mj64

DeRango : 0,34
DeEtà™ : 6798 giorni • Qui dal 30 ottobre 2007
Kiss Alive I&II
Kiss Alive I&II
14 mag 08
Voto:
indipendentemente dal giudizio per l'opera (che tutto sommato ritengo il meglio della lunga e trascurabile carriera dei kiss), questa recensione (non recenzione) fa veramente schifo. e il voto è peggiorato ulteriormente dall'atteggiamento da bulletto di periferia mostrato con chiunque si sia permesso di criticarti. la padronanza dell'italiano è a livello di quarta elementare, le idee espresse nel testo anche meno, unico concetto condivisibile il definire i quattro tutt'altro che dei mostri di bravura (e definire questo alive il top della loro discografia). cresci, o meglio ancora, dedicati ad altro, piuttosto che lanciare anatemi e minacce di stampo mafioso a chiunque si permetta di dissentire (o forse il termine è troppo difficile per te? significa non essere d'accordo). peace
Van Der Graaf Generator Present
Voto:
non conosco il disco, ma ho appena preso Trisector, che mi pare decisamente interessante, anche se l'assenza di david jackson si fa sentire, eccome. grande recensione, mi sa che a questo punto sarò costretto a rivedere le mie (superficiali) credenze sui vdgg, mai digeriti e mai approfonditi. se sono riuscito a innamorarmi della fase 3 e 4 dei king crimson anche a hammill devo concedere una chance. a presto forse mi esibirò con trisector, se qualcuno che conosce meglio il mondo vdgg non mi precederà
Camel I Can See Your House From Here
Voto:
dai e dai non posso mica dare 5 a tutti i dischi dei camel. la sola presenza di remote romance me lo deve impedire.
però basterebbe Ice (se R.R. è a mio avviso la peggiore canzone dell'intera discografia cammellesca, questa è di fisso nelle prime 3-5) per risollevare il morale. comunque tutto ciò che fa Andy Latimer ha della magia, non c'è verso. Secondo me negli anni '90 il livello è tornato a crescere, abbandonando ogni velleità poppettare. e il fatto che il grande andy sia rimasto pressoché solo (contornato solo da buoni session man) ha reso i dischi più omogenei e ancora più appassionati.
Adoro quest'uomo. La recensione secondo me è da 3,5
Toto IV
Toto IV
10 mag 08
Voto:
Adoro, letteralmente adoro, il Turn Back che tu definisci "album di transizione"......Io la dentro ricordo capolavori come Goodbye Eleonore, English eyes, Gift with a golden gun exetera exetera....
Dieci minuti di applausi: va bene che io come età potrei essere padre di quasi tutti i frequentatori di questo disco, ma sentire che Tambu viene considerato meglio dei dischi storici mi fa rabbrividire.
A mio avviso I e IV sono gran bei dischi (nel quarto c'è un feeling decisamente superiore, gli assoli sono mozzafiato), ma a mio avviso i capolavori sono Hydra e Turn Back. Poi i due successivi sono bei lavori, ma con un grave difetto: non c'è Bobby Kimball!!! Ragazzi, l'anima dei Toto era lui
Toto Toto
Toto Toto
10 mag 08
Voto:
Adriano: in ogni caso definire questo "un capolavoro della musica" lo trovo semplicemente ineccepibile: posso non essere d'accordo sul fatto che sia un buon disco o meno, ma questo non è un capolavoro.
Forse hai fatto a pugni con la lingua italiana o sei semplicemente impazzito. Fatto sta che hai definito questo album un capolavoro.
Toto Toto
Toto Toto
10 mag 08
Voto:
che dire? quando uscì questo disco io c'ero. ricordo ancora Hold the Line trasmessa da Renzo Arbore in L'Altra Domenica. Fu subito amore! La recensione è appassionata e puntuale, anche se forse un pelino ingenua. Per me vale 3,5. Il disco è davvero ottimo, ma a mio avviso un bel gradino sotto il successivo Hydra e anche Turn Back (disco molto sottovalutato). Visti dal vivo a Milano nel 1983, Bobby Kimball è forse il vocalist che più mi ha impressionato nella mia vita, dalla sua uscita in poi i Toto non sono stati più gli stessi. Steve Lukather è un dio della chitarra, steve e jeff (rip) porcaro due grandi. Riascoltati oggi penso che a livello compositivo non siano stati all'altezza delle loro enormi doti di strumentisti, ma restano una delle band caposaldo del periodo 70-80.
Marillion Holydays In Eden
Voto:
che non sia certo il capolavoro marillico ci mancherebbe, sono d'accordo (e fra l'altro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, facendomi abbandonare i marillion per un periodo lungo 16 anni, fino all'anno scorso). però, col senno di poi e ascoltando ciò che hanno fatto in seguito (senza tralasciare anche l'ultimo SWE) credo che non sia il peggio. sì cover my eyes fa schifo (e non l'ho mai cantata e se la facessero a un concerto non sarei l'uomo più felice del mondo), la title track è banalissima e tutto il disco risente di una produzione eccessivamente poppettara. però splintering heart è superlativa (e ancora oggi è un intro stupenda per i live, vista l'anno scorso a milano), the party non è male, no one can sarà una banalissima ballad ma è tutt'altro che una brutta canzone, bel testo melodia che ti rimane (secondo me tante boy-bands del decennio scorso avrebbero voluto averla tra le mani per farne un blockbuster), dry land non è male. insomma, un disco che scorre via, non esaltante ma senz'altro meglio di radiation e forse anche di altri (lo stesso marillion.com si salva in corner perché contiene la stupenda interior lulu, ma come livello generale non è migliore).
infine vorrei spezzare una lancia in favore di H: come voce non si discute, certo non ha l'enormisssssssimo carisma di mister Derek Dick. e come autore di testi, soprattutto dopo essersi liberato dell' <aiuto> di john helmer, si è dimostrato sensibile e raffinato. certo fish è un poeta di livello assoluto, mentre lui è molto meno visionario, scrive meno a strati, è più diretto, ha una vena malinconica e intimista davvero notevole. Diverso, ma non per questo non valido (questa non è rivolta ovviamente a te, godhogarth, ma a chi l'ha criticato)
Van Morrison Moondance
Voto:
stupendo, fantastico. van the man al suo apice, ma anche no, perché anche in seguito ha saputo sfornare gioielli. personalmente lo preferisco ad astral weeks, ma capisco anche le opinioni opposte. quanto a moondance, ogni volta che sento la versione bubléggiante m'incazzo. almeno la gente alla radio dicesse che trattasi di cover dell'immenso van m., invece no, sembra quasi che sia un pezzo scritto dallo sfigatello canadese. anyway, grandissimo
The Who Then And Now, 1964-2004
Voto:
Una raccolta ha sempre i limiti del genere. E in questa manca ad esempio quel capolavoro assoluto di Baba O' Reily. Però in effetti il booklet è fantastico e per iniziare a immergersi nel mondo di Pete John Keith e Roger (forse il miglior cantante rock in assoluto) va bene.
Free Free
Free Free
9 mag 08
Voto:
bella recensione (io sono favorevole al track by track) disco più che apprezzabile, con un paul rodgers super