Voto:
Valerio Rivoli: l’uomo che vale quanto il peso del suo uccello: meno di una zanzara,muah,ah,ah,ah….
Ma credevi davvero che sarei rimasto in silenzio a osservare senza reagire, liquame umano?
Vi inviterei a guardare il blog di un sittal essere disgustoso. Disgustoso come la sua immagine, al di là di ogni cattivo gusto umano e sovrannaturale. La pagina si apre con un’orribile song, dal titolo “Sogni Spaventosi” (si, perché, dopo averla ascoltata sai solo che, durante la notte, potrai attenderti solo incubi); song che plagia in maniera a dir poco spudorata la sound track dei film di James Bond.
Proseguendo, si legge sul suo “curriculum” che, il nostro “amico” (mica tanto) ha (udite, udite…): “Suona il basso come sosia di Paul McCartney per cover band dei Beatles”…. Muah,ah,ah,ah,ah,ah,ah,ah!!!! Ma si può essere più cerebrolesi di così? Autoumiliazione a 360 gradi.
L’immagine di Rivoli è, a dir poco, sconcertante: non ha un suo ego ma imita, in maniera squallida, i beoti che spopolavano negli anni 50 e 60: sembra di osservare uno dei cugini di campagna in versione 2008. Uno skifoooooo….
Andiamo avanti: la foto più sconcertante è quella che vede il nostro coglionaccio vestito da glamster: ma egli non si faceva portavoce del non senso, per ciò che concerne gli stereotipi metal tout-court? Ed il glam? Valerio appare come un frocio, un omosessuale o, magari, come un trans in piena estasi da godimento post—orgasmo. Osservando la sua posa sulla cover del suo album autoprodotto (evidentemente dovuto al fatto che, alla maggior parte delle case discografiche, sia esse piccole che grandi, avrà messo addosso la diarrea per mesi) è possibile interpretare quello che è l’animo interiore di Rivoli. Un ragazzino, mentecatto, sodomizzato sessualmente dai genitori in fase pre-matura. Ciò è constatato dal fatto che, Rivoli, non inserisce una sua foto reale nel database di DeBeaser. La ragione è ovvia: si vergogna troppo di se stesso, della sua infanzia travagliata da ricordi di pedopornografia nei quali, egli, era primo attore protagonista. Mentre, attualmente, è diventato regista. Ma, proseguiamo. Rivoli non inserisce una sua foto. È palesemente convinto del fatto che, chiunque, lo potrà insultare. Ma: perché? La ragione è ovvia. Essendo un liquame umano, un essere disgustoso, un viscido lumacone senza guscio, uno schizzo di sperma “errato” in quel che doveva essere un normale atto di stupro di un genitore, evidentemente,, violento e pedofilo su una madre lesbica e puttana, valerio si ritrova a nascere per sbaglio. Portato in ospedale, la mammina putta nona, ebbe la geniale idea di scambiar le culle per portarsi a casa un altro e lasciar il signor Rivoli ai poveri malcapitati di turno. Che di egli ne abusarono sessualmente,. Il patrigno inculava il figliastro che, a sua volta, succhiava il cazzo dello zio, per poi leccare la farfallina alla mammina, degna succeditrice della meretrice babilonese che lo mise al mondo urlando.
Dopo un’infanzia a dir poco travagliata, rivoli si dà alla musica, senza riscontri alcuni. Visto che, oltre a non saper suonare un cazzo, e far finta di suonare il basso, registra alcuni brani (che conosce solo lui), nonché un album “Dammi un’altra notte”, evidentemente dedicato alla puttana della madre che, non vedendosi leccare più la farfallina da parte del valerino, iniziò a percorrere la via dell’autolesionismo, ascoltando “Sogni Spaventosi”, procurandosi incubi spaventosi, degni dell’altra notte dedicatagli. Ma c’è di più: dammi un’altra notte è sinonimo di: VALERIO: NON SCOPO MAI, perché solo un astensionista del sesso avrebbe potuto intitolare un disco così (disco lo si definisce solo perché è di forma tonda, circonferenziale).
Rivoli sogna di andare alle Bahamas…. Si,per poter tentare di plagiare i poveri idioti con i suoi sogni spaventosi dell’altra notte mai concessagli da nessuna donna che non sia stata la mamma puttana, ovvio. Alle Bahamas: nessuno si è mai chiesto la motivazione. Ebbene, si scopre che Rivo