Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6870 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Andrew Hill Point Of Departure
Voto:
Ma che sfigurare! Già la scelta dell'album e la passione con cui ne parli ci fa capire che sei uno dei nostri. Non siamo moltissimi in questo sito ad amare e conoscere il jazz, comunque...i nomi presenti più pochi altri che sicuramente arriveranno in un paio di giorni. Benvenuto!
Michael Brecker Michael Brecker
Voto:
In effetti il paragone non è tra i più azzeccati, in comune hanno solo che sono due mostri tecnicamente e che non sono a mio avviso molto ricchi di idee musicali. Ovvio che Weckl se la sogna la versatilità e la (relativa) profondità di Brecker, ma forse è anche questa "eccessiva" versatilità il tallone d'Achille di Brecker. Ok sa suonare tutto bene, può fare fusion, può fare pop, può fare jazz...ma non c'è niente in cui abbia eccelso, in cui si sia DAVVERO distinto. Fermo restando che rispetto molto la sua statura di strumentista.
Michael Brecker Michael Brecker
Voto:
P.S.: fanculo l'happy end.
Michael Brecker Michael Brecker
Voto:
Non l'ho mai trovato un musicista creativo, anch'io come Odra ho avuto l'impressione di perdere tempo quando l'ho sentito. Tecnicamente era in cima, ma non basta. Dice bene il nostro NORMALE Giammarco (ti prego di non definirlo GRANDE), cioé che suonava in maniera troppo lineare. Stesso problema ha un altro mostro della tecnica (batteristica), Dave Weckl, che ti rompi le palle dopo due minuti e sembra la musica della playstation.
Andrew Hill Point Of Departure
Voto:
Questa la volevo fare io! Hill è un vero genio incompreso del suo strumento. Si potrebbe dire che è un Monk con più tecnica e ancora più anticonvenzionale. Questo immancabile disco (uno dei miei preferiti di sempre), insieme ad "Out To Lunch" di Dolphy, sono i due grandi capolavori del modernismo Blue Note anni '60. E guardacaso hanno molti musicisti in comune: Eric Dolphy, Richard Davis e soprattutto Tony Williams, che veramente non hanno eguali. Parole di Hill: "Richard Davis is simply the best bassist in the existence" (tecnicamente parlando). Parole di Dolphy: "Tony is astounding. He doesn't play time, HE PLAYS!!". Comunque l'unico musicista che a mio avviso non fa una prova maiuscola in questa circostanza è Kenny Dorham. Lo trovo un pochino fuori contesto, questa è musica davvero troppo tosta per lui! Complimenti per la scelta. Ribadisco l'importanza del suo primo disco solista, "Black Fire", e aggiungerei alla lista dei titoli di Hill da avere "Andrew!!!" del '64, che ha visto la luce recentemente. E sentite come suona in "Our Thing", disco solista di Joe Henderson (anch'esso da avere). Alfred lion rimase folgorato da quella sessione, l'esordio di Hill, e volle assolutamente registrare TUTTO di lui. La stessa cosa gli era capitata soltanto col già citato Monk e con un altro geniale pianista-compositore, Herbie Nichols.
Bernardo Bertolucci Il Tè Nel Deserto
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Perché The Dreamers sarebbe una porcata? Io l'ho trovato molto evocativo e ben fatto, e descrive una temperie culturale piena di fermenti, l'isolamento intellettuale, il loro microcosmo, il loro ambiguo triangolo (psicologico ancor più che sessuale)...pensate che bello poter vivere come loro, appagando continuamente sensi ed intelletto, immersi in cibo, vino pregiato, sesso e arte. Sarebbe un sogno, lo stesso sogno che i tre credono di poter portare avanti (The Dreamers, i sognatori, ovvero gli idealisti, ovvero i filosofi). Magari sarà un film troppo ricco di citazioni, e forse il tema della trasgressione e della "vita libera" avrà rotto le palle a qualcuno, però perché non motivate meglio? Tra l'altro la colonna sonora è molto bella e almeno l'attore che impersona il fratello (Teo?) mi sembra molto valido...insomma un 4 pieno glielo darei!
Keith Jarrett Trio My Foolish Heart - Live At Montreux
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D'accordissimo con ciò che dici! In effetti in quel caso il pubblico ha sbagliato sicuramente. Magari a Perugia Jarrett, memore delle brutte esperienze precedenti di Verona, o altri luoghi, è partito prevenuto nei confronti del pubblico e ha messo le mani avanti, in maniera un po' troppo esasperata e sgradevole però! Io continuerò sempre ad amarlo molto come artista, per quello che ha dato alla musica. E sono uno che, come te, si adegua quando si sta a "casa d'altri". E mi sta sul cazzo chi non lo fa. Ma al tempo stesso non va bene se APPENA METTO PIEDE in "casa tua", tu mi aggredisci verbalmente, fai l'isterico, il bisbetico della serie: "allora stronzo, regola numero 1, non pisciare sul tappeto, e regola numero 2 non ti scopare la gatta!". Forse la soluzione sarebbe che si esibisse solo in sale da concerto al chiuso, tipo Auditorium, dove sia lui sia il pubblico sono più "concentrati". Il discorso dei soldi era questo: se ho pagato e mi comporto civilmente, ho il DIRITTO di avere un'esperienza appagante. Ma altri, come dici giustamente, si sentono autorizzati a fare un po' il porco comodo solo per quel motivo, e ovviamente non va bene. Ciao!
