Contemplazione

DeRango : 9,45
DeEtà™ : 6869 giorni • Qui dal 20 agosto 2007
Willie Nelson Wynton Marsalis Two Men With The Blues
Voto:
Ahimé, Marsalis non lo soffro. Il suo modo di suonare è o freddo-ipertecnico-noiosissimo, o ultracitazionistico, tipo bignamino dei trombettisti jazz. Non conosco il disco in questione, non mi pronuncio, ma io sceglierei senz'altro qualcosa di diverso per sintetizzare la Grande America. Si parla di jazz e blues? Robert Johnson e Louis Armstrong (con gli Hot Five), gli "originali", tutta la vita!!
Bill Evans Explorations
Voto:
Senza questo disco il concetto di interplay non avrebbe avuto quella spinta in avanti decisiva per rivoluzionare dalle fondamenta il mondo del jazz. Ancora meglio del precedente "Portrait In Jazz", e preludio alle gloriose registrazioni del Village Vanguard, l'importanza storica e artistica di questo album è schiacciante. Qui c'è stile, ricerca del suono perfetto, l'utilizzo di uno spettro armonico larghissimo (proverbiale l'amore di Evans per Ravel e Debussy). Qui c'è corpo e anima (body & soul), c'è il cervello, ci sono pure due coglioni così! Dici bene, Bill sapeva. A chi vuol conoscere Bill Evans, come prima cosa, faccio ascoltare "Israel". Complimenti per la recensione.
Florian Henckel von Donnersmarck Le Vite Degli Altri (Das Leben der Anderen)
Voto:
SPITZPUPE: la Bellezza in tutte le sue forme...
Florian Henckel von Donnersmarck Le Vite Degli Altri (Das Leben der Anderen)
Voto:
Però anche tu sei un po' manicheista...
John Coltrane/Archie Shepp New Thing At Newport
Voto:
SHEPP. PHILLIPS. Buona rece, anche se non condivido l'idea che questo tipo di free "sintetizzi al massimo la realtà del jazz degli anni '60". Prima del '65 (e anche dopo!) c'erano tante altre realtà, forse (diciamolo) anche più stimolanti musicalmente...il già citato quintetto di Miles (l'apice di tutto il jazz), Bill Evans, Paul Bley, Ornette, lo stesso quartetto di Coltrane, e moltissimi altri. In particolare il trio di Jimmy Giuffre con Paul Bley e Steve Swallow (il capolavoro Free Fall) fu artefice di una rivoluzione nella rivoluzione: al marasma generale, urlato e caotico del free più tipico, contrappose un universo sonoro terso, pieno di silenzi, di raffinatezze timbriche, di tensione, di interplay contrappuntale, il tutto in assenza non solo della tonalità temperata, ma di suddivisione metrica, di struttura in battute e anche di un tempo fisso (distinguendosi anche in quest'ultimo punto dal free più selvaggio, poggiato su una pulsazione primordiale costante e abbastanza caciarona il più delle volte). Che dire, il Coltrane di Crescent e A Love Supreme per me ha raggiunto il massimo livello artistico, dopo bisogna fare un distinguo tra alcuni dischi e altri...
Wim Wenders Der Himmel über Berlin (Il Cielo Sopra Berlino)
Voto:
Pura poesia questo pezzo di cinema! Vado troppo di fretta, tornerò a leggerla un'altra volta.
Paoli, Rava, Rea, Bonaccorso, Gatto Live @ Outlet di Serravalle, 11.08.2008
Voto:
Primi, anch'io sempre baci, sia in accordo che in disaccordo ;-)! Non so perché vedi come una qualità il fatto di raggiungere la massa, tutto qui. Miles ha fatto decine di dischi, spaziando come non mai tra i "generi". Fusì, prova con "It's About That Time-Live At Fillmore East 7 March 1970" (vado a memoria, il titolo forse non è precisissimo, ma anche si, chissà!). POTENZA...
Van Morrison Astral Weeks
Voto:
Da 4.5 per me. "The Way Young Lovers Do" è l'apice del disco. Una bella versione quella di Jeff Buckley del "Live At Sin-é". Ole, carino il gioco dei dischi migliori del cantautorato, io ci aggiungerei assolutamente "Songs Of Love And Hate" di Leonard Cohen, e Nick Drake.
Paoli, Rava, Rea, Bonaccorso, Gatto Live @ Outlet di Serravalle, 11.08.2008
Voto:
Oh, e poi prestarsi a suonare all'outlet è di uno squallore...;-) Ma un po' di dignità artistica...questi raschiano il barile senza il minimo buon gusto.
Paoli, Rava, Rea, Bonaccorso, Gatto Live @ Outlet di Serravalle, 11.08.2008
Voto:
Danilo Rea: è un ottimo pianista, ma...perché andare a sentirlo suonare (solo o in gruppo) per la quarta volta? Dopo il secondo concerto il trucchetto non funziona più, lo sgami. Meglio stare a casa a sentirsi i dischi dei geni, o andare a vedere un concerto di un Brad Mehldau vivo e vegeto, il più grande jazzista degli ultimi quindici anni. Uno che ti lascia estasiato, che ti ipnotizza, e non semplicemente intrattiene. Bollani mi aveva impressionato con i suoi soli incredibili sul disco Easy Living di Rava del 2004, quanto di più lirico e bello si potesse sentire. Ahimé non si è più ripetuto, anzi anno dopo anno quelle scintille creative vanno affievolendosi. Basta co sto Brasil, con l'imitazione di Paolo Conte, ecc. Bollà, un po' di musica pura, cazzo! Allevi lo avevo fatto seguire da un punto esclamativo tra le virgolette ((!)), proprio a significare che la sua musica di jazz ha ben poco.