che la suonavano, col passare degli anni, sempre meglio. Finchè sono morti:-)
Afterhours Quello Che Non C'è
Voto:
Uh, oh, Catartica no, è ancora un po' troppo ingenuo. Concordo con Te su Gustavino invece, che infine ha un po' rotto i coglioni. Va in giro a dare patenti di credibilità a gente che ha ascoltato migliaia di dischi e visto centinaia di concerti più di lui. Gustavino, datti una calmatina, che hai rotto il cazzo. Hai tenpo per imparare, per il momento spari solo un sacco di stronzate, E soprattutto non porti rispetto. Il che non va un cazzo bene.
Afterhours Quello Che Non C'è
Voto:
Uh, oh. Tanto per essere in disaccordo con Alessio, questo mi pare forse il punto più basso della loro carriera, assieme a "Ballate", c'è troppo pop scontato, al contrario di "Non è per sempre" e dell'ultimo, dove c'è un sacco di pop strano. Cmq. de gustibus, infine, ciascuno ha i suoi preferiti, al di là di "Hai paura", che è fuori categoria, e, sì, in definitiva, è il miglior disco italiano degli anni '90, perchè negli anni non si è indebolito rispetto ad "Il vile". Pour moi, ovviamente.
Shellac The Rude Gesture (A Pictorial History)
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Vabbè...manca! Il parallelo con la Polaroid che scompare è con Albini che andava in giro a comprarsi tutti i nastri di non mi ricordo quale cazzo di ditta che aveva dismesso la produzione. Pare peraltro che agli Electrical abbiano iniziato a registrare in digitale. Il prossimo, che credo uscirà tra 5/6 anni, me lo farò produrre da Te Ale. Un ciao, che è un sacco che non ci si incrocia, come a Mary.
Endless Boogie Focus Level
Voto:
Ottima pagina. Ghemi esagera quando dice che resterà il dubstep, che è appunto un po'troppo di nicchia, però è vero che le uniche cose interessanti ed un po' nuove si sentono in ambito elettronica, io di dischi con le chitarre quest'anno finora ne ho sentiti proprio pochi di decenti: Vasco, inteso come Brondi, BJM, forse Nicolino, ma, a dir la verità, li cerco anche poco.
Smashing Pumpkins Adore
Voto:
Cinque stelle mi paiono troppe, però è un dischetto sottovalutato. La scrittura popedelica di Corgan qui, talvolta, incanta ancora.
Beck Modern Guilt
Voto:
Ma è possibile che per Te sia tutto strabiliante, fantastico e geniale? Se questo è da cinque stelle, "Mellow gold" e "Seachange", quanto si valutano? Dodici?
Tricky Knowle West Boy
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@Psycho: in parte hai ragione, in parte io qualche disco bello lo riesco ancora a trovare. Come ebbi già modo di dire, l'ultimo Porty lo trovo estremamente noioso perchè fuori tempo massimo in ambito elettronica (dal dubstep dei Burial al battito feroce di The Field, non dice nulla di nuovo). E' molto minimal ma supportato dalla voce iperlamentosa della Gibbons. Anni ed anni per partorire un topolino. Inoltre a me pare che certi nomi, che hanno fatto grandi dischi del passato, lo dicevo l'altro giorno per i QOTSA, hanno questa fascia di fan con gli occhi un po'bendati, per cui sono inrtoccabili. Anche l'ultimo Harvey dissi che faceva piuttosto schifo, ed ad alcuni sfegatati questo non va giù. Il discorso credo sia semplicemente che passati i trenta, io i quaranta, si diventa un po' più obiettivi e meno fanatici, si difende un bel disco, ma non un gruppo, cosa che non mi pare abbia un gran senso.
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