Herbie Hancock Maiden Voyage
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LSD, in effetti di solito sono molto più Contemplativo! Riguardo i commenti anonimi, ti copio-incollo un mio post che misi all'epoca su un'altra recensione, dove un utente (l'amico Happypippo) fu cacciato dal sito perché reagì alle provocazioni di un anonimo; forse ti renderò più chiaro il mio punto di vista (il tuo è chiarissimo, e in parte lo condivido). "Io personalmente non permetto commenti anonimi nelle mie recensioni, perché ritengo che avere un nick riconoscibile sia comunque in qualche modo un deterrente che scoraggi le persone a trascendere e ad esagerare! Finché si ha un nick, a quel nick è associata una reputazione, e mediamente, eccezioni a parte, una persona registrata ci tiene a non passare da cretino, o da stronzo. Riflettendoci, dunque, qual è il motivo di mettere post anonimi? Il motivo è che ci sono meno conseguenze alle proprie parole sconsiderate, ci si sente "autorizzati" a scrivere DI TUTTO, insultare popolazioni, categorie e singoli, o dire cazzate MOSTRUOSE senza sputtanare il proprio nick. In effetti, per risolvere il problema alla radice, penso sarebbe bene escludere di default i commenti anonimi!"
Bernardo Bertolucci Il Tè Nel Deserto
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Gran bel film, davvero! Comunque secondo me il deserto ispira romanticismo eccome! Forse è la più romantica delle ambientazioni possibili, perché è tragicamente arido, e la pianta dell'amore per sopravviverci deve avere radici molto forti.
Keith Jarrett Trio My Foolish Heart - Live At Montreux
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PRIMI, a Perugia il pubblico è stato esemplare...stavano tutti in religioso silenzio nonostante l'arena all'aperto! Non ha continuato a suonare solo per quel flash, fatto, come ho detto, quando ormai erano in piedi a inchinarsi ipocritamente. Però sono d'accordo con te quando dici che a volte il pubblico italiano è un po' troppo caciarone, e andrebbe EDUCATO! Ma allora la stessa cosa vale per l'educazione degli artisti, infatti dopo la doppia cafonata gratuita di Jarrett (discorso intimidatorio iniziale e l'arroganza finale), Umbria Jazz ha deciso di cacciarlo a calci in culo e non invitarlo mai più! Avrà imparato la lezione? Non credo, d'altronde è lui che dà lezioni all'umanità ("I think the privilege is YOURS to ear us!!", ha detto anche questo), e i suoi concerti son considerati seminari (ci può anche stare, ma perché non lo erano quelli di Bill Evans, che non faceva una piega e continuava a suonare splendidamente anche in mezzo al casino del Village Vanguard?). Il paragone col prete non regge, ed è un po' esagerato secondo me. Il prete ha il DOVERE di far rispettare la sacralità di un luogo considerato per l'appunto SACRO dai fedeli, ma non è stato PAGATO per la messa, non è quindi debitore di una performance. Jarrett ha invece il dovere di stare zitto e suonare bene, finché il pubblico è "adeguato"! Se parte del pubblico si comporta "male", ha anche il diritto di CHIEDERE gentilmente ma con fermezza rispetto per la sua esibizione, e per il resto di pubblico che si comporta "bene"...non minacciare e insultare. Una volta il Jazz viveva all'interno di fumose e rumorose bettole, e i grandi artisti che ci suonavano non si sarebbero mai AZZARDATI ad assumere un comportamento così (carriera finita in quel caso!). Tra l'altro la qualità dell'improvvisazione non ne risentiva minimamente, e c'era, per l'appunto, un clima di FESTA, intesa da alcuni come pura gioia di essere lì a godersi musica bellissima, e da altri, più superficialmente, come divertimento del sabato sera (vado lì, mi faccio un goccio, mi rimorchio una tipa, non importa CHI suona). Comunque c'era CALORE, c'era un'atmosfera viva e pulsante...adesso a causa dell'accademismo vigente il jazz è considerato come la musica classica, la serata di gala cui presenziare, l'appuntamento chic. L'Auditorium riempito da teste bianche snob coi soldi dei Parioli, che non capiscono un cazzo né di jazz, né di musica in generale, ma eccoli a parlare forbiti e compassati, un leggerissimo brusio di sottofondo prima dell'inizio e poi un silenzio FORZATO, non AUTOMATICO; per esempio io sto zitto automaticamente, perché VOGLIO sentire bene. Le teste bianche accanto a me stavano zitte per etichetta, ed erano anche IMMOBILI e con lo sguardo fisso, salvo poi non riuscire a trattenere uno sbadiglio-a bocca chiusa, è ovvio! L'ideale sarebbe che stessero tutti zitti automaticamente, per voglia di sentire meglio la musica, come in effetti è accaduto a Perugia.