Defender85

DeRango : 1,87
DeEtà™ : 6792 giorni • Qui dal 4 novembre 2007
Nikki Sixx The Heroin Diaries - Un anno nella vita di una rockstar allo sbando
Voto:
..."la moglie annoiata di Bruce Dickinson"? XD
Saxon Wheels Of Steel
Voto:
Disco cardine dell'intero movimento NWOBHM, 5 anche solo per l'importanza storica, imprescindibile per capire la storia dell'Heavy Metal di quegli anni, assieme agli altri due must dei Saxon a nome "Heavy Metal Thunder" e "Denim & Leather".
Paul Chain Violet Art Of Improvisation
Voto:
...Mi sa che io e te abbiamo dei gusti in comune...! Grandissimo Paul Chain, questo devo ancora ascoltarmelo, ma al maestro Catena un bel 5 per tutta la vita, a prescindere!
Amon Amarth Versus The World
Voto:
bella RECINZIONE! @GATE: a parte comunque che il serpente di cui parli si chiama Jormungand e che midgard è, tra i 9, il mondo in cui vivremmo noi, ma comunque...! @Jurix: AMON AMARTH = Monte Fato nel Signore degli anelli, tutto lì (minchia che fantasia, anche questi svedesi qua!) ... il gruppo in sé comunque non l'ho mai ascoltato più di tanto, ma non mi sembrano male...
The Black Abbatia Scl. Clementis
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Bellissimo disco! Io però quelle influenze da Power teutonico non ce le sento, sento più uno Speed grezzo à la Exciter, o appunto nello stile dei primi Judas Priest... Comunque sia, bel disco, anche se, come ho già ribadito altrove, per me il meglio di sé Di Donato lo ha dato con i mitici e purtroppo dimenticati Requiem.
Exodus Another Lesson in Violence
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Comunque tutto questo ritorno alle origini dall'altro lato a volte rischia di far tornare a galla immeritatamente anche proposte che all'epoca sono rimaste giustamente ignorate, ma in questa corsa alla riscoperta tutto fa brodo... Gli anni 2000 hanno aperto questo trend, oltre a quello, talvolta ai limiti del deleterio, dell'imitazione del passato, ma qui passo e chiudo.
Exodus Another Lesson in Violence
Voto:
Acuto lo spunto di riflessione sull'inversione di tendenza degli ultimi 10 anni circa, ma io penso che si tratti di un trend generale, che non riguarda solo il Thrash: gli anni '90 hanno praticamente esaurito ogni innovazione capace di attirare le masse (i gruppi Avantgarde, con le loro intuizioni geniali ed estreme, sono e saranno sempre band di culto per un pubblico ristretto, per quanto ancora oggi in testa all'evoluzione del genere, per come la vedo io), le quali masse si sono rivolte inevitabilmente alla riscoperta di quanto di buono viene dal passato: basti pensare non solo al Thrash, ma anche al revival altrettanto "esplosivo" della NWOBHM, tra reunion di gruppi storici, band che cercano di riaccostarsi alle sonorità più "Tygers Of Pan Tang" e "Tank", quattordicenni con le T-shirt di Raven e compagnia cantante, ecc. ecc... Io la vedo così: il Power ha stufato, novità non ce ne son più, o son veramente poche o rivolte a pochi, e quello che ai più resta da fare è una specie di ricapitolazione in mancanza di altro. Del resto c'è una marea di proposte rimaste nell'ombra negli anni '80 tutte da riscoprire e magari da apprezzare pure... Al di là di tutto comunque ben vengano i ritorni in grande stile dei gruppi storici! Quelli no che non tramontano mai...!
Motörhead The world is yours
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LONG LIVE ROCK'N'ROLL!
Federico Greco e Roberto Leggio Il mistero di Lovecraft - Road to L.
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Nulla da dire! ...idem anch'io...!
Howard Phillips Lovecraft L'Innominabile
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In un certo senso uno dei manifesti della poetica lovecraftiana, ma proprio per la sua natura in un certo senso programmatica (mai come in questo "Innominabile" troviamo infatti indizi così diretti sulle idee letterarie dell'autore, se escludiamo i trattati come "In difesa di Dagon" e "L'orrore soprannaturale in letteratura"), tendo a preferirgli racconti meno "teorici" e più "pratici", come "Le montagne della follia". ...Riguardo la recensione, molto bella e curata, mi sento di dissentire su un unico punto, cioè sulla funzione di spartiacque dell'"Innominabile": l'influenza di Dunsany infatti si farà sentire ancora (e pesantemente) dopo la stesura di questo racconto; si vedano a tal proposito "La chiave d'argento", "La casa misteriosa lassù nella nebbia" e soprattutto "La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath", forse il suo racconto più dunsaniano, in effetti, e quello sì, ricapitolazione e chiusura di una fase della sua vita e scrittura. E del resto invece punti di raccordo tra le due anime di Lovecraft (quella più onirica, appunto, e quella più "devota" al ciclo di Cthulhu) si possono a mio parere ravvisare già nella sua prima produzione ("La scomparsa di Juan Romero", ad esempio, oppure la sua prima formulazione di una fantascienza che spazia in dimensioni ulteriori e spalanca le porte alle prime entità aliene della sua produzione, cioè "Oltre il muro del sonno", oppure addirittura già "Dagon", che prefigura tutta l'oscura mitologia che avrebbe preso poi forma concreta dal 1926 in avanti con "The Call Of Cthulhu", mentre "La città senza nome" anticipa schematicamente le due grandi discese negli inferi sulle tracce di terribili civiltà preumane che saranno "Le montagne della follia" e "L'ombra calata dal tempo"). Ma questo del resto è solamente un mio parere e si sa che in tutte le opere ognuno ci vede quello che preferisce